Recensione di Rune Factory 4

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     3DS
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Neverland Company
  • Data uscita:

     19 luglio 2012 JAP - 1 Ottobre 2013 (US) - 11 dicembre 2014 Europa
- Offerta ludica mastodontica
- Soddisfa un po' tutti i palati
- Tanta libertà al giocatore
- Prezzo budget
- Paga la sua versatilità con una certa mancanza di profondità
- Comparto tecnico da DS
- Deludente a livello narrativo
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A cura di (DottorKillex) del
Nato da una costola della serie Harvest Moon, una delle simulazioni più scanzonate e amate sin dai tempi del Super Nintendo, il brand Rune Factory si è ritagliato, soprattutto in Giappone, un seguito niente male, unendo alle dinamiche prettamente simulative della serie originaria diversi elementi da JRPG, che hanno contribuito ad arricchire il gameplay e a differenziarlo, avvicinando così al prodotto nuove schiere di videogiocatori.
Da pochi giorni è disponibile su eShop di 3DS Rune Factory 4, giunto in Europa grazie agli sforzi produttivi di Marvelous e Xseed: varrà la pena fare un giretto a Selphia?



Amnesia, che passione
Dopo un filmato introduttivo dal sapore fortemente nipponico, l'ultima fatica del team Neverland parte con il piede sbagliato a livello narrativo, abusando, nel breve spazio di una mezz'ora, di una marea dei cliché narrativi cui i JRPG ci hanno abituato, dall'attacco estemporaneo al nostro alter ego allo scambio di identità, culminando nel re dei topoi riciclati: l'amnesia.
Per farla breve, saremo chiamati a scegliere il sesso del nostro personaggio, per poi vederlo attaccato mentre a bordo di una nave volante da due soldati: dopo averli messi al tappeto, il nostro/a volgerà loro le spalle, e verrà così sorpreso dal vile attacco di uno dei due, e sbalzato fuori dall'aeronave.
Una caduta del genere, che ucciderebbe chiunque nel mondo reale, in quello di Selphia si traduce in un volo che termina in testa ad un drago parlante, che prenderà sotto la sua ala protettiva (no pun intended) lo sventurato straniero caduto dal cielo: da qui, in men che non si dica, ci troveremo a gestire un intero regno, tra editti, festival, corteggiamenti e spedizioni perigliose alla ricerca di materiali.
Se da un lato appare evidente come il sottotesto narrativo serva solo ad introdurre il giocatore alle numerose dinamiche di gioco e a fornirgli un pretesto, dall'altro la sua pochezza sminuisce alcuni passaggi dell'avventura, soprattutto perché, nonostante l'evolversi delle vicende sia marginale ai fini del gameplay, la quantità di dialoghi che verrà propinata al giocatore è a tratti davvero eccessiva, appesantita peraltro dalla presenza solo sporadica del doppiaggio.
Differentemente dal recente Fantasy Life, prodotto con cui Rune Factory 4 condivide diverse meccaniche, la totale assenza di localizzazione italiana penalizza l'utenza nostrana e testimonia uno sforzo produttivo davvero limitato a livello meramente tecnico, come evidenziato anche dal comparto visivo, sul quale ci soffermeremo più avanti.



