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Bugs Vs. Tanks!

Bugs Vs. Tanks!

Piccoli tedeschi in giardino

Recensione
A cura di del
La figura di Keji Inafune è sicuramente una tra le più importanti attualmente in circolazione nell’industry videoludica. Character designer, illustratore, produttore, sceneggiatore con oltre vent’anni di carriera alle spalle e sul curriculum decine di titoli tra i più amati dai gamer di tutto il mondo. Basti pensare cha ha lavorato a produzioni del calibro di Mega Man, Resident Evil, Onimusha, Street Fighter, Dear Rising e il più recente Soul Sacrifice, solo per citarne alcuni, e in tutti è riconoscibile lo spunto, l’impronta, la direzione, frutto della sua creatività unica. Innegabile che non sempre il tutto abbia portato i risultati sperati in termini di apprezzamento da parte di pubblico e critica, ma i suoi clamorosi successi gli hanno permesso anche qualche passo falso. Il suo desiderio di sperimentare è stato parzialmente assecondato da un’industria, quella del gaming nipponico, a volte propensa al rischio creativo, dove l’idea originale viene comunque incoraggiata nonostante l’incerto risultato in termini commerciali. È proprio questo il caso di Bugs vs. Tanks!, titolo che in altri contesti non avrebbe visto la luce, nonostante il potenziale del già citato Inafune. E se le priorità sono il successo e il guadagno garantito, ahimè, i contrari avrebbero visto giusto.



Maxi insetti vs. mini nazisti
Poche software house nel mondo avrebbero messo nel cast un battaglione di nazisti del Terzo Reich nella parte dei buoni, anche se fossero stati rimpiccioliti talmente tanto da poter essere facilmente schiacciati con la suola delle scarpe. Inafune invece ha deciso di puntare su questo loro ruolo contrastante, mettendo di fronte alle truppe tedesche degli insetti giganti molto feroci e agguerriti. Durante la Seconda Guerra Mondiale, per una misteriosa causa, un manipolo di soldati insieme ai loro carri armati sono stati miniaturizzati. Persi tra le sterpaglie, dimenticate le ambizioni di conquistare l’Europa, e costretti a una dura lotta per la sopravvivenza, i membri del battaglione si ritrovano a centellinare le poche risorse belliche e alimentari a disposizione, mentre la costante minaccia di formiche, api e compagnia li costringe a salire a bordo dei loro piccoli carri armati per salvare la pelle.
La premessa non brilla certo per originalità, ma, a dispetto del concept da b-movie, gli stereotipi condensati nei personaggi strappano più di un sorriso, sollevando Bugs Vs. Tanks! da tutte le accuse lanciate sulla presenza di soldati del Terzo Reich nel ruolo dei buoni di turno controllati dal giocatore. Non sono presenti simboli riconducibili ai malsani ideali degli anni quaranta, tantomeno riferimenti ai tragici eventi accaduti in quel periodo, e l’atmosfera è talmente stereotipata e sopra le righe da non risultare affatto disturbante, sempre che non siate aracnofobici o insettofobici. In quel caso, nonostante il realismo da Nintendo 3DS, vi sconsigliamo di giocarlo.
La campagna principale è suddivisa in missioni mediamente brevi da affrontare una via l’altra, che vedono il giocatore impegnato nel recuperare viveri e munizioni, difendere l’accampamento principale, salvare commilitoni dispersi in territorio ostile e completare obiettivi di vario genere. Le mappe non sono particolarmente estese, ma presentano molteplici strade utili a raggiungere l’obiettivo, con aree più ampie ricolme di insetti di ogni tipo. Oltre a guidare la Panzer-Division attraverso le orde di formiche di diverse taglie e le api, che in questo caso rappresentano l’aviazione, ci penseranno una serie di boss particolarmente ostici ad innalzare il livello di sfida e variare la routine. Abbiamo affrontato un ragno gigante che fa della tela la sua arma in più per intrappolarci e una cavalletta, entrambi ossi duri, ma ogni creatura è stata ottimamente caratterizzata con valori specifici in termini di forza, velocità negli attacchi, resistenza e così via. Alla lunga però il tutto non basta e si percepisce una certa ripetitività di fondo sia a livello di gameplay che di level design.



