Recensione di Kirby Mass Attack

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Puzzle game
  • Sviluppatore:

     Hal Laboratory
  • Data uscita:

     28 ottobre 2011
- Divertente, e questo è quello che conta
- Minigiochi geniali e numerosi
- Coraggio nel proporre qualcosa di nuovo
- Uno dei platform più longevi su Ds
- I controlli tattili non sono perfetti
- Comparto tecnico sufficiente e poco più
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A cura di (DottorKillex) del
Nintendo sa come portare le sue mascotte di console in console, di generazione in generazione come pochi altri: Mario, Zelda, Donkey Kong, Metroid hanno resistito in maniera invidiabile al passaggio del tempo, che fossero rappresentati da un mucchio informe di pixel o da modelli poligonali complessi e gradevoli all'occhio. Kirby non fa eccezione: dopo un periodo di relativa quiete, in cui molti amanti della pallina rosa hanno avuto modo di gustarsi una seconda volta piccole perle come La Stoffa dell'Eroe (Wii) o Canvas Curse (Nintendo DS), ecco che Kirby torna in grande stile, con una doppia uscita. Se l'episodio casalingo sull'ammiraglia di casa Nintendo va sul classico, Mass Attack saluta Nintendo DS con un pizzico di innovazione.

Trama Nintendo style
Lo stile “Mario” applicato alla formula Kirby si rivela ancora una volta un successo, seppure con qualche riserva.
A livello narrativo, si sa, l'impronta “mariesca” prevede il minimo sindacale, poco più di un banale (eppure simpatico) pretesto per spingere il giocatore a dilettarsi con il titolo e Mass Attack non fa eccezione. Il gioco si apre con la palletta rosa che sonnecchia beata quando tale Necrodeus, malefico capo degli Spiriteschi in preda alla noia, anziché comprarsi un Nintendo DS pensa bene di colpire il nostro, causandone un'improbabile scissione in dieci piccole copie di se stesso.
Inizia dunque un'avventura basata sul "ritrovarsi", tra livelli ben programmati, nemici che più tenerosi non si può e furiose stilettate a colpi di pennino, con buona pace dell'ormai provato schermo tattile della nostra vecchia console. Sebbene il plot possa sembrare pensato per un pubblico molto giovane, chi conosce la grande N sa che il totale disinteresse nei confronti del comparto narrativo è in genere buon segno, perché corrisponde (quasi) sempre ad un consistente impegno profuso a livello di gameplay.

