Recensione di Sherlock Holmes E Il Segreto Della Regina

Copertina Videogioco Sherlock Holmes
  • Piattaforme:

     NDS
  • Genere:

     Avventura grafica
  • Data uscita:

     24 Giugno 2010
- Trama interessante
- Alcuni enigmi sono divertenti
- Resta il fascino del giallo
- Facilissimo
- Si finisce in poco più di tre ore
- Troppi cliché narrativi
- Sonoro irritante
A cura di (Krauron) del
La figura letteraria di Sherlock Holmes risale alla fine del XIX secolo, partorita dallo scrittore britannico Arthur Conan Doyle. L’importanza accumulata nel corso degli anni lo ha reso l’emblema del “giallo”, oltre ad una vera e propria icona trasversalmente apprezzata protagonista di svariati adattamenti, letterari e non. Tantissime sono le riproduzioni televisive e cinematografiche a lui dedicate, che tuttavia hanno spesso travisato l’essenza di questo personaggio. Il vero eroe immaginato dall’autore non è il classico uomo di classe armato di pipa, lente di ingrandimento e savoir faire di stampo britannico, ma bensì un uomo estremamente d’azione che non esita a buttarsi nelle mischie, oltre che estremamente abile a destreggiarsi con la spada. Qualcosa di simile è visibile (anche se eccessivamente amplificato) nell’ultimo lavoro cinematografico di Guy Ritchie, un prodotto filmico ben confezionato, così come lo sono stati molti lavori videoludici sviluppati ad hoc, che però non hanno mai brillato. Sarà la volta buona?

Elementare
Tra i vari luoghi comuni che hanno avvolto l’aura di mistero del signor Holmes c’è l’attribuzione della famosa esclamazione “Elementare, Watson!” che tuttavia non compare in maniera così esplicita in nessun riferimento cartaceo. Invece il videogioco ne è zeppo, riportandoci sui due schermi la stereotipata figura dell’investigatore più famoso del mondo. Per non parlare di Watson, figura di un certo peso nei gialli (rappresenta l’alter ego dello scrittore) ma qui relegato ad un ruolo fin troppo marginale. Dal punto di vista narrativo, invece, il plot parte da delle buone premesse iniziali: la vita della regina d'Inghilterra è in pericolo per via di un presunto discendente al trono mai riportato da nessun albero genealogico. Peccato che l’esito della vicenda sia assolutamente scontato per chiunque conosca un minimo le vicende letterarie di Holmes. Invece ciò che è veramente intricato è il gameplay, in quanto pare che gli sviluppatori non si siano decisi bene su quale strada intraprendere: di base è un'avventura/puzzle sulla falsa riga del Professor Layton. Sono presenti, però, molti elementi che richiamano una classica avventura testuale. Scena dopo scena, infatti, bisogna investigare sul luogo in questione, toccando con lo stilo i vari oggetti disseminati. Se temete di lasciarne qualcuno per strada, non abbiate paura in quanto in alto a destra ci sarà un'apposita icona che, una volta premuta vi indicherà le parti dello scenario che devono interessarvi. Inoltre è richiesto anche di unire vari elementi trovati, per dare vita a qualcos’altro. Ad esempio se vorrete arrampicarvi, vi basterà unire una corda ed un rampino ed il gioco è fatto. Tuttavia è tutto fin troppo semplice: già gli aiuti dal canto loro praticamente proseguono lo svolgimento del gioco al posto vostro, inoltre è tutto a portata di occhio, rendendo pari a zero il tasso di sfida. Il livello di complessità si innalzerà improvvisamente solo riguardo tre eventi, dove il gioco vi chiederà, a seguito a delle indagini, di scegliere una tesi tra le varie proposte ed argomentarla con gli indizi più rilevanti. Qui ci vorrà una rilevante abilità mentale ed investigativa nel saper scovare le prove maggiormente rilevanti e scegliere la tesi più giusta, in quanto niente deve essere dato per scontato. Tuttavia sono solo pochissimi momenti, abbandonati da metà avventura in poi, forse per adeguarsi ad uno standard di difficoltà più casual. Elementare, ragazzi.

Un gioco da ragazzi
Nell’ambito invece dei puzzle, la situazione migliora lievemente, con rompicapi divertenti, anche se nulla di particolarmente complesso. Non paragonateli a quelli del titolo dei Level 5, in quanto (senza una valida motivazione) sono stati esclusi tutti gli indovinelli, giochi di parole, ed enigmi più difficoltosi che un giocatore navigato si aspetterebbe di trovare in un titolo del genere. Sono rimasti invece tutti quei problemi più “manuali”, la cui risoluzione fa un ampio uso del pennino, come ad esempio spostare pezzi di una tubatura per creare il giusto collegamento tra due estremi, comporre puzzle, o muovere vecchi ingranaggi. A nostra disposizione avremo due aiuti disponibili, uno parziale ed uno totale, utilissimi non tanto per risolvere le faccende più ingarbugliate, bensì per comprendere il funzionamento della questione, che non viene in alcun modo illustrata. Usare uno di questi aiuti vuol dire decurtare il punteggio finale (un po’ alla Layton) che servirà per sbloccare quattro enigmi bonus. Se il numero vi sembra irrisorio, considerate che i rompicapo in totale raggiungeranno la misera cifra di trentanove enigmi, un vero insulto considerato che ognuno di questi non richiederà più di un paio di minuti per il suo completamento. Questo significa che la longevità del titolo raggiunge minimi storici, con soltanto poco più di tre ore per portare la trama al suo compimento. E’ pur vero che il plot invita in maniera abbastanza stimolante ad andare avanti, tuttavia è quasi sconcertante iniziare e finire un gioco in un solo pomeriggio.
Tecnicamente invece la situazione migliora leggermente: il comparto grafico è abbastanza ben riuscito, con uno stile piuttosto ispirato tanto nel tratteggiare i personaggi personaggi (primari e secondari) quanto i luoghi e le ambientazioni. Il sonoro invece pecca parecchio in varietà, con la presenza insistente di un motivetto inserito un po’ in tutte le situazioni, anche in quelle di maggior tensione, senza tuttavia creare il giusto feeling con il giocatore.
Recensione Videogioco SHERLOCK HOLMES E IL SEGRETO DELLA REGINA scritta da KRAURON E’ incredibile come una licenza di questo calibro non sia supportata da un gioco all’altezza. Questo nuovo episodio per NDS infatti, propone davvero pochi motivi per essere acquistato, partendo da una longevità quasi inesistente e continuando con un mix di elementi di vari generi mal amalgamati tra di loro. Interessanti solo alcuni rompicapi e la trama (epilogo escluso): davvero poca roba per eccellere.
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