Recensione di Hotel Dusk - Room 215

Copertina Videogioco hoteldusk
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Avventura
  • Sviluppatore:

     Cing
  • Distributore:

     Nintendo
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     Disponibile
- Trama coinvolgente e intrigante
- Grafica d'atmosfera e molto stilosa
- Enigmi sensati e non troppo astratti
- Colpi di scena a volte prevedibili
- Qualche enigma fuori posto
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A cura di (Damien) del
Another Code (o Trace Memory nella versione Usa) è stato uno dei titoli che più ha contribuito all’affermazione del Nintendo DS non solo come semplice ‘gadget’, ma come sistema che potesse sfruttare in maniera intelligente e divertente le sue due caratteristiche precipue: il touch screen e il doppio schermo. Purtroppo era un titolo minato da una trama non chiarissima e da enigmi spesso troppo dipendenti dalle suddette caratteristiche del gioiellino Nintendo. Siamo ormai nel 2007, il DS è console più che affermata, e la CING ci riprova con un’altra avventura grafica: Hotel Dusk – Room 215.

Addio verdi colline!
Scordatevi quel tema, inizialmente, solare e pseudotecnologico dove guidavamo la bella Ashley, Hotel Dusk punta invece su atmosfere noir e ambienta la storia nei primi anni ‘70. Vestiremo il lungo impermeabile di Kyle Hyde, un ex poliziotto di New York che in seguito al tradimento del suo migliore amico, Bradley, lascia le forze dell’ordine e diventa una specie di reietto che lavora solo per mantenersi e ha un unico scopo nella vita: ritrovare Bradley per capire finalmente il perché del suo tradimento. Ma c’è un problema, lo stesso Kyle ha sparato al suo ex collega e non si sa neanche se questi sia vivo o morto… In tutto ciò, il nostro eroe lavora ora come rappresentante, e ogni tanto rintraccia ‘oggetti smarriti’. Questa volta, il suo capo lo manderà all’Hotel Dusk ad aspettare un pacchetto, ed è lì che Kyle si ritroverà coinvolto in una serie di intrighi e di conseguenti colpi di scena che lo porteranno sempre più vicino alla verità. E davvero, non è il caso di svelarvi altro della trama, perché a differenza di Another Code, qui fa proprio la parte del leone. Anche se non riesce sempre a convincere e ogni tanto è un po’ prevedibile, i dialoghi sono strutturati ottimamente e non ci sono molti punti morti (perlomeno per chi è abituato al genere dell’avventura grafica). Soprattutto i personaggi sono costruiti meravigliosamente, ognuno con uno suo scopo e con qualcosa da nascondere; non ci vorrà molto ad affezionarsi: a Rosa, la cameriera testarda ma dal cuore d’oro, a Louie, il cameriere pigro e sempre pronto a combinare danni che però nasconde dei segreti, alla silenziosa e fascinosa Mila… Insomma, per quanto riguarda la trama, è chiaro che la CING ha raccolto le giuste e numerose critiche rivolte adAnother Code per porre rimedio; non siamo ancora alla perfezione, ma i passi intrapresi in questa direzione sono ottimi.

