Recensione di Attack of the Friday Monsters!
3DS

- Storia semplice e ben raccontata
- Buoni personaggi e tutti ottimamente caratterizzati
- Esperienza alternativa e narrazione non lineare
- Eccessivo backtracking
- Il gioco di carte avrebbe potuto essere approfondito
A cura di Domenico Musicò (Valthiel) del
Erano gli anni ’50 quando la fiorente industria cinematografica giapponese reinventò quelli che vennero definiti all’epoca i “monster movies”, pellicole che vedevano come protagonisti i Kaijū, enormi mostri appartenenti alla fantascienza nipponica di cui il più popolare esponente è certamente Godzilla. Mostri di questo tipo nacquero nell’immediato dopoguerra per simboleggiare spesso i devastanti effetti post-atomici delle radiazioni nucleari e le conseguenti mutazioni genetiche, a testimonianza del fatto che l’eredità e la memoria storica del paese del Sol Levante sarebbero per sempre rimaste segnate da quei due terribili e tragici eventi. Durante gli anni ’60 e ’70 nascevano gli eroi del piccolo schermo, coloro in grado di fronteggiare e sconfiggere i Kaijū, di far affezionare un’intera nazione e tenere incollati alla TV i bambini giapponesi dell’epoca. Attack of the Friday Monsters! - A Tokyo Tale comincia esattamente qui, con la storia di un ragazzino di dieci anni di nome Sohto.


Monstrous fascination
Sohto si è appena trasferito in un tranquillo villaggio poco lontano da Tokyo, proviene da una famiglia molto modesta ed è estremamente affascinato dai mostri giganti, che sembra appaiano sul posto ogni venerdì sotto forma di creature realmente esistenti, come ormai vuole la stramba tradizione del villaggio Fuji no Hana. Poco distante dal verde e dalla pace del luogo, dal placido fluire della quotidianità e dalla serenità con cui gli abitanti svolgono le loro semplici e umili mansioni, durante il vostro peregrinare vedrete in lontananza i prepotenti fumi grigi che si espandono al di sopra delle ciminiere di Tokyo, denuncia neanche troppo velata contro l’eccessiva urbanizzazione delle grandi metropoli moderne. All’interno di questo piccolo nucleo di abitanti del villaggio, dovrete semplicemente vivere la vostra vita esattamente come farebbe un ragazzino dell’età di Sohto. Parlerete coi personaggi che animano il posto, interagirete con gli altri bambini, esplorerete le zone meravigliandovi delle piccole scoperte che farete e sfiderete i vostri coetanei a carte. Né più e né meno di tutto ciò. Non esistono battaglie, nessuno scontro, nessuna difficoltà che vi si parerà davanti, ma solo una storia che vi viene raccontata sotto forma di videogioco, come una di quelle favole moderne a cui lo Studio Ghibli e Level 5 ci hanno magistralmente abituati. Attack of the Friday Monsters! - A Tokyo Tale è più una storia che vi viene dolcemente narrata, un racconto interattivo dove l’azione minimalista fa da contraltare a una trama semplice che accarezza con naturalezza argomenti importanti come il rapporto tra genitori e figli, l’innocenza e l’ingenuità della fanciullezza, i crucci dell’età adulta e la semplicità dimenticata a causa dei ritmi forsennati del modo di vivere odierno. È una storia malinconica, un tuffo nel passato che Kaz Ayabe (già autore di My Summer Vacation, mai pubblicato fuori dal territorio asiatico) ha voluto fare, forse riportando alla memoria quella che è stata la sua infanzia e il suo modo di elaborare le fantasie preadolescenziali. 


Il racconto è condotto in maniera non lineare e si dispiega attraverso delle piccole missioni da sbloccare e completare tramite il dialogo coi personaggi, che vedrete segnalati sulla mappa con lo stesso numero della missione ancora aperta. Nonostante il margine di scelta sia spesso limitato dal fatto che gli imbuti narrativi costringano a parlare con uno solo di questi, se non altro è apprezzabile la possibilità - seppur minima - di poter scegliere a quale azione dare la precedenza. Per questo motivo, spesso vi troverete a portare a termine ad esempio la missione numero 3 a ridosso della numero 18, senza per questo dover subire uno straniamento dovuto al fatto che magari non ricordavate di cosa si parlasse durante le prime battute. In questo senso, Attack of the Friday Monsters! sa come gestire i tempi e i ritmi, forse grazie al fatto che il tutto è concentrato in appena quattro ore totali di gioco. Se provaste a estrapolare la trama dagli intermezzi in cui dovete agire, probabilmente la lunghezza della sceneggiatura sarebbe grossomodo quella di un lungometraggio animato, e in effetti il titolo Level-5 ha tutta l’ambizione di essere una piccola perla parecchio affine al mondo degli anime, coi suoi sfondi meravigliosamente realizzati a mano e i personaggi tridimensionali ben integrati nell’ambientazione che mette al centro la vita di un villaggio rurale tipicamente giapponese... Come se non bastasse già una narratrice onnipresente a sottolineare la natura di questa particolare opera.


