Recensione di Wario Ware D.I.Y.
NDS

- Completo e ben realizzato
- Metterà le ali alla vostra creatività
- Virtualmente infinito
- Intelligenza artificiale un po’ limitante
- Serve più a creare che a giocare
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A cura di Gianluca Arena (DottorKillex) del
Ciò che rende davvero grande una casa di produzione di console e videogiochi (ma il discorso è allargabile ad altri media, come il cinema) è la capacità di non adagiarsi mai sugli allori, di rimettersi sempre in gioco anche se la pancia è piena, non accontentandosi mai.
Nintendo è maestra in quest’arte, lo ha dimostrato negli anni in svariate occasioni, percorrendo strade diverse da quelle degli altri produttori, basti pensare alla scelta di puntare sul formato cartuccia ad oltranza, o all’ennesima rivoluzione attuata con Wii che, sia che lo si ami o che lo si odia, ha avuto l’effetto di uno tsunami nel panorama videoludico degli ultimi anni.
La serie di WarioWare, inaugurata a suo tempo sul Game Boy Advance (quindi con risorse hardware abbastanza limitate) è stata foriera di nuove proposte e ha sempre coinvolto l’utenza in minigiochi fuori di testa, sistemi di controllo innovativi e grande attenzione ai contenuti generati dall’utenza stessa, rivelandosi un vero e proprio successo (soprattutto il precedente episodio su DS) che ha legato il proprio nome ai destini dell’ultima console portatile della grande N.
Le aspettative per questo WarioWare D.I.Y. erano quindi alte. Vediamo se gli sviluppatori di Intelligent Systems sono riusciti a non deluderle.

Crea e, se ti avanza del tempo, gioca
Tantissimi software di “creazione”, più o meno profondi, si sono diffusi negli anni e hanno consentito a tutti di mettere alla prova la propria creatività, oltre alle proprie capacità artistiche: il DS si è rivelato estremamente versatile in questo senso, favorendo, grazie al suo intuitivo touch screen, il moltiplicarsi di software di questo tipo (ci viene in mente, anche se in ambito musicale, Korg).
Ciò che distingue questo prodotto Nintendo, come quelli che lo hanno preceduto, dalla massa, è l’attenzione ai dettagli, la presenza di mascotte particolarmente carismatiche (Wario ha carisma da vendere e non ce ne voglia il baffuto idraulico suo antagonista), e quel particolare “Nintendo Touch” che negli anni ha decretato il successo di questa incredibile compagnia. Mentre il precedente Touched si concentrava molto sulle caratteristiche peculiari del nuovo (all’epoca) portatile Nintendo, puntando molto su contenuti che valorizzassero lo schermo tattile e il pennino e un’ampia gamma di minigiochi con cui cimentarsi, D.I.Y. offre un editor ancora più corposo e, pur regalando decine di minigiochi sfiziosissimi, spinge l’utente a creare e condividere, anche online.

