Recensione di Codename Steam

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     3DS
  • Genere:

     Strategico
  • Sviluppatore:

     Intelligent System
  • Data uscita:

     13 marzo 2015 (USA) - 15 maggio 2015
- Gameplay rodato e divertente
- Armi ed equipaggiamento fuori di testa...
- Longevo e anche rigiocabile
- Stile da vendere
- Intelligente implementazione degli Amiibo
- Nemici anonimi e spesso indistinguibili
- ...a volte anche troppo
- Rinforzi nemici a volte troppo pressanti
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A cura di (DottorKillex) del
Dopo aver condiviso con voi le mie impressioni qualche settimana fa, sono pronto a raccontarvi tutto del mio viaggio nello strampalato mondo di Codename Steam, nuova proprietà intellettuale di Nintendo ed Intelligent Systems, che poi, per quei pochi che non lo sapessero, sono i genitori di saghe storiche per i fan della grande N, come Fire Emblem, Advance Wars, ma anche Paper Mario e il recente, e divertentissimo, Pullblox.
Siamo quindi dinanzi ad un altro successo annunciato o al tiepida accoglienza ricevuta dal gioco oltreoceano aveva motivo d'essere?



La squadra più fuori di testa del mondo
A livello narrativo, Codename Steam pende più verso le atmosfere di Advance Wars, volendo guardare al passato storico della software house giapponese, che non verso i toni decisamente più drammatici dei vari Fire Emblem: il tono generale è a metà tra un cartone animato del sabato mattina e un fumetto americano, con battutacce dietro l'angolo, giochi di parole che solo i più anglofoni capiranno e personaggi decisamente fuori dagli schemi.
Il lavoro dietro la scelta di chi includere nel team e di come reinventare personaggi della letteratura è eccellente: ognuno mantiene tratti tipici della sua personalità originaria, adeguandosi però ai ritmi e alle situazioni del gioco, creando un team inaspettatamente amalgamato, nonostante l'eterogeneità dei suoi componenti.
Ecco allora che Abramo Lincoln, grande capo e burattinaio, non solo non è l'unico immediatamente riconoscibile, ma potrebbe venire scavalcato nelle preferenze personali da uno dei personaggi tratti da Alice nel paese delle meraviglie, piuttosto che da Tom Sawyer o Henry Fleming, qui ben più maturo e consapevole di quanto non fosse ne “Il segno rosso del coraggio”.
L'accozzaglia di protagonisti , che sulle prime mi aveva lasciato interdetto, contribuisce invece a comporre un team affiatato, con specializzazioni e peculiarità assai diverse che, trasposte sul campo di battaglia, regalano al giocatore una vasta gamma di scelte, permettendogli così di affrontare ogni mappa come preferisce.
La comicità slapstick, le onomatopee a schermo in pieno stile tavola illustrata e una tavolozza di colori quanto mai accesa e variopinta faranno il resto.
Per quanto prevedibili e a tratti un po' kitsch, le vicende narrate completano degnamente la parte giocata e donano una personalità unica al titolo, che strapperà un sorriso anche ai giocatori più navigati, e, magari, inviterà alla lettura quelli più giovani, incuriosendoli con personaggi perlopiù provenienti da classici della letteratura mondiale.