Un principe non dorme mai
Dopo una partenza così così, però, Rune Factory 4 sfoggia le sue doti migliori, che risiedono sicuramente nella quantità di cose da fare e nella totale libertà lasciata al giocatore: il gameplay è essenzialmente diviso in tre fasi, che distinguerò solo a fini analitici, visto che risultano fortemente interconnesse nelle dinamiche di gioco.
Il grosso del tempo vedrà il giocatore impegnato a coltivare campi, a combattere o a dedicarsi alle fasi di corteggiamento di uno/a dei partner disponibili, con cui è possibile non solo intrattenere una relazione amorosa ma anche convolare a nozze.
Le fasi agricole sono ovviamente molto semplificate, anche rispetto a quanto visto in uno qualsiasi dei capitoli di Harvest Moon, eppure rivestono un'importanza non indifferente nell'economia del gioco: piantare i semi giusti e raccoglierne i frutti solamente al momento opportuno garantisce al giocatore raccolti molto più ricchi e la possibilità di ottenere dei materiali bonus, che potranno essere a loro volta utilizzati in mille modi diversi, dal creare un bouquet di fiori per la nostra amata all'offrirli ad uno dei mostri incontrati nei vari dungeon.
Le fasi di combattimento richiamano un hack'n'slash alquanto basilare, sulla linea di quanto visto anche nel prodotto concorrente di Level 5: aiutati dalla visuale a volo d'uccello, che mostra sempre una discreta fetta del campo visivo del protagonista, ci si darà al button mashing più forsennato, raramente alternato al lancio di uno degli incantesimi presenti: costruita poi una stalla nella nostra fattoria, sarà possibile anche catturare i mostri incontrati invece che ucciderli, guadagnando, nel processo, delle cavalcature, degli aiutanti in battaglia o anche degli apprendisti agricoltori (io comunque non affiderei il mio raccolto di rape ad un orso, per la cronaca).
La basilarità del sistema di combattimento, inizialmente assai gradita per far ambientare i giocatore nel mondo di gioco, già sul medio periodo rende un po' monotoni gli scontri di routine, togliendo un po' di mordente agli incarichi fortemente basati sulle battaglie o la raccolta di materiali in giro per il mondo di Selphia.
Portare a termine i suddetti compiti, affidatici dalla casella di posta cittadina, ci farà guadagnare Prince Points, ovvero la valuta necessaria per prendere decisioni che riguardano l'intera comunità, dai festival alla costruzione di nuovi edifici, in un abbozzo di city building che non guasta.
L'ultimo aspetto del gameplay è quello legato alle storie d'amore che è possibile intraprendere: in queste fasi si avrà accesso ad alcuni dei dialoghi più simpatici del gioco, a metà tra imbarazzo e sfacciataggine, ed è encomiabile anche la possibilità di portare l'amata/o nelle nostre scorribande fuori città, come membro extra del party. Insieme a casa, insieme al lavoro.
Da questo quadro si evince come difficilmente Rune Factory 4 possa lasciare il giocatore senza cose da fare nell'arco della cinquantina di ore necessarie al suo completamento: peccato allora che, nel tentativo di accontentare tutti e proporre mille soluzioni ludiche, il prodotto finisca per non eccellere in nessuna di queste in particolare.



(3)DS
La pubblicazione sul solo shop digitale Nintendo e l'esigua quantità di dialoghi doppiati forniscono due indizi sulla limitatezza del budget stanziato per questa versione europea di Rune Factory 4, cui va purtroppo ad aggiungersi un comparto tecnico veramente datato, evidentemente parente stretto di quello degli episodi visti su Nintendo DS.
I modelli dei personaggi si muovono su fondali prerenderizzati bidimensionali, e lo stacco si nota in maniera prepotente, anche a fronte di un comparto animazioni abbastanza essenziale e di una direzione artistica abbastanza generica per il contesto JRPG di riferimento: di certo non stiamo parlando del gioco più brutto visto su 3DS, intendiamoci, ma, nonostante si rifacesse anch'esso ad un motore di gioco vecchiotto, il già citato Fantasy Life esce nettamente vincitore dallo scontro con il prodotto Nevermind.
Nonostante le ingenti dimensioni del download, poi, dispiace che il doppiaggio, di discreta fattura, sia limitato a pochissimi passaggi, in rapporto alla notevole mole di testo scritto che viene propinata al giocatore; bene invece la colonna sonora, con motivetti semplici ed orecchiabili, che coniugano sintetizzatori e scorci orchestrali e rievocano colonne sonore di grandi classici del passato.
Di facile consultazione anche i menu, minimali e veloci, che raramente intralciano il giocatore nelle sue numerose attività.
Recensione Videogioco RUNE FACTORY 4 scritta da DOTTORKILLEX Per meno di trenta euro, la quantità e varietà delle cose da fare in Rune Factory 4 è esaltante, e sicuramente, oltre a tenere i giocatori impegnati per un monte ore notevole, saprà soddisfare i gusti più diversi, tra chi preferisce dedicarsi ad una vita frugale e chi vive per l'esplorazione.
Il prodotto Nevermind, però, paga questa versatilità con una certa mancanza di profondità in ognuna delle attività proposte, allontanandosi dall'eccellenza anche a causa di una storia davvero triviale e di un comparto tecnico deludente.
Ciononostante, rimane consigliato per gli amanti dei JRPG e per quanti amano perdersi in un mondo fittizio che offre mille colorate distrazioni.
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