Tanti cingolati, poco gameplay
Dove invece c’è tanta varietà è nei mezzi corazzati, personalizzabili in molteplici combinazioni per dar vita all’uber cingolato. I mezzi a disposizione sono tutti esistiti all’epoca della Seconda Guerra Mondiale e partendo con un solo modello a disposizione possiamo ampliare il nostro parco veicoli con i carri armati sia dell’Asse che degli Alleati trovati nei vari scenari. Ogni cingolato è caratterizzato da specifici parametri quali potenza di fuoco, velocità e resistenza e selezionando pezzi di differenti veicoli possiamo dar vita e un gran numero di combinazioni anche estetiche, viste le abbondanti skin dai colori più o meno seri progressivamente sbloccabili.
Se da un lato il gameplay ci costringe a un ripetitivo spara spara verso gli insetti giganti, dall’altra il sistema di controllo del carro armato troppo semplicistico non aiuta a migliorare la situazione. La bocca da fuoco principale è controllabile separatamente rispetto alla direzione del carro, mentre il fuoco dello stesso può essere automatico o manuale. Proprio questa differenza caratterizza i due livelli di difficoltà di Bugs vs. Tanks!: nel più semplice basterà preoccuparsi di guidare il veicolo e indirizzare la torretta per colpite i nemici, mentre nell’altro dovremmo sparare manualmente per un’esperienza di gioco leggermente più complessa. Dovremo fare attenzione alla giusta cadenza di fuoco vista l’impossibilità di sparare colpi a raffica, e inoltre calcolare i dislivelli tra la posizione del veicolo e quella degli insetti, siano essi in aria, su un’altura oppure in una depressione dello scenario di gioco. Ovviamente avanzando nelle missioni queste situazioni saranno sempre più presenti e aggiungeranno ulteriori grattacapi con un numero sempre maggiore di insetti ostici e resistenti. Nel caso la situazione si facesse particolarmente critica, possiamo sempre richiedere un rapido intervento alleato grazie all’apposito tasto di SOS, utilizzabile una volta per ogni stage.



Mancanza di carattere
Ad affiancare la campagna in single player, troviamo una coop sino a quattro giocatori, divertente, ma fruibile sono in locale e con una copia installata del gioco in ogni console utilizzata, un po’ riduttivo viste le potenzialità del titolo. Viene utilizzata anche la modalità StreetPass, che consente di fare affidamento sul supporto di un alleato tra i possessori del gioco incontrati in giro per il mondo. Tra campagna in sigle player e cooperativa, livelli rigiocabili per migliorare il punteggio, un vasto parco di cingolati combinabili e personalizzabili di carne al fuoco ce n’è parecchia, ma manca l’ingrediente in grado di legare tutti questi elementi per dar vita ad un’esperienza degna di essere giocata. Dato il coinvolgimento di Inafune pensavamo che il suo guizzo creativo sarebbe stato in grado di affiancare ad un idea insolita un impianto di gioco coinvolgente e di carattere, ma purtroppo abbiamo dovuto ricrederci, anche in termini strettamente visivi.
Sebbene sia un titolo disponibile solamente in download sull’eShop del Nintendo 3DS al prezzo di otto euro, era lecito aspettarsi di più in termini tecnici da Bugs Vs. Tanks!. La resa grafica è decisamente sottotono e poco serve un riuscito effetto 3D a colmare le lacune di un titolo che sembra preso dalla libreria del DS. Le texture degli scenari sono piatte e poco dettagliate, con un tonfo fragoroso per quanto riguarda la realizzazione del terreno, estremamente scialbo e poco definito. Gli insetti si salvano per livello di dettaglio e modellazione, mentre i veicoli soffrono di una scarsa pulizia generale, che in parte rovina il lavoro di riproposizione dei carri armati dell’epoca.
  • + Concept da bmovie che può piacere
    + Grande varietà di veicoli
  • - Ripetitività di fondo
    - Privo di mordente
    - Graficamente sottotono
voto
5,5

Bugs Vs. Tanks! delude sotto molteplici punti di vista, presentandosi come un titolo ampiamente al di sotto della fama di Keji Inafune e delle potenzialità tecniche espresse fin’ora dal 3DS. L’idea da b-movie di mettere un manipolo di soldati tedeschi della Seconda Guerra Mondiale miniaturizzati a combattere contro orde di insetti feroci e agguerriti strappa più di un sorriso, ma un gameplay eccessivamente semplicistico, un level design piatto e la totale mancanza di mordente non fanno guadagnare la sufficienza al titolo. Inoltre in comparto tecnico è a tratti scandaloso, con texture poco definite e modelli poligonali e animazioni decenti solo per gli insetti. Nonostante sia disponibile in digital delivery sull’eShop Nintendo del 3DS per poco meno di otto euro, non esitiamo a suggerirvi di cercare meglio nel catalogo dei titoli, sicuri che, anche allo stesso prezzo, possiate trovare qualcosa di meglio.

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