Recensione di Yoshi's Island DS

Copertina Videogioco Yoshi's Island2
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Platform
  • Distributore:

     Nintendo
  • Data uscita:

     disponibile
- Si tratta di Yoshi's Island
- Alto grado di giocabilità
- Tanti dinosauri e bambini paccioccosi
- A tratti commovente
- Comparto tecnico di altri tempi
- Nulla di effettivamente innovativo
- Poco duraturo
- No multiplayer
A cura di (Darkzibo) del
Chi si ricorda Yoshi’s Island per Super Nes ? Chi si ricorda dello stesso titolo riproposto su Game Boy Advance (tra l’altro in una scatola giapponese tutta patinata di ammirevole fattura)? Ebbene stavolta è la console a doppio schermo della grande N ad avere la sua versione di questo bellissimo e paffutissimo titolo. Verranno sfruttate le potenzialità di Nintendo DS oppure si tratta solo di un porting aggiornato del vecchio titolo ?

Una volta c’era qualcosa di nuovo
Yoshi’s Island, basa la sua struttura su tre particolarità. In primo luogo, il dinosauro amico di Mario può, durante un salto, issarsi ulteriormente per evitare un pericolo o volare per un breve istante. Inoltre Yoshi può inghiottire i suoi nemici e trasformarli in uova pronte a assaltare gli altri ‘terrificanti’ oppositori. Solamente i Koopa non possono essere ingurgitati (forse qualche problema nella digestione dei gusci?), però subiscono i colpi del destriero di baby Mario, che si metterà, tramite un mirino mobile, in posizione di lancio in modo da coprire una zona di attacco pari a poco più di novanta gradi. L’ultima stravaganza è la presenza, sul dorso di Yoshi, del piccolo Mario che genererà non pochi problemi: se, infatti, il sauro non può morire, la perdita del pargolo ogni volta che si subirà l’offesa nemica, darà origine a un conto alla rovescia, durante il quale, se il piccolo non verrà recuperato al più presto, comporterà la perdita di 1up.
Non solo a questi elementi si fermano le scopiazzature del vecchio titolo per SNES: stesso arredamento per ogni livello, stessi gabbiani, stessi fiori colorati dai petali giganti, stesse trasformazioni di Yoshi. Da ogni parte il riciclaggio è massiccio. Poco sorprendete è il montaggio dei livelli: la concatenazione di terra-aria-mare è stata ripresa a piè pari dal vecchio episodio del ’95 e in alcuni casi rimarrete delusi nel passare attraverso questi mondi che sanno di antico (non vecchio perché, a ogni modo, si sta parlando di un’opera d’arte).
Vero è che i programmatori di Artoon hanno cercato di mettere qualcosa di proprio in questo riecheggiamento della gloria passata come per esempio un trasformazione (non vi rivelo quale se no rovinerei la sorpresa!) capace di generare un grande scompiglio tra i nemici. Dove Yoshi’s Island DS non arriva, come invece accade per New Super Mario Bros, è la commistione del nuovo con il vecchio, la capacità di unire qualcosa di divertente e innovativo a un divertimento di molti anni fa. In fondo Yoshi’s Island è uguale da 11 anni ormai ed è brutto constatare come Artoon abbia approfittato del fatto che un titolo del genere possa avere già molti fan. Naturalmente, se questo fosse il primo titolo della serie che vi accingete a provare, il tutto potrebbe apparire nuovo e ben realizzato.

