Fabrizio "
Fabfab" Ridella - del 20/07/2003
A quasi un ventennio dalla nascita, l’epica saga creata dal genio di Akira Toriyama ancora riscuote il consenso di milioni di fan in tutto il mondo: nel nostro caso specifico, inoltre, al franchise di Dragonball va riconosciuto il merito di aver finalmente aperto gli occhi ai distributori nostrani sul fatto che i videogiochi tratti da famosi manga e anime giapponesi contano migliaia di appassionati anche nel nostro bel paese.
Dragonball
Le vicende, presentate originariamente nell’omonimo manga, per poi venire trasposte anche in una serie a cartoni animati, narrano la storia di Goku, un misterioso bambino con coda di scimmia, dotato di una forza senza pari e di una geniale propensione al combattimento: addestratosi nelle arti marziali, il nostro piccolo eroe si trova ad alternare spettacolari duelli e disavventure tragicomiche.
Gli anni passano e il nostro eroe cresce, diventando sempre più forte, si sposa e mette al mondo prole: comincia la cosiddetta serie “Z”, dai contenuti più drammatici e a sua volta suddivisa in tre, epiche saghe.
Nella prima di queste a Goku viene rivelata la sua origine extraterrestre: il protagonista è, infatti, un sayan, un membro di una delle razze più potenti e bellicose dello spazio, quasi completamente sterminata dallo spietato Freezer, l’essere più potente dell’universo. Sfruttando a fondo le sue capacità e trasformandosi, infine, nel leggendario Super Sayan, il nostro eroe riuscirà comunque ad aver ragione del suo avversario e a riportare la pace nel mondo.
E’ a questo punto che prende il via la storia narrata in questo Dragonball Z – Il destino di Goku II, ispirata direttamente alla cosiddetta “saga degli androidi”: la minaccia, questa volta, proviene direttamente dal passato del nostro sayan. Il dottor Gelo, folle scienziato dell’ex Red Ribbon (organizzazione criminale sgominata da un giovanissimo Goku), costruisce una serie di micidiali androidi dalle fattezze umanoidi per uccidere il suo antico rivale e sterminare la razza umana: il nostro prode sayan ed i suoi compagni dovranno davvero mettercela tutta per riuscire a venire a capo della mortale minaccia!
Il gioco
Come il precedente “Dragonball Z – Il destino di Goku”, anche questo secondo capitolo si presenta come un classico action-rpg con visuale dall’alto (alla “Golden Sun”, per intenderci) che ci permette di impersonare ben cinque dei protagonisti più amati della serie (oltre a Goku sono presenti e giocabili suo figlio Gohan, Vegeta, principe dei Sayan, suo figlio Trunks ed il Grande Mago Piccolo, più il mitico Mr. Satan, ma solo se riuscirete a completare una specifica quest): la storia è quella accennata in precedenza, arricchita però da numerose situazioni inedite che arricchiranno la nostra esperienza di gioco fino allo scontro finale con Cell.
Il titolo è chiaramente indirizzato verso una fascia d’utenza giovane e, soprattutto, amante e conoscitrice della saga: occorre essere fan del cartone animato per poter apprezzare in pieno questo prodotto.
Lo sviluppo del gioco avviene in maniera abbastanza libera, al giocatore viene spesso concesso di scegliere come procedere e quali quest affrontare (tra quelle opzionali, almeno) attraverso la quindicina di location disponibili: passerete da una locazione all’altra volando attraverso la mappa che si presenta come un’apprezzabile riproduzione 3D del mondo di Dragonball.
Trattandosi di un gdr, i vostri personaggi acquisiranno esperienza (e quindi più potenza e nuovi attacchi) man mano che progrediscono (combattendo e vincendo) nel gioco.
Il gameplay
Come detto, questo “Dragonball Z – Il destino di Goku II” è un action-rpg nel quale muovete il vostro personaggio (anche quando ne avrete a disposizione più di uno, questi non formeranno mai un vero party, in quanto potete comunque utilizzarne solo uno alla volta) con visuale a volo d’uccello, attraverso varie locazioni che riproducono più o meno fedelmente i luoghi già visti nel fumetto.
