Recensione di Super Mario Land

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     3DS
  • Genere:

     Platform
  • Sviluppatore:

     Nintendo R&D1
  • Distributore:

     Nintendo
  • Lingua:

     Inglese
  • Giocatori:

     1
  • Costo:

     4,00 €
  • Data uscita:

     28 settembre 1990
- Divertente e immediato
- Alcune sezioni sparatutto
- Giocabile
- Alcune novità introdotte rispetto a Super Mario Bros.
- In alcuni casi troppo facile
- Boss non all'altezza
- Finisce subito
A cura di (Darkzibo) del
Il binomio Shigeru Miyamoto e Mario è diventato, nel corso degli anni, sempre più indissolubile e simbolo di qualità in ambito videoludico. Forse non tutti sanno però che non sempre i due hanno collaborato virtualmente nei platform game: infatti, il titolo che andiamo ad analizzare adesso, Super Mario Land, fu ideato e sviluppato da Gunpey Yokoi. ‘Chi era costui ?’ potrebbero pensare alcuni di voi, scomodando una manzoniana citazione. Gunpey è stato ‘semplicemente’ l’inventore del Game Boy, la console più venduta della storia, e di Virtual Boy, forse il più grande flop di Nintendo. Stiamo parlando di una delle più influenti figure della storia del videogioco, nel bene e nel male.

Storia diversa ?
La storia che fa da sfondo a questo primo titolo dedicato a Mario su Game Boy si distacca sostanzialmente dal resto della produzione. Non è presente il grande nemico di sempre, Bowser, che tante volte era caduto nella lava durante Super Mario Bros., non c'è Peach (all'epoca meglio conosciuta con il nomer di Princess Toadstool), sostituita da Daisy, né tantomeno Luigi. C’è solo lui, la più famosa mascotte della storia videoluidca, Mario. Stavolta il baffuto idraulico si troverà nel regno di Sarasaland e dovrà vedersela con l’alieno Tatanga, che ha rapito la bella Daisy. Il compito di Mario sarà, pensate un po’, andare a salvare la nuova pulzella caduta nelle mani fetide del cattivone alieno. Come di consueto non c'è da aspettarsi una grande trama, bensì un racconto funzionale al gioco al quale deve fare da sfondo. I livelli da esplorare sono dodici, suddivisi in quattro mondi, Birabut, Muda, Easton e Chai: alla fine del terzo stage di ognuno troverete ad aspettarvi un boss che dovrete eliminare con furbizia (scopritelo da soli come, non senza qualche deja vu).
Il gameplay è praticamente identico a quanto visto in Super Mario Bros. per NES, al quale strizza un grandissimo occhio, con l’aggiunta di qualche elemento innovativo. Appena comincerete a giocare tutto vi sembrerà familiare, quasi una riproposizione di Super Mario Bros. in piccolo. Ben presto tuttavia vi accorgerete che non proprio tutto è uguale: alla fine di ogni livello, ad esempio, non sarà presente il classico castello, bensì due uscite, una in alto e l’altra in basso. Con la prima avrete accesso ad un livello bonus che vi consentirà di recuperare un fiore del fuoco o alcune vite, mentre con quella in basso proseguirete nell’avventura attraverso i mondi di Sarasaland. Il protagonista potrà usufruire, durante la sua raccolta di monete e l’eliminazione dei nemici, di diversi item, i quali gli forniranno diverse peculiarità: il famoso fungo lo ingrandirà, il cuore gli donerà una vita, la stella lo renderà invincibile per qualche minuto ed il fiore di fuoco gli permetterà di scagliare palle incandescenti contro i nemici. A proposito dell’ultimo nominato, vi balzerà subito all’occhio come le palle di fuoco, una volta lanciate, non seguiranno il classico rimbalzo perpetuo in avanti ma, oltre ad avere una gittata molto scarsa, continueranno a rimbalzare se troveranno sulla loro traiettoria alcune superfici. Quest’abilità può essere utile per colpire nemici lontani prendendo le misure come in una partita di stecca, ma risulta quasi inefficace quando il vostro avversario sarà vicino. Giusto per non farsi mancare nulla, ecco poi la presenza in alcuni livelli del jet e del sottomarino, i quali vi catapulteranno in frenetici sparatutto. Niente di eclatante, ma utile per spezzare il ritmo platform del gioco, che ne trarrà parecchio giovamento. Nonostante le buone premesse, la longevità non è un pregio per questo episodio di Mario, completabile nel giro di una cinquantina di minuti. Certo, una volta terminato potrete ripercorrerlo alzando il livello di difficoltà, ma anche in questo caso non sarà impossibile completarlo in tempi brevi. La giocabilità è quella classica di Mario, che tutti hanno apprezzato più volte nel corso degli episodi platform 2D dal 1985 ad oggi, quindi un marchio di garanzia per chi deciderà di testare questo episodio per Game Boy.