Un gioco da bambini
Tutta questa sferza di remake non deve però ingannare: la giocabilità è la medesima, veloce e immediata priva di quei comandi e combinazioni semi complicate che caratterizzano i giochi di questi tempi. La perfezione resta perfezione anche se il tempo passa, e Yoshi’Island DS ne è un esempio: controlli veloci, forse più reattivi di quanto visto nella vecchia versione, un impiego del secondo schermo per ampliare il raggio d’azione delle uova; come al solito la giocabilità è così buona che dopo pochi istanti di gioco non riuscirete a staccarvi facilmente dalla console. I pezzi più gustosi di questo seguito sono i nuovi bambini, che accompagneranno Mario nella sua missione: Bowser, Peach, Wario e Donkey Kong. Ognuno di essi possiede una o più abilità: Peach può sfruttare le correnti d’aria con il suo ombrello e volare, Donkey può sfondare alcune pareti e via dicendo.
La longevità è piuttosto breve, 5 mondi composti da 8 livelli ciascuno, anche se il fatto di poter cambiare bambino comporta un diversivo che rompe la linearità degli stages. Ogni mondo introduce un nuovo bambino e quindi il gioco risulta logicamente rilanciato, anche se questa innovazione avrebbe potuto funzionare anche senza la presenza del doppio schermo. Noterete che esiste una zona invisibile tra lo schermo superiore e inferiore, spesso vi si nasconderanno nemici o oggetti. Al giocatore spetta la scelta di cambiare il punto di vista muovendo le schermate per individuare l’elemento o il vostro antagonista nascosto. Potrebbe sembrare una cosa noiosa anche se è meglio considerarla come un gioco nel gioco, a voi la scelta. I livelli sono piuttosto lunghi, soprattutto nel mondo 4 e 5 ma è la presenza dei bambini a rendere trascinante l’avventura.
Lo avrete capito, Yoshi’s Island DS è un platform stile Super Mario, ovvero un gioco in due tempi, perché ogni mondo va affrontato almeno due volte: una per portarlo a termine e l’altra per trovare tutti gli oggetti presenti. In questo caso gli items da ritrovare sono parti dell’effige dei baby eroi. Questo titolo riuscirà a prendere talmente tanto l’attenzione del giocatore che ci si dimenticherà del fatto che non ci sia il multiplayer e che non abbia tenuto conto della presenza del pennino, neanche nei mini-giochi, presenti in una percentuale esigua.

Un mondo di bambini
Lo stile grafico di Yoshi’s Island DS si basa su quanto visto su SNES nel ’95, ovvero una risoluzione che ricorda parecchio i disegni dei bambini con colori pastello capaci di catturare l’occhio. In un mondo dei videogiochi come quello attuale, in cui il realismo sfrenato a smesso di far sognare i giocatori catapultandoli in un mondo di distruzione, uccisioni e battaglie mortali, ritornare agli albori del divertimento con disegni spensierati, non può fare che bene. Certo la grafica purtroppo risulta penalizzata, perché le potenzialità di Nintendo DS sono più alte, e un minimo ritocco avrebbe giovato, anche se gli sprites sono ben definiti e lo scrolling da una dimostrazione di come si possa migliorare un titolo già ottimo.
Gli effetti sonori, come la voce di Yoshi, le urla dei bambini e via discorrendo, sono ben realizzati e senza sbavature così come la colonna sonora che, come d’abitudine per i classici Nintendo, non esiterà a fissarsi nella vostra testa.
Recensione Videogioco YOSHI'S ISLAND DS scritta da DARKZIBO Come avrete capito, Yoshi’s Island DS non aggiunge molto a quanto già visto nel capitolo per SNES. Il discorso vale per i navigati del genere, perché chi si apposta per la prima volta a questo titolo resterà da subito stupefatto. Ci troviamo di fronte a un campione di giocabilità che può godere di qualche aggiunta, anche se non di un titolo originale. Perché l’arte che esprime questo gioco è incredibile, sopra le righe e basteranno pochi istanti all’interno dell’isola di Yoshi per non farvi più andare via. La tenerezza che esprimono i bambini, l’assistenzialismo paterno che il dinosauro dà ai pargoli, fanno di questo gioco un must impedibile per tutti gli appassionati del bel gioco. Resta sempre negli occhi e nel cuore vedere Yoshi rincorrere il bambino perduto, come se fosse una questione vitale recuperarlo e difenderlo dai mali che lo possono portare via. Una similitudine della vita? Può darsi, in fondo Nintendo ci ha abituati anche a questo.
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