Editiamo
Passiamo ad analizzare il cuore del titolo, ovvero le possibilità che l’editor concede all’utente: detto che è possibile cimentarsi con tutta una serie di minigiochi (rigorosamente figli dell’editor interno al titolo) nella sezione Frullagiochi dell’Emporio, la parte del leone, come detto, sarà costituita dall’atto stesso della creazione, che potrà avvenire, previo un lunghissimo tutorial, all’interno della sezione Wario Ware Inc..
Per chi avesse pensato di fare il furbo e bypassare uno dei manuali di istruzioni più corposi che ci sia capitato di vedere allegati ad un titolo per DS, all’interno della Classe l’occhialuta figlia del Dr. Robotic ci spiegherà, disturbata da Wario, l’ossatura dell’editor, che è diviso in tre sezioni distinte, una per la parte grafica, una per quella musicale e una per l’intelligenza artificiale della nostra creazione.
La prima sezione è a nostro avviso quella meglio realizzata, e d’altronde la cosa sorprende poco, vista l’esperienza accumulata da Nintendo con tutta la serie Mario Paint e, su DS, con il titolo dedicato a Kirby: oltre alla possibilità di disegnare a mano libera con il pennino, per i meno dotati saranno presenti sfondi preimpostati, come anche la possibilità di importare parti di sfondo da altri minigiochi contenuti nella cartuccia, una buona gamma di colori tra cui scegliere, e funzioni molto user friendly come il pennello, che stenderà il colore in maniera uniforme e la possibilità di tornare indietro di un passo nel caso si sia commesso qualche errore.
Non meno soddisfacente è la sezione musicale, che, in accordo con i temi spensierati che fanno da sfondo alle varie schermate di gioco, offre quattro diverse tracce melodiche (suddivise in due sezioni l’una) e una ritmica, che, se maneggiate con sufficiente abilità, consentono armonie discretamente elaborate, degne dell’accompagnamento musicale del glorioso NES a 8 bit.
Anche qui, nonostante la massima libertà concessa alle capacità compositive del giocatore, una serie di melodie finite verrà in aiuto di quelli con l’orecchio più duro, o semplicemente dei più pigri.
La sensazione di controllo restituita dalle prime due parti dell’editor è notevole, e il livello di personalizzazione, pur limitato alle possibilità contemplate dalla cartuccia, è ampiamente soddisfacente: purtroppo lo stesso non si può dire della terza e ultima sezione, dedicata all’I.A.
Non ce la sentiamo di puntare il dito contro i programmatori, che, trovandosi a scegliere tra semplicità d’uso e un ventaglio più ampio di opzioni hanno optato per la prima soluzione, eppure il sistema utilizzato per impostare l’intelligenza della CPU, quello causa/effetto, è fortemente limitativo e abbasserà il livello medio delle produzioni, generando minigiochi eccessivamente semplici nel loro svolgimento.
Nello specifico, nonostante sette diversi comandi impartibili, risulta eccessivamente limitante la scelta di affidare al binomio causa/effetto la riuscita del minigioco, e il sistema ad interruttori acceso/spento aiuta solo in parte: per ogni elemento creato ci verrà chiesto di inserire una riga di comando (ad esempio tocco del pennino-movimento della coccinella, come da esempio del tutorial) e questo semplificherà le cose a chi per la prima volta si avvicina al genere.
Ma ai più esigenti, o semplicemente ai più navigati, questo sistema starà presto stretto, consentendo la creazione di minigiochi tanto elaborati visivamente e a livello sonoro quanto essenziali nel loro svolgimento.
Non migliorerà la situazione un tutorial tanto completo quanto prolisso, in completo disaccordo con la natura mordi e fuggi che un titolo portatile dovrebbe avere.
Con questo non stiamo dicendo che il gioco manchi in maniera clamorosa, ma che, dopo aver passato ore tra il tutorial, il manuale e la fase di creazione del nostro minigioco, potrebbe risultare frustrante constatarne l’estrema semplicità.

Grafica personalizzata
Il giudizio tecnico diventa qui un inutile orpello: a fronte di menu colorati, spensierati ma sempre chiari, il gioco è letteralmente ingiudicabile a livello grafico, perché la creatività e la sensibilità artistica di ognuno saranno i veri protagonisti: questa è la grandezza di questo titolo, e quindi ci limitiamo a dire che, pur senza strabiliare, le parti di gioco uguali per tutti sono ampiamente nella media del genere e non lesinano colori pastello e animazioni spassose anche se ridotte all’osso.
Nota di merito all’eccellente localizzazione, che faciliterà l’ingresso nel mondo di gioco, ma anche sotto questo punto di vista Nintendo ci ha abituato bene.
Discorso analogo per l’accompagnamento sonoro, orecchiabile e simpatico nei menu ma poi ampiamente customizzabile minigioco per minigioco.
Grazie anche a una buona connessione sia in wireless che in Wi-Fi Connection, che consente lo scambio con altri utenti (previo lo scambio del codice amico) dei rispettivi contenuti personali, la longevità di WarioWare D.I.Y è virtualmente infinita, e anzi, crediamo che, passate le prime tre - quattro ore di gioco a prendere confidenza con l’interfaccia, difficilmente vi staccherete dal vostro DS in breve tempo.
Recensione Videogioco WARIO WARE D.I.Y. scritta da DOTTORKILLEX Solo due remore ci trattengono dall’osannare l’ultima fatica di Intelligent Systems: una, espressa in sede di recensione, riguarda il metodo di implementazione dell’intelligenza artificiale, che, sebbene risulti sufficientemente user-friendly, risulta limitante nella creazione di minigiochi un minimo più complessi.
Secondariamente, ci sembra che Nintendo abbia creato un ottimo editor, ma non un ottimo gioco: la maggioranza del tempo la passerete a creare, visto che, come detto, i giochi difficilmente saranno profondi e complicati a sufficienza da bilanciare le ore di gioco passate tra i menu con quelle più prettamente ludiche, e, se questo potrà piacere a chi ha aspirazioni da programmatore, forse piacerà meno coloro i quali persero ore ed ore a cimentarsi con le divertenti sfide del precedente Touched.
Se non condividete queste remore, o se preferite creare e diffondere poi i vostri piccoli capolavori piuttosto che giocare, allora D.I.Y. è uno dei migliori investimenti che possiate fare in assoluto se possedete un DS.
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