Recensione di Point Blank DS

Copertina Videogioco Point Blank DS
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Arcade
  • Sviluppatore:

     Namco
  • Data uscita:

     Fine 2006
- Divertente
- 40 Minigiochi
- Non per tutti
A cura di (rspecial1) del
Tutti coloro che sono entrati almeno una volta in salagiochi o che si sono recati in qualche luna park avranno sicuramente familiare il nome di Point Blank, visto che l’arcade della Namco si è sempre contraddistinto per essere uno dei più giocati e divertenti, potendo contare anche su numerosi sequel. Ebbene, se le conversioni per Playstation erano all’ordine del giorno e l’uso di una lightgun ne rendeva fattibile una versione casalinga, nessuno si sarebbe mai aspettato di vedere questa saga approdare su una console portatile. Il Nintendo DS è ormai la console su cui ogni società sviluppa un po’ di tutto, visto ormai l’enorme parco macchine disseminato per il mondo che aumenta a dismisura; questo però implica anche la presenza di numerosi titoli davvero di bassa qualità e progetti che non sempre riescono nel felice intento di portare concretamente idee che sulla carta sono vincenti. Point Blank DS era uno di quei giochi che ci metteva tantissimi dubbi sulla propria bontà e sull’effettiva capacità di ricreare su un portatile le sensazioni ed emozioni provate con in mano una pistola, in fondo un pennino è molto diverso…

Insane!!
Alla Badai Namco hanno curato in ogni piccolo particolare la realizzazione del loro titolo, decidendo infatti di impostare il tutto come sugli episodi passati, con l’eccezione che stavolta dovremo toccare i bersagli e non sparargli…ma non temete, anche se sembra molto più facile il risultato è il medesimo, ovvero serviranno riflessi pronti ed una buona mira. Point Blank DS ci offre la possibilità di partecipare a diversi tipi di sfida, la modalità principale comunque rimane quella Arcade, dove saremo chiamati a superare un determinato numero di livelli (da un minimo di 4 ad 8) in quattro diversi livelli di difficoltà. Il gioco non presenta una storia ne un collegamento logico, è più una raccolta di 40 minigiochi da superare, il tutto cercando di colpire determinati bersagli in un determinato limite di tempo, o anche con un numero di proiettili molto ridotto. La difficoltà si baserà più che altro sul numero di obbiettivi da colpire, sul tempo a disposizione (sempre minore man mano che si avanza) e sul numero di oggetti di “disturbo” sullo schermo. I minigiochi che affronteremo saranno totalmente familiari agli estimatori della serie, visto che provengono tutti dai precedenti tre capitoli, e sicuramente presentano una varietà tale da garantire una longevità al titolo molto elevata. Avremo i classici giochi in cui colpire un certo numero di bersagli, altri nei quali tosare delle pecore o distruggere dei bruchi…ma ci saranno anche i classici bersagli colorati, livelli nei quali colpire i delinquenti cercando di evitare gli ostaggi e tantissimi altri; sono 40 e quindi descriverli tutti non avrebbe molto senso, ma sappiate che vi impegneranno tantissimo, soprattutto perché in questo titolo si fa molto sentire la competitività, anche con sè stessi, di effettuare il punteggio più alto. La società giapponese non ha però pensato solo alla sua serie principale, ma ha inserito all’interno 4 classici per gli sparatutto con light gun, che vanno dal tiro al piattello, al colpire degli alieni prima che arrivino a prendervi i soldi ecc. ecc. Per chi invece desidera delle sfide ben mirate è presente anche la Brain Messages, costituita da una serie di categorie, come precisione della mira o l’utilizzo della materia grigia (con mini giochi particolari come quello in cui trovare le differenze tra due stesse immagini ad esempio), che aumentano il livello di sfida e d’interesse visto che ne dovrete anche sbloccare alcune che inizialmente non saranno disponibili. Un'altra modalità interessante è quella relativa al multiplayer, nella quale con l’uso di una sola cartuccia potrete sfidare un vostro amico e scoprire chi ha la vista migliore.

Un mix di stili
Tecnicamente Point Blank DS si presenta con uno stile tutto suo, riprodotto perfettamente sulla console Nintendo grazie al mix di elementi grafici in 2d con altri poligonali; identico quindi all’originale da sala non stupirà per grandi effetti speciali (anche se il minigioco in cui bisogna colpire i fuochi d’artificio da la “birra” a quella spazzatura digitale quale Fantavision per PS2) ma per la sua semplicità e simpatia nel game design dei personaggi che incontreremo. Le musiche sono molto allegre e si accostano perfettamente al gioco, mentre gli effetti sonori sono nella media, con quella pistola che spara e si ricarica che ci fa leggermente ripensare alla vecchia light gun
Recensione Videogioco POINT BLANK DS scritta da RSPECIAL1 Il porting per Nintendo DS della famosa serie da pistola della Namco dimostra senza dubbio le potenzialità della macchina nel poter supportare anche questa tipologia di giochi, il fatto però che tutti i minigiochi siano solo riedizioni di quelli già visti rende il prodotto poco appetibile per coloro che lo hanno già stragiocato in sala o sulla Playstation. Questo però non sminuisce l’ottimo lavoro svolto dalla società e la bontà del titolo che rappresenta un “mordi e fuggi” ideale per chi ha poco tempo a disposizione per giocare, e nel contempo un ottimo metodo per allenare i riflessi. Consigliato quindi a tutti i patiti dei minigiochi, a chi desidera giocare e divertirsi con un nuovo genere di titoli per console portatile, ma anche a tutti i fan della serie che finalmente potranno portarsi a spasso questo simpaticissimo titolo.
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