Nel vostro girovagare potete interagire sia con i personaggi che incontrate (che potranno darvi utili indicazioni, proporvi nuove quest o donarvi oggetti e power-up) che con alcuni elementi dello sfondo quali massi (spaccando i quali potete trovare, in caso di necessità, senzu curativi o ricariche energetiche), cerchi di salvataggio, cartelli mappamondo (da cui ritornare sulla mappa principale), cerchi di volo (per, appunto, volare da una località all’altra) e barriere del personaggio (speciali porte che possono essere aperte da un unico personaggio e che non potremo, quindi, visitare finché non lo avremo arruolato): tutto qui, nient’altro, questa è il massimo dell’interazione offerta dal gioco.
Il mondo in cui vi muovete è infestato da numerosi mostriciattoli che tenteranno di mettervi i bastoni tra le ruote: i combattimenti non sono casuali, gli avversari sono sempre ben visibili ed, eventualmente, evitabili. La battaglia avviene in tempo reale e, per uscirne vincitori, dovrete utilizzare al meglio i (pochi) attacchi a disposizione: l’Attacco in Mischia (un colpo a breve distanza, portato mediate calci e pugni), l’Attacco di Energia (permette di lanciare un colpo a distanza, ma consuma la nostra barra energetica) e l’Attacco Speciale (potente ma lento, occorre caricarlo prima di colpire e ci lascia, per qualche secondo, alla mercè dell’avversario). Non esiste la possibilità di parare o respingere i colpi dell’avversario.
Se ben ricordate uno dei problemi del primo titolo era rappresentato dalla difficoltà esagerata dei combattimenti con i nemici normali, fino al paradosso che, molto spesso, un lupo poteva risultare molto più letale per il nostro Goku del mortale Freezer! Il problema è stato in parte corretto: i combattimenti, soprattutto all’inizio, risultano sempre abbastanza impegnativi, ma basta usare un pò di prudenza (e di tattica) e salire di livello per non avere più inconvenienti.
Decisamente impegnativi, invece, gli scontri contro i numerosi boss, vecchie conoscenze della serie e fedelmente riproposti nel gioco e decisamente restii a lasciarsi sconfiggere!
Nel menù dell’inventario potrete avvalervi di un utile diario che vi aggiorna sulle missioni da compiere, facendo si che non vi troviate mai a non sapere cosa fare, anche non giocando più per svariati giorni di fila.
Un’ultima osservazione riguardo alle piattaforme di salvataggio, la cui dislocazione appare spesso quanto meno infelice, rendendo salvataggi e cambio di personaggio (eseguibile unicamente tramite detta piattaforma) un’operazione più dispersiva del dovuto.
Il lato tecnico
Grafica e sonoro del gioco si presentano bene, riuscendo a riproporre efficacemente le atmosfere della serie originale: ogni locazione che visiterete vi risulterà in qualche maniera familiare e sarà spesso arricchita da apprezzabili elementi grafici e particolari situazioni atmosferiche.
I protagonisti sono tutti ben riconoscibili, pur se riprodotti con fattezze super-deformed, come tipico in questo genere di produzioni: i loro movimenti, invece, appaiono fin troppo rigidi e scarsamente animati, ma ai programmatori và reso merito di aver avuto l’apprezzabile accortezza di dotare ognuno di loro dello specifico Attacco Speciale, come l’ormai mitica Onda Kamehameha di Goku.
Se anche i nemici principali del gioco (Freezer, Cell, C16, C17, C18…) godono di un’attenta caratterizzazione, lo stesso non può dirsi per gli avversari standard, non troppo diversi gli uni dagli altri ed ognuno dotato di un unico attacco, da mischia o da lontano, che praticamente fa sì che affrontarne uno equivalga ad affrontarli tutti: non è necessario variare tattica, sia che ci si trovi davanti ad un serpente, ad un lupo o ad un orso umanoide, tanto si comporteranno tutti nello stesso identico modo…
Incomprensibile anche la totale assenza di una qualsiasi introduzione: le vicende di “Dragonball Z – Il destino di Goku II” avranno inizio con una sequenza parzialmente interattiva realizzata con la medesima grafica del gioco.
Un appunto va mosso anche al non perfetto sistema delle collisioni, che potrebbe creare più di un problema: noterete sovente che alcuni attacchi di mischia vanno a segno anche se scagliati da lontano, o che si venga colpiti nonostante ci si trovi al riparo dietro una roccia. Non proprio il massimo, in verità!
Apprezzabili anche le musiche del gioco, pur non essendo tratte dalla colonna sonora originale dell’anime, mentre gli effetti sonori compiono egregiamente il loro dovere!
Di buon livello, infine, la localizzazione in italiano del prodotto!