Recensione di Harvest Moon

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     3DS
  • Genere:

     Simulazione
  • Sviluppatore:

     Natsume Inc.
  • Data uscita:

     disponibile
- Un buon capitolo della serie
- Oggi dice poco
- Appetibile solo per i fan della saga
A cura di (Fatum92) del
Poco conosciuta in occidente, la serie di Harvest Moon nasce intorno alla metà degli anni novanta. Apparendo sia su console portatili che fisse, la saga continua tuttora il suo lungo cammino. La particolarità di Harvest Moon è quella di rientrare in un genere non proprio comune: quello delle simulazioni agricole. Il giocatore, infatti, veste i panni di un contadino deciso a far prosperare la sua fattoria. Su Nintendo 3DS è stato da poco reso disponibile, tramite Virtual Console, il capitolo apparso per la prima volta su GameBoy e, successivamente, riproposto anche su GameBoy Color. Ed è proprio di quest’ultima versione che parleremo oggi.

Il duro lavoro paga
La trama di Harvest Moon è molto semplice: guidati dallo spirito di un antenato, un giovane ragazzo o ragazza (a seconda della scelte del giocatore) prende in gestione un vecchio ranch, nel tentativo di portarlo al massimo del suo splendore. Su queste banalissime basi comincia così la lunga e faticosa strada della vita contadina.
Oltre a poter scegliere il sesso del protagonista, il gioco permette di decidere il proprio animale di compagnia, tra un gatto e un cane.
A quel punto si tratta di rimboccarsi le maniche e iniziare a gettare le fondamenta della propria attività, acquistando le risorse necessarie nella cittadina vicina. Alcuni negozi, infatti, permetteranno di rifornirsi di tutto il materiale che serve e, ovviamente, anche degli animali. Il giocatore è quindi libero di sfruttare come desidera i propri fondi per gestire al meglio la fattoria. Giorno dopo giorno, coltivazione dopo coltivazione, la tenuta crescerà. Il nostro contadino, però, dovrà darsi da fare: alzarsi tutte le mattine all’alba e continuare a lavorare fino a quando i sintomi della stanchezza, verso sera, lo costringeranno a una bella dormita.
Molto semplice il sistema di controllo, assimilabile in pochi minuti. Sotto questo aspetto non sono sorti particolari problemi e la mappatura di tasti di Nintendo 3DS si è rivelata tutto sommato comoda e indice di immediatezza.

Nella vecchia fattoria
Accudire galline e bovini, spostarsi sul proprio cavallo, seminare nuovi raccolti, utilizzare strumenti come martelli o falci, spendere denaro per ampliare lo stabile con nuove strutture: non manca proprio nulla in quella che è una simulazione che durerà interi anni virtuali scanditi da giornate via via sempre più intense, ma che comunque rivelano una certa ripetitività di fondo che, a lungo termine, potrebbe annoiare.
Il gameplay offre diverse possibilità e, in sostanza, come simulatore di vita agricola funziona e diverte ancora oggi. Questa versione portatile, insomma, non si discosta da quelle apprezzate su altre piattaforme, dagli altri capitoli della serie in due dimensioni. C’è quindi da chiedersi se possa in qualche modo suscitare interesse e invogliare all’acquisto, nonostante gli anni e la totale mancanza di cambiamenti alla formula originale. Difficile stabilirlo. Sicuramente, il mercato odierno consente di trovare alternative più divertenti o addirittura anche del tutto gratuite, mentre questo Harvest Moon richiede un esborso di cinque euro. Una cifra comunque non troppo esigente.
A conti fatti, il titolo è indirizzato esclusivamente ai fan della saga che vogliono riprendere in mano tale episodio o semplicemente sperimentarlo per la prima volta. Benché complessivamente godibile e in grado di intrattenere, questa riproposizione, oggi come oggi, risulta abbastanza superflua, per non dire inutile.

1999
Come per tutto il resto della produzione, anche dal lato tecnico il gioco è rimasto il medesimo del 1999, nella sua versione a colori. L’impatto, tuttavia, risulta piacevole e, in linea generale, la paletta cromatica e le discrete animazioni regalano una veste grafica passabile e funzionale. Esattamente come accaduto con Pac-Man, però, anche Harvest Moon non prevede la funzione del 3D. Stesso discorso per la totale assenza di localizzazione. I testi sono rimasti in lingua inglese. Capiamo che si tratta di una semplice trasposizioni per la Virtual Console e di un’operazione palesemente commerciale, ma uno sforzo minimo per adattare l’esperienza a Nintendo 3DS poteva essere fatto.
Sufficiente il sonoro, con musichette ed effetti orecchiabili.
Recensione Videogioco HARVEST MOON scritta da FATUM92 Direttamente dalla virtual console, l’eShop di Nintendo 3DS propone la versione per Game Boy Color di Harvest Moon, titolo datato 1999. Quello era e quello rimane. Nient’altro da aggiungere. Un acquisto consigliato solo ai veri fan della serie che volessero riscoprire (o giocare per la prima volta) l’opera, comunque sorretta da un gameplay solido e divertente. Un gioco, quindi, che, considerando anche le alternative presenti sul mercato (alcune gratuite) e altri capitoli più recenti, attualmente ha poco da dire, se non per il mero gusto del retrogaming. Sufficiente.
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