Recensione di Animal Crossing: New Leaf

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     3DS
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Data uscita:

     8 Novembre 2012 JAP/ 14 Giugno 2013 PAL
- È Animal Crossing
- Personalizzazione ai massimi livelli
- La figura del sindaco aggiunge tanta varietà e contenuti
- Perfetto per una console portatile
- È Animal Crossing (aka: se non vi è mai piaciuto, non inizierà a piacervi ora)
- Impiega un po’ a ingranare
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A cura di (Hybr1d) del
Dopo sette lunghi anni, il franchise di Animal Crossing ritorna nel vecchio continente con un nuovo capitolo, forte dello stratosferico successo di vendite avuto nella terra del Sol Levante. A distanza di otto mesi e con più di tre milioni di copie vendute alle spalle, Nintendo è pronta a lanciare il titolo che andrà a concludere con i fiocchi l’ottima primavera del 3DS, che da marzo a questa parte ha sfoggiato uscite di caratura altissima capaci di riscuotere consensi entusiastici da pubblico e critica. Animal Crossing: New Leaf arriva nei negozi con una formula fortemente ancorata alla sua concezione originaria, ma che promette di dare nuova linfa al brand, rimasto sempre uguale a se stesso fin dal suo esordio sul mercato. Il titolo per Gamecube, uscito ormai dieci anni or sono, è riuscito nell’intento di creare un nuovo genere videoludico, ammaliando schiere di fan capaci di passare decine e decine di ore nei loro tranquilli villaggi virtuali. Riuscirà l’ultimo arrivato a ricreare quella magia?



Arrivo in città!
Inutile girarci intorno, un franchise come Animal Crossing o si ama o si odia. Di cose da dire ce ne sono tantissime e da scoprire giocando ancora di più, ma da qualche parte bisogna pur incominciare. Volendo proprio sintetizzare Animal Crossing in una definizione, si potrebbe dire che è un simulatore di vita alternativa, in grado di trasportare il giocatore in un mondo colorato e spensierato popolato da numerosi animali antropomorfi che vivono in armonia nel loro grazioso villaggio, dove lo scorrere del tempo è l’unico elemento di contatto con il mondo reale. Impostata data e ora all’avvio della partita, se accenderemo la console a mezzodì saremo nel pieno della giornata e delle attività lavorative, mentre alle undici di sera i negozi saranno chiusi e i nostri concittadini già sotto le coperte.
New Leaf inizia con l’immancabile viaggio alla volta della nuova cittadina, questa volta in treno, dove a farci compagnia troveremo Girolamo, gatto tanto loquace quanto impiccione che vuole sapere tutto su di noi. Nome, età, generalità e tutte quelle informazioni utili a mascherare da conversazione l’editing del personaggio. Arrivati a destinazione ci attende un’accoglienza di prim’ordine e del tutto inaspettata. Vista l’uscita di scena del vecchio Tortimer dall’attività politica, gli abitanti si sono riuniti nell’intento di eleggere uno nuovo primo cittadino e, a sorpresa, la scelta è ricaduta proprio sul nuovo arrivato. Ad annunciarlo è Fuffi, elegante gattina acconciata con un grazioso chignon, e segretaria personale del sindaco.
Metabolizzata la notizia, prima di prendere possesso del Municipio dobbiamo procurarci una sistemazione, e a correrci in soccorso, si fa per dire, ritroviamo Tom Nook, disposto ad offrirci a prezzi “vantaggiosi” un piccolo appartamentino con cui iniziare la nostra nuova vita in città. Questo primo incontro mette subito in evidenza quali sono i capisaldi del titolo: nulla si ottiene gratis e le stelline, moneta virtuale utilizzata nel gioco, vanno guadagnate con costanza e sudore della fronte. La presenza di Nook e il suo ruolo all’interno di Animal Crossing: New Leaf rappresentano il punto di maggiore contatto con i titoli precedenti, dove l’espansione della casa, il suo arredamento e la personalizzazione erano i pilastri su cui poggiava l’offerta ludica. Tuttavia il nuovo ruolo che andremo a ricoprire, la presenza di una via pullulante di negozi tutti diversi ed originali e una nuova area di gioco sono gustose introduzioni atte a portare una gradita ventata d’aria fresca alla serie. Accumulare stelline rimarrà comunque il principale obiettivo del giocatore, ma come sono presenti molti modi per accrescere il conto in banca, questa volta ce ne sono altrettanti per prosciugarlo.



