Recensione di Il Doctor Lautrec e i Cavalieri Perduti

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     3DS
  • Genere:

     Puzzle game
  • Distributore:

     Halifax
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     24 novembre 2011
- E' un cartone animato !
- Il design dei guardiani
- La storia
- Esplorazione approssimativa, ripetitiva e noiosa
- Enigmi banali e ripetitivi
- Sezione da gioco di ruolo superficiale
- IA dei nemici assente
- Dialoghi troppo lunghi
A cura di (rspecial1) del
Sebbene Nintendo 3DS sia sul mercato da meno di un anno la sua softeca si presenta già varia e ricca di ogni tipo di gioco. Ai più smaliziati però sarà sicuramente venuto in mente come Nintendo non abbia portato il suo famosissimo professor Layton sulla console tridimensionale e, quindi, Konami ha ben pensato di provare a proporre qualcosa di simile, o quasi. Il Dottor Jean-Pierre Lautrec è un archeologo presso il Museo di Storia naturale di una Parigi ambientata sul finire del XIX secolo con tutte le intenzioni di imporsi come nuova icona del mondo ludico insieme alla sua assistente Sophie e la scimmietta Nico.
Saranno riusciti i ragazzi di WinkySoft a dare vita ad una storia degna di nota e creare un franchise di peso per il futuro o tutte le promesse fatte in fase nei mesi precedenti al lancio si sono dissolte come bolle di sapone? Andiamo a vedere cosa sia realmente questo Il Dottor Lautrec e i Cavalieri Perduti.

Perlustrare gli abissi di Parigi
Siamo alla fine del XIX secolo quando i sotterranei e le catacombe di Parigi iniziano a mostrare i tesori più incredibili che l’uomo potesse mai immaginare, i cosiddetti “tesori animati”. Questi oggetti sono magici e posseduti da guardiani ognuno in possesso di poteri speciali. In molti avventurieri hanno iniziato a perlustrare ogni zona della città alla ricerca di gloria e ricchezza, ma solo il Dottor Lautrec è cosi astuto da riuscire a risolvere ogni enigma che conduce ai tesori più preziosi. Proprio per questo motivo la giovane Marie chiederà di scoprire il mistero che si nasconde dietro allo strano oggetto che la sua nobile famiglia tramanda da secoli, una lanterna magica.
Come da tradizione ci saranno anche dei cattivi che cercheranno di ostacolare le nostre indagini, come il professore dell’università della Sorbona Jacques-Marie Vidocq e i suoi scagnozzi Legrand e Lepetit. Senza contare la polizia che non sarà dalla nostra parte e cercherà di non farci scovare tesori mentre esploreremo le zone di gioco, con l’ispettore capo delle forze dell’ordine parigine, Gregoire Godot, che ci starà sempre con il fiato sul collo.
Il Dottor Lautrec e i Cavalieri Perduti è dunque un’avventura in pieno stile, caratterizzata da tre distinte fasi di gioco che, secondo le intenzioni dei programmatori, avrebbero dovuto formare un gameplay solido e vario nel corso delle venti ore di gioco, filmati e dialoghi inclusi, necessarie a svelare i misteri di Parigi.
Il titolo si dividerà in una prima fase esplorativa di una Parigi in miniatura alla ricerca di indizi utili per accedere alle catacombe o risolvere le varie missioni secondarie ottenibili presso la taverna Le Repaire (luogo che funge da base operativa). Nei sotterranei dovremo affrontare dei livelli, suddivisi in diversi labirinti, nei quali bisognerà evitare la ronda della polizia o dei nemici per cercare di scoprire tesori. Possibilmente dovremo scovare lo spirito guardiano che abita il tesoro magico andando a domarlo per farlo nostro ed ottenere così i suoi poteri. Un mix tra un titolo esplorativo e il genere Pokémon insomma. Preparatevi infatti a non uccidere i guardiani ma a indebolirli il necessario per catturarli. Questa parte di gioco è simile ad un GDR, non soltanto perché si svolge a turni ma per la presenza di punti attacco e difesa, oltre a caratteristiche uniche che coinvolgono vari elementi della natura.
Un’altra fase che presenta il gameplay è costituita dai tanto decantati rompicapi. Essi saranno di cinque tipi diversi, avremo cosi una sorta di sudoku, i classici blocchi da sistemare in modo da riempire determinate forme, il cercare le differenze tra due immagini, le parole crociate completamente in francese e rompicapi nei quali bisognerà decifrare con la logica una determinata sequenza di disegni o numeri.

