Recensione di 3D Shinobi III

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     3DS
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Sega
  • Distributore:

     Nintendo
  • Giocatori:

     1
- Un pezzo di storia degli action game 2D
- Versione 3D coi fiocchi
- Meno di cinque euro per goderne
- Adatto a tutti i palati
- Nemici “clonati”
- Un gradino sotto l'eccezionale seconda capitolo
A cura di (DottorKillex) del
Da qualche settimana, sullo shop virtuale di Nintendo è apparsa una linea di titoli di Sega, tutti con il prefisso “3D”, con nomi che ridestano nei giocatori di vecchia data alcuni tra i più bei ricordi videoludici: Streets of Rage e Sonic the Hedgehog, giusto per nominarne due, hanno arricchito la già stupefacente ludoteca di Nintendo 3DS.
Oggi però non parliamo di combattenti di strada o di porcospini blu. Ma di ninja. Anzi. Di un ninja, e non uno qualsiasi: parliamo di Joe Musashi e della sua terza avventura, Shinobi II: Return of the Ninja Master.



Basta un canovaccio
Nel 1993 per lanciarsi in azione bastava davvero poco, un pretesto che non basterebbe nemmeno ad un bullo di periferia per iniziare una rissa: ancora una volta il grande nemico è la corporazione Neo Zeed, diabolica multinazionale che può contare su eserciti di ninja e risorse illimitate.
Inutile dire che Musashi è l'unico a frapporsi tra questa masnada di criminali e i loro oscuri scopi, e che noi impersoneremo proprio il “ninja master” del titolo, in un tripudio di esplosioni, combattimenti e boss tra i più improbabili della storia del Megadrive, storica console ospite del titolo originario.
Nonostante ci riesca difficile credere che non abbiate mai giocato ad almeno una delle avventure del buon Joe, è nostro dovere informarvi sul fatto che si tratta di action a scorrimento orizzontale, dai ritmi indiavolati e dalla difficoltà decisamente sopra la media, sebbene questo terzo episodio conceda qualche passo falso in più rispetto al precedente, inflessibile Revenge of Shinobi.
A differenziare questa terza avventura dalle precedenti c'è anche un'accresciuta varietà di situazioni, nonché un moveset accresciuto per il nostro eroe, capace ora di saltare sui muri, correre ed esibirsi in un letale attacco dall'alto verso il basso, a discapito delle centinaia di malcapitati che proveranno a mettergli il bastone tra le ruote.
L'azione è incessante eppure, paradossalmente, il gioco sembra premiare uno stile attendista, in cui osservare i pattern nemici piuttosto che gettarsi incautamente in mezzo al fuoco nemico: la selezione tra i numerosi livelli di difficoltà disponibili renderà comunque l'esperienza il più possibile su misura per tutti i giocatori, dai più giovani ai vecchi draghi.



Azione!
Se il gameplay, che è poi ciò che più conta, oscilla tra il molto riuscito e l'inattaccabile, lo stesso non si può dire degli elementi di contorno, dalla primitiva intelligenza artificiale di molti nemici alla loro caratterizzazione, pressoché assente, se è vero che potrebbero appartenere tutti ad un esercito di cloni, con non più di sette/otto archetipi differenti tra le loro fila.
Cionondimeno, le meccaniche fondamentali hanno resistito benissimo allo scorrere del tempo, regalando ancora oggi un action game assai godibile, che vive del bilanciamento tra gli attacchi corpo a corpo, assai potenti ma dal raggio decisamente limitato, e il lancio delle intramontabili “stelline” ninja (come amavamo chiamarle all'epoca dell'uscita del gioco), agili ma molto meno performanti in quanto a danno inflitto.
Queste ultime, peraltro, sono concesse al giocatore in numero limitato, sebbene più generosamente che nel precedente episodio della saga, e questo dona un filo di strategia all'incedere del nostro alter ego: trovarsi dinanzi ad uno dei boss di fine livello sprovvisti di munizioni a lungo raggio può determinare una prematura dipartita.
L'approccio ai livelli, com'era consuetudine dell'epoca è univoco, nel senso che esiste una sola maniera corretta di destreggiarsi tra i nemici, a causa del loro posizionamento e dei loro pattern d'attacco, e questo contribuisce a creare su schermo una vera e propria danza di morte, in cui dosare salti, anche doppi, colpi a distanza e sciabolate estemporanee, sempre con un occhio alle numerose trappole disseminate lungo il tragitto.
Nonostante, nel complesso, il secondo capitolo sia probabilmente un gioco più compiuto nella sua interezza, il grande pregio di Shinobi III è la scalabilità del suo livello di difficoltà, che passa dalla grande accondiscendenza del livello “facile” alla grande concentrazione richiesta per uscire vivi da quello “esperto”: questo lo rende un punto di partenza perfetto per tutti coloro che sono a digiuno di questa storica saga di Sega.



A scena aperta
Per scrivere queste righe, abbiamo dovuto smettere di applaudire il team M2 per la realizzazione di Shinobi III, cui è stato riservato un trattamento regale, come tutti i titoli appartenenti a questa collana: la velocità e la bellezza degli artwork del gioco originale risplende di nuova luce, impreziosita da un effetto tridimensionale che rende finalmente giustizia a questa sottovalutata feature della console portatile Nintendo.
Il gioco di parallasse, che già faceva strabuzzare gli occhi su Megadrive vent'anni fa, si fa qui ancora più profondo e credibile, e non possiamo che consigliarvi di impostare l'effetto stereoscopico al massimo così da goderne appieno.
Come non bastasse, i controlli sono per la gran parte personalizzabili, al giocatore viene data la possibilità di adottare dei filtri che simulano l'effetto delle vecchie televisioni e di scegliere il suono, riproducendo i chip del modello Mark I o del modello Mark II della gloriosa console Sega.
Sì, lo sappiamo che pochissimi tra i nostri lettori apprezzeranno tali sottigliezze, ma se tutti infondessero questa cura nelle ondate di remake e porting che invadono il mercato odierno, noi utenti saremmo davvero in una botte di ferro.
Recensione Videogioco 3D SHINOBI III scritta da DOTTORKILLEX Non è il gioco più longevo tra quelli presenti su eShop, né il più moderno in quanto a stile di gioco, ma 3D Shinobi III: Return of the Ninja Master è un action game adrenalinico e divertente, adatto tanto al nostalgico in cerca di sfide, quanto al ragazzo che nasceva un paio d'anni dopo la sua release originaria: la maggiore indulgenza e l'accresciuta varietà dei livelli si sposano perfettamente con le esigenze di un'utenza molto cambiata da quella del titolo originario.
E non dimentichiamo che questo viaggio nel passato costa all'incirca un settimo del remake pubblicato due anni fa su 3DS, che pure se la cavava discretamente.
Nel corpo della recensione abbiamo detto di aver smesso di applaudire M2 solo per liberare le mani per scrivere questa recensione. Adesso possiamo tornare ad applaudire.
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