Recensione di Pokemon Dash

Copertina Videogioco Pokemon Dash
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Guida
  • Sviluppatore:

     Nintendo
  • Distributore:

     Nintendo
  • Lingua:

     italiano
  • Giocatori:

     1-6
  • Data uscita:

     11.03.05
- Modalità multiplayer
- Divertente e immediato
- Grafica troppo trascurata
- Impossibilità di giocare in multi con una sola cartuccia
A cura di (Castigo) del
"Pikachu, scelgo te! Usa la scossa elettrica, il morso del topone, l’alabarda spaziale!"... cosa, niente combattimenti??? Ma che razza di Pokemon è questo??
Proprio così, difficile crederci (o forse no), ma Pokemon Dash non è il classico RPG con protagonisti i mostri tascabili che abbiamo imparato a conoscere, bensì un gioco di corse!

Dai combattimenti alle gare
In Pokemon Dash, i piccoli mostriciattoli sono impegnati in una gara “campestre” ambientata nei luoghi più improponibili del globo. Infatti un misterioso popolo proveniente dalle viscere della terra si è impossessato delle anime di tutti gli allenatori….. no, aspetta un attimo…. non è vero!!! Non esiste un motivo conosciuto per il quale i Pokemon si siano messi a gareggiare… forse stanchi di darsele dalla mattina alla sera, hanno realizzato che sfidarsi in un evento sportivo è molto più semplice e civile. Comunque sia, ora tocca a noi condurre Pikachu alla vittoria.
Il giocatore controlla il piccolo topo elettrico grazie all’ausilio della stilo. Fregando delicatamente la pennina sul touch screen del DS, si impartisce a Pikachu la direzione nel quale deve correre. Le gare non sono formate da veri percorsi, ma da mappe che prevedono un certo numero di checkpoint ognuna. Questi traguardi, non sono distribuiti in un ordine sul percorso, quindi quello che dovrete fare è seguire delle frecce che vi indicano di volta in volta qual’è la direzione del prossimo punto da raggiungere. Il giocatore è libero quindi di muoversi sul tracciato nel modo e nella direzione che più gli aggrada, a patto di toccare i traguardi nell’ordine previsto. Naturalmente, vince chi per primo riesce a fare scattare tutti i checkpoint(fatti a forma di sfere pokè). La cosa è resa più interessante dalle condizioni variabili del terreno ai bordi della strada, che possono essere di vario genere: prato, bosco, deserto, neve, lava, rocce e mare e che influiscono sulla velocità del nostro topo da corsa. Fortunatamente lungo il percorso sono distribuite varie tessere che raccolte durante la gara, permettono a Pikachu di migliorare le sue prestazioni sul tipo di terreno che il power up rappresenta. Il mostriciattolo giallo e i suoi sfidanti, non sono però in grado di scalare punti particolarmente ripidi, o attraversare zone di mare dove l’acqua è profonda, quindi in questo caso ci vengono in aiuto il Pokemon marino Lapras e delle pratiche mongolfiere con le quali possiamo addirittura sorvolare i percorsi dall’alto. Anche volare ha però i suoi svantaggi. Infatti per atterrare dolcemente, occorre un po’ di tempo (senza contare che in volo siamo soggetti alle correnti meteorologiche). Se avrete fretta di toccare il terreno invece, potrebbe capitarvi di subire un impatto troppo forte con il suolo, con il risultato di tramortire il povero Pikachu rendendolo incapace di muoversi per qualche secondo!
I comandi sono semplicissimi e immediati: come è facile intuire, lo schermo inferiore del DS è utilizzato come monitor principale, dove osserviamo la corsa, e impartiamo i nostri comandi. Il display superiore invece ospita il radar che ci indica la locazione dei power up(o quali di questi è in nostro possesso), la nostra posizione rispetto a loro e quella dei nostri cinque avversari.

Bonus & co.
Il punto forte di Pokemon Dash è senza ombra di dubbio la possibilità di giocare in sei(purtroppo ogni giocatore deve disporre di una copia del gioco). Se il gioco contro la CPU risulta comunque coinvolgente e intrigante, non c’è niente di meglio del far mangiare la polvere a qualche amico, magari giocando sporco spingendolo in acqua quando si è vicini alle zone di mare più profonde…
L’altra attrattiva da non sottovalutare per gli amanti dei mostri tascabili, è il fattore “funzioni segrete”. Infatti, inserendo una cartuccia di Pokemon Rubino, Zaffiro, Verde foglia o Rosso fuoco, nel vano destinato alle cartucce GBA, potrete correre coi i Pokemon catturati in vostro possesso, o sbloccare nuovi tracciati fatti a forma dei Pokemon stessi, disponendo quindi di una quantità di percorsi assolutamente enorme!!!

Pikachu si rifà il trucco?
Pokemon Dash è un titolo molto semplice ed essenziale. Per quanto riguarda il lato grafico, i Pokemon sono realizzati in 3D, ma la loro dimensione è molto contenuta (in modo da mostrare giustamente una porzione di schermo più ampia possibile), quindi non si notano molti dettagli. I percorsi sono ancora più semplici e appaiono puliti, ma decisamente piatti (in pratica si tratta di una texture senza rilievi), tanto da dare idea che tecnicamente(tralasciando ovviamente il controllo con il touch screen) il titolo potesse essere realizzato senza problemi anche su un “semplice” GBA.
Il sonoro invece si fa notare con una serie di musichette davvero orecchiabili e ottime campionature dei versi di Pikachu, che ciarla piacevolmente apostrofando tutti i progressi della gara.
Recensione Videogioco POKEMON DASH scritta da CASTIGO Tirando le somme, Pokemon Dash è un gioco grazioso, più adatto ad un pubblico giovane. Il franchise dei mostri da tasca non è stato sfruttato al massimo del suo potenziale, ma lo schema di gioco regala comunque un discreto divertimento anche in singolo, probabilmente grazie alla sua immediatezza. Sarebbe stato bello poter sfruttare la modalità multiplayer anche con una sola cartuccia, ma evidentemente a livello commerciale la cosa non conveniva troppo. Il concetto di gioco, se ben sfruttato, poteva generare un vero best seller, ma il livello tecnico troppo essenziale relega Pokemon Dash a niente di più di un piacevole passatempo.
In ogni caso un titolo divertente e “spensierato”, che sicuramente non intacca le grandi potenzialità del Nintendo DS, ma che saprà regalare comunque ore di intrattenimento più che valido a chiunque provi a farci una partita (piccoli e non).
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