Recensione di Dynasty Warriors DS: Fighter's Battle

Copertina Videogioco Dynasty Warrior
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Koei
  • Distributore:

     Koei
  • Lingua:

     giapponese
  • Giocatori:

     1-2
  • Data uscita:

     29 marzo 2007 Giappone
- Divertente…
- Diverse battaglie…
- … per molto poco
- …uguali fra loro
- I.A. pressoché assente e bugs clamorosi
- Comparto grafico e sonoro insufficienti
- Touch-Screen non utilizzato
A cura di (Benenath) del
Dynasty Warriors è sempre stato un prodotto che, nonostante i suoi innumerevoli capitoli, non ha mai saputo rinnovare in modo deciso il genere a cui appartiene.
In attesa del sesto episodio in arrivo su Play Station 3 ed Xbox 360, ed uno spin-off nel mondo di Gundam, Dynasty Warriors DS: Fighter’s Battle rappresenta l’ultimo titolo in ordine cronologico della serie.
Considerato il successo di Nintendo DS, questo episodio sembra fatto apposta per sfruttare la cresta dell’onda e piazzare un buon numero di copie soprattutto in Giappone, dove questo brand ha molto seguito.

Vincere una guerra con la sola pressione di due tasti
Non si può certo dire purtroppo che Koei abbia riservato particolare attenzione alle peculiarità di Nintendo DS. Touch-Screen e microfono sono perennemente inutilizzati, mentre il doppio schermo visualizzerà il campo da battaglia e la mappa.
Il concept del gioco è semplice. Avrete ha disposizione diversi territori della vecchia Cina Imperiale, ove, una volta scelto il nome del proprio esercito e il territorio da attaccare, vi troverete in un campo di battaglia a sua volta diviso in altri territori con alcuni di essi occupati da basi nemiche o alleate. Ogni territorio ha un numero minimo di nemici da eliminare per ritenerlo ‘superato’: in media dovrete uccidere almeno quindici avversari. Questo numero crescerà in concomitanza con il numero di basi nemiche, dove andrete ad uccidere anche il difensore di turno con un diretto 1vs1 all’interno dell’edificio principale. Come anticipato daremo sì un nome al nostro esercito, ma di questo non ci sarà neanche l’ombra! Potrete solamente selezionare il comandante che andrà di territorio in territorio a combattere. Contro di voi ci sarà il comandante nemico, che farà le vostre stesse identiche cose, quindi è fondamentale riuscire ad essere veloci cercando di non morire prima di lui.
C’è la possibilità, naturalmente, di sfidare l’avversario direttamente. E’ sufficiente
incrociarlo in un territorio e partirà lo scontro, ma lo sconfitto non morirà, semplicemente subirà una rinascita in un punto qualsiasi della mappa e, che ci crediate o no, a volte sarà addirittura un vantaggio! Questo perché, una volta conquistate tutte le basi nemiche sarà la volta del quartier generale, e se la rinascita avverrà in un punto vicino all’obiettivo, magari prima lontanissimo, la situazione diventerà decisamente un po’ strana, dato che la sconfitta con il comandante avversario potrebbe servire su un piatto d’argento la vittoria finale. Un po’ un controsenso, vero?
A proposito di generali: una volta sconfitto quello a difesa di una base nemica, nella prossima battaglia lo potremo mettere a protezione delle nostre basi imperiali. La cosa meno opportuna, purtroppo, consiste nel fatto che comunque il nemico avrà sempre gli stessi generali, quindi immaginatevi una serie di doppioni nella mappa a difendere ognuno basi nemiche avversarie fra loro, con risultati poi piuttosto scadenti. Non mi è mai capitato, infatti, anche a livello facile, che il mio avversario principale incappasse in una sconfitta.
Si ha la possibilità di utilizzare degli oggetti speciali durante le battaglie. Uccidere i nemici, infatti, ci farà raccogliere speciali anelli che, dopo aver riempito completamente una barra sul minischermo, vi forniranno una mossa speciale a caso fra le diverse disponibili. Potrete far cadere degli improbabili meteoriti sui vostri avversari, renderli ciechi, confonderli e così via. Il tutto avverrà con la semplice pressione del tasto Y quando vedrete disponibile l’attacco.
Con il tasto X, invece, farete partire il ‘super-attacco’ quando una barra di colore blu andrà a riempirsi colpendo continuamente i malcapitati avversari. Questo tipo di mossa è molto utile in concomitanza delle basi nemiche, dato che potrete ‘caricarla’ uccidendo chi andrà a difendere la zona e, una volta pronta, usarla contro il generale del momento, riuscendo a portargli via almeno metà della sua barra vita.
A e B saranno i tasti più utilizzati perché rappresentano i due principali attacchi disponibili nel gioco. Tuttavia le combo sono limitate e questi attacchi risultano palesemente ripetitivi e poco ispirati così da annoiarvi facilmente.
Non si può certo negare che sia un titolo divertente, ma la noia sopraggiungerà troppo presto con la conseguenza che lascerete il titolo sullo scaffale a prendere polvere prima di quanto vi possiate immaginare; è un peccato, soprattutto perché bastava un po’ di varietà in più per renderlo un gioco più appetibile.