La terra di Mario
Sostanziali differenze tra il Regno dei funghi e Sarasaland non se ne vedono, almeno dal punto di vista della struttura dei livelli. Cambia qualche ambientazione e poco altro, se non l’adattamento dei mondi reali a quelli immaginari. Troverete, quindi, l’Egitto, i volti dell’isola di Pasqua e altri pochissimi dettagli. I nemici sono molto semplificati e, a parte i Goomba e i Koopa (che, in questo caso, una volta schiacciati esploderanno anziché rientrare nel guscio), non troverete molta familiarità nell’aspetto dei vostri rivali, che assumeranno forme di sfingi, insetti giganti e quant’altro. Lo stesso Mario, nonostante l’assenza di colori, è praticamente inconfondibile. Purtroppo il tutto sembra piuttosto piatto, troppo poco particolareggiato, anche se il motore grafico garantisce una certa stabilità nella gestione degli sprite e una buona velocità in grado di far rivivere al giocatore i fasti di Super Mario Bros.
La colonna sonora, opera del maestro Hirokazu Tanaka, già autore di moltissime altre soundtrack come Kid Icarus, Metroid, Dr Mario, Fire Emblem e Duck Hunt risulta molto piacevole. Pur utilizzando pochissimi effetti audio, è riuscito a creare tracce ottime che ben si inseriscono nello spirito di gioco e che ricorderete per sempre (come successo al sottoscritto, a distanza di anni dalla prima partita su Game Boy nel 1990). Da sottolineare anche il bellissimo ritmo del Cancan, che spezzerà la colonna sonora principale ogniqualvolta prenderete una stella.
Recensione Videogioco SUPER MARIO LAND scritta da DARKZIBO Super Mario Land si configura come un pioniere del platform portatile, grazie ad una fondamentale caratteristica: è il primo ad essere riuscito ad esprimere al meglio lo spirito dei giochi nomadi. Non saranno infatti necessari tutorial per sfruttare i due pulsanti e la croce direzionale che vi serviranno per entrare in azione. Immediatezza e semplicità sono le parole chiave che fanno da sfondo a questo buon titolo che, se appassionati del baffuto idraulico, non potrete far mancare nella vostra collezione virtuale su Nintendo 3DS.
Scrivi un commento
Per commentare occorre essere utenti registrati.
Se non hai un account clicca qui per registrarti oppure clicca qui per il login.
caricamento in corso...
SCREENSHOTS
RECENSIONI E SPECIALI CORRELATI
SpazioGames.it - Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Monza dal 22/02/2008 con autorizzazione n.1907
© 1999 - 2012 GALBIT SRL TUTTI I DIRITTI RISERVATI - P.IVA 07051200967
Spaziogames.it utilizza i cookie per assicurarti la miglior esperienza di navigazione. Se desideri maggiori informazioni sui cookie e su come controllarne l'abilitazione con le impostazioni del browser accedi alla nostra Cookie Policy.