Recensione di Lunar Knights

Copertina Videogioco Lunar Knights
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Avventura
  • Sviluppatore:

     Kojima Productions
  • Data uscita:

     Fine 2006
- Buon comparto tecnico e musiche straordinarie
- Bellissimi i video in stile Anime
- Ottimo Gameplay e trama ben articolata…
- …anche troppo!
- Sezioni di volo ripetitive e noiose
- Grafica non distante da quella GBA
A cura di (Benenath) del
Lunar Knights è il primo titolo della nuova serie di Konami e Kojima, ma il quarto episodio spirituale della saga di Boktai, vista su Gameboy Advance.
Boktai era un titolo particolare. Infatti, le cartucce, erano provviste di un ingegnoso sensore solare che, messo sotto la luce della grande stella, la ritrovavamo ben ricreata nel gioco.
Un prodotto decisamente notevole, non ripagato come si deve dal pubblico, dato che il terzo episodio non è mai uscito dal Giappone per scarsa risposta dagli Americani ed Europei.
Ora, Kojima, ci riprova con la console a due scherme Nintendo, con l’intento di costruire una nuova serie sulle ceneri del bellissimo Boktai.

Che cattivi questi vampiri!
Solo come si presenta la box-art (con tanto di mini-poster interno e retro della copertina con foto) fa capire della grande cura riposta nello sviluppo di Lunar Knights.
Dopo aver inserito la cartuccia nella slot-card, ci ritroviamo davanti ad uno dei tanti bellissimi video in stile anime sfornati dalla mente di Hideo. Il video introduttivo naturalmente ci parla della trama:
“La fine dell’età cosmica segna la venuta di una nuova era dove il viaggio interstellare è di norma tra le civiltà cosmonaute. Ai limiti dell’universo conosciuto c’è un remoto pianeta chiamato “Terra”.
Da tempo immemore una razza di vampiri assetati di sangue minaccia l’esistenza su questo piccolo pianeta. E ora la tecnologia aliena ha dato loro nuovi poteri.
Equipaggiandosi con un “blocca sole” e attivando il “paraSOL”, un sistema di controllo dell’ambiente per bloccare i raggi solari, hanno immerso il mondo nell’oscurità.
Dopo non molto l’umanità si è trovata di fronte ad un bivio: vivere come schiavi sotto il dominio dei vampiri o morire combattendo l’orda di morti viventi.
Ma proprio quando la paura e la disperazione hanno preso il sopravvento, una speranza è apparsa sotto forma di due ragazzi.
Uno di loro, armato con la spada Oscura, è coinvolto in un’infinita battaglia contro i vampiri. L’altro è un ragazzo che ancora deve imparare a controllare la forza del sole che giace nella sua anima.
Questa è la loro storia…”
La storia di Lucian, un cacciatore di vampiri, armato di “Vanargard” la sua spada oscura, un ragazzo orgoglioso e dai modi brutali ma allo stesso tempo determinato.
E Aaron, apprendista pistolero, armato di “Cavaliere”, pistola solare del defunto padre, vuole a tutti i costi proteggere tutto e tutti, e salvare il mondo.
Questa è l’estrema sintesi della trama e dei personaggi principali di Lunar Knights, una trama bellissima, coinvolgente che non vi farà staccare dal DS nemmeno per un secondino.