Debiti su debiti
Ad offrire varietà in tal senso è il nostro ruolo di sindaco, grande novità di questo capitolo: occupare il Municipio ci mette nella posizione di decidere quali opere pubbliche commissionare e quali ordinanze adottare, ampliando il ventaglio di possibilità offerte al giocatore. Nel primo caso abbiamo a disposizione sia infrastrutture più costose e complesse come ponti e fontane, sia il più comune arredo urbano fatto di lampioni, panchine e quant’altro. Effettuata la scelta sul nuovo edificio da costruire, Fuffi ci accompagnerà in giro per la città a scegliere il posto migliore dove iniziare i lavori di costruzione. A dirigerli sarà Gironio, il quale si occuperà anche di raccogliere le donazioni degli altri personaggi per la realizzazione del progetto. Tuttavia, il contributo dei concittadini non è paragonabile a quanto dovremmo sborsare per vedere il progetto realizzato, evidenziando quanto ancora Animal Crossing: New Leaf sia troppo vicino al concetto di simulatore di debiti emerso prepotentemente negli altri capitoli della serie.
Le ordinanze invece intervengono sullo stile di vita degli abitanti: potremmo decidere di far chiudere i negozi più tardi, aumentare le attività svolte al mattino, incrementare il costo in stelline di oggetti comprati e venduti o migliorare le condizioni dell’ambiente naturale che ci circonda. Il ruolo delle ordinanze nell’economia del gioco non è così marcato come quello delle opere pubbliche, ma a ben vedere hanno l’importante funzione di adattare il titolo alle esigenze del giocatore. Visto il flusso temporale simile a quello del mondo reale, ad esempio chi non ha tempo da dedicare al gaming durante il giorno troverà vantaggioso intervenire sull’orario dei negozi e trovarli aperti anche dopo l’ora di cena.
Analizzandola in maniera più approfondita, la carica di sindaco si rivela essere un’introduzione molto gradita, in grado di offrire varietà e rendere il titolo ancora più immersivo e ricco dei predecessori, ma non possiamo negare come l’importanza data al denaro sia maggiore del solito. Anche le ordinanze soffrono la stessa criticità delle opere pubbliche: dobbiamo sobbarcarci noi l’intero costo necessario per farle entrare in vigore, imprigionati in una routine di raccolta e vendita di frutta, insetti e pesci ancora più pressante, vista la gran quantità di arredamento e vestiario che è possibile acquistare nei negozi. Un vero peccato, soprattutto perché questa filosofia influenza negativamente le prime ore di gioco, dove l’attività di raccolta e vendita si fa ancora più serrata vista la scarsa disponibilità finanziaria e l’alto costo delle attività offerte. Questo ciclo di azioni ripetitivo può risultare noioso e scoraggiare sia chi si approccia per la prima volta ad Animal Crossing, sia chi è un veterano della serie ma fatica a vederne le novità durante le prime ore di gioco. Tuttavia, passati i primi giorni e ottenuta la nostra amata casetta, il titolo comincia a ingranare nel vero senso della parola, aprendoci un mondo nuovo che non mancherà di coinvolgerci in un quantitativo virtualmente infinito di ore.



Un posto movimentato
Le realizzazione di alcune opere pubbliche più costose servirà come viatico per sbloccare nuove attività commerciali e locali in Via degli Acquisti, centro nevralgico dello shopping virtuale. Qui sono presenti tutti i negozi dai quali è possibile acquistare arredamenti, abbigliamento, scarpe e accessori, nonché il prestigioso museo cittadino e il mitico Club LOL, locale fresco di restyling dove ritroveremo nuovamente K.K.Slider, il DJ preferito da tutti gli animal crosser. La randomicità degli articoli messi in vendita e la loro disponibilità giornaliera indurranno ogni giocatore appassionato a visitarli quotidianamente, spendendo montagne di stelline per accaparrarsi gli oggetti più esclusivi per riempire le numerose stanze della propria casa virtuale.
Grazie alla visibilità data dalla carica di sindaco, saremo sempre al centro delle relazioni sociali, conosciuti da tutti i cittadini che non mancheranno di chiederci consigli o favori in cambio di nuovi pezzi di arredamento o capi d’abbigliamento. Saremo spesso chiamati ad inaugurare le nuove attività commerciali e le opere pubbliche completate, ma non mancheremo di raccogliere consigli su come migliorare la città e quali opere mettere in cantiere con maggiore celerità.
Il lavoro fatto in termini di varietà dei personaggi è lodevole. In tal senso ognuno presenta una sua peculiarità e ha le proprie abitudini e necessità. Spesso ci chiederanno di andare a visitare casa loro, oppure di venire a vedere la nostra, soprattutto dopo aver terminato i lavori di ampliamento. L’interazione con i concittadini è diventata ancora più piacevole grazie all’ottimo lavoro di traduzione che infarcisce i dialoghi con simpatici giochi di parole e buffi intercalare. Dopo qualche ora di gioco ci si affeziona ai simpatici animali al punto da non voler che si trasferiscano, dissuadendoli dall’andar a cercar fortuna altrove per rimanere ancora un po’ in loro compagnia. Allo stesso modo la curiosità per i nuovi abitanti è sempre tantissima, e vedere chi verrà a vivere nella nuova casa in costruzione ci farà accendere la console il prima possibile il giorno successivo.
Questo continuo fermento rappresenta un dei maggiori pregi di Animal Crossing New Leaf, in grado di coinvolgere il giocatore a 360 gradi nella vita del borgo e riuscendo nell’intento di tessere un legame tra il giocatore e i suoi concittadini ai quali non faticherà ad affezionarsi.
Il ritorno delle festività reali come Natale, Halloween e la festa della mamma sono un’aggiunta gradita, così come la presenza di un gran numero di eventi casuali che andranno a movimentare le nostre giornate in città: viaggiatori naufragati sulla spiaggia, campeggiatori, venditori ambulanti, veggenti dai dubbi poteri, mercanti d’arte truffaldini, gare di pesca con premi scintillanti e chi più ne ha più ne metta.