Parecchia ciccia in tavola
Quando dalle parole delle scene di intermezzo si passa ai fatti della mappe a griglia, Codename Steam offre il meglio di sé, unendo elementi presi in prestito da altre serie (Valkyria Chronicles su tutte) e spunti nuovi di zecca, come si converrebbe ad una nuova proprietà intellettuale.
Pur svolgendosi interamente a turni, le battaglie aggiungono un che di sparatutto in terza persona, lasciando che il giocatore controlli direttamente le sue truppe e prenda la mira, utilizzando i tasti frontali di 3DS, il circle pad pro o il C-Stick (la mia prova è stata effettuata su New Nintendo 3DS, scelta che raccomando).
Il numero di punti azione è regolato dagli steamer, serbatoi di vapore che ogni unità porta sulle spalle, la cui autonomia varia di personaggio in personaggio e ne determina la frequenza di attacco e la mobilità: che si scelga di utilizzare i propri punti azione solo per spostarsi da un punto all'altro o solo per attaccare, al termine di questi l'unità rimarrà dove la si è lasciata.
Le coperture giocano allora un ruolo fondamentale, perché sbagliare i calcoli e lasciare allo scoperto una delle proprie pedine si rivela una sfida alla sorte, che potrebbe costare cara, visto il sempre soddisfacente livello di sfida.
Esiste anche una terza opzione, che il gioco implementa brillantemente: alcune armi sono dotate di una modalità di fuoco passiva, che si attiva non appena un nemico entra nel raggio visivo di uno dei nostri personaggi se questi hanno conservato del vapore durante il loro turno.
Utilizzare sapientemente questa possibilità segna spesso la differenza tra vittoria e sconfitta, e consente di adottare strategie complesse ed appaganti, oltre che a ricambiare il nemico, incline alle imboscate, con la stessa moneta.
Queste le basi del gameplay, ma dove gli sviluppatori di Intelligent Systems si sono superati è nel design e nella differenziazione delle armi in dotazione ai membri della squadra speciale: dal lanciatore di pinguini esplosivi (il mio preferito) al pugno retrattile, passando per bombe stordenti ed attacchi a capriola sulla testa dei nemici, l'equipaggiamento è tra i più inventivi ed originali mai visti in uno strategico a turni come questo, e consente un'infinità di approcci diversi ad ogni mappa, favorendo la rigiocabilità e la creazione di squadre realmente diverse le une dalle altre.
Peccato allora che ogni tanto si esageri in questo senso, visto che alcune delle armi secondarie sbloccabili raccogliendo monete sono più spiritose che utili (lanciabanane, sto guardando te).
Parole di elogio anche per il bilanciamento: sebbene i rinforzi nemici in alcune mappe siano eccessivi, e tendano ad aggredire il giocatore metodico che se la prende comoda, la presenza di punti di salvataggio in ogni mappa, che consentono anche di rinvigorire la propria squadra e di riportare in vita eventuali compagni caduti (Amiibo esclusi), evita la frustrazione ai giocatori meno avvezzi a questo genere di giochi.
A proposito di Amiibo: dei giochi personalmente testati finora, Codename Steam è quello che rende maggiormente giustizia ai toys to life di Nintendo, consentendo di arricchire il proprio roster (che già si compone di dodici personaggi) con gli eroi provenienti dalla saga di Fire Emblem.
Ho arruolato e fatto scendere in campo Marth e Ike, e sono rimasto soddisfatto dal loro impatto sulla mia squadra, soprattutto durante le prime ore di gioco.



Che stile!
Se c'è una cosa che di certo non fa difetto all'ultima coproduzione Nintendo è lo stile: come accennato, la caratterizzazione di personaggi, armi ed equipaggiamenti è curata nei minimi particolari e forse proprio per questo quella delle truppe nemiche stona così terribilmente.
Anonimi in maniera quasi sorprendente, i nostri avversari non solo si somigliano tutti tra loro, ma, a fronte di una più che degna intelligenza artificiale (sono feroci nell'attaccare i nostri eroi), sfoggiano un set animazioni abbastanza povero e condiviso tra diverse specie, che lascia sinceramente l'amaro in bocca.
Il grande anticipo con cui ho potuto mettermi al lavoro sulla versione finale non mi ha consentito di applicare la patch (che sarà disponibile al lancio italiano, il 15 maggio prossimo) che velocizza i turni nemici, consentendo di raddoppiarne la rapidità per i possessori di 3DS e addirittura di triplicarla per quelli che possiedono New 3DS.
Sebbene molti gradiranno questa possibilità, giocare a Codename Steam senza di essa non ha appesantito eccessivamente le mie ore in compagnia del gioco: osservare gli spostamenti nemici e muovere le proprie unità conseguentemente è un aspetto fondamentale di qualsiasi esperienza strategica, ancor più qui vista la tendenza nemica a preparare imboscate.
Certo, i turni nemici sanno essere lenti, soprattutto appena iniziata una mappa, con molti nemici ancora in vita, ma in un titolo comunque a turni la cosa pesa molto meno di quanto si possa credere.
Discorso analogo per le modalità multigiocatore, che, con i server ancora semivuoti, mi hanno solo consentito una prova fugace, che ha comunque confermato come le modalità comprese, sia in locale sia online, siano accessorie rispetto alla solida campagna in single player, che richiederà non meno di venti ore per essere portata a termine.
In particolare non ho gradito (anche se per molti versi è comprensibile) la scelta di limitare a soli sessanta secondi la durata del turno nelle partite multigiocatore, visto che, nel single player, il gioco spinge spesso ad un'accurata analisi del campo di battaglia prima di agire.
Recensione Videogioco CODENAME STEAM scritta da DOTTORKILLEX Codename Steam rappresenta un ottimo esordio per un brand pieno di potenzialità, che spero vivamente di rivedere in futuro, accanto ai suoi padri putativi, nella scuderia Intelligent Systems.
Sprizza creatività da tutti i pori, non lesina in quanto ad offerta ludica e, pur tendendo una mano ai neofiti del genere, non abbandona il gusto per le sfide che ha sempre caratterizzato i prodotti del team di sviluppo giapponese.
Nell'ipotetico seguito mi piacerebbe che la stessa cura riposta nella caratterizzazione del team di eroi sia dedicata alle truppe nemiche, che si insista meno sui rinforzi in alcune mappe e che tutte le armi in dotazione si rivelino davvero utili.
Ma sono inezie, perché il gameplay è solido e la strada intrapresa è quella giusta.
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