Recensione di 1080 Avalanche

Copertina Videogioco 1080° Avalanche
  • Piattaforme:

     CUBE
  • Genere:

     Sportivo
  • Sviluppatore:

     Nintendo
  • Distributore:

     Nintendo Italia
  • Lingua:

     italiano
  • Giocatori:

     1/4
  • Data uscita:

     Jap, Usa, Europe: DISPONIBILE
7.5
Voto lettori:
8.6
Ottima sensazione di velocità
Curva di apprendimento ben calibrata
Sonoro perfettamente a tema con il gioco
Frame Rate a volte incostante
Trick difficili da realizzare
A cura di (Maxnikk) del
A volte ritornano
Se qualcuno ci facesse una domanda di questo tipo: che cosa hanno in comune Mario, Zelda e F-Zero? una delle tante risposte possibili potrebbe essere quella volta a sottolineare come i 3 titoli Nintendo siano capaci di rinnovarsi ed evolversi con il passare degli anni, per adeguarsi alle specifiche tecniche delle nuove console e ai gusti sempre più mutevoli dei giocatori.
Era dunque inevitabile che, prima o poi, anche un titolo del calibro di 1080° Snowboarding, subisse la stessa sorte: ci sono voluti ben 5 anni e qualche aggiustamento in corsa come l’affidamento del gioco a NST, la software house già responsabile dell’ottimo Wave Race: Blue Storm, ma finalmente il glorioso titolo per N64 ha compiuto il grande salto per arrivare, riveduto, corretto e, in parte, cambiato, sulla console a 128 bit di Nintendo.

Modalità per tutti i gusti
Prima di analizzare nello specifico la struttura, cercando di capire quanto del titolo originale è stato mantenuto e quali sono le differenze più evidenti con il competitor diretto su GameCube, vale a dire SSX 3 di Electronic Arts, è opportuno dare uno sguardo d’insieme alle diverse modalità previste.
La modalità principale del single player prende il nome di Match race e altri non è se non una gara testa a testa contro un avversario guidato dalla Cpu. Il giocatore avrà a sua disposizione tre tentativi (rappresentati in questo caso da tre biglietti per lo ski-lift) per giungere primo al traguardo. Come da copione il susseguirsi di vittorie comporterà la possibilità di accedere ad ulteriori piste, livelli di difficoltà e snowboard decisamente più performanti.
I personaggi a nostra disposizione sono 5, tra vecchie glorie e “new entry” e ognuno di essi è caratterizzato da un set di ben precise abilità e caratteristiche che lo rendono più o meno preferibile a seconda dei gusti e delle piste. Non dimentichiamo, infatti, che alla fine di ogni livello di difficoltà previsto dalla Match race dovremo davvero dare il meglio di noi stessi per affrontare una discesa quantomeno singolare che prevede l’imperioso avvicinarsi di un’enorme valanga alle nostre spalle (ed ecco anche spiegato il perché del titolo del gioco 1080°: Avalanche).
Abbiamo poi il classico Time Trial, ossia la gara contro il tempo, con la possibilità di salvare la nostra prestazione (fantasma) che presenta una piccola variante sul tema grazie alla presenza di monete nascoste che, una volta recuperate, ci consentiranno di sbloccare diversi bonus e il Gate Challenge, una specie di Slalom Gigante dove dovremo inanellare alla perfezione tutte le porte se vorremo ottenere il miglior tempo e sbloccare così tanti curiosi gadget.
Per gli amanti delle acrobazie abbiamo invece il Trick Attack, la modalità indubbiamente più spettacolare e coreografica, ma anche più difficile per via dell’estrema complessità delle figure da realizzare per ottenere punteggi di un certo interesse. Salti, grab e grind non sono mai stati così difficili da concatenare in sequenza e perfetta armonia.
Da ultimo abbiamo il multiplayer che prevede sfide fino a 4 giocatori a schermo condiviso oltre alla possibilità (già vista in Mario Kart: Double Dash!!) di collegare in Lan fino 4 GameCube utilizzando un normale hub 10Base-T. Qualora volessimo collegare solo 2 console basterebbe invece un semplice cavo incrociato. Teniamo comunque presente che, per effettuare ogni tipo di collegamento, è necessario inserire nell’apposito slot il broadband adapter.