Manie di collezionismo
Oltre alle festività, in New Leaf ritroviamo anche le stagioni, che in aggiunta a una differente veste grafica offrono pesci e insetti tipici del periodo, obbligandoci a giocare in maniera continuativa se puntiamo a collezionarli tutti. Ogni qualvolta ne cattureremo un nuovo esemplare, possiamo decidere se rivenderlo oppure donarlo al museo, che lo esporrà arricchendo una collezione nella quale rientrano anche fossili e opere d’arte. I primi si trovano seppelliti in città, mentre i secondi è necessario acquistarli dall’apposito mercante facendo attenzione a non farsi rifilare dei falsi. Il fil rouge del collezionismo è costante e lega tutti gli elementi di gioco, dall’arredamento all’abbigliamento, passando per la raccolta di frutta, la cattura di animali, il ritrovamento dei fossili, l’acquisto di opere d’arte e le relazioni con gli altri cittadini.
Nel caso decidessimo di prenderci una pausa da tutto questo accumulare e spendere, possiamo fare una visitina all’isola di Tortimer dov’è estate tutto l’anno e sono presenti una gran varietà di pesci, frutta e insetti assenti altrove. Possiamo inoltre affrontare dei divertenti minigiochi da soli o in compagnia per vincere appositi trofei e accumulare la valuta speciale dell’isola, necessaria per acquistare i tipici oggetti in vendita al negozietto locale.
Sempre sul fronte multiplayer, sono presenti diverse modalità per vivere in compagnia Animal Crossing: New Leaf. Nel Quartiere Sbirciacase, presente nei sobborghi di ogni città, abbiamo la possibilità di visitare le case dei giocatori incontrati tramite StreetPass: potremo girarle in lungo e in largo, prendendo spunti sull’arredamento o ordinando direttamente qualche mobile nel completo anonimato. Più articolata invece è la Casa del Sogno, edificio costosissimo da costruire, ma che ci permette di visitare senza essere collegati ad internet la città di un amico. Grazie a questa feature possiamo disporre del borgo dell’altro sindaco come vogliamo, visto che in fondo stiamo parlando di un sogno. Il tutto è fine a se stesso, ma farà la felicità di tutti quei giocatori che vedevano ore di lavoro spazzate via dai soliti vandali che mettevano tutto a soqquadro: buche in ogni dove, alberi sradicati e frutta rubata saranno soltanto un lontano ricordo. Il sistema di condivisione tramite QR è un altro aspetto social del titolo: feature poco conosciuta, permette di trasformare in codice i modelli creati dal giocatore e di condividerli, per poi applicarli su vestiti, ombrelli, carta da parati e quant’altro.
A livello tecnico, l’unica introduzione degna di nota è l’aggiunta dell’effetto stereoscopico che contraddistingue la portatile Nintendo. L’effetto 3D si accoda a quanto visto in altre produzioni, senza eccellere e risultando del tutto superficiale in termine di gameplay, ma donando un maggiore senso di coinvolgimento. Tecnicamente non abbiamo riscontrato grosse evoluzioni rispetto alla versione per Nintendo Wii: i modelli poligonali dei personaggi sono più definiti e le nuove animazioni facciali li rendono più espressivi che in passato. Lo stile grafico delicato, tondeggiante e con una palette cromatica calda e armoniosa ha reso l’atmosfera ancora più rilassante. Le musiche di sottofondo sono azzeccate e concorrono alla creazione della generale atmosfera di relax e buonumore, che rende il titolo perfetto anche solo per una partita mordi e fuggi dopo una stressante giornata lavorativa o di studio.
Recensione Videogioco ANIMAL CROSSING: NEW LEAF scritta da HYBR1D Animal Crossing: New Leaf è un titolo eccellente, capace di rapire il giocatore in un turbinio di attività ed emozioni dal quale farà fatica a staccarsi. L’introduzione della carica di sindaco riesce nell’intento di rivitalizzare il franchise, sempre troppo uguale a se stesso e limitato nella gestione della sola abitazione. Opere pubbliche e ordinanze creano un coinvolgimento senza precedenti, amplificato da personaggi ottimamente caratterizzati a cui è facile affezionarsi e dalla miriade di eventi casuali che movimentano la vita in città. Le criticità non mancano, soprattutto nelle prime ore di gioco dove il titolo fatica a decollare e a proporsi in tutte le sue sfaccettature. Il concetto di simulatore di debiti è ancora troppo accentuato e l’importanza delle stelline troppo elevata, ma per gli appassionati si tratta di un acquisto imprescindibile che tuttavia non fatichiamo a consigliare anche ai neofiti.
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