Recensione di Dragon Ball: Origins 2

Copertina Videogioco Dragon Ball 2
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Action-Adventure
  • Sviluppatore:

     Game Republic
  • Distributore:

     Namco Bandai
  • Data uscita:

     31 Luglio 2010
- Goku bambino è semplicemente traolgente
- Accessibile a tutti
- Personaggi ben caratterizzati
- Ci sono tantissimi eroi del manga
- I controlli con i tasti
- Tecnicamente uguale al predecessore
- Nemici troppo semplici
- Sonoro annoiante
- Multiplayer poco appagante
- Sconfitti da un boss, bisogna ricominciare il livello
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A cura di (Darkzibo) del
Le avventure di Goku in Dragon Ball Z hanno decisamente raccolto un successo planetario, cambiando il mondo dei manga. Un genere cui hanno preso spunto i programmatori per la realizzazione di moltissimi videogiochi che hanno saputo sfruttare la spettacolarità del lavoro di Akira Toriyama, volto ad estenuanti e devastanti scontri epici. Prima di tutto questo, però, Goku era “semplicemente” un bambino: va bene, dalla forza assurda, in grado di volare su una nuvola d’oro e di sconfiggere terribili nemici, ma pur sempre un bambino.
Dopo il primo episodio, forte di un buon successo commerciale, il piccolo Goku torna su Nintendo DS, sempre alla ricerca delle 7 sfere del Drago.

Le sfere e un fiocco rosso
Dopo l’ultimo torneo mondiale di arti marziali, Goku è alla ricerca della famosa sfera dalle quattro stelle, a lui donata dal nonno Gohan. Grazie al radar cerca-sfere inventato da Bulma, il piccolo Sayan, ancora dotato di coda, si metterà in viaggio: purtroppo non ha fatto i conti con la sgangherata gang capitanata da Pilaf ma, soprattutto, con la terribile organizzazione chiamata Red Ribbon anch'essa sulle tracce delle sfere magiche.
La storia appena citata si dipanerà, nella versione single player, per ben otto episodi nei quali sono suddivisi una sessantina di livelli. Qui Goku dovrà farsi largo, così come avveniva nello scorso episodio, tra i nemici tratti direttamente dall'opera di Akira Toriyama. Dopo aver scelto il sistema di controllo a voi più consono tra i tre disponibili, sarete catapultati direttamente nel primo episodio del gioco. Durante la nostra prova abbiamo trovato la soluzione comprendente solo i tasti sicuramente la migliore, perchè garantisce più spettacolarità nello sfruttamento delle abilità presenti.
Il piccolo eroe avrà dalla sua la possibilità di impiegare le mosse che lo hanno reso famoso: si va dalle normali combinazioni di pugni e calci sferrati a super velocità, alla respinta, all’onda Kamehameha effettuabile con una semplice combinazione di tasti dopo aver riempito la barra abilità. Oltre allo scontro ‘diretto’ potrete impiegare il vostro bastone magico, anch’esso dotato di numerose mosse come la stoccata, il semplice attacco, la spirale frontale e la spazzata. Tutto il comparto delle abilità, sia il corpo a corpo sia il bastone, potrà essere potenziato, tramite speciali pergamene, in maniera da rendere più efficaci i colpi sferrati e spezzare più facilmente le ossa nemiche. Tra gli oggetti a disposizione di Goku, è presente, oltre alla classica mappa, anche il famoso radar cerca.sfere, utile in alcuni livelli e visibile sullo schermo superiore del DS, attivabile premendo select e il dorsale R. Oltre a questo, durante il gioco, raccoglierete sia le zenie, la moneta presente in Dragon Ball, sia punti allenamento. Le prime saranno utili per acquistare diversi oggetti nel negozio presente durante la selezione del livello, tra cui immagini, cibarie curative e upgrade temporanei, mentre i secondi sono impiegabili per migliorare le tre fondamentali capacità di Goku: Cuore, che incrementa la barra super, Abilità e Salute. C’è da dire che i programmatori di Game Republic, così come avvenuto per il primo episodio, hanno confermato e, se volete, migliorato, il sistema di combattimento, rendendolo avvincente, ricco di momenti ‘veloci’ e indubbiamente ben realizzati. Forse i combattimenti contro i nemici ordinari sono ancora troppo semplici, risolvibili in pochi istanti mentre quelli contro i boss saranno sicuramente più difficoltosi e dovrete avere la pazienza di riaffrontarli più volte per trovarne il punto debole.
Oltre alla modalità "Storia" è presente la "Torre di Sopravvivenza" nella quale il giocatore è chiamato da solo o in compagnia di un amico, selezionando i più famosi personaggi di questa saga, tramite wireless a sfidare tutti i boss sbloccati durante il proseguo del gioco. Si tratta di un’opportunità in più, degna di essere almeno provata, ma che non aggiunge nulla all'esperienza finale.

