Recensione di Super Princess Peach

Copertina Videogioco SP Peach
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Platform
  • Sviluppatore:

     Nintendo
  • Distributore:

     Nintendo
  • Data uscita:

     Maggio 2006
- Finalmente un titolo solo per Peach
- Animazioni fantastiche
- Divertente
- Un buon scaccia pensieri
- Sonoro ben rimasterizzato
- Gameplay nostalgico
- Fondali scarni
- Migliorabile
- Il touch screen è impiegato marginalmente
A cura di (Darkzibo) del
Dopo essere stata salvata centinaia di volte da Mario ed essere apparsa in numerosi spin-off dell’idraulico più famoso del mondo, la principessa Peach riesce a conquistarsi un titolo tutto suo. Cosa potrà mai fare una protagonista che nei titoli di Mario si è sempre fatta rapire, trascinando il baffuto italiano nelle più disparate avventure ? Nintendo avrà azzeccato anche questa volta, o sarà vana gloria.

Cambio di ruoli
La rivoluzione sembra essere un termine sempre più sfruttato da Nintendo. Anche in questo caso un cambiamento sostanziale, nella semplice storia, ci sarà: toccherà a Peach, questa volta, vestire i panni dell’eroina e salvare il povero Mario, vittima di un rapimento. Diciamolo, questa situazione non sembra delle migliori, anche se non si tratta della prima volta che vi viene data la possibilità di manovrare in un platform la principessa: per i più "anziani" si tratta di un dejà vu, visto che in Super Mario Bros 2, tra i quattro personaggi disponibili per affrontare il gioco, anche lei era presente. Come potrà affrontare l’orda nemica, un fanciulla indifesa come lei? Nintendo ci dà un semplice aiuto: l’ombrello Kassaa. Con questo semplice aggeggio, la regale fanciulla, potrà raccogliere i cattivi e scagliarli contro altri (cosa che Mario faceva con la sola forza delle braccia), oppure potrà planare delicatamente dopo un salto effettuato da un’altura. Lo schema di gioco ricalca lo stile dei vecchi episodi che riguardavano la mascotte Nintendo, ovvero un semplice platform bidimensionale, magari dotato di qualche segreto da sbloccare. Purtroppo, come innovazione a livello di gameplay, siamo ai minimi storici: un formula ultra usata dalle software house nel periodo d’oro per il genere. Durante il gioco, come detto prima, potrete fare affidamento a Kassaa in numerose occasioni; e il touch screen. Semplice: approfittando di alcuni luoghi comuni sulle donne, i programmatori hanno dato la possibilità al giocatore di selezionare gli "umori" della principessa e di impiegarli per risolvere facili enigmi e per uscire da situazioni caotiche. Gli umori sono tre e sono rappresentati da tre cuori di diverso colore: il giallo esprime felicità e permette a Peach di volare, il blu tristezza e consente di innaffiare, con le lacrime, i germogli che, una volta cresciuti, portano a zone segrete; il rosso di arrabbiarsi creando una fiamma che avvolge la bionda signorina e sbaraglia i nemici (una sorta di invincibilità). Esiste un altro cuore, verde, che annulla le azioni degli umori. L’effetto degli umori non è illimitato: una barra – magia, ricaricabile tramite i cristalli reperibili lungo i livelli, ne limiterà l’impiego. Parlando di praticità, vi consiglierei di non impiegare il pennino per la selezione dei cuori, ma il dito o il laccetto legato intorno ad esso, in modo da avere accesso diretto agli umori di Peach, sempre che non siate dei maniaci della pulizia del doppio schermo Nintendo.
Peach ha a sua disposizione diverse mosse, tra cui la scivolata all’indietro per spazzare via i cattivi lungo un pendio, le ombrellate o la scivolata in corsa, simile a quella che effettua un calciatore. La giocabilità, come spesso ci ha abituato Nintendo, è perfetta e non rischia mai di intaccare la struttura del gioco.
Prima di intraprendere ogni livello, avremo la possibilità di acquistare oggetti utili e abilità nel negozio di Toad, spendendo le monete recuperate durante l’avventura; da questa sezione è anche consultabile il desk dove raccoglierete le immagini dei nemici incontrati.

