Recensione di VVVVVV

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     3DS
  • Genere:

     Platform
  • Giocatori:

     1
  • Costo:

     8,00 €
  • Data uscita:

     11 gennaio 2010 (PC) / TBA 3DS
- Alcune idee geniali
- Ottimo livello di difficoltà
- Un platform 2D originale
- Livelli extra
- Non tutti apprezzeranno alcune scelte
- Longevità bassa
- 3D quasi inesistente
A cura di (Fatum92) del
Il mercato dei titoli indie è sempre più increscendo. Nel corso degli ultimi anni sono state molte le produzioni indipendenti assolutamente meritevoli di attenzione, al pari di giochi ben più blasonati. Con un nome a dir poco singolare, VVVVVV può tranquillamente rientrare in questa prestigiosa cerchia. Terry Cavanagh, il suo creatore, ha infatti dato vita ad un platform 2D geniale, originale, dal concept semplicissimo, ma dalla difficoltà elevata.
Dopo aver divertito l’utenza americana, sia su PC che su Nintendo 3DS, VVVVVV ha poi raggiunto anche i nostri lidi, seppur con due anni di ritardo. Noi abbiamo avuto modo di mettere le mani sulla versione disponibile sull’eShop della piattaforma portatile Nintendo.



Attrazione gravitazionale
Non vergognandosi di sfoggiare una natura a 8 bit, sin dall’avvio VVVVVV delizia l’animo del giocatore d’altri tempi, quello che ancora oggi ricorda nitidamente le prime ore passate in compagnia di qualche semplice pixel e musichette elettroniche.
L’avventura si apre con un “filmato” minimalista, appena abbozzato: a bordo di una navicella spaziale, il capitano Viridian e il suo fedele equipaggio, a seguito di interferenze e disturbi, finiscono in una sorta di dimensione parallela. Viridian si ritrova così da solo sulla nave, dove la gravità ha acquisito connotati anomali, dannatamente pericolosi, e i suoi compagni risultano dispersi. Sarà quindi compito del capitano salvarli e trovarli tutti.
La narrazione si dimostra simpatica e semplice, ed è portata avanti da dialoghi resi sottoforma di testo (completamente in inglese), ma, ovviamente, non si tratta altro che di una mera scusa per dare un senso alle azioni del giocatore.

L’importanza di morire
Quando un qualsiasi corpo viene spinto verso l’alto la logica ci dice che la forza di gravità lo riporterà sempre e comunque a terra. In VVVVVV, però, non c’è spazio per la logica, se non quella richiesta al fruitore, più volte obbligato a stimolare almeno un poco le proprie meningi per risolvere con successo alcuni stimolanti puzzle ambientali. Come dicevamo, nell’indie game sviluppato da Nicalis la gravità si comporta in modo totalmente diverso da quella da noi conosciuta: saltando, infatti, ci ritroveremo catapultati sul soffitto o, viceversa, dal soffitto al pavimento. Di fatto, il salto nemmeno esiste, si tratta perlopiù di un cambiamento di “prospettiva”. L’idea centrale su cui si basa il gameplay sta tutta qui, eppure, nonostante l’apparente banalità, la complessità che alcuni passaggi raggiungono, insieme all’ottima varietà di fondo, regalano un’esperienza sempre divertente, in alcuni casi persino innovativa. Il gioco vive proprio di questo, nel riuscire ad offrire situazioni diverse ad un ritmo serratissimo, che non lascia riprendere fiato neanche per un minuto. Alcune fasi appaiono dei veri e propri esercizi di stile, grazie ad un level design magistrale, che ha il solo scopo di spremere intelligentemente e nel maggior numero di modi possibile la meccanica principale. Da interminabili cadute nel vuoto a piattaforme che si disintegrano sotto i nostri piedi fino a aree da terminare il più in fretta possibile, si assiste a soluzioni in continua evoluzione, in cui riflessi pronti, tanta precisione e concentrazione, sono requisiti imprescindibili.
Che si tratti di fastidiosi spuntoni od altri tipi di ostacoli, superare una stanza e raggiungere la successiva è quasi sempre appagante, anche perché in VVVVVV si muore, e lo si fà parecchio. Il fallimento del giocatore non è più un’eventualità, ma una certezza che diviene essa stessa parte dell’essenza ludica. Nessuna schermata di game over, nessuna penalità in termini di vite, si muore e si riprende immediatamente da pochi attimi prima. Per scongiurare l’insorgere della frustrazione, infatti, vi sono una miriade di checkpoint, disseminati sapientemente nella mappa di gioco.
Durante la nostra prova, insomma, abbiamo trovato realmente problematica giusto una sequenza (massimo due), e per giunta focalizzata al raggiungimento di un collezionabile bonus. In sostanza, la missione primaria, con un po’ di impegno e pazienza, ci è sembrata alla portata di tutti, anche se non escludiamo che alcuni, soprattutto i neofiti della tipologia, possano trovare VVVVVV talvolta eccessivamente snervante per la precisione che richiede.



