Recensione di Children of Mana

Copertina Videogioco Children of Man
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Square Enix
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1-4
  • Data uscita:

     Disponibile
- Graficamente molto curato, stupenda l'introduzione
- Eccellente colonna sonora
- Un discreto fattore nostalgico
- Piuttosto ripetitivo
- Non molto lungo
- Trama banale e senza finali multipli
A cura di (Damien) del
La serie Mana della Square-Enix è ormai sinonimo di rpg dal chiaro sapore retrò: una solida giocabilità collaudata condita da splendide musiche e ottima grafica. E anche in questo nuovo capitolo per DS, che è nient’altro che un seguito diretto di Sword of Mana per Gameboy Advance, la software house giapponese non si smentisce e ci ripropone di nuovo… la solita minestra riscaldata. Andrà bene anche questa volta?

Ma non mi dire, dungeon pieni di mostri e boss?!?
Spiegare cosa troveremo in Children of Mana è estremamente semplice: innumerevoli dungeon pieni di mostri da sconfiggere, casse da aprire, tesori da prendere e oggetti da rivendere. Davvero, una formula che avrà almeno una ventina d’anni e che qui è riproposta con ben pochi fronzoli. La trama del nuovo capitolo della serie è anch’essa piuttosto prevedibile: il Mana del mondo di Illusia sta andando fuori controllo e minaccia di distruggere tutto quanto, per colpa di un malvagio essere che sembra essere in grado di influenzare perfino la Sword of Mana con i suoi poteri. Starà dunque a noi (e a chi altri!) salvare il mondo, ripulendo i sopraccitati dungeon dai vari mostri e sconfiggendo gli immancabili boss. In ogni livello del dungeon però non dovremo solo uccidere a destra e a manca, ma sarà anche necessario trovare la gleamdrop e la gleamwell, cioè rispettivamente la chiave e la porta per accedere al piano superiore. Nei primi luoghi che visiterete queste saranno quasi sempre accessibili fin da subito, poi inizieranno a essere nascoste e quindi ci sarà anche da fare un po’ di lavoro di scavenging per trovarle.

Choose your destiny... cioè più o meno!
All’inizio del gioco ci verrà data la possibilità di scegliere tra diversi personaggi, ognuno un classico dell’RPG: il guerriero, la maga, la stregona e l’eroe maschile, che non è altro che una via di mezzo tra le prime due categorie. Alla fine non c’è gran differenza tra il modo in cui si gioca con i vari personaggi, quindi la scelta non ha grandi ripercussioni ai fini del divertimento. Naturalmente ci troveremo a combattere con la classica spada all’inizio del gioco, e solo con quella. Man mano che avanzeremo, fortunatamente, si presenteranno armi ben più varie e interessanti e nel giro di qualche ora saremo armati di tutto punto con arco, martello e catena. E i tre diversi tipi di armi giocano un ruolo importante, visto che ognuna servirà a un preciso scopo: con l’arco uccideremo i nemici volanti o quelli comunque lontani, con il martello potremo rompere rocce e vari ostacoli che ci ostacoleranno il passo e infine con la catena si potranno acchiappare oggetti senza farsi del male e allontanare i nemici con una micidiale ‘roteata’. Al combattimento classico, ovviamente, c’è da aggiungere la possibilità di usare magie sotto forma di un ‘compagno’ che prende la forma di vari elementi (fuoco, acqua e così via) e che ci darà accesso a un paio di magie, rispettivamente di attacco e di difesa. Il sistema magico di Children of Mana in effetti è fin troppo limitato, nonostante le creature da scegliere siano tante e possano essere scambiate in qualsiasi momento, due incantesimi per ognuna sono davvero troppo pochi e se ve la cavate con la spada, capiterà ben raramente di ricorrere a un qualche aiuto magico (solo per qualche boss o quando siete disperatamente a corto d’energia).

Ma si chiamano sottomissioni perché sono da fare nei sotterranei?
La trama si dipana lentamente man mano che sbloccheremo le diverse località, sconfiggendo i vari boss e ripristinando la situazione alla normalità. Naturalmente non è consigliabile dedicarsi solo alla trama principale, pena il ritrovarsi in situazioni difficili a causa di un personaggio dall’esperienza limitata. Sarà quindi cosa buona fare un po’ di sub quest, reperibili in città, che ci daranno non solo punti esperienza (visto che si tratta sempre di rivisitare luoghi già ripuliti e uccidere di nuovo i nemici che compariranno) ma anche soldi oppure oggetti utili. Spesso sarà necessario completare anche due-tre sottomissioni di seguito, e questo inevitabilmente porterà ad annoiarsi un po’, specialmente nelle prime ore di gioco quando avremo a disposizione solo spada e catena. Alla fine si tratta di rivedere sempre gli stessi nemici, aprire qualche forziere e cercare di trovare Gleamdrop e Gleamwell per andarsene. Inoltre il sistema di 'rimbalzo' di nemici e del nostro stesso personaggio contro muri e oggetti, ogni tanto porta a delle situazioni davvero irritanti. Era carina come idea, ma quando si perderà il controllo della situazione perché avremo cinque/sei nemici che ci vengono addosso dopo aver rimbalzato contro il muro, non è proprio il massimo...

Attenzione al cute look!
Graficamente la Square Enix non si smentisce affatto, e anche Children of Mana ha un look davvero intrigante, a cominciare dal video introduttivo che è da rimanere a bocca aperta, per qualità e realizzazione, anche se parliamo di un gioco DS. Tutti i personaggi hanno un look manga piuttosto ‘carino’, che non mancherà di far presa sui giocatori dal cuore più tenero e la grafica, nonostante in 2d, fa una gran figura per varietà di colori ed effetti speciali come nebbia, neve e vento sabbioso. Musicalmente anche siamo su livelli d’eccellenza, bellissimi e memorabili tutti i temi, dall’iniziale a quello di ogni battaglia con i vari boss; sono sì reminescenti dei vari titoli Square su Super Nintendo, ma non vedo come ciò possa essere un problema!

Mi ritiro per deliberare
Children of Mana è un titolo che continua a essere piuttosto sottovalutato dalla critica, perché giudicato non al passo con i tempi e portatore di un tipo di giocabilità che è andata fuori moda praticamente quindici anni fa. Personalmente però, non considero il dungeon crawling un vero e proprio problema, soprattutto se realizzato egregiamente come nel titolo Square. La varietà di armi presente rende il titolo piuttosto appassionante, così come le diverse locazioni presenti e gli stupendi temi musicali. Certo, c’è anche da dire che è un titolo che soffre di una certa ripetitività, non è lunghissimo e abbisogna almeno di 3-4 ore di gioco serie prima di poterselo godere come si deve, per poi scoprire che siamo già quasi a metà. In ogni caso, se siete appassionati della serie o anche solo seguaci di rpg giapponesi, non c’è da farselo sfuggire!
Recensione Videogioco CHILDREN OF MANA scritta da DAMIEN Un rpg graficamente molto bello e dalla grande colonna sonora, peccato che sia piuttosto vetusto in quanto a giocabilità e sia piuttosto corto. Il multiplayer aumenta di un pochino il divertimento, ma non poi di quanto vorremmo. Per chi vuole qualcosa di diverso, sarà meglio aspettare il seguito che si preannuncia come un RTS. Consigliato per gli appassionati.
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