Giocatevi le vostre carte
Se c’è un elemento di gameplay da prendere un minimo in considerazione in mezzo a questa novella interattiva interamente story-driven, questo è sicuramente il gioco di carte con cui affronterete gli altri personaggi. Non cambia la trama, non dà premi in cambio ed è fondamentalmente inutile ai fini del vostro proseguimento (tranne che nella parte finale). Non si tratta di niente di troppo complicato, in realtà, ed è anche un minigioco piuttosto semplicistico basato sulle classiche regole della morra cinese - o sasso, carta e forbice, se preferite. Otterrete le carte in questione dopo aver raccolto delle lucciole sparse lungo tutto il tragitto, molte delle quali vi verranno donate al superamento di determinate missioni considerate cruciali, e una volta raggiunta la cifra richiesta, potrete usufruire della carte raffiguranti uno dei mostri Kaijū, ciascuno dotato di un numero che ne indica la potenza. La profondità raggiunta è davvero tutta qui, ed è un gran peccato se considerate che altri esponenti del genere riescono a fare molto meglio anche solo mettendo in ballo qualche elemento tattico in più. Non che questo sia l’obiettivo principale di Attack of the Friday Monsters! - A Tokyo Tale, ma perlomeno il minigioco avrebbe potuto essere molto meno fine a se stesso di quanto non sia. Dovete sostanzialmente scegliere cinque carte dalla vostra collezione e metterle sul banco, dopo di ciò la narratrice suggerirà attraverso due indizi chi è il concorrente attualmente in vantaggio e successivamente dovrete scambiare la posizione di due carte a vostra scelta. Se il suggerimento dice che state perdendo contro la carta che avete di fronte, è chiaro che, ad esempio, la vostra “forbice” è innanzi a una carta col simbolo “pietra”, pertanto vi verrà del tutto naturale scambiarla con una che reca con sé lo stemma della “carta”. Anche l’avversario dovrà invertirne due, ma se secondo la narratrice onnisciente avete già in mano quattro carte vincenti contro una perdente o meglio ancora in pareggio, la partita diventa ancora più liscia e scontata del solito. Per facilitarvi ulteriormente il tutto, potrete combinare due carte dello stesso tipo aumentando così il valore finale di quella che avrete ottenuta dalla fusione, che di diverso avrà solo il valore finale aumentato. Il valore numerico, entra in gioco solamente in caso di pareggio, determinando quale carta tra le due che si trovano di fronte sia la vincente. Tutto qui: niente velleità per collezionisti e niente di diverso da un mero passatempo per mollare un attimo la presa dalla narrazione. Ma tutto sommato, ripetiamo, il gioco vuole essere niente più che una storia interattiva intima, che si concentra sulla spensieratezza e su temi trattati con estrema dolcezza e tatto. Attack of the Friday Monsters! - A Tokyo Tale è l’ennesima prova che Level-5, con le storie, è ormai di casa, anche quando si tratta di piccolissimi progetti che difficilmente riescono ad arrivare oltreoceano. Approfittate di questa occasione e fatelo vostro: è uno di quei rari casi in cui avrete a che fare con qualcosa di realmente diverso dal solito.
Recensione Videogioco ATTACK OF THE FRIDAY MONSTERS! scritta da VALTHIEL Attack of the Friday Monsters! - A Tokyo Tale è una storia interattiva che vi consigliamo di lasciarvi raccontare. In poco meno di quattro ore, il gioco Level-5 porta a compimento la sua magia, disegnando una parabola che parte dallo stupore della fanciullezza, passa dalla disillusione intrinseca degli adulti e culmina con l’immancabile impatto contro la realtà. Gli sviluppatori giapponesi sanno ancora come proporre i temi a loro più cari, e lo sanno fare in maniera alternativa e soprattutto gradevole.
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    Numero commenti: 1
  • Franzelion
    Livello: 6
    -734
    Post: 559
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    Finito oggi questo gioco... che dire, mi aspettavo molto di più sinceramente. Forse la lingua inglese che non capisco bene (ma mi sono sempre aiutato col vocabolario) ha inficiato sul mio giudizio, ma in ogni caso 8 euro per una storiella di 3 ore di cui nemmeno si capisce tanto il senso, non ne vale assolutamente la pena spenderli. Fortuna che l'ho pagato solo 3 euro con l'offerta.
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