Recensione di Phoenix Wright Ace Attorney Trilogy

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     3DS
  • Genere:

     Avventura grafica
  • Sviluppatore:

     Capcom
  • Data uscita:

     11 dicembre 2014
- Tre ottime visual novel investigative
- Prezzo ridotto...
- Buon restyle in alta definizione
- Che fine ha fatto l'italiano?
- ...ma raddoppiato rispetto alla controparte iOS
- Nessun extra
- Sul versante audio si poteva fare di più
Loading the player ...
A cura di (DottorKillex) del
A dirlo si rischia di passare per cinici, ma dicembre è il mese delle raccolte e dei remaster.
Sarà che l'attuale generazione di console sembra volercele propinare anche per gran parte degli altri dodici mesi dell'anno, ma fino a pochi anni fa era proprio in prossimità delle festività natalizie che abbondavano le collezioni.
Dopo il buon riscontro di critica e pubblico di Dual Destinies, pubblicato solamente un anno fa e da noi premiato con un bell'otto, Capcom ci riprova con la Phoenix Wright Ace Attorney Trilogy, sempre su 3DS, utilizzando la stessa modalità distributiva di quindici mesi fa.
Hit or miss?



Visual novel
Dubito fortemente che la trilogia originale di Phoenix Wright necessiti di presentazioni, visto il successo ottenuto anche in occidente, terreno quasi vergine per le visual novel fino ad allora, almeno in ambito videoludico.
Ma, per quanti non abbiano mai posseduto un Game Boy Advance o un DS (e questo già restringe il campo notevolmente), facciamo un rapido recap di cosa questi titoli offrivano: personaggi tremendamente sopra le righe, di quelli che solo i giapponesi sanno partorire, lunghe sessioni testuali intervallate da indagini che richiamavano le avventure grafiche di un tempo, con un pixel hunting d'eccezione per scovare indizi e minuzie sul luogo dei delitti.
In tutti e tre i titoli (Ace Attorney, Justice for All e Trial and tribulations) il giocatore era chiamato ad impersonare Phoenix Wright, brillante avvocato difensore, e nei suoi panni doveva salvare una serie di innocenti (ma presunti colpevoli) da una vita in gattabuia.
Gli omicidi, inizialmente slegati l'un dall'altro, assumevano via via un tratto comune, e portavano a situazioni sempre nuove e ad una serie di sorprese non da poco.
Altro punto in comune nella trilogia era il fatto che si passava molto più tempo a leggere che non a giocare nel senso più stretto del termine, e che, nonostante questo, giocatori di tutte le età si appassionarono a queste opere, alle espressioni improbabili che assumevano i protagonisti, all'alternanza tra momenti di tragicomica ilarità ed altri dai toni più seriosi.
Al resto pensava un character design eccessivo e strabordante e, nel caso delle edizioni per DS, un pregevole adattamento italiano.