“Potrete controllare tutto, perfino il meteo…”
Andando ad analizzare a fondo Lunar Knights, cominciando dal gameplay, diciamo che siamo di fronte ad un puro action con elementi da GDR che ricorda molto da vicino il ben più blasonato Castlevania.
Infatti, tutto funzionerà in modo similare alle avventure di Alucard, sarete sempre immersi nell’azione pura, con un tasto che verrà usato per l’attacco che migliorerà sensibilmente con la crescita di livello, un altro per la difesa, un altro per interagire con oggetti e personaggi e un altro ancora per guardarsi intorno. Mentre, i dorsali vengono usati per agganciare un nemico e cambiare opzione tra i menù.
Il tutto funziona decisamente bene, il gioco non è propriamente immediato per i novellini, non per la difficoltà ma per l’incredibile mole di settori da controllare sin dalle battute iniziali.
Le peculiarità del DS vengono usate in modo intelligente, i due schermi ci servono per controllare in alto lo stato del cielo che avrà un’influenza notevole nel gioco, di cui approfondiremo più avanti nella recensione. Soffiando nel microfono faremo emettere un fischio al nostro personaggio in modo da distrarre i nostri avversari. Con il Touch-Screen invece, controlleremo la navetta nelle fasi di volo per raggiungere il purifex. Particolare marchingegno che purifica le anime dei boss che ucciderete liberando il terrenniale che han imprigionato.
I terrenniali sono l’essenza delle forze elementari della terra, e donano sempre più energia a Lucian ed Aaron.
Dicevamo dello stato del cielo e l’influenza nel gioco. Infatti, grazie al paraSol, avremo la possibilità di controllare davvero tutto, perfino il meteo che ci servirà da supporto per i terrenniali che liberemo. Facendo un esempio pratico, immaginate di trovare una pozzanghera che vi intralci il cammino. Con il paraSol potrete alzare la temperatura e farla asciugare permettendovi cosi di continuare senza problemi il vostro percorso.
Qualcosa di innovativo sicuramente, che rende Lunar Knights unico nel suo genere e molto divertente da giocare.
Nel gioco, inoltre, troveremo tre diverse barre, quella vita, quella di energia e quella Trance.
La prima si spiega da sola, la seconda vi servirà ad utilizzare attacchi con i vostri terrenniali, mentre la terza, una volta giunta al limite, vi permetterà di sferrare un micidiale attacco speciale sempre con i vostri terrenniali, diverse volte vedremo anche l’uso del pennino.
Pennino che viene usato, dicevamo, nelle fasi di volo. Infatti, dopo aver sconfitto un boss e averlo sigillato nella “bara-razzo”, dovrete dirigervi al “Satellite Interstellare Girasole”, superando le linee nemiche. In questa fase, dovrete controllare la nave trascinandola con il pennino durante il percorso e selezionando le navi da colpire che man mano si avvicineranno intorno a voi.
Diciamo che è uno dei pochi difetti del gioco. Infatti, è una sezione dell’avventura piuttosto ripetitiva e noiosa che sicuramente avrebbe potuto beneficiare di una maggiore cura per rendere Lunar Knights quasi perfetto.
Per il resto, non ci sentiamo di rimproverare molto a questo titolo, il gioco è divertente e piuttosto scorrevole, coinvolgendo come non mai e lasciando sempre il punto interrogativo al giocatore che pur di risolverlo deciderà di andare avanti, ancora e ancora…

“Le musiche sono bellissime, i video in stile Anime pure…”
Analizzando il comparto tecnico non possiamo non cominciare a parlare delle musiche, che risultano in bellissime quanto i video in stile Anime che troveremo per tutto il prosieguo dell’avventura.
Le prime si dividono in un tripudio di gioia, oscurità, jazz, malinconia e quant’altro, rendono questo titolo una vera manna per le orecchie del giocatore, coinvolgendolo fino al midollo e senza lasciare scampo, del resto anche i Boktai ci deliziavano di tale pregio.
Per i video in anime diciamo solamente che sono straordinariamente spettacolari, ben diretti, ottimo character design e naturalmente, anche qui, ottime musiche. Permettono cosi al giocatore di seguire meglio le fasi di una trama che dicevamo si stupenda, ma anche un po’ troppo confusionaria in alcuni punti, in perfetto stile Kojima.
La grafica non si discosta molto da quella vista negli episodi per GBA, ma oltre ad essere migliorata per definizione vediamo alcuni effetti piuttosto spettacolari che vi faranno scendere la parziale delusione. Stupenda, invece, la sezione in volo completamente in 3D, con tanto di realistiche esplosione ma con scenari spesso ripetitivi e poco ispirati.
L’IA dei nemici è essenziale, e forse è giusto cosi, non ci saremmo certo aspettati da un titolo come questo degli avversari meticolosi che studiano tattiche impossibile, e non ci lamentiamo nemmeno del multiplayer.
Questo offre la possibilità di affrontare fino a 4 giocatori, anche con una sola scheda, in una mappa prestabilita. Non è proprio il massimo ma è l’ideale per una partitella tra amici.
Il gioco, infine, è abbastanza longevo e sicuramente vi porterà via una discreta quantità di tempo per riuscire a risolvere perfettamente i misteri che si celano nell’entità oscura che vi apprestate a sconfiggere.

Curiosità: Nello slot-GBA è possibile inserire la cartuccia di Boktai, per sfruttare il sensore solare del titolo. Un interessante uso, quindi, della doppia versatilità della console Nintendo.
Recensione Videogioco LUNAR KNIGHTS scritta da BENENATH Concludendo, Lunar Knights è un ottimo titolo, degno del “prequel” Boktai visto su GBA.
Buon comparto tecnico, straordinarie musiche e video in stile anime, trama articolata e solido gameplay lo rendono uno dei migliori giochi per la console portatile a due schermi e un buon debutto per Hideo Kojima sulla stessa.
Il suo “tocco” si vede, nel bene e nel male, e ci sentiamo di consigliare il gioco un po’ a tutti, specialmente a chi ha amato Boktai e Castlevania.
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