Lo stile si vede…
Tecnicamente i ragazzi di WinkySoft hanno svolto un lavoro incostante, dando al gioco una grafica ed un sonoro decisamente sopra la media perdendosi però nelle cose più importanti. Il titolo sarà colmo di ore relative al cartone animato dedicato al Dottor Lautrec che, per stile e resa, ne rende la visione un piacere: colorato e divertente con il 3D che ne esalta le scene. Senza dubbio un ottimo modo di raccontare la storia, peccato che poi ci si ritrovi a dover stare a leggere anche per mezz’ora dialoghi noiosissimi tra i protagonisti, senza la possibilità di saltarli e senza una vera ragione di esistere se non quella di annoiare e rendere pesante la narrazione degli eventi.
La realizzazione grafica passa da una mini-Parigi ben resa e con curata nella descrizione dei luoghi tipici, ad una riproduzione delle strade e degli edifici pessima. La presenza poi di sotterranei e catacombe spartane e tutte simili tra loro non aiuta a migliorare le cose che sembrano decadere nel momento in cui vedremo muoversi i personaggi e i nemici presenti, tutti simili a pezzi di legno in grado di aggredire i nostri occhi. Da sottolineare, invece, come gli spiriti che posseggono gli oggetti e i guardiani, siano curati in ogni dettaglio e animazione, rendendo le battaglie molto belle da vedere. Il sonoro è composto da un ottimo inglese ed effetti particolari e decisamente ben accostati con le varie situazioni di gioco che si presenteranno nel corso dell’avventura.

…ma si vede e basta però!!!
Purtroppo il punto in cui Il Dottor Lautrec e i Cavalieri Perduti pecca, è il gameplay, il cuore di ogni videogioco. La sezione esplorativa è molto lineare, con pochi poliziotti da evitare e tutti con un IA molto limitata. Basti pensare che potrete stare dietro di loro senza che se ne accorgano e, nel caso vi scovassero, basterà entrare in una stanza qualunque per resettare il tutto. I due protagonisti poi non faranno che dialogare continuamente, a volte risolvendo autonomamente gli enigmi, lasciando al giocatore la raccolta degli oggetti.
La fase dei combattimenti con i guardiani è semplice e iniqua visto che comunque saremo sempre in vantaggio e l’unica cosa da fare sarà quella di guardare i punti d’attacco per evitare di uccidere lo spirito del tesoro: anche se questo dovesse succedere, potremmo farlo resuscitare e ricombatterlo per cercare di catturarlo. Il tutto finché non diverrà definitivamente nostro, ovviamente.
Passiamo invece a quello che sembrava essere il fulcro del gioco e che, alla resa dei conti, si è rivelato come il peggiore: parliamo dei rompicapi. La meccanica che li caratterizza è la presenza di tre lampadine, che equivalgono agli aiuti che è consentito chiedere oltre ad una bandiera bianca che risolverà l’enigma per noi, permettendoci di proseguire senza mai bloccarci. Certo, non guadagneremo i punti che serviranno per acquistare oggetti più potenti ma, alla fine, sarà davvero difficile utilizzare aiuti o arrendersi. Tutti i rompicapi sono molto semplici e, a volte, banali. Resta il problema per tutti coloro che non conoscono il francese dei rompicapi relativi alle parole crociate che, essendo nella lingua di Maria Antonietta, risulteranno ostici. Tranquilli invece se masticate il francese, anche questi enigmi saranno delle passeggiate.
Recensione Videogioco IL DOCTOR LAUTREC E I CAVALIERI PERDUTI scritta da RSPECIAL1 Le aspettative per Il Dottor Lautrec e i Cavalieri Perduti erano tante e le attese sono state deluse da un concept di base che cerca di miscelare troppi elementi. Alla fine il titolo non ha una sua identità, resta senz’anima e con problemi gravi nella parte relativa alla giocabilità in tutte le fasi che presenta. Un vero peccato che tanta attenzione e sforzi siano stati fatti per la realizzazione tecnica e la creazione del cartone animato, mentre poi ci si perde in cruciverba scritti in francese o in un IA nemica assente. Senza contare che i dialoghi sono tantissimi e noiosi mentre la fase GDR è approssimativa e da rivedere. Un prodotto che non consigliamo agli appassionati di avventura, né a quelli che amano i rompicapi e tantomeno a chi cerca un emulo dei Pokémon. Per la prossima volta sarebbe meglio concentrarsi su un solo elemento e svilupparlo al meglio.
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