Correre sempre
I quaranta livelli risultano semplici e veloci. La cosa non cambia nemmeno nel caso vogliate completarli per bene, salvando i Toad presenti in ognuno e raggiungendo le zone segrete; questo dinamismo nel concludere i vari mondi, avvantaggia la proprietà che dovrebbe essere presente in tutti i portatili, ovvero la velocità d’azione. I programmatori sono finalmente riusciti ad aggiungere la longevità in un nuovo titolo, mescolando sapientemente velocità d'azione e continuità effettiva, grazie anche ai molti minigiochi sbloccabili.

Come una volta
Per quanto riguarda la grafica, ci troviamo di fronte ad un titolo che ha un certo gusto retrò: le animazioni della protagonista sono davvero carine e vedranno una Peach in situazioni quantomeno ridicole: al momento del pianto, vedrete scrosciare dagli azzurri occhi due fontane di lacrime, quando si arrabbierà, diverrà una torcia umana stringendo i pugni e digrignando i denti; ancora, quando selezionerete il cuore giallo della felicità, Peach inizierà a volare. Il tutto accadrà proprio come in un cartone animato giapponese e non poche volte vi susciterà un sorriso. Che dire delle animazioni standard della protagonista e dell’ombrello Kassaa? Perfette, in puro Nintendo style, con una principessa che si terrà ferma la gonna mentre spicca un salto, che muove velocemente le gambe mentre effettua una scivolata e che, abbassandosi, rimane avvolta dal fido ombrello. L’ex rapita di turno è poi curata maniacalmente, con un abito rosa e i biondi capelli che ondeggiano con sprites che non sono mai lasciati al caso. I nemici sembrano presi pari pari dagli altri episodi di Mario, con qualche differenza: ci sarà il goomba normale, quello arrabbiato che genera scosse sismiche e quello impazzito che corre da una parte all’altra senza motivo; stessa cosa per i koopa e per gli altri esseri che abitano i livelli di questo gioco. I nemici sono talmente vari che i programmatori hanno ben pensato di inserire un sorta di desk in cui raccogliere tutte le tipologie che incontrerete; una caratteristica che si avvicina molto alle collezioni di Pokemon. In primo piano ci saranno sempre fiori ballerini e sorridenti: un bel messaggio subliminale se si pensa che ora, molti titoli, pur di avere successo, non si esimono dal mostrare morte sangue e quant’altro.
Nota stonata in questa bellezza armonica, sono i fondali che, per quanto simili ai fastosi platform del passato, risultano scarni e poco curati e difficilmente noterete differenze sostanziali; sicuramente è una caratteristica che passerà in secondo piano, però una maggiore cura avrebbe sicuramente giovato ad una buona qualità grafica complessiva. Una chicca: l’isola nel main menù, in base all’ora in cui vi accederete, si troverà o sotto il sole o avvolta dalle tenebre.
La colonna sonora, valorizzata dalle casse della console dal doppio schermo, non potrà non farvi tornare alla mente le vecchie cantilene Nintendo, riuscendo ad entrarvi nella testa al punto che le fischietterete come può accadere per un Mario (da cui riprende alcuni motivi) o uno Zelda theme. La simpatica voce di Peach vi accompagnerà lungo tutta l’avventura, a partire dall’annuncio iniziale di "Nintendo" fino alle voci che animano il nostro avanzare nel tentativo di salvare Mario.
Recensione Videogioco SUPER PRINCESS PEACH scritta da DARKZIBO Come la maggior parte delle creazioni Nintendo, Super Princess Peach si distingue per l’eleganza e la semplicità che propone al giocatore, una volta impugnato il Nintendo Ds.
I quaranta livelli sono velocemente completabili ma gli enigmi contribuiscono ad aumentare la longevità di questo titolo.
La grafica è curata ma, da un Nintendo Ds, è lecito aspettarsi molto di più, soprattutto dopo aver visto titoli come Viewtiful Joe.
Il gioco ha un gusto un po’ retrò e ripercorre, ancora una volta, il glorioso passato dei platform bidimensionali Nintendo, quindi non potrà che piacere ai nostalgici. Il marginale impiego del touch screen (alla fine compie azioni che avrebbero potuto funzionare anche sui pulsanti), relega Super Princess Peach ad un posto di secondo piano per quanto riguarda i titoli innovativi del portatile Nintendo. La giocabilità è come al solito sopraffina e il tutto gira alla perfezione.
Consiglio di acquistarlo solo se vi piace il genere e non vi fate mancare niente che esca dalla casa giapponese, considerato anche il fatto che questo titolo, seppur innovativo nella storia, non aggiunge nulla al genere e c'è la sensazione che avrebbe potuto girare anche su un Game Boy Advance.
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