Recensione di Spider-Man Edge of Time

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     3DS
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Beenox
  • Distributore:

     Activision
  • Lingua:

     Inglese coi sottotitoli in italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     14 Ottobre 2011
- Buona idea di gioco
- Dura abbastanza
- Giocabilità immediata
- Buoni modelli poligonali dei protagonisti
- Taglio cinematografico
- Ambientazioni ripetitive
- Molto lineare
- Telecamere ingestibili
- I.a. dei nemici assente
- Sensi di ragno quasi inutili
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A cura di (Darkzibo) del
Marvel è da sempre una fonte inesauribile di produzioni: si parte dal mondo originario dei fumetti per poi passare lungometraggi e al merchandising che ovviamente ne consegue, sino ad arrivare al mercato videoludico. Da molti anni a questa parte, si potrebbe dire che il personaggio dell’Uomo Ragno, chiamato Spider-Man anche in Italia da qualche anno a questa parte, è stato il più sfruttato, passando agilmente per quasi tutte le console uscite nel corso della storia del divertimento videoludico casalingo.
L’unica console non ancora impigliata in una ragnatela del buon eroe Marvel era proprio Nintendo 3DS. Activision cerca quindi di colmare questa lacuna, proponendo Spider-Man Edge of Time.

Tra presente e futuro
La storia di Spider-Man Edge of Time parte dal lontano futuro, nel 2099 per la precisione, periodo in cui uno scienziato della Alchemax, tale Walker Sloan, crea un portale del tempo e torna nel 1970 per modificare radicalmente la storia. Quindi il Peter Parker che conosciamo, oltre a non lavorare a servizio del Daily Bugle, è condannato a una triste fine per mano dell’Anti–Venom.
Per evitare tutto questo ecco intervenire Miguel O’Hara, alias Spider-Man 2099, che, una volta acquisito il DNA del suo predecessore, entra in contatto con lo stesso. Da qui inizierà il parallelismo delle azioni che caratterizzerà il percorso di gioco. Infatti tutto quello che accadrà nel passato, tramite Amazing Spider–Man si ripercuoterà nel futuro e andrà a influire sulle azioni di Miguel O’Hara, aiutandolo a superare ostacoli o salvandogli più volte la vita. Il tutto è condito dai continui dialoghi tra i due eroi, che si svilupperanno durante il proseguo della storia, con lo schermo tridimensionale dedicato al gioco vero e proprio e il touch screen impiegato per visionare la situazione del secondo eroe o, in alcune situazioni, per utilizzare chiavi, aprire porte o per attivare le mosse speciali.
Visto in quest’ottica, il concept di gioco potrebbe dimostrarsi accattivante e decisamente interessante ma, alla lunga, mostra di non essere così. Infatti il tutto ricadrà in una meccanica molto lineare, senza contare il fatto che il gameplay tende a rovinare tutta l’esperienza di gioco. Infatti spesso sarete chiamati a risolvere enigmi fin troppo semplificati e la tanto paventata possibilità di modificare cose o avvenimenti del passato in maniera da influire sul futuro di Spider–Man 2099, è solamente un pretesto dove si nasconde, in realtà, un percorso prefissato che non da alcuna alternativa.
Per esempio, se nel futuro Miguel O’Hara sarà alle prese con un droide mastodontico, Peter Parker nel presente alternativo dovrà bloccare la costruzione di questo droide e, se il buon Spidey che tutti conosciamo non ce la farà, Spider–Man 2099 morirà. A questo punto non succederà niente di particolare, dovrete semplicemente ricominciare il livello al fine di portare a termine la distruzione del robot gigante. Questo è un chiaro esempio di come sia lineare il gameplay di Spider-Man Edge of Time. Come se non bastasse, anche l’I.A. dei nemici è decisamente scarsa e mostra comportamenti insoliti, come attacchi irrazionali e poca memoria: la presenza di Spidey sarà identificata solo se sarete nelle loro vicinanze, e il suo allontanamento provocherà un’amnesia negli stessi che li condurrà a tranquillizzarsi e a tornare in posizione di attesa.
Il sistema di combattimento si assesta su livelli discreti proponendo scontri tipicamente facili che vi vedranno impegnati ad utilizzare quasi sempre l’attacco forte, con il raro impiego delle abilità dell'Uomo Ragno. Il combattimento avrebbe potuto essere uno degli aspetti più curati dell’intero gioco, però la suddetta scarsa I.A. dei nemici, la loro poca varietà e il sistema di telecamere che perde troppe volte l’azione, lo rendono appena sufficiente. Interessante è l'acquisizione, durante il prosieguo del gioco, di gemme che vi permetteranno di sbloccare le abilità peculiari di Amazing Spider-Man, del suo alter ego del 2099 o ancora di entrambi.
La longevità di Spider–Man Edge of Time si assesta sulle sei/sette ore e, difficilmente, una volta concluso, lo riprenderete in mano. Come se non bastasse, anche la ripetitività dei livelli e delle azioni non aiuteranno ad incrementare il tempo di utilizzo del gioco.