Giocabilità
Come molti ricorderanno la caratteristica più evidente di 1080° Snowboarding su N84 era stato il realismo della simulazione, fattore questo che poneva il titolo Nintendo su un piano nettamente diverso da altri titoli del genere. Con 1080°: Avalanche le cose sono in parte cambiate. Le leggi della fisica sono ancora rispettate (quindi non aspettatevi evoluzioni fuori dall’ordinario), in primis quella della gravità, ma ci sono maggiori concessioni a stereotipi tipici dei giochi più arcade. Il risultato è un gioco capace di porsi come giusto compromesso tra simulazione e spettacolarità riuscendo nel difficile compito di soddisfare gli amanti dell’uno o dell’altro approccio.
Il design stesso delle piste, ricche di scorciatoie ed ostacoli, ben si presta alla realizzazione in gare di salti più o meno coreografici, mentre il sistema dei trick ci è parso, se possibile, meno intuitivo è più complesso da mettere in atto.
Durante la gara il giocatore potrà comunque “grindare” lungo tronchi, ringhiere, o cavi di teleferiche (interessante il sistema di controllo atto a mantenere l’equilibrio, con la necessità di orientare repentinamente la leva analogica tra due estremi), o attivare cariche di esplosivo che poi daranno inizio ad imprevedibili reazioni a catena. Lungo il percorso potremmo addirittura incappare in grotte con stalattiti di ghiaccio pronte a cadere per bloccarci il passaggio, ponti di legno che non sono in grado di sorreggere il nostro peso, massi che si staccano dalle pareti montuose, animali che sbucano all’improvviso per tagliarci la strada e, fatto di scottante attualità, i classici sciatori della domenica che altro non sanno fare se non darci un enorme fastidio...

Grafica e sonoro
Da un punto di vista tecnico 1080° gioca la sua carta migliore proprio sulla sensazione di velocità che è in grado di regalare al giocatore. Peccato per alcuni occasionali cali nel frame rate che si verificano soprattutto quando il nostro snowboarder si trova repentinamente ad entrare in una zona della pista poligonalmente più ricche e complesse, situazione questa che pare ancor più accentuata in multiplayer utilizzando lo schermo condiviso, nonostante l’abbassamento del livello di dettaglio.
Ottimo il design delle piste che presentano percorsi vari e ricchi di scorciatoie o strade alternative e buona anche la realizzazione dei personaggi di cui possiamo apprezzare i maniera particolare le movenze, gli abiti che si imbiancano in maniera graduale durante la discesa e le diverse espressioni di giubilo o sconforto in relazione al risultato della gara.
Una nota di particolar pregio va alla resa delle neve, aspetto a dir poco fondamentale in un gioco di snowboard che voglia essere degno di questo nome: L’aspetto grafico è praticamente esente da difetti, ma quello che più colpisce (grazie anche alla funzione “rumble” del joypad) è la sua diversa consistenza (farinosa piuttosto che ghiacciata) a seconda dei punti del percorso. Senza dimenticare poi i tanti effetti speciali tra cui spiccano le gocce su schermo causate dalla neve quando passiamo attraverso una tormenta: una chiara trovata mutuata direttamente da Wave Race: Blue Storm.
Piccola nota di biasimo alla gestione della telecamera che in qualche occasione non si dimostra all’altezza, ma la cosa non disturba più di tanto.
Eccellente, invece, la colonna sonora che propone una vasta scelta di brani (selezionabili a piacere) che spaziano dall’hip hop al rock: il degno accompagnamento per un gioco di questo genere dove ritroviamo le canzoni di (più o meno) famosi gruppi americani come Sheeter, Boysetfire, Finger Eleven, Cauterize a altri ancora.

Longevità
Le diverse opzioni di gioco presenti, nonché la possibilità di giocare in multiplayer fino a 4 giocatori su schermo condiviso o tramite Lan compensano in parte la presenza di alcune modalità per il single player che paiono un po’ prive del mordente necessario per rappresentare una vera e propria alternativa a quella principale.
Recensione Videogioco 1080 AVALANCHE scritta da MAXNIKK Dopo Mario e Zelda un altro mostro sacro fa la sua apparizione sulla console a 128 bit di Nintendo e centra il bersaglio proponendo un gioco ben equilibrato che, se vogliamo, coniuga gli aspetti migliori dei titoli della concorrenza (SSX 3 e Amped 2) senza abbandonarsi ad alcun eccesso. Non realismo allo stato puro, ma qualche giusta concessione a una giocabilità più arcade, lo rendono più immediato per il giocatore occasionale, mentre la ricchezza e la complessità delle trick rappresenta una sfida capace di soddisfare anche l’utente più esigente. Buona la realizzazione tecnica, apprezzabile soprattutto nel design delle piste e nella scelta delle musiche, con qualche piccola incertezza solo a livello di frame rate. In conclusione un titolo che si lascia giocare con gusto ed è capace di soddisfare qualsiasi tipo di utente proprio in virtù di una struttura “bifronte” in cui sia il realismo della simulazione che la giocabilità intuitiva propria dei titoli arcade trovano la loro giusta collocazione.
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