Recensione di Megaman ZX

Copertina Videogioco Megaman
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Platform
  • Sviluppatore:

     Capcom
  • Data uscita:

     disponibile
- Grafica coloratissima e dettagliata
- Difficoltà elevata
- Boss molto ben progettati
- A tratti frustrante
- Touch-screen inutilizzato
- Nessuna differenza tra i due personaggi
A cura di (Motobecane) del
A vent’anni dal suo esordio su NES, Megaman si ripropone in una serie tutta nuova sulla piccola console di casa Nintendo. ZX accoglie infatti, per la prima volta, una giovane coppia di protagonisti interamente umani, decretando la fine dei leggendari Maverick Hunters visti in passato. Il succo però non cambia: salvare il mondo cercando di portare a casa la pellaccia (metallosa).

Born to be Cattivone
Ora spiegatemi come può non essere perfido un uomo il cui nome all’anagrafe risulta essere Serpent, ha un mento enorme, e possiede anche la più grossa azienda produttrice di energia del pianeta. Il soggetto in questione, inoltre, si maschera dietro una facciata da eroe nazional-popolare e salvatore dei deboli, quando in segreto i suoi piani prevedono l’escavazione di siti archeologici in terre desolate, alla bramosa ricerca dei preziosissimi biometalli. Questi ultimi racchiudono l’anima di leggendari Maverick Hunters vissuti in passato (Zero e compagnia bella) e donano al fortunato possessore poteri incredibili.
Ad intralciare i piani del perfidissimo troviamo una dinamica coppia di pony express, Vent e Aile, che, durante la consegna di un misterioso quanto prezioso pacco, si ritrovano, schiavi delle circostanze, ad assurgere al ruolo di salvatori del mondo. Per fare ciò dovranno lasciare da parte la loro forma umana (notoriamente scarsa e inadatta ad affrontare boss mascelloni), facendo affidamento proprio sui biometalli che troveranno nel corso dell’avventura, ognuno con le proprie caratteristiche peculiari, adatte di volta in volta a situazioni differenti.

Lo zen e l’arte del Blastaggio
Lasciando da parte la banale, per quanto articolata, storia che fa da sfondo alle sonore mazzuolate da distribuire ai nemici, andiamo ad esaminare gli aspetti tecnici dell’ultima fatica portatile targata Capcom.
La struttura del gioco si basa sull’ormai collaudata miscela di azione e piattaforme vista già in passato, con controlli sublimi e una reattività dei protagonisti davvero eccelsa. Il nostro alter ego zampetta di qua e di là con un’agilità invidiabile, affettando e blastando nemici che è una meraviglia. Il mondo di gioco è discretamente ampio anche se la presenza di un’unica mappa liberamente esplorabile non nasconde una certa linearità dettata dalla desueta struttura livello uno porta a livello due che porta a livello tre che porta al boss. Tuttavia la possibilità di scegliere di volta in volta la missione da affrontare ed una manciata di side quests mediamente divertenti tengono lontana la noia, aumentando la longevità di un prodotto che difficilmente rigiocheremo una volta terminato.
Per la gioia di molti il livello di sfida proposto è molto elevato e richiede tempismo e reattività eccellenti, tenendo fede alla tradizione del megaman più tosto. Quello che risulta insopportabile è l’incomprensibile ostinazione di Capcom a voler riproporre tutti i boss prima dello scontro con il cattivone finale. Questo, oltre ad essere frustrante (otto boss più Serpent, senza salvare, metterebbero a dura prova la pazienza di chiunque…), è decisamente ripetitivo e la sensazione di voler allungare il brodo da parte degli sviluppatori c’è tutta. In fin dei conti però ciò che rimane è una bella sfida che invoglia a riprovare da capo automigliorandosi piuttosto che scaraventare il ds contro il muro.
Passando al comparto visivo Megaman ZX sfoggia una grafica coloratissima, fluida e ultradettagliata, che riesce a rendere quanto mai vivo e vibrante un universo futuro molto ben caratterizzato, con ambientazioni estremamente varie e affascinanti. Anche il sonoro, seppure non sempre entusiasmante e originale, riesce nell’impresa di accompagnarci lungo un’avventura divertente ed eccitante, con musiche incalzanti ed effetti più che buoni.

DS sì, DS no
Un paio di difetti minano però un gioco che senza fatica sarebbe potuto assurgere a capolavoro del genere, sfidando i vari Castlevania e compagnia bella. Innanzitutto la differenza tra i due protagonisti è nulla. A parte l’estetica e alcuni tratti della loro storia personale, Vent e Aile hanno lo stesso identico campionario di mosse e biometalli utilizzabili. In secondo luogo il touch screen del DS rimane per quasi tutta l’avventura inutilizzato. La parte inferiore si limita infatti a mostrarci per il 90% del tempo la scritta M.E.G.A. SYSTEM, intervallata a porzioni di mappa o status del nemico (quando usiamo un biometallo che ne prevede la funzione). Una mancanza grave, che si sente durante l’esperienza di gioco, e che abbassa di un punto buono la valutazione finale lasciando la sensazione di avere fra le mani uno stupendo gioco per GBA piuttosto che un titolo per il due schermi di casa nintendo…peccato.
Recensione Videogioco MEGAMAN ZX scritta da MOTOBECANE Megaman ZX farà la gioia degli appassionati degli episodi classici della serie e anche di tutti coloro che vogliono cimentarsi in una sfida impegnativa, immersi in una visione futura molto caratterizzata e avvincente. I controlli perfetti e la genialità di alcuni boss garantiranno ore di divertimento e grande soddisfazione per chi riuscirà a portare a termine il compito. Peccato solo per il mancato utilizzo del touch screen, che avrebbe fatto salire Megaman ZX nell’olimpo degli action-platform portatili…
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