Recensione di Tokyo Crash Mobs

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     3DS
  • Genere:

     Puzzle game
  • Sviluppatore:

     Mitchell Corp.
- Folle
- Idee interessanti
- Sistema di controllo non sempre preciso
- C'è di meglio
A cura di (Fatum92) del
Grazie alla distribuzione digitale, in questi ultimi anni abbiamo assistito alla nascita di videogiochi che altrimenti non avrebbero mai visto la luce. Un fenomeno, insomma, che ha ampliato considerevolmente l’offerta di produzioni. Con il suo eShop, Nintendo 3DS si è dimostrata una console capace anche di fare affidamento su interessanti servizi digitali, con alcune opere assolutamente meritevoli di attenzione. A sbarcare sul negozio virtuale di Nintendo è ora Tokyo Crash Mobs, una sorta di variante del classico e famoso Zuma che, sostenendosi con idee stravaganti, porta la follia giapponese sulla piattaforma portatile.



Lanciare persone
La meccanica alla base del gioco è tanto semplice, quanto fuori di testa: “eliminare” code di gente. La cosa buffa è il come. In sostanza si tratta di colpire due o più persone servendosi di un’altra vestita dello stesso colore. Un’assurdità bella e buona, ma che tenta di portare un po’ di originalità in una dinamica di gameplay ormai assaporata in moltissimi puzzle-game. La vena assolutamente folle è poi ulteriormente riscontrabile nei brevi filmati, realizzati con attori reali, che precedono ogni livello. Si tratta di siparietti totalmente non-sense, che, in verità, non siamo riusciti ad apprezzare, in quanto ci sono parsi più fastidiosi che divertenti. Gli amanti della totale illogicità e stupidità dall’impronta giapponese, però, potrebbero trovare spassosi questi intermezzi.
Le protagoniste di Tokyo Crash Mobs sono Savannah e Grace. Le accompagneremo nel corso di tre settimane, durante le quali ogni giorno corrisponde a uno stage di gioco. Le due ragazze fanno affidamento su tecniche di lancio differenti: la prima fa rotolare le persone, mentre la seconda le getta, letteralmente. In entrambi i casi, l’obiettivo di fondo è sempre il medesimo, anche se nei panni di Grace è volto a saltare una lunga fila davanti a un negozio, mentre in quelli di Savannah è atto a impedire che venga attivato un pulsante in grado di far comparire una sorta di buco nero che, in caso di fallimento, risucchierà la donna (!).

Divertimento per tutti
Il sistema di controllo si affida totalmente al touch screen, rendendo obbligatorio l’uso dello stilo per prendere la mira e lanciare. Una scelta che rende Tokyo Crash Mobs un titolo immediato e accessibile a chiunque, ma che talvolta rivela una natura un po’ imprecisa e fastidiosa. Per di più, se nei primi livelli la difficoltà è piuttosto bassa, le cose si fanno via via più complicate, con più persone da “abbattere”, meno tempo a disposizione (nel caso di Grace) e la presenza di vari ostacoli, elementi che possono mettere ulteriormente in luce la non perfetta calibrazione di tale sistema. In ogni caso, il grado di sfida è abbastanza soddisfacente, e soprattutto le ultime giornate richiedono più tentativi per essere completate con successo o per raggiungere un punteggio elevato.
Tokyo Crash Mobs parte infatti abbasta lentamente, mostrando al meglio le sue potenzialità mano a mano che si progredisce nella “storia”. L’esperienza tenta anche di apparire varia, introducendo oggetti speciali da utilizzare per facilitarsi le cose (tra dischi volanti e ombrelli) e presentando, ogni domenica, una variante su tema, che sfrutta giroscopi e pulsanti, la quale vede le due giovani unite contro un gruppo di ninja. Complessivamente, però, è ovvio che la produzione sia afflitta da una certa ripetitività, tipica del genere, e rimanga adatta per brevi sessioni di gioco.



Grafica?
Graficamente Tokyo Crash Mobs si avvale di una tecnica ormai in disuso che sfrutta “immagini” prese direttamente dalla realtà, regalando un impatto visivo curioso e in linea con l’atmosfera bizzarra. Una scelta funzionale al gioco, ma alle volte un po’ confusionaria e che inficia la totale comprensione dell’azione, anche a causa di effetti speciali che spesso coprono parti di schermo. Buono l’effetto 3D, che riesce a farsi notare.
Sufficiente il sonoro, seppur, a conti fatti, sia abbastanza anonimo. Gli effetti e le tracce si limitano a contornare il tutto senza colpire, anzi: diventano presto monotoni.
Per quanto riguarda la longevità, il gioco è costituito da tre settimane: ventuno stage completabili in poco più di tre ore. Una modalità aggiuntiva e una nuova difficoltà lo rendono rigiocabile per chi non si fosse ancora stufato di lanciare persone.
Recensione Videogioco TOKYO CRASH MOBS scritta da FATUM92 Tokyo Crash Mobs prova a portare delle novità in un tipo di gameplay già ampiamente visto in altre occasioni. L’obiettivo è centrato solo per metà, poiché se da una parte l’impronta folle dona personalità al titolo, dall’altra la giocabilità non si dimostra poi migliore o particolarmente innovativa rispetto ad altre opere simili. In generale il gioco diverte, ma sono comunque presenti alcuni problemini nel sistema di controllo, accentuati da un’azione non sempre mostrata chiaramente. L’esperienza, inoltre, non riesce a spiccare in alcun modo (se non per la già citata atmosfera fuori di testa). Un prodotto godibile per gli amanti del genere e delle assurdità giapponesi, da evitare per tutti gli altri.
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