2D e 3D un giusto mix?
Forse in altri lidi lo sarà sicuramente, ma non in Dynasty Warriors DS. Il titolo Koei presenta infatti scenari in 3D e personaggi in 2D. Il problema è che se i primi sono ripetitivi gli altri sono animati davvero male e con dei ridicoli difetti che nel 2007 non dovrebbero esistere. Uno dei tanti è la miracolosa prova di forza del nostro personaggio. L’ironia voluta di questa frase sta a significare che vi basterà semplicemente camminare sui vostri avversari per spostarli come se fossero dei manichini senza materia e leggeri quanto una piuma. Un bug esemplificativo che insieme agli altri difetti descritti pregiudica il giudizio finale di un titolo che sembrava essere più promettente.
Scenari ripetitivi e poco ispirati e un level design semplicemente da dimenticare non riescono a salvare il disastro ottenuto dal comparto tecnico del titolo. Dimenticavamo una IA assente, dei nemici (quasi) tutti uguali, e per nemici intendiamo i generali.
Non si salva nemmeno il comparto sonoro e la longevità. Potrete udire due-tre effetti per le spade e sempre le stesse urla ed imprecazioni vostre e dei nemici. Musiche decisamente inadatte allo stile cinese imperiale. Le musiche rock inserite infatti si adattano si alla frenesia ed alla velocità del titolo, ma di certo non allo stile evocativo che possono avere le battaglie nel sempre tormentato vecchio impero cinese.
Il gioco, infine, è piuttosto corto ed i tre livelli di difficoltà non differiscono di molto. C’è la possibilità di giocare in tre, ognuno con la propria scheda, ma è davvero poca cosa e non risolleva certo le sorti di questo titolo.
Recensione Videogioco DYNASTY WARRIORS DS: FIGHTER'S BATTLE scritta da BENENATH Dynasty Warriors DS: Fighter’s Battle rappresenta il classico caso di occasione sprecata. Un titolo che sa essere divertente, ma lo fa solo nel breve termine a causa di una certa ripetitività sia del gameplay che degli scenari di turno. I grossolani difetti del comparto tecnico, errori che nel 2007 non vorremmo più vedere da sviluppatori professionisti, un aspetto sonoro inadatto alla situazione ed una longevità ridicola non possono permettere a questo titolo di raggiungere la sufficienza.
Di episodi di Dynasty Warriors ne sono stati realizzati davvero troppi quindi il fascino di questo titolo è in ogni caso calato rispetto a un tempo. Su Nintendo DS però si poteva e si doveva fare di più. Dopotutto era il primo episodio sulla console portatile, e visto il discreto lavoro fatto con PSP si sarebbe potuto dedicare la stessa cura anche alla macchina Nintendo. Invece non è stato così e il risultato è un titolo che ci sentiamo di sconsigliare a chiunque, anche agli appassionati del genere.
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