Voglia di esplorazione
A rendere più interessante la giocabilità, poi, è la libertà concessa. La ricerca dei membri dell’equipaggio porta ad esplorare alcune zone più volte. La nave è completamente visitabile quasi da subito e la presenza di portali permette di teletrasportarsi fulmineamente da un capo all’altro della struttura, consentendo di scoprirne “comodamente” i segreti.
VVVVVV non è però esente da difetti. Tralasciando il fatto che probabilmente non tutti digeriranno alcune scelte, come la difficoltà spesso rigida e la particolare struttura di gioco, rimane insindacabile la brevità della missione principale, ancorata sulle tre ore circa. Fortunatamente, alcune modalità secondarie e la presenza di livelli extra esclusivi per Nintendo 3DS accrescono questa stima.
Inoltre, a fronte di quanto appena detto, otto euro ci paiono tantini, tenendo soprattutto presente il prezzo inferiore della versione PC. Tuttavia, l’opera è senza dubbio di gran qualità, per cui si tratta di un fattore valutabile autonomamente da ogni singolo acquirente.

A due dimensioni
Se la giocabilità attinge a piene mani dall’era 2D, aggiungendoci però la particolare dinamica della gravità, la quale ha permesso di implementare numerose idee semplicemente geniali, anche l’aspetto visivo offre schermate, personaggi ed elementi, del tutto bidimensionali. Il fascino dei vecchi pixel fatica ancora oggi a scomparire, nonostante tecnicamente ogni aspetto sia volutamente “povero”: dalle pochissime e basilari animazioni agli sfondi, spesso monocromatici. Questo è lo spirito di VVVVVV.
Come volevasi dimostrare, stesso discorso può essere esposto per l’accompagnamento sonoro. Le tracce audio ricalcano alla perfezione la musica elettronica tipica dei videogiochi a 8 bit. Non nascondiamo che alcune volte tendono a ripetersi fin troppo, non colpendo sempre in positivo, ma è pur vero che è proprio questo il motivo per cui in altrettanti casi si fatica a togliersele dalla testa. Complessivamente, il lavoro svolto è decisamente ottimo.
Negativo invece l’effetto 3D, quasi fastidioso per il suo essere totalmente inutile, azzarderemmo dire inesistente. Sia chiaro: non si tratta di un aspetto importante e di particolare peso in una produzione del genere, sta di fatto, però, che era lecito aspettarsi qualcosa di meglio.
Recensione Videogioco VVVVVV scritta da FATUM92 VVVVVV è l’ennesimo esempio di come a volte basti poco per fare tanto. Partendo da un’idea semplice, Terry Cavanagh è riuscito a realizzare un platform game innovativo e originale. Un titolo creativo, in grado di reinventarsi ogni volta proponendo situazioni quasi sempre diverse e appoggiandosi su una difficoltà che in alcuni casi riesce a valorizzare al meglio taluni frangenti, imprimendoli nella mente del giocatore, facendone cogliere la genialità. Forse, però, non ha tutti piacerà la particolare impostazione, praticamente costituita da un continuo ciclo muori-ripeti-muori-ripeti che non prevede alcuna soluzione di continuità. Rimane, poi, un pizzico di amarezza per la scarsa longevità, malgrado non manchi qualche opzione secondaria. Comunque sia, anche se per poco, giocare con la gravità insieme al capitano Viridian è un’esperienza che non si dimenticherà facilmente.
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