Recensione di Fantasy Life

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     3DS
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Level 5
  • Lingua:

     giapponese
  • Data uscita:

     26 settembre 2014
- Un intero mondo nel palmo della mano
- Quantità di contenuti incredibile
- Job System flessibile e ben congegnato
- Nobuo Uematsu
- Localizzazione ineccepibile
- Pecca a livello narrativo
- Mediamente molto facile
- Motore grafico con parecchi anni sulle spalle
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A cura di (DottorKillex) del
Siate onesti: quante ore avete passato a creare la cittadina dei vostri sogni in Animal Crossing – New Leaf? Quanto vi è rimasta nel cuore la commovente avventura cui abbiamo partecipato qualche anno fa in Dragon Quest IX – Le sentinelle del Cielo?
E, nella vostra carriera di videogiocatori, quante ore avete speso con un qualsiasi gioco di ruolo made in Bethesda?
Vi ho fregato, eh? Quest'ultima domanda proprio non ve la aspettavate, considerando che nessuno dei suddetti open world rpg per cui la casa americana è arcinota nel mondo è mai approdato su console Nintendo, men che meno portatili.
Eppure queste tre domande sono fondamentali per capire quanto potreste apprezzare Fantasy Life, e, soprattutto, da quale prospettiva ne osserverete gli sforzi, l'ambizione, le qualità e i difetti.
Se per caso vi interessassero le mie risposte alle suddette domande, eccole: una sessantina, tanto, centinaia.



Offline MMO su 3DS...wait, what!?!?
Dopo due anni di attesa, durante i quali il pubblico giapponese ha beneficiato di due versioni del gioco, di cui l'ultima inseriva il multiplayer e raffinava meccaniche e bilanciamento della difficoltà, ecco giungere anche in Europa l'ultima fatica di Level 5, team di sviluppo tra i più creativi e brillanti della scuola nipponica.
Ma cos'è, di preciso, Fantasy Life? All'alba delle cinquanta ore di gioco, se proprio dovessi affibbiargli un'etichetta direi che è una versione edulcorata di un gioco di ruolo massivo, che poggia però sul single player offline molto più di quanto non faccia con il multiplayer.
Fatte le debite proporzioni (in termini di complessità delle meccaniche, sceneggiatura e respiro generale della produzione), non sarebbe un'eresia definire questo prodotto come un piccolo, sgargiante omaggio ai lavori di Bethesda, che come nessun'altra software house al mondo ha saputo immergerci in mondi tangibili, credibili e infinitamente avvolgenti.
Le concessioni alla formula originaria, ovviamente, sono tantissime: sarebbe impensabile replicare il mastodontico lavoro visto su console casalinghe e PC su una macchina come il 3DS, che si appoggia ad un formato come la cartuccia.
I colori, la spensieratezza e gli elementi da life sim di Animal Crossing, il motore grafico e le tematiche leggere ed ultraterrene che muovevano il nono episodio di Dragon Quest e la miriade di contenuti, missioni secondarie e libertà di esplorazione cui la saga di Elder Scrolls ci ha abituato: questa è la formula scelta da Level 5 per Fantasy Life.
In un progetto così ambizioso, qualcosa fatalmente va storto, e in effetti i difetti non mancano, primo tra tutti un intreccio che definire sottile sarebbe un eufemismo: eppure il risultato finale è assai più sostanzioso della somma delle parti, e questo titolo saprà darvi da giocare per decine di ore.
Come anticipato, però, non aspettatevi da Fantasy Life la profondità di trama di un gioco di ruolo nudo e crudo, né dialoghi ricchi di pathos: la storia c'è perché deve esserci, e tiene flebilmente insieme le fasi esplorative e l'avanzamento dell'avventura, ma è sicuramente una delle cose meno riuscite della produzione.
Vi basti solo sapere che al nostro personaggio, creato tramite un editor assai completo, si accompagnerà Franfalla, una farfalla parlante che sembra avere molto a cuore la recente caduta di meteoriti di colore nero/viola che sta interessando il regno di Reveria: l'eccellente lavoro di localizzazione (e non è il primo, quando a produrre c'è Nintendo) non basta a mascherare la mancanza di una sceneggiatura che possa chiamarsi tale.