(Quasi) niente di più, qualcosa di meno
Il dente duole, e conviene toglierlo subito: la suddetta traduzione italiana, che aveva avvicinato milioni di giocatori non anglofoni alla serie, è andata misteriosamente persa in questa collection.
Solo la pigrizia del team di sviluppo può spiegare questa scelta, che lascia l'utente alle prese con la scelta tra la localizzazione inglese, comunque di buona fattura, e l'originale giapponese: questa è sicuramente la pecca peggiore di questo prodotto, cui, purtroppo, se ne aggiungono altre, non esattamente trascurabili.
Dispiace che, a parte la ripulitura grafica figlia del trattamento che i giochi hanno subito per in occasione dell'uscita di questa trilogia su dispositivi iOS, non ci siano extra di sorta: l'esiguità delle dimensioni del download (meno di 5000 blocchi) testimonia come ci fosse spazio per aggiungere artwork, curiosità sulla produzione, magari qualche traccia audio supplementare. E invece nulla.
Ovviamente gli appassionati della saga, che abbiano già portato a termine tutti e tre i titoli, non hanno alcun reale incentivo all'acquisto, a meno di non aver perso (o prestato ad amici poco raccomandabili) le cartucce originali: così facendo Capcom non rende il giusto omaggio ad una serie che avrebbe meritato ben altro trattamento, peraltro sulla console diretta discendente di quella che ne ha decretato il successo mondiale.
La bontà dei contenuti della trilogia è invariata, nemmeno a dirlo: alcuni giochi di parole in inglese riescono anche meglio di quanto non facessero in italiano, e il gameplay, nella sua staticità, è invecchiato decentemente, mentre il prezzo complessivo, inferiore ai trenta euro, non è eccessivo in sé.
Riguardo a quest'ultimo aspetto, va però fatta anche un'altra considerazione: sui summenzionati device iOS, il costo della trilogia è decisamente inferiore (nell'ordine della metà, al netto di saldi e offerte), ed essendo questa una diretta conversione proprio di quel prodotto, all'utente 3DS non può che saltare la mosca al naso, vista anche l'assenza di una versione retail.
Alla fin della fiera, le scelte al risparmio di Capcom restringono tremendamente il target dei giocatori a cui si può consigliare, senza riserve, questa Phoenix Wright Ace Attorney Trilogy: se non avete mai giocato ad anche solo uno dei titoli compresi e non avete problemi con l'inglese (in un gioco text heavy), allora siete i soli candidati a far vostro questo prodotto. Per tutte le altre categorie di videogiocatori, da chi li ha già giocati su DS a chi non mastica la lingua d'Albione, vanno fatte delle considerazioni aggiuntive, e personali.

Buon restyle
Paradossalmente, l'ambito in cui la serie meno necessitava di una rinfrescata si rivela essere anche quello cui Capcom ha messo mano in maniera più evidente: il restyle in HD dona nuova lucentezza al lavoro degli art designers della saga, e rende più godibili anche le fasi puramente testuali, grazie a talking heads e scene brillantissime.
Dispiace allora che questa stessa cura non sia stata riposta in nessuno degli altri aspetti che dovrebbero invece rappresentare i cardini di un remaster ben fatto, dagli extra al prezzo richiesto, passando per il comparto audio, che risente delle origini Game Boy Advance nonostante il tentativo di riarrangiare alcuni dei pezzi storici della serie.
Invariata (e quindi soddisfacente) la longevità complessiva, quantificabile attorno alla quarantina abbondante di ore.
Recensione Videogioco PHOENIX WRIGHT ACE ATTORNEY TRILOGY scritta da DOTTORKILLEX Capcom did it again, a quanto pare: irrispettosa di una delle sue serie più amate, propone sul mercato una collection pigra, che di buono conserva soltanto la magia dei giochi in essa contenuti, alla faccia del prezzo, doppio rispetto alla (identica) controparte iOS, della mancanza di contenuti extra di sorta e, cosa più grave, della rimozione della localizzazione italiana che aveva contribuito al successo dei tre giochi su DS.
Così com'è, la Phoenix Wright Ace Attorney Trilogy è consigliata solo a chi, essendosi perso uno o più dei giochi contenuti, mastichi bene l'inglese. E non possegga un device iOS.
Scrivi un commento
Per commentare occorre essere utenti registrati.
Se non hai un account clicca qui per registrarti oppure clicca qui per il login.
caricamento in corso...
SCREENSHOTS
SpazioGames.it - Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Monza dal 22/02/2008 con autorizzazione n.1907
© 1999 - 2012 GALBIT SRL TUTTI I DIRITTI RISERVATI - P.IVA 07051200967
Spaziogames.it utilizza i cookie per assicurarti la miglior esperienza di navigazione. Se desideri maggiori informazioni sui cookie e su come controllarne l'abilitazione con le impostazioni del browser accedi alla nostra Cookie Policy.