Spider-Man, tu sei l’Uomo Ragno
Per quanto riguarda il comparto tecnico, graficamente il titolo si può tranquillamente dividere in due spezzoni nella sua analisi. Il primo mostra un’ottima cura nella realizzazione dei protagonisti e dei nemici principali, uno su tutti l’Anti -Venom. Le movenze dei protagonisti risultano fluide e prive di scatti o rallentamenti, così come era stato per Spider–Man Shattered Dimensions, mentre i modelli poligonali, grazie anche a texture ben definite, rendono bene le fattezze dei due eroi.
Per il resto si fanno segnalare ambientazioni molto scarne e ripetitive, nemici semplici sempre uguali e mal definiti, rallentamenti eccessivi durante le fasi concitate di gioco e, ultimo ma non meno importante, un sistema di telecamere talmente mal gestito da rendere l’esperienza di gioco frustrante. Le fasi di arrampicamento, ad esempio, saranno sempre inficiate da una telecamera incapace di identificare il fulcro dell’azione e di conseguenza porteranno ad eccessivi zoom ‘radiografici’, che mostreranno l’interno del modello poligonale del protagonista. In diverse occasioni durante gli scontri con i nemici ‘ordinari’ non riuscirete ad individuare da dove provengano gli attacchi, facendo sì che subiate colpi, almeno inizialmente, senza possibilità di difesa.
Per concludere, il 3D tipico della console portatile targata Nintendo, a parte qualche ripresa azzeccata, è praticamente inutile.
Il comparto sonoro propone un parlato in inglese con sottotitoli in italiano. Avremmo sicuramente preferito un doppiaggio parlato in lingua nostrana, ma le frasi enunciate da Amazing Spider-Man (di gran lunga più simpatico rispetto al poco riuscito Miguel O’Hara, alias Spider-Man 2099), in lingua originale, sono esilaranti. La colonna sonora accompagna bene ogni azione, ma non aspettatevi nulla di eccezionale.
Recensione Videogioco SPIDER-MAN EDGE OF TIME scritta da DARKZIBO Siamo sinceri, per la prima apparizione del simpatico arrampicamuri di Marvel ci saremmo aspettati molto di più. Un’idea buona, sfruttata decisamente male a causa di una linearità eccessiva e di un sistema di telecamere che danneggia, non di poco, l’esperienza di gioco. Spider-Man Edge of Time è un titolo che promette ma non mantiene, e riserva sorprese poco piacevoli e presentando una I.A. dei nemici quasi inesistente, sezioni action ripetitive, ed enigmi fin troppo semplici, che tuttavia vengono complicati dall’ormai tristemente nota gestione della telecamera. Il touch screen viene impiegato in maniera intelligente, ma vi accorgerete in poco tempo come non tutte le mosse presenti siano effettivamente necessarie nell’economia di gioco.
Risparmiate i soldi e puntate alle prossime succulente uscite per Nintendo 3DS.
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