Ho sempre sognato di fare il sarto ma odio gli aghi
Nelle primissime battute di gioco saremo chiamati a scegliere uno dei dodici mestieri disponibili, senza però che questa scelta vincoli la futura possibilità di passare da uno all'altro in qualsiasi momento, senza penalità alcuna: da bravo guerrafondaio, mi sono fiondato sul mercenario, ma ho ben presto capito che, per apprezzare il gran lavoro dietro Fantasy Life, la cosa migliore da fare è provare tutti i lavori disponibili, e portarli avanti almeno fino al rango di Apprendista, in modo da garantire al nostro personaggio una versatilità tale da essere virtualmente autosufficiente.
Intendo dire che durante le piacevolissime fasi di esplorazione, che costituiscono il cardine del gioco, ci si imbatterà in mostri di tutte le fogge, e così per i minerali, la flora, la fauna non belligerante, il cibo e i materiali per costruire: raccoglierli tutti e creare un capiente inventario è la chiave per fabbricare da soli l'arredamento per la propria casa (inizieremo in una mansarda un po' umida, se pure in centro), l'equipaggiamento, le pozioni, il cibo per rimetterci in sesto.
Per quanto piccola possa sembrare, vi assicuro che la soddisfazione di aver creato da me il set di armatura con cui ho sconfitto quel tale nemico si rinnovava ogni due ore, per non parlare del letto a baldacchino e dei miei dolci.
Fantasy Life vive di queste piccole cose, della primitiva gioia data dall'esplorazione di un mondo che, considerate le capacità tecniche della console ospite, sa riservare sorprese dietro ogni angolo, anche dopo diverse decine di ore.
Prese singolarmente, nessuna delle varie parti che compongono il variegato gameplay del titolo Level 5 spiccherebbe sulla concorrenza: arredare la propria casa è possibile, come acquistarne di nuove e sempre più spaziose, ma non siamo ai livelli di personalizzazione concessi da Animal Crossing, tanto quanto l'elementare sistema di combattimento in tempo reale non riesce a rivaleggiare con quello dei suoi congeneri, anche limitando la selezione alla libreria di 3DS.
Nondimeno, il coinvolgimento non scema nemmeno dopo diverse ore, alla ventesima missione secondaria che ci ricorda troppo quella precedente, e questo succede perché la varietà di situazioni è encomiabile e il triplice sistema di crescita restituisce al giocatore la sensazione concreta di avanzare qualunque cosa decida di fare.
Sul touch screen possiamo richiamare, in ogni momento, la schermata delle missioni, tripartita: per ognuno dei dodici mestieri, avremo un set di obiettivi diversi, assegnatici dal corrispondente Gran Maestro, utili ad avanzare all'interno di quella professione, così da specializzarci e dar vita ad abiti sempre più raffinati, ricette più succulente e così via.
L'avanzamento della trama principale è invece affidato al livello di felicità: guadagnare molti Lyr (la valuta del gioco), farsi benvolere dagli abitanti di Reveria o possedere tutte le licenze per i mestieri aiutano a far crescere questo indicatore, che, ad ogni step, ci consentirà di scegliere tra diversi bonus, come la possibilità di allargare il nostro zaino o adottare uno o più cuccioli, da portare con noi nelle nostre avventure.
Gli incarichi affidati da Franfalla vengono segnalati da un cerchio rosso sulla mappa, e sono utili per proseguire lungo il percorso principale tracciato dai programmatori.
Il terzo e ultimo valore è dato dalle cosiddette “Altre Richieste”, ovvero la miriade di incarichi secondari con cui i numerosissimi (e spassosissimi) NPC riempiono le nostre giornate virtuali: come per i giochi di ruolo più seriosi, dopo poche ore questi incarichi tenderanno a ripetersi con eccessiva frequenza, eppure vi confesso di averne portati a termine a decine, tanto è piacevole gironzolare per la mappa di gioco.
Chiude il quadro un ciclo giorno/notte ben fatto (le botteghe sono aperte anche di notte, ma i mercanti si preoccupano di “non fare troppo rumore” cit.), che spinge a tornare sui vostri passi giusto per confrontarvi con della fauna magari solo notturna, una quantità di testo notevole ma mai proibitiva e la possibilità di scambiare oggetti con i nostri amici possessori di 3DS, per non parlare di quella che ci consente di giocare fino a tre sia in locale che online.
Nonostante la prova assai estesa, i server sono chiusi al momento di redarre questa recensione (il gioco non sarà nei negozi prima di una settimana), ma se il lavoro svolto da Level 5 con Dragon Quest IX è un indizio, allora anche sotto quel versante Fantasy Life potrebbe dire la sua.



Gli anni passano
Se ci si soffermasse solamente sull'aspetto puramente tecnico del titolo, non si raggiungerebbe che una larga sufficienza: il motore grafico è quello de “Le sentinelle del Cielo” e lo stesso Fantasy Life era stato inizialmente concepito come un titolo DS.
Questo retaggio “old gen” è abbastanza evidente, nonostante il lavoro di cesello e ripulitura del codice operato dagli sviluppatori: fortunatamente per Level 5, in fase di valutazione del comparto grafico è impossibile prescindere dalla direzione artistica, che in questo caso, nemmeno a dirlo, è graziosissima.
Il mondo di Reveria sprizza colori e gioia da tutti i pori, e, sorprendentemente, sa offrire panorami assai diversi tra loro (dalle foreste verdi alle spiagge, passando per picchi nevosi e città desertiche).
I personaggi su schermo sono tanti, spesso tantissimi, e tutti egregiamente animati, ed ecco che allora si è portati a chiudere un occhio su qualche rallentamento di troppo e sulla generale limitatezza del comparto poligonale.
Applausi a scena aperta, invece, per la colonna sonora: gli anni non sembrano passare per Nobuo Uematsu, che continua, imperterrito, a sfornare motivetti che ti entrano in testa e di cui per giorni non ti liberi più: mentre scrivo, proprio adesso, mi ronza nelle orecchie la canzone che si può ascoltare nel ristorante di Castele, nonché nella taverna dove staziona il Gran Maestro dei mercenari (di cui al momento mi sfugge il nome, maledetto Uematsu).
Stratosferica anche la quantità di contenuti: pur limitandosi alla sola quest principale, e perdendosi così il succo dell'esperienza pensata dagli sviluppatori, servono tra le 35 e le 40 ore per arrivare in fondo, cifra più che raddoppiata se invece ci si volesse perdere nel mondo delle professioni di Reveria.
Recensione Videogioco FANTASY LIFE scritta da DOTTORKILLEX Fantasy Life è un progetto assai ambizioso, che riesce (e alla grande) nel suo obiettivo ultimo, ovvero quello di immergere il giocatore in un mondo fantastico, pulsante, pieno di cose da fare e piccole avventure da vivere in prima persona.
Nel raggiungere questo traguardo, il titolo lascia per strada elementi non secondari, come un intreccio interessante e una maggiore complessità di alcune meccaniche (il combat system su tutte), ma l'esperienza finale che offre al giocatore è comunque unica nel panorama 3DS, e sa fondere come poche altre elementi presi da altri generi videoludici.
Potreste passare oltre per via di un motore grafico vecchiotto o per il basso livello di difficoltà generale, ma vi perdereste una delle esperienze più divertenti e totalizzanti che la vostra console portatile può offrirvi.
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