Recensione di Toy Stunt Bike

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     3DS
  • Genere:

     Guida arcade
  • Sviluppatore:

     Wobbly Tooth Games
  • Data uscita:

     28 Giugno 2014
- Immediato e divertente
- Gradevole implementazione della fisica
- Gli elementi di disturbo aggiungono varietà ai tracciati
- Buon rapporto qualità-prezzo
- Gameplay limitato
- Tecnicamente appena sufficiente
- Manca l’editor
- È il Trials dei poveri
A cura di (LawTS89) del
Quella di far correre piloti miniaturizzati in ambienti domestici non è un’idea nuova (ricordate Micro Machines V3 per la prima PlayStation?), ma nel caso di Toy Stunt Bike si può dire che gli austriaci Wobbly Tooth Games abbiano sviluppato una propria formula peculiare, seppur con parecchi elementi “presi in prestito” da Trials.
Porting dell’omonimo titolo uscito nel 2011 sul Marketplace di Xbox, questa versione si presenta semplificata nella grafica e priva dell’editor di piste – oltre che della possibilità di personalizzare il nostro alter-ego – mantenendo tuttavia intatte le credenziali di partenza.
Scopo del gioco è raggiungere la fine dei vari “percorsi” compiendo evoluzioni, battendo i record e collezionando bandierine (per un totale di tre a tracciato): ottenere i relativi trofei sblocca nuovi  livelli, che a loro volta privilegiano – a seconda della conformazione e della disposizione degli oggetti – una delle tre tipologie di sfida menzionate poco sopra. Si può solo avanzare e retrocedere lungo una linea retta. Tutto qui? Non esattamente.



Motociclisti prêt-à-porter
Avere ragione degli ostacoli che ci vengono proposti di volta in volta richiede di dosare freno e accelerazione con un minimo di cautela – siano “concreti” come ripiani e sanitari, o “mobili” quali ad esempio tessere del domino e palloni da calcio – alternando con accortezza impennate e inchiodate.
In aggiunta a quanto detto, abbiamo altri elementi di disturbo che movimentano un po’ le cose: la piastra rovente ci fa perdere il controllo della moto, i chiodi – manco a dirlo – bucano le gomme, e si ravvisano piccoli tocchi di classe come l’eventualità di finire dentro un gabinetto (e succederà, statene certi) che innesca il rumore tipico di uno sciacquone.
Il sistema di controllo si presenta fin da subito solido e immediato, anche se limitato nelle meccaniche e poco vario (ripetere le stesse evoluzioni comporta un abbassamento dei punti, ma questo pesa sul risultato finale solo se puntate a scalare le classifiche).
La rosa di situazioni proposte, invece, è più che dignitosa, con giri della morte, barriere da superare in punta di ruota e percorsi alternativi (rigorosamente verticali, data la natura del titolo), ma ciò che caratterizza maggiormente il gioco è la fisica: sempre esilarante nel riprodurre gli incidenti, talvolta punitiva quando si tratta di controllare la moto vera e propria, fa venir voglia di ribattezzare Toy Stunt Bike “crashtest simulator”. Lo spirito goliardico del prodotto si evince anche dalla possibilità, mediante la pressione del dorsale destro, di eiettarci dal sedile della moto per raggiungere il traguardo di persona.
Purtroppo non tutte le idee di gameplay risultano ben implementate: per citarne una, la ricerca delle bandierine. Se da un lato appare piacevole affrontare le piste adottando un approccio “esplorativo”, dall’altro suona poco sensato dover rallentare (se non fare retromarcia) in un titolo del genere. Stessa cosa dicasi per il superamento di alcuni ostacoli, che talvolta può protrarsi oltre il dovuto e azzoppare inesorabilmente il ritmo.


Ogni tanto fanno capolino sporadici bug legati alla compenetrazione poligonale, ma si tratta di inconvenienti risolvibili dal summenzionato “tasto di eiezione” che non intaccano in maniera sensibile il divertimento.
La criticità maggiore sta nel fatto che il team di sviluppo non sia riuscito a distaccarsi dal materiale di riferimento (il sopracitato Trials), mettendo sul piatto un gioco divertente ma privo di  personalità – tra l’altro, Wobbly Tooth Games è responsabile anche di un certo Giant Hunter, titolo le cui dinamiche rimandano neanche troppo velatamente a Minecraft.
Parlando del comparto video ci troviamo di fronte a un lavoro discreto, con palette cromatiche azzeccate che caratterizzano a dovere ciascuna “stanza”, sia essa bagno, salotto o garage, e  varianti poche ma buone per quanto riguarda lo sfondo, anche se è doveroso segnalare un riciclo nelle ambientazioni una volta superata la metà del gioco.
Il sonoro spazia tra rock, disco e chiptune, senza brillare mai per qualità, mentre gli effetti audio – pur essendo ripetitivi – convincono grazie all’impronta caricaturale di ossa rotte e lamiere contorte.
Recensione Videogioco TOY STUNT BIKE scritta da LAWTS89 Anche grazie a una disposizione intelligente dei checkpoint e a una curva di apprendimento ben dosata, le meccaniche trial and error di Toy Stunt Bike non sono mai esasperate al punto da demoralizzare il giocatore. Con i suoi 60 tracciati – tutti invero piuttosto brevi – il gioco vanta una longevità dignitosa in relazione al prezzo di vendita, rimpinguata da un livello di rigiocabilità più che soddisfacente. Provatelo se siete in cerca di un piacevole passatempo da inserire nelle pause tra produzioni più impegnate.
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