Gameplay uber alles
Il suddetto stile “Mario” mostra allora il suo lato migliore, fatto di divertimento allo stato puro e di una filosofia di programmazione che mette il divertimento davanti a ogni altro fattore, dalla grafica al sonoro, passando per la già citata parte narrativa. Mass Attack impiega pochi secondi per dichiararsi come un platform dei più classici nel suo svolgimento, ma anche dei più innovativi a livello di sistema di controllo: tutti i movimenti delle nostre palline rosa su schermo saranno infatti eseguiti in maniera indiretta, gestendo il controllo in punta di pennino di una stella su schermo, che le creaturine seguiranno in maniera (più o meno) pedissequa. Spostare la stella oltre l'ostacolo significa impartire il comando “scavalca”, scagliarla contro i nemici si tradurrà in “all'attacco” e farla librare in aria in “salta”: non è di certo la prima volta che ci imbattiamo in simile sistema di input sulla console a due schermi di Nintendo e lo stesso predecessore aveva fatto un uso ottimo e abbondante dell'accoppiata stilo – touch screen e, quindi, inconsciamente, ci si aspettava che Mass Attack, alla fine del ciclo vitale della console ospite, mostrasse al mondo i controlli touch perfetti, così come i ragazzi di Hal Laboratory li avevano concepiti nei loro sogni più reconditi.
Qualcosa di analogo, fatte le debite proporzioni, a quanto il recente Zelda: Skyward Sword ha fatto per il motion control plus: duole ammettere che qui, come e più di lì, nonostante un sistema che funziona egregiamente, siano venuti a galla i limiti di precisione intrinseci a questo tipo di controlli. Dopo un primo livello di adattamento, in cui il gioco procede a introdurci passo passo all'interfaccia interamente touch alla base, capiterà non di rado di provare a far scivolare il pollice sinistro sulla bistrattata croce direzionale, che rimarrà sorda ai nostri richiami: fino a quando il numero degli esserini di cui saremo a capo si manterrà entro i 5, tutto sembrerà scorrere liscio, sebbene il forsennato picchettare sullo schermo di certo non giovi.
I numerosi (ma raramente pericolosi) nemici in cui ci imbatteremo necessiteranno, per essere sopraffatti, di furiose stoccate nella loro direzione e gli utenti con le mani un po' più pesanti (o semplicemente quelli che si fanno trasportare dalla “trance agonistica”) dovranno usare particolare cautela, pena graffi consistenti sul loro schermo inferiore.
Il caos inizia a prendere il sopravvento quando, collezionati 100 punti, che derivano perlopiù dal consumo di frutta, abbondantemente sparsa per i livelli, il numero delle nostre creaturine sale fino a raggiungere le 10 massime: pur senza rivelarsi incontrollabile, il titolo evidenzia allora i compromessi a cui i programmatori sono stati costretti a scendere a livello di controlli, con un riconoscimento non sempre preciso dei comandi impartiti e più di una morte imputabile a imperfezioni del sistema di input, piuttosto che a errori del giocatore. Crediamo che questo derivi principalmente da imitazioni hardware, perché sarebbe un controsenso pensare male dei programmatori, visto l'amore e la cura infusi in tutti gli aspetti di gioco: il design dei livelli, pur semplicistico, dimostra la consueta qualità che ha reso grande Nintendo negli anni, con diversi bonus sparsi in giro, puzzle ottimamente implementati e delle medaglie che, facendo il verso alle stelle di Mario, permetteranno, se raccolte in numero sufficiente, di avere accesso ad una serie di minigiochi che molti produttori di software per Nintendo DS non avrebbero esitato a proporre come prodotto a sé stante, a prezzo pieno. Ce n'è per tutti i gusti: flipper, sparatutto, simil giochi di ruolo e chi più ne ha più ne metta.
Peraltro il gioco incentiva notevolmente il backtracking, dato che molti livelli hanno un prerequisito numerico da soddisfare, richiedendo un tot di mini-Kirby per potervi accedere: inutile dire che, se avrete lasciato scappare in cielo una delle vostre pallette (che letteralmente fluttuano verso l'alto se colpite a morte) vi toccherà rigiocare uno dei livelli già completati per rimpinguare il vostro piccolo esercito rosa shocking.

Più sostanza, meno paillettes
In questo tripudio rosa, mancano stranamente alcune delle paillettes che ci saremmo aspettati. Intendiamoci, non che il gioco sia brutto o che la grafica faccia storcere il naso, ma sarebbe una bugia bella e buona dire che Mass Attack rende giustizia alle pur limitate capacità di una macchina che ha dimostrato in più occasioni di essere molto a suo agio con il 2D: la palette di colori è più viva che mai, il character design carino e pienamente in linea con lo stile del personaggio principale, ma ricordiamo chiaramente di essere rimasti più colpiti dalla prima riduzione portatile di Kirby.
Discorso analogo per il sonoro, che si limita al compitino, scegliendo di accompagnare l'azione di gioco invece di impreziosirla.
Ci piace sottolineare, invece, oltre a una longevità fuori parametro per un platform (perlopiù portatile), data dalla buona durata della quest principale e dalla quantità e qualità dei minigiochi sbloccabili, la passione infusa dai programmatori (e indirettamente da Nintendo), nella realizzazione di un titolo di primo livello su una console dai più considerata morente e nel coraggio di proporre qualcosa di diverso, anche se solo per il sistema di controllo, dal solito gioco a piattaforme bidimensionale.
Recensione Videogioco KIRBY MASS ATTACK scritta da DOTTORKILLEX Con quel poco che c'era rimasto in frigo, Hal Laboratory e Nintendo hanno tirato fuori una cenetta con i fiocchi.
Mass Attack, ben lungi dall'essere perfetto, soprattutto a causa delle piccole falle di un sistema di controllo che o si ama o si odia, si propone comunque come una delle uscite di maggior spessore degli ultimi mesi sulla piccola console a due schermi, regalando diverse ore di divertimento a patto di non aspettarsi precisione assoluta nella risposta ai comandi o una trama che almeno provi a non essere infantile.
I fan della pallina rosa non dovrebbero lasciarsi scappare questo titolo, ma il consiglio vivissimo, se tenete all'incolumità del vostro Nintendo o, ancor di più, di Nintendo 3DS nuovo di pacca, è di procurarvi una di quelle pellicole in commercio che prevengono i graffi e i segni sullo schermo tattile, perché ne avrete bisogno.
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