Recensione di Steel Diver: Sub Wars

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     3DS
  • Sviluppatore:

     Nintendo
  • Distributore:

     Nintendo
  • Giocatori:

     1, multiplayer
  • Data uscita:

     13 febbraio 2014
- Buon compromesso tra arcade simulazione
- Modello free-to-play limpido e vantaggioso
- Multiplayer divertente e senza intoppi
- Gameplay lento non per tutti
- Single player deboluccio
A cura di (DottorKillex) del
Tra i titoli che accompagnarono i primi mesi di vita di Nintendo 3DS sul mercato, ormai tre anni fa, uno dei meno apprezzati fu sicuramente Steel Diver, troppo lento e ripetitivo per imporsi come un must have per i giovani possessori della console portatile Nintendo.
Eppure, con una mossa che sembrava perlomeno azzardata, Nintendo ha pensato di rilanciare il brand, proponendo un prodotto molto diverso da quello originario ed esplorando le possibilità offerte dal modello free-to-play, finora utilizzato con il contagocce dalla casa di Kyoto.



Perso per perso...
A pensarci bene, l'idea non era poi così strampalata: dopo le deludenti vendite del gioco uscito a maggio 2011, sarebbe stato difficile riproporre il marchio senza generare diffidenza nel pubblico, a meno di non allettarlo in altro modo.
Nintendo ha lavorato su diversi aspetti per rendere nuovamente appetibile Steel Diver, stavolta ribattezzato Sub Wars:la prima cosa a colpire è l'assoluta gratuità del pacchetto base, comprendente il tutorial, due missioni single player, la modalità multigiocatore sia locale sia online e due sottomarini tra cui scegliere.
A conti fatti, Nintendo propone al giocatore una demo particolarmente estesa, tanto che le due missioni si portano a termine in mezz'ora di gioco scarsa, ma la possibilità di giocare online senza limiti temporali o blocchi di alcun tipo costituisce un plusvalore notevole, e da sola basterebbe a promuovere questo primo approccio della grande N al mercato free-to-play.
Al costo di 9.99 euro, il giocatore può poi sbloccare altre cinque missioni single player, i restanti membri dell'equipaggio (per un totale di 32) e altri 16 sottomarini, discretamente differenziati tra loro per dimensioni, manovrabilità e potenza di fuoco.
Dopo questo esborso, il gioco non chiederà ulteriori soldi all'utente, se non per eventuali DLC futuri, proponendosi quindi come un modello sostanzialmente corretto nei confronti del giocatore: differentemente da altre volte, non ci siamo sentiti derubati, e, nonostante il gioco sia più godibile in multiplayer che in singolo giocatore, i contenuti offerti sono più che adeguati.
Se anche altre case di produzione, sia su console che su dispositivi mobile, adottassero un modello tanto trasparente, probabilmente il free-to-play non sarebbe visto come il male assoluto da noi videogiocatori.



Missili a tribordo!
I cambiamenti alla formula proposta dallo Steel Diver di tre anni fa non riguardano solo la modalità distributiva, ma anche il gameplay puro: stavolta abbiamo a che fare con un simil-FPS ambientato sotto i mari, in cui comandare una serie di mezzi pesanti e difficili da manovrare, in cui Nintendo ha cercato di mediare tra la verosimiglianza del modello di guida e il divertimento, ovviamente imprescindibile in ambito ludico.
Il risultato non è sempre dei più soddisfacenti, ma è comunque discreto, gettando le basi per un franchise che non potrà che migliorare in futuro: le possibilità sono molteplici, dall'emersione improvvisa al cambio repentino di direzione, passando per la possibilità di celarsi per breve tempo ai radar nemici.
La pesantezza dei mezzi è ben riprodotta, e riesce a restituire la sensazione di essere davvero al comando di un sottomarino, sebbene le velleità simulative rimangano un obiettivo secondario nel disegno del gioco; fatta la mano al sistema di controllo e al rimbalzo dello sguardo, che dovrà tenere d'occhio sia lo schermo superiore, dove si svolge l'azione, sia quello inferiore, imputato all'utilizzo del sonar, i mezzi risponderanno bene ai nostri input, ed eventuali affondamenti saranno da imputare esclusivamente ad errori umani.
La visuale in prima persona aumenta l'immersione (scusate il gioco di parole), e, complici le talking head del nostro equipaggio, che ci fornirà supporto in varie maniere, avvicina il gioco ad una versione acquatica della gloriosa serie Star Fox, scevra però da animali antropomorfi: il ritmo di gioco è sostanzialmente più lento, sia ben chiaro, e la velocità e il brio dei titoli dedicati a Fox McCloud rimangono un miraggio, ma troviamo azzeccata la scelta di uniformare Steel Diver:Sub Wars ad uno dei franchise più amati della grande N.
Il multiplayer online ci ha dato grandi soddisfazioni, sia in locale, dove diventa una sorta di battaglia navale tecnologica, giocata più sulla strategia che sull'azione pura, sia online, dove un buon matchmaking (a memoria uno dei migliori su Nintendo 3DS) consente di giocare partite quattro contro quattro, con due team contrapposti a fronteggiarsi in una battaglia a squadre lontana parente di quelle tanto in voga negli sparatutto più diffusi.
Non ci sono respawn, innanzitutto, e la velocità d'esecuzione è solo uno degli elementi, peraltro abbastanza marginale: una buona strategia e un efficace gioco di squadra danno risultati di gran lunga più apprezzabili.
La relativa brevità della campagna per giocatore singolo viene così controbilanciata dalla possibilità di sfidare amici e sconosciuti quanto a lungo si vuole, anche senza sborsare i quasi dieci euro per la versione Premium del gioco.



Sufficienza tecnica
Le ambizioni del gioco a livello tecnico, non solo per la sua natura free-to-play ma anche per le dimensioni contenute del download disponibile su eshop, erano palesemente limitate, e in effetti il comparto tecnico è forse quello che meno convince, pur raggiungendo una tranquilla sufficienza, grazie soprattutto ad un design dei menu semplice e intuitivo e ad uno stile “Star Fox” rintracciabile in tanti piccoli particolari.
La modellazione poligonale in sé non basterebbe, infatti, a salvare il gioco, né la colonna sonora, assai minimalista, pur con degli effetti convincenti.
Difficile quantificare la longevità del titolo: le sette missioni per giocatore singolo si completano in un pomeriggio di gioco, ma il punto focale del prodotto è decisamente il multiplayer, e quello assicura diverse ore di divertimento sia a chi sceglierà la versione Base, sia a quanti opteranno per quella Premium.
Recensione Videogioco STEEL DIVER: SUB WARS scritta da DOTTORKILLEX La lentezza delle meccaniche di gioco, lo scarso appeal delle missioni per singolo giocatore e un comparto tecnico solo sufficiente non dovrebbero impedirvi di dare una possibilità a Steel Diver: Sub Wars, vista la gratuità del pacchetto e l'onesta del modello free-to-play proposto.
Pur non essendo per tutti e non imponendosi affatto come un must have, questo titolo segna un buon punto di partenza per Nintendo nell'esplorazione del modello free-to-play e, contemporaneamente, un'iniezione di qualità per un brand che sarebbe altrimenti stato destinato all'oblio.
Se a questo si aggiunge un multiplayer di qualità, tanto in locale quanto online, il gioco è fatto.
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