Recensione di Dead Or Alive Dimensions

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     3DS
  • Genere:

     Picchiaduro
  • Sviluppatore:

     Team Ninja
  • Distributore:

     Nintendo
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1 - 2
  • Data uscita:

     20 Maggio 2011 PAL
- Grafica eccellente
- 25 lottatori
- E' Dead or Alive...portatile
- Chronicle troppo corta
- L'Arcade non è un vero arcade
- Manca la storia di ogni personaggio
- Livello di difficoltà ridotto
- L'online è quasi inutilizzabile
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A cura di (rspecial1) del
Era il 2006 quando l’ultimo capitolo della serie Dead or Alive faceva la sua comparsa su Xbox 360. Da allora è passato molto tempo e, tra rumor di un quinto capitolo in via di sviluppo e voci di corridoio varie, Tecmo ha stupito tutti annunciando una collezione della serie per la nuova console portatile Nintendo. Immaginare un picchiaduro così tecnico e frenetico su una console tascabile aveva destato dei dubbi inizialmente, mentre un'altra parte dei fan non vedeva l’ora di vedere in tre dimensioni l’altra caratteristica che ha contraddistinto la serie sin dