Recensione di Ace Attorney Investigation: Miles Edgeworth
NDS

- Originale al punto giusto
- Trama e personaggi sempre ottimi
- Ottimo sistema di controllo
- Tecnicamente curato e godibile
- Unicamente in inglese
- Scarsa rigiocabilità
A cura di Andrea Piaggio (AP) del
Gli anni novanta sono stati, a tutti gli effetti, quella che potremmo definire l’epoca d’oro delle avventure grafiche. Nel nuovo millennio questa particolare tipologia di gioco ha continuato a dare alla luce prodotti interessanti, ma fuori dalla portata mediatica di un qualunque “Indiana Jones e il destino di Atlantide”. In Giappone, prima su Game Boy Advance e solo in seguito su Nintendo DS, sono però nati alcuni carismatici personaggi che, muovendosi tra i tribunali e i luoghi del crimine, hanno fatto vivere avventure cariche di misteri e di colpi di scena a chiunque impugnasse il doppio schermo Nintendo. In questo modo l’avvocato Phoenix Wright ha conquistato una larga fetta di pubblico a cui piaceva seguire una storia intrigante e nel contempo spremere le meningi per difendere i propri clienti dalle accuse di omicidio. Dopo quattro giochi passati a smontare accuse false e spesso tendenziose, finalmente la storia si ribalta e, abbandonata la giacca blu del vecchio protagonista, indosseremo per la prima volta i panni del procuratore distrettuale, ossia dell’accusa, andando a ribaltare le situazioni e cambiando in modo significativo il modo di procedere. E chi potrebbe essere il nuovo protagonista se non il logico e determinato Miles Edgeworth?

Pensare e collegare
All’accensione del vostro Nintendo DS tutto è organizzato per farvi pensare che nulla è davvero cambiato. Lo scarno menù di scelta per iniziare una nuova partita, il suono delle icone cliccate o anche la scena di intermezzo che apre il primo caso di cui vi occuperete. Tutto per i primi due minuti sa piacevolmente di già visto. Poi, quando vedrete entrare in scena il nostro protagonista ed in seguito il vecchio Gumshoe, comincerete ad avvertire i primi significativi cambiamenti. Per “entrare in scena” intendiamo proprio seguire l’azione di gioco tramite un inedita visuale in terza persona che vi permetterà di muovervi per le location sia con la croce direzionale, sia agendo su un’area con il touch screen su cui sono indicate le frecce su, giù, sinistra e destra. Muovervi per la zona iniziale comincerà a farvi scoprire come ci si comporta sulla scena del crimine e vi insegnerà ad usare il comando Logic. Durante le investigazioni, infatti, apprenderete stavolta anche dei fatti, oltre al trovare indizi. Questi fatti saranno collegabili tra loro da un filo logico che porterà le indagini a scoprire nuovi indizi e nuove tracce, avvicinando sempre più il giocatore ed il suo alter ego virtuale alla risoluzione del caso.
Parlando dei cinque casi che compongono questa avventura non possiamo che esprimere soddisfazione nella loro strutturazione e nel loro svolgimento. Essi, anche se presentati come se fossero episodi separati, hanno un sottile filo logico che li unisce e che rende il susseguirsi degli avvenimenti sempre avvincenti e mai monotoni. Le rivelazioni a sorpresa e i colpi di scena che sono già stati gustati nei capitoli dedicati a Wright e Justice non sono quasi mai pilotati e riescono a tenere il giocatore sulla corda, ribaltando situazioni che fino ad un attimo prima sembravano essere ormai risolte.

L’accusa non va i tribunale
Chiunque abbia giocato almeno una delle avventure precedenti, non potrà evitare di notare la totale assenza del tribunale. Se ogni episodio delle avventure di Phoenix Wright si divideva più o meno equamente tra sessioni di investigazione ad altre in cui si difendeva il proprio cliente nell’aula del tribunale, Miles Edgeworth si dimostra molto più rapido del collega avvocato. Il giudice che ci ha fatto compagnia non verrà quindi scomodato, visto che il nostro procuratore agisce più come un novello Sherlock Holmes che in base ad indizi e deduzioni logiche più o meno articolate basate su fatti concreti e arriverà a trovare il colpevole e, infine, smascherarlo. Anche se i confronti con i sospetti non si svolgeranno tra le mura di un tribunale, la modalità di indagine si basa sul classico sistema che prevede di pressare il possibile colpevole per ottenere nuove informazioni dalle deposizioni per poi individuare una contraddizione e sbattere sotto al suo naso la prova che la evidenzia. In caso di risposta corretta, si procederà con la storia fino ad inchiodare l’assassino, altrimenti l’errore si pagherà con una diminuzione più o meno marcata della barra della verità, una sorta di energia che, una volta esaurita, fa calare il più classico dei game over. I luoghi visitabili saranno sempre esplorabili liberamente senza dover passare attraverso menù statici e non troppo attraenti, dando un’idea di progressione maggiore ed aumentando il coinvolgimento. In queste fasi, se vorrete, potrete anche chiedere l’opinione del vostro partner corrente, andando magari a reperire informazioni che potrebbero sbloccare una possibile situazione di stallo. Gli oggetti che reperirete sulla scena del crimine saranno poi, nella maggior parte dei casi, visionabili tramite una modalità 3D che vi permetterà di ruotare e zoomare sui dettagli.

Miles Edgeworth parla solo inglese
Il comparto tecnico che porta sul doppio schermo Nintendo queste avventure tinte di giallo, risulta valido e mai sottotono. Le ambientazioni sono ricche di dettagli e ricreano alla perfezione gli ambienti che andrete a visitare. Gli sprite che compongono i personaggi, poi, sono curati ad arte facendo assumere loro alcune pose rese famose dai predecessori e le animazioni, nonostante il contesto, riescono a suscitare sorrisi e, in alcuni casi, risate. Questo è dovuto al sempre ottimo character design che contraddistingue l’intera serie di Ace Attorney: ogni personaggio sprizza carisma, sia i nuovi entrati che alcune vecchie conoscenze, che qui fanno il loro graditissimo ritorno. La galleria dei volti che andrete ad incontrare risulterà assolutamente soddisfacente.
Se gli effetti sonori sembrano presi di peso dagli episodi precedenti (in alcuni casi ciò aumenta il coinvolgimento emotivo del giocatore) le musiche riescono nell’intento di reinventarsi e di proporre qualcosa di nuovo e azzeccato, nonostante quelle del primissimo capitolo risultino ancora le migliori in assoluto. La longevità si attesta sulle dieci ore dei predecessori e quindi risulta più che buona ma, come sempre, la rigiocabilità appare tremendamente limitata, poiché il modo per risolvere il caso è sempre e solo uno. Questa volta abbiamo tenuto la giocabilità per ultima poiché quello che sembra un titolo assolutamente perfetto per gli appassionati della serie, nasconde una mancata traduzione italiana capace di scoraggiare più di una persona. Questo quinto gioco è il primo che non viene tradotto nell’italico idioma e questo potrebbe cogliere alla sprovvista più di un giocatore. I veri appassionati che hanno una discreta infarinatura di inglese però non si facciano prendere dal panico poiché, difficilmente, incontrerete slang o frasi di difficile comprensione e, in quei casi, potrete sempre cercare qualche parola sul vecchio dizionario o su internet, visto che i dialoghi avanzano solo quando il giocatore preme un tasto o tocca lo schermo.
Recensione Videogioco ACE ATTORNEY INVESTIGATION: MILES EDGEWORTH scritta da AP Questo quinto capitolo ha un numero davvero elevato di pregi, ma un solo, singolo difetto capace di far rinunciare all’acquisto. Ad una trama interessante, ricca di colpi di scena e di personaggi carismatici e ottimamente riprodotti e ad uno stile di gioco che pur non abbandonando il concept originale, riesce a rinnovarlo riproponendolo snellito e più imprevedibile, si affianca una mancata traduzione italiana capace di scoraggiare chiunque non sia particolarmente avvezzo alla lingua d’albione. Se masticate l’inglese discretamente bene e amate la saga di Ace Attorney, qui troverete il capitolo più originale e uno dei migliori mai usciti. Se invece l’inglese non è proprio il vostro forte e non avete la pazienza di giocare con un dizionario accanto al Nintendo DS, vista la natura quasi unicamente testuale di questa avventura, fareste bene a rivolgere il vostro sguardo altrove e, se ancora non l’avete fatto, provare un episodio precedente ed interamente tradotto.
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