Recensione di Chess

-Il Chess Quiz non è male...
-...ma il resto si
A cura di (Gab_84) del
Alla presentazione di Nintendo DS, la casa di Kyoto, fece subito capire quali sarebbero state le sue intenzioni con la neonata console: già il nome stesso DS, ovvero, Development System poteva far intuire che il gioiellino Nintendo sarebbe stata la console più amata dagli sviluppatori per la sua semplicità di programmazione ma soprattutto per i minori costi di sviluppo ai quali si sottoponevano le software house.
Nintendo quindi diede vita alla cosiddetta “Touch Generation” che prevedeva una serie di giochi tutti incentrati sulle caratteristiche peculiari del DS, vale a dire il Touch Screen, il microfono e il doppio schermo. Dopo i pluri-million seller, Nintendogs e Brain Training, sul DS approdarono moltissimi giochi prodotti da piccole software house che con sforzi minimi in termini economici, potevano ricavare utili piuttosto consistenti; ed eccoci quindi a parlare di un titolo che fa parte di quella schiera di giochi che non sarebbero potuti esistere su altre console ma che trova in Nintendo DS il suo naturale habitat.

Un classico senza tempo
Sviluppato da un minuscolo team quale Indipendent Art Software, Chess si presenta come un titolo senza pretese e si può evincere sin dai primi momenti di gioco che il livello totale del titolo è senza dubbio basso.
Le modalità presenti sono soltanto 3: una in single player, un’altra in multiplayer locale wireless e per finire è presente il Chess Quiz, che approfondiremo in seguito.
Il gioco in solitario consiste nella classica partita contro il computer, con possibilità di scegliere diverse opzioni quali il livello di difficoltà, il colore dei nostri scacchi, il tipo di gioco (scacchi classici o le sue moderne varianti), l’ambientazione della nostra partita e, infine, la possibilità di attivare o no la funzione vocale. La difficoltà, comunque, è ben calibrata e il computer, ai livelli più alti, sarà un avversario ostico anche per i più smaliziati giocatori di scacchi.
La modalità multiplayer non è altro che la classica partita contro un amico: nessun'aggiunta e nessun’altra opzione da condividere. Senza dubbio molto limitata ma se avete un appassionato di scacchi con cui giocare, troverete il tutto abbastanza soddisfacente. La mancanza del supporto alla Nintendo Wi-Fi Connection non fa altro che abbassare la già precaria longevità del titolo, limitandolo ad un veloce passatempo, magari giornaliero.
Il Chess Quiz è la parte diciamo più originale, se così si può definire, del gioco: si tratta di risolvere in un numero di mosse prestabilito, una partita già iniziata. Ovviamente, i conoscitori degli scacchi, non troveranno niente di nuovo, considerando che questo tipo di gioco è presente sempre in molti giornali come La Settimana Enigmistica, ma il neofita del genere potrà trovare queste sfide molto appassionanti. Il Chess Quiz si compone di 70 livelli, ognuno dei quali con obiettivi diversi: grazie a questa modalità la longevità globale del titolo, apparsa precaria fin da subito, aumenta di qualche gradino.
Dulcis in fundo, è presente anche una modalità non giocabile, che farà rivivere al giocatore ben 100 “incontri storici”, tra i più esperti campioni di scacchi di tutti i tempi, con tanto di nomi dei protagonisti e il luogo dell’incontro: si passa, infatti, da un incontro a Berlino nel 1851 tra Adolf Anderssen e Carl Mayet al più recente Kasimdzahanov contro Kasparov (forse il più conosciuto dal grande pubblico) di Linares nel 2005. Un’interessante aggiunta che farà scoprire agli appassionati e non, mossa dopo mossa, i segreti di una partita perfetta, insegnati direttamente dai maestri di ogni epoca.

Tecnicamente parlando
Come già detto, il DS offre agli sviluppatori semplicità di programmazione e bassi costi; Chess si dimostra l’esempio perfetto di questa filosofia: basso budget, basso profilo tecnico. In effetti il comparto tecnico è inferiore alle aspettative: seppur venduto a prezzo ribassato, il titolo offre una grafica mediocre e un sonoro noioso e ripetitivo. Chess sfrutta i due schermi del DS, presentando nel touch screen la scacchiera vista dall’alto, sulla quale andremo ad eseguire le mosse con il nostro fidato pennino, mentre nello schermo superiore è presente una visuale in 3D della scacchiera con vari elementi sullo sfondo: si varia da una sala aristocratica, ad un tavolo in stile moderno, per passare poi ad una colorata stanza dei bambini.
Nonostante la buona varietà di ambienti, non convincono proprio i protagonisti del gioco: ovvero i pezzi posti sulla scacchiera e distinguere l’Alfiere dalla Torre o il Re dalla Regina può risultare difficoltoso e si deve ricorrere allo schermo inferiore per sciogliere i dubbi.
La pecca più grave risiede comunque nel sistema di controllo del gioco: il touch screen poteva offrire un gameplay immediato ed intuitivo, come già visto nel gioco degli scacchi presente nella raccolta 42 Classici senza Tempo di Nintendo, ma Indipendent Art Software non ha saputo cogliere la palla al balzo, presentando un sistema impreciso e poco profondo: diverse volte è capitato, infatti, che, selezionando un pezzo per effettuare una mossa, il cursore si sposti in automatico, posizionandosi su un altro pezzo, vicino a quello da noi scelto, oppure può succedere anche che, per eseguire una mossa, siano necessari due o più tocchi di pennino sulla casella selezionata per far muovere il pezzo.
Per concludere l’aspetto tecnico del gioco, spendo due parole sul comparto audio. I motivetti che accompagnano la partita sono differenti in base all’ambientazione scelta, ma sono limitati ad un solo brano per ogni luogo: la noia dunque non tarderà ad arrivare e dopo poche partite vi verrà quasi spontaneo azzerare il volume del vostro DS. Una piacevole sorpresa poteva essere rappresentata dall’uso del microfono: durante la partita è possibile comandare le varie mosse semplicemente con la voce. L’idea di partenza è originale ma, considerando che bisogna pronunciare le lettere in inglese visto che il gioco non è localizzato in italiano e soprattutto che non vengono riconosciute mai le parole pronunciate, questa funzione vocale non aggiunge nulla la titolo, anzi lascia con l’amaro in bocca, vista la pessima realizzazione di una buona idea.
Recensione Videogioco CHESS scritta da GAB_84 In sostanza, Chess, è il classico titolo dedicato esclusivamente ai fan più accaniti del genere. Longevità e realizzazione tecnica lasciano molto a desiderare e, nonostante i tentativi di proporre qualche spunto innovativo, il gioco si perde nei meandri dell’enorme parco titoli del Nintendo DS. Considerando che la concorrente diretta è la stessa Nintendo con il gioco degli scacchi presente in 42 Classici senza Tempo, i ragazzi di Indipendent Arts vanno incontro ad uno scacco matto senza appello.
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