Un piccolo Goku
Guardando Dragon Ball: Origins 2 avrete la sensazione di rigiocare al primo episodio considerato il fatto che entrambi montano lo stesso motore grafico. Questo non può essere comunque un male: il piccolo Goku è semplicemente irresistibile e gode di un gran numero di espressioni che sottolineano le diverse situazioni. Il protagonista, inoltre, è identico a quanto visto nell’anime, con movenze ben congegnate (vedi la corsa accelerata a braccia aperte tipica di Goku e Arale) e combo adrenaliniche che rispecchiano l’intenzione dei programmatori di dare più risalto all’estetica che alla sostanza vera e propria. I nemici ordinari, anche se dotati di una scarsa intelligenza artificiale, sono molto vari, e sono tratti pari pari dall’anime, così come i boss, molto simili alle controparti presenti nelle storie del giovane Goku. Giocando a Dragon Ball: Origins 2, a volte ci è sembrato quasi di confondere il gioco con il cartone animato, giusto per farvi capire quanto sia elevata la somiglianza tra le due forme d’arte. Ai personaggi, composti sì da pochi poligoni ma ben caratterizzati grazie alle texture che li ricoprono, si contrappongono alcune ambientazioni poco ispirate e per lo più ripetitive. Vero è che la creazione di Toriyama non brilla per varietà paesaggistiche ma gioca tutta la sua essenza sui personaggi, nonostante tutto qualche elemento di caratterizzazione in più all’interno del gioco, non avrebbe guastato. Il comparto sonoro, nostro malgrado, non comprende tracce parlate ed è un mancanza che si nota soprattutto nelle cutscene: sarebbe bastato un semplicissimo doppiaggio in inglese per afferrare lo spirito semplice e straordinario dei dialoghi di Goku. La colonna sonora cade nell’anonimato e spesso risulta ripetitiva e noiosa
Recensione Videogioco DRAGON BALL: ORIGINS 2 scritta da DARKZIBO Se questo Dragon Ball Origins 2 fosse stato il primo episodio della serie, sarebbe stato, con ogni probabilità, un must have. Purtroppo i programmatori di Game Republic hanno lasciato molte cose identiche al precedente episodio e, come si può ben capire, non è possibile proporre un titolo pressoché simile al predecessore uscito ormai due anni orsono. Si potrebbe quasi parlare addirittura di un gioco che è solo un altro episodio, con qualche upgrade in più. La giocabilità è buona ancor di più la longevità incrementata da un corposo numero di livelli (seppur brevi) presenti e dalla forza esagerata di alcuni boss che vi porterà a ripetere un livello diverse volte. Il multiplayer inserito non offre nulla di entusiasmante, e ricade in una monotonia che porterà gli utenti ad utilizzarlo solo per qualche sporadica occasione.
Possiamo quindi consigliare Dragon Ball Origins 2 a tutti coloro che non hanno giocato al primo episodio e sono fan della saga creata da Akira Toriyama, perché vi troveranno tanti elementi famigliari e un umorismo degno di manga e anime.
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