Recensione di The Legend of Zelda: Link's awakening DX

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     3DS
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Nintendo EAD
  • Distributore:

     Nintendo
  • Lingua:

     Inglese
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     14 Dicembre 1993 GB - 7 Giugno 2011 3DS
- Avventura appassionante e ben narrata
- Un gameplay praticamente perfetto
- Un sacco di segreti e misteri da scoprire sull'isola
- Qualche piccolo problema per chi proprio l'inglese non lo mastica
- è difficile trovarli...
A cura di (Slice) del
Il lancio dello store virtuale del 3DS non poteva partire con una line up migliore. Fiore all’occhiello, il remake per Game Boy Color di uno tra i titoli più leggendari della serie di Zelda

Retrogaming
Come ricordato più volte da Miyamoto durante la conferenza pre-E3 di Nintendo a Los Angeles, quest’anno cade uno tra gli anniversari più importanti che la Grande N si trova a festeggiare: stiamo parlando ovviamente del venticinquesimo anno della serie The Legend of Zelda. Come spiegato dal visionario sviluppatore giapponese, la casa di Kyoto renderà onore a questo popolare personaggio distribuendo nel corso dell’anno diversi titoli ispirati al bambino vestito di verde su tutte le console disponibili, culminando nell’uscita quest’inverno dell’atteso nuovo capitolo per WII,vero e proprio “canto del cigno” della popolare console da casa, prima di lasciare la scena a WII U.
Come saprete, il giorno stesso della conferenza è stato rilasciato per 3DS l’aggiornamento 2.0, che ha portato con se tante novità per la nostra console portatile. Uno delle tante è ovviamente l’apertura, finalmente, dello store virtuale. Tra i pochi titoli presenti, spunta però The Legend of Zelda: Link’s awakening DX (remake per Game Boy Color dell’originale titolo uscito per Game Boy), che a detta di molti videogamer si gioca lo scettro insieme a Ocarina of Time di miglior titolo della serie.

Lost? No, Zelda!
Il titolo in questione, in realtà, è uno di quelli che si discosta maggiormente da tutta la serie. La nostra avventura partirà con Link che si risveglia su un isola sperduta, chiamata Koholint Island, dopo che la sua imbarcazione è stata distrutta da una violentissima tempesta. Salvato da una misteriosa ragazza appartenente al villaggio dell’isola, il nostro scopo sarà quello di scoprire come poter salpare di nuovo per mare e soprattutto scovare tutti segreti che si celano dietro la misteriosa isola. Nessuna principessa da salvare o ragazzino che da signor nessuno diventa un eroe, piuttosto, una serie di misteri che solamente giocando si posso scoprire e ovviamente risolvere. Di segreti ce ne sono parecchi, perché l’area di gioco offre uno dei migliori level design mai visto in altri titoli della serie. Nonostante la classificazione “isola” possa tradire le aspettative sulla grandezza della mappa di gioco, ci troviamo in realtà di fronte ad un titolo vasto, impegnativo e strabordante di situazioni e luoghi da esplorare, arricchito da personaggi strampalati e misteriosi, come ad esempio un gufo parlante. Ovviamente, molti dei luoghi comuni della serie rimangono saldamente all’interno del codice di gioco, come ad esempio i famosi dungeon da esplorare, gli oggetti da collezionare e le famose side quest.

Il gameplay perfetto
Al di là dell’approccio atipico rispetto a quello a cui i videogiocatori sono stati abituati, quello che probabilmente ha fatto la gioia dei molti fan di Zelda è  il perfetto bilanciamento di gameplay su cui il titolo poggia le proprie fondamenta. Link’s Awakening  non è infatti un titolo semplice. Nonostante le prime ore di gioco possano tradire quest’ultima affermazione, se ci si sofferma sul gameplay si noterà come il titolo coinvolga progressivamente il giocatore, introducendolo gradualmente nelle meccaniche grazie ad una curva di apprendimento impeccabilmente bilanciata. I dungeon stessi risultano molto ben progettati, grazie ad alcune sezioni action ed altre puramente puzzle, e ad enigmi che man mano necessitano sempre più di materia grigia per essere risolti. Tutto questo, amalgamato con il level design di cui sopra, porta ad un esperienza che difficilmente potrà annoiare o frustrare il giocatore, ma che al contrario lo invoglierà a continuare l’avventura per scoprirne tutti i segreti.

Un'esperienza retrò
Al di là di tutto quello che è stato detto fino adesso, stiamo ovviamente parlando di un titolo uscito nel lontano 1998 e caratterizzato da una grafica che, seppur al tempo strabiliante per la sua vivacità e i suoi sprite, comparata ai titoli portatili di oggi ne esce con le ossa spaccate. Non aspettatevi quindi un remake in pompa magna (per quello c’è Ocarina of Time) quanto un’esperienza riproposta esattamente come era uscita anni fa ad un prezzo tutto sommato conveniente (6 euro) vista la longevità di cui gode: ben 7 ore per la quest principale, più tutte le side quest e gli oggetti segreti.
Concludiamo la nostra analisi su questa pietra miliare del mondo videoludico elencandovi le pochissime novità introdotte dal porting 3DS: il supporto allo stick analogico e la funzione di salvataggio veloce. Se la prima novità aiuta sicuramente la fluidità delle personaggio soprattutto in quelle fasi molto platform, dove onestamente lo croce direzionale ha fatto sempre un po’ di fatica, quella che sicuramente è risultata più utile è la possibilità di creare una sorta di salvataggio veloce in qualsiasi momento del gioco noi vogliamo. Basterà infatti premere l’apposita casella sul touch screen del 3DS e automaticamente il titolo salverà la partita indipendentemente dalla situazione in cui ci troviamo. Inutile dire che questa funzione porta il titolo, ancor più che in passato, in una dimensione sempre più da portable game caratterizza da sessione veloci e molto pick and play, senza tediare il giocatore aspettando checkpoint o punti di salvataggio. Unico neo, se proprio vogliamo trovarlo, risiede in una mancata localizzazione del titolo (già assente nella versione originale) con i testi a schermo solamente in lingua inglese. Tuttavia, trattandosi di dialoghi molto semplici, una conoscenza base della lingua è sufficiente per potersi gustare la storia di Link senza rischiare di perdere importanti dettagli. A conti fatti, quindi, non esistono realmente delle scusanti per non giocare questa pietra miliare, dato che lo stesso prezzo risulta tutto sommato abbastanza competitivo rispetto a quanto ci hanno abituato i vari store online.
Recensione Videogioco THE LEGEND OF ZELDA: LINK'S AWAKENING DX scritta da SLICE The Legend of Zelda: Link’s Awakening DX è attualmente il miglior titolo presente nello store virtuale del 3DS, oltre che uno dei migliori videogiochi mai sviluppati. Un buon punto di partenza per chi, causa limiti di età, non ha mai avuto la possibilità di provarlo ed un ottimo motivo, per i vecchi giocatori, per rigiocare questa fantastica esperienza in compagnia di Zelda.
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