Recensione di Pac Pix

Copertina Videogioco Pac Pix
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Puzzle game
  • Sviluppatore:

     Namco
  • Distributore:

     Nintendo
  • Lingua:

     Nintendo
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     20 maggio 2005
- E' Pac-Man... moderno
- Per la prima volta il giocatore disegna il protagonista del gioco
- Può risultare ripetitivo
- Grafica minimalista (scarna)
A cura di (Okami) del
Pac-Pix è il terzo gioco Namco disponibile per la console di Kyoto.
In contemporanea con il lancio del DS infatti si è trovato nei negozi Mr.Driller, rivisitazione (o meglio semplice adattamento) della fortunata serie nata in sala giochi ed approdata su Dreamcast, GBA e GameCube, e il tutt'altro che memorabile Ridge Racer DS (arcare, PS1, PS2, N64, PSP).
Namco rimane fedele ai propri franchise più affermati proponendo due giochi che hanno per protagonista Pac-Man: Pac Pix (oggetto della recensione) e Pac'n Roll (in uscita).
Una piccola parentesi: pare che le software house facciano tesoro dei personaggi di maggiore successo, ma va anche considerato il fatto che Pac-Man sia un personaggio nato oltre trent'anni fa. Se si considera lo spopolamento delle sale giochi viene da chiedersi quanti giovani giocatori conoscano Pac-Man, anche se per fortuna i vecchi giochi da sala rimangono vivi grazie al progetto Mame.

Il gioco
Come sempre Pac-Man si deve sbarazzare dei fantasmi che popolano il mondo. La prima cosa che salta all'occhio in questa versione è l'assenza del personaggio principale. Eh già, la "pallina gialla" non appare su schermo, mentre i fantasmini (in una bellissima versione kawaii - super deformed) infestano gli schermi del DS.
Il tutorial spiega il da farsi: il giocatore deve disegnare Pac-Man sul touch screen rispettando una sequenza di tratti ben precisa (partendo dall'angolo superiore della bocca e con un tratto continuo): se la creazione è sufficientemente simile all'originale "prende vita" ed inizia a muoversi pr lo schermo. Ovviamente la soddisfazione di vedere in azione la propria opera d'arte è impagabile, anche visto che il gioco riconosce anche disegni deformi (bocca gigante o Pac-Man con la gobba) e li anima con notevole eleganza.
Il personaggio si muove il linea retta (e la direzione iniziale è determinata da come viene realizzato il disegno, o meglio dove "punta" la bocca) e se esce dallo schermo è perso. Ogni livello mette a disposizione un numero limitato di vite, quindi è il caso di tenere gli occhi aperti. Per farlo deviare è sufficiente "metterlo al muro" disegnando una linea sul suo percorso. Pac-Man seguirà la linea e la direzione con cui è stata tracciata (dal basso verso l'alto, da destra verso sinistra ecc).
Un tocco di classe: le dimensioni del disegno ne determinano la velocità. Un Pac-Man gigantesco sarà efficace contro i mostri di fine livello (per i primi è infatti sufficiente creare un disegno con la bocca abbastanza grande per inghiottirli) ma molto lento, mentre un gemello più piccolo si dimostra perfetto per inseguire i fantasmi più veloci anche se totalmente indifeso nei confronti dei mostri. L'aspetto tattico è quindi notevole: si deve sempre avere la possibilità di creare un nuovo Pac-Man che si adatti alle esigenze del livello per non rischiare un veloce game over.

Frecce e bombe
Non ci si limita a dare vita al personaggio principale. Proseguendo nel gioco (i livelli sono raggruppati in capitoli: il gioco è strutturato secondo la metafora di un libro) vengono presentate nuove abilità: le frecce e le bombe.
Le frecce permettono di raggiungere nemici e bonus che si trovano nello schermo superiore o ancora di attivare gli interruttori che aprono le porte a Pac-Man. In alcuni casi infatti è necessario avventurarsi nello schermo superiore per mangiare i fantasmini che rifiutano di scendere nel Touch Screen, ma per fare ciò è necessario aprire il passaggio normalmente bloccato. Nei primi livelli gli switch sono collocati nel TS e basta un contatto con il personaggio per attivarli. Più avanti invece serve una certa padronanza nell'uso delle frecce (che possono anche essere fatte rimbalzare su appositi specchi).
Ultimo item sono le bombe: per affrontare i nemici più coriacei e per distruggere i muri non bastano delle misere frecce: serve il potere esplosivo! Si disegna la bomba (un semplice cerchio) e si porta la miccia verso uno dei bracieri nelle vicinanze. Segue un'animazione classica alla Willy il Coyote (miccia che brucia ed esplosione) ed il gioco è fatto.

Tattiche Avanzate
Il gioco è un sandbox (lascia aperte molte possibilità) e quindi spinge alla sperimentazione. Ad un certo punto si capisce che un solo Pac-Man non è sufficiente per eliminare tutti i fantasmi nel tempo stabilito e si tenta disperatamente di disegnarne un secondo... Sorpresa: anche il secondo si anima e inizia a percorrere lo schermo. Il risultato è la possibilità di eliminare il doppio dei fantasmi in metà tempo, ma creando una notevole (e divertente) confusione su schermo.
Nei livelli avanzati il ritmo di gioco è notevolmente sostenuto, specialmente quando si è responsabili di più Pac-Man, ciascuno con una velocità diversa. Inoltre con l'aumentare del "traffico" su schermo diventa difficile disegnare: è necessario infatti avere campo libero da mostri e oggetti vari per realizzare un glifo (disegno).

Tecnica
L'aspetto tecnico di Pac Pix non ha praticamente rilievo. Si tratta di un gioco bidimensionale con una grafica assolutamente minimale (l'idea è che nel gioco vengano mostrate le pagine di un libro con cui l'utente interagisce): lo sfondo è una semplicissima texture. I personaggi sono molto curati, stesso discorso per i boss di fine livello. La scelta dei colori chiude un quadro grafico apparentemente orientato al pubblico più giovane. La difficoltà dei livelli avanzati invece sembra destinata a chi ha una maggiore dimestichezza in ambito videoludico. La musica è piacevole, e come ormai consueto nei giochi DS non disturba anche se può essere tranquillamente esclusa in contesti dove non sia appropriata (in classe). Ovviamente i temi richiamano la musica originale di Pac-Man senza diventare eccessivamente ripetitivi.
Recensione Videogioco PAC PIX scritta da OKAMI Un gioco ben realizzato che presta il fianco alle critiche mosse a molti giochi per DS. Anche Pac Pix si appoggia ad una struttura di gioco semplice e ripetuta ad infinitum. In realtà tutti i gli arcade mostrano la stessa caratteristica (basti pensare al Neo-Geo) e la semplicità si presta molto bene ad un gioco mobile.
Insomma un titolo con grafica "per bambini" che nasconde una giocabilità adatta anche a giocatori più navigati. Consigliato agli amanti della serie ed anche a chi voglia avvicinarsi per la prima volta all'affamato personaggio nato durante una cena in pizzeria dei programmatori Namco.
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