Recensione di Harvest Moon: The Lost Valley

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     3DS
  • Sviluppatore:

     Natsume Inc.
  • Data uscita:

     Q1 2015, 4 novembre 2014 (USA)
- Interfaccia discretamente funzionale
- Molte cose da fare...
- Gameplay ripetitivo e noioso
- ...nessuna delle quali divertente
- Tremendamente lento
- Modesto a livello grafico
- Un browser game venduto a prezzo pieno
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A cura di (DottorKillex) del
Quando mi sono candidato per recensire Harvest Moon The Lost Valley per 3DS, mi aspettavo, ignaro, di ritrovarmi tra le mani un nuovo episodio di una serie adorabile, che ha sempre mescolato sapientemente dinamiche da gestionale ad altre da gioco di ruolo, infarcendo il gameplay di azioni semplici da compiere ma assai gratificanti sul lungo periodo.
D'altronde, Natsume aveva sempre associato il suo nome alla serie e le informazioni in mio possesso portavano tutte alla nuova iterazione di un franchise consolidato.
Beh, a quanto pare mi sbagliavo.



Copyright wars
Harvest Moon The Lost Valley, come ho scoperto, con mio grande dispiacere, già a pochi minuti dal primo avvio del titolo, è un esponente della saga solamente di nome, perché, di fatto, non ha nulla a che vedere con la serie omonima di cui pure Natsume ha curato gli adattamenti occidentali per anni.
Senza stare tropo a tediarvi con le battaglie legali che hanno coinvolto la società giapponese e Marvelous, entrata in possesso del marchio dodici anni fa, vi basti sapere, che, come successo qualche anno or sono per una famosissima serie di manageriali calcistici, il nome e il team di sviluppo non coincidono, e, con ogni probabilità, non coincideranno più negli anni a venire.
Il marchio Harvest Moon, rimasto nelle mani di Natsume, genererà, verosimilmente, titoli simili a quello che di cui mi appresto a raccontarvi, mentre Marvelous affiderà le versioni occidentali dei suoi lavori (che di Harvest Moon non hanno il nome ma lo spirito e diversi elementi di gameplay) a Xseed, studio di localizzazione di rinomata esperienza: il primo frutto di questo sodalizio è stato il recente Story of Seasons, purtroppo non ancora pubblicato in Europa.
Confusi? Non ne sono sorpreso.
Quello che vi troverete tra le mani se decideste di acquistare The Lost Valley è un lontano (lontanissimo) parente della serie originale, sviluppato con un budget assai inferiore, una cronica carenza di idee e un tentativo malriuscito di sfruttare l'onda lunga del grandissimo successo che, tra Europa e Stati Uniti, ha avuto Minecraft.
Qualcosa da salvare c'è, beninteso, ma annega in un mare di mediocrità.



Noia tra le nevi
Nel tentativo di risvegliare la Dea del raccolto, senza la quale la naturale alternanza tra stagioni è compromessa, soffocando il paesaggio sotto una spessa coltre di neve, il nostro alter ego, di cui potremo scegliere solo sesso e nome, dovrà imbarcarsi in una lunghissima serie di compiti piuttosto triviali, per conto di cittadini che, a rotazione, visiteranno il piccolo cottage di montagna dove abita per chiedergli questo o quel favore.
L'assenza di un villaggio esplorabile, marchio distintivo di moltissimi episodi precedenti della serie, rappresenta un ulteriore indizio riguardo alla disponibilità su cui il team di sviluppo poteva contare, e la mancanza di varietà, con la progressione lenta e sincopata, fanno sentire ancora di più la mancanza di un hub in cui scambiare due chiacchiere o intraprendere missioni che spezzino un po' la monotonia che attanaglia il giocatore già dopo poche ore.
Lo schema di base prevede di rimuovere la neve da una mattonella, renderla coltivabile, piantarvi un seme ed innaffiare (in quest'ordine), così che una distesa brulla ed inospitale diventi presto una miniera d'oro.
Presto, però, è una parola grossa, in The Lost Valley: anche le azioni più semplici, come quelle elencate, o l'abbattimento degli alberi per aprire strade verso un determinato obiettivo (come ci chiederà all'inizio il simil-Teletubby che farà da guida durante le prime ore di gioco) diventano terribilmente lente, perché l'interfaccia non prevede la possibilità di preparare il terreno all'inverno con un solo tasto, ma costringe invece ad occuparsi manualmente di una zolla alla volta, con il risultato che il tempo impiegato è quasi quanto quello che impiegherebbe un contadino nella realtà.
Se questa attività già durante le prime ore, quando la terra a disposizione è limitata e gli obiettivi ragionevolmente semplici da raggiungere, risulta tediosa, provate ad immaginare quanto il gioco possa divertire all'alba delle quindici ore, quando le attività da tenere a mente (piantare, innaffiare, cibare il bestiame, disboscare, pescare ecc.) cominciano a diventare tantissime.
Sebbene siano ancora presenti elementi che hanno caratterizzato il franchise, come la possibilità di prendere marito/moglie, l'acquisizione di semi pregiati con il progredire nell'avventura e l'alternanza tra stagioni, che porta differenti effetti climatici e differenti modi di occuparsi dei propri terreni, il tutto sembra preso di peso più dai browser game che impazzano su tutti i principali social network che non da prodotti pensati per console.
Di un titolo per 3DS rimangono il prezzo, ahinoi, il nome, e un'interfaccia intelligente, che sfrutta in maniera adeguata i tasti frontali della console Nintendo, evitando almeno di doversi perdere in decine di menu e sottomenu.



Pochezza grafica
Il budget stringente con cui Natsume ha dovuto confrontarsi appare evidente anche dall'analisi del comparto tecnico, lontano anni luce dagli standard (pure non eccellenti) cui la saga aveva abituato i suoi affezionati.
Nonostante un motore grafico ridotto all'osso e molto basilare, con un set di animazioni inconsistente e colori abbastanza smorti, che non restituiscono il fiorire della natura, mi sono imbattuto in fenomeni di caricamento ritardato di texture, in cui un albero appariva un secondo prima appena abbozzato, e un secondo dopo completo di tutti i dettagli, che lo qualificavano come una conifera.
Il doppiaggio non è pervenuto, come anche l'effetto tridimensionale, che, in un caso ai limiti della pubblicità ingannevole, campeggia nel nome sulla confezione (che sarebbe Harvest Moon 3D The Lost Valley, per completezza) ma non è implementato nella build finale del titolo.
Misteri del marketing.
Recensione Videogioco HARVEST MOON: THE LOST VALLEY scritta da DOTTORKILLEX Nonostante le ore totali di gioco ammontino ad oltre venti, non posso dire che Harvest Moon The Lost Valley mi abbia mai divertito, né di averlo giocato per sessioni più lunghe di un'ora, a causa della fortissima sensazione di noia che attanaglia il giocatore sin dalle prime battute.
Il consiglio, piuttosto che dare una possibilità all'ultima fatica Natsume, è di aspettare una versione europea di Story of Seasons o darsi ad un economico (anche se altrettanto manchevole) browser game.
Provaci ancora, Natsume.
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