O con lo stylus o con il ditino
Com’era prevedibile, la meccanica di gioco fa uso quasi esclusivamente del touch screen, attraverso il quale muoverete Kyle sulla mappa dell’albergo, mentre sullo schermo superiore potrete vedere le stanze dove vi sposterete. Attraverso sempre il touch screen potrete selezionare gli oggetti da esaminare, le azioni da intraprendere, le risposte nelle conversazioni e così via: insomma, esattamente come facevate nel precedente titolo dei CING. Indubbiamente è una tecnica che funziona alla perfezione, e ci si chiede perché in effetti il genere delle avventure non abbia visto più fortuna su DS… ma a quanto pare, alcune software house stanno intuendo le potenzialità.
Veniamo ora al secondo punto chiave: gli enigmi sono migliorati? Effettivamente sì, stavolta non dovremmo ricorrere così tanto ai temuti ‘metodi alternativi’ di soluzione (tipo soffiare, chiudere la console, ecc), ma dovremo piuttosto far uso della nostra memoria e del nostro intuito. Purtroppo ogni tanto ancora si presenterà qualche enigma decisamente fuori posto (a un certo punto dovremo giocare a una specie di rudimentale bowling e bisognerà vincere per forza… e com’è difficile tirare bene col touchscreen!), ma sono cose che capitano di rado ed è sicuramente perdonabile.
Per quanto riguarda il grado di difficoltà, non ho rilevato nessun enigma particolarmente complicato; un paio di volte vi ritroverete disperati, ma basterà riflettere attentamente per capire che si è semplicemente dimenticato qualcosa, quindi può essere tranquillamente indicato anche per chi è alle prime armi con il genere. Inoltre, una notizia che forse non interesserà molti, ma è uno dei pochi titoli che supporta il Rumble Pak; carino quando vi chiameranno sul pager e il DS vibrerà!

Abbasso il technicolor!
Che Hotel Dusk sia una storia noir si potrebbe capire semplicemente dalla trama, ma per i più disattenti … basterà guardare le immagini! Questo perché Room 215 sfoggia uno stile grafico decisamente unico: tutti i personaggi sono ritratti in bianco e nero (un po’ come succedeva in Noir, vecchia avventura per PC), su sfondi colorati. Occasionalmente ci saranno delle cutscenes con colori sbiaditi, stile acquerello, realizzate in maniera davvero evocativa. Ma ciò che colpisce per la realizzazione tecnica sono più che altro i personaggi mentre parlano tra di loro, davvero non si riesce a staccargli gli occhi da dosso! Le animazioni sono fluide e realistiche, e i personaggi sono sì in stile fumettoso ma non nel classico manga, piuttosto una via di mezzo tra orientale e occidentale. E’ quasi un peccato che sia necessario leggere i dialoghi per capire qualcosa, perché le espressioni facciali e i gesti già quasi basterebbero a rendere l’idea di cosa stia succedendo. La grafica 3D dell’albergo invece non è certamente a livelli elevati, da quel punto di vista il DS non è certo il top, ma comunque il motore grafico è solido e complesso, sia per quanto riguarda il frame rate che per il polygon count; capiterà piuttosto raramente di trovarsi di fronte a oggetti non decifrabili. Naturalmente non ci sono dialoghi in Hotel Dusk, né tantomeno sample vocali di sorta, ma personalmente è una scelta che mi sento di approvare. Le musiche del gioco sono sempre su uno stile ‘lounge/jazz’ che si amalgama perfettamente all’atmosfera fumosa e misteriosa in cui ci troveremo immersi; forse difettano un po’ di varietà, ma comunque non c’è di che lamentarsi.

The end...?
Tirando le somme siamo di fronte a una promozione per la nuova avventura dei CING? Sì, senza ombra di dubbio. Hotel Dusk è una spanna sopra rispetto ad Another Code in tutti i sensi, soprattutto per come riesce a trascinare il giocatore in una storia avvincente e popolata di personaggi intriganti e pieni di misteri da risolvere. Se riuscite a lasciarvi catturare dalla storia, a non farvi distrarre da qualche enigma fuori posto o dal luogo in cui giocherete (sempre un problema quando si tratta di console portatili), quasi vi dispiacerà alla fine delle 12/15 ore necessarie per portare a termine l’avventura. Personalmente posso dire che è la migliore avventura grafica a cui abbia giocato negli ultimi tempi, sia su DS che altrove.
Recensione Videogioco HOTEL DUSK - ROOM 215 scritta da DAMIEN Hotel Dusk migliora tutto quanto di buono si era visto in Another Code e lo trasferisce in una storia densa, avvincente e coinvolgente. Una delle migliori avventure degli ultimi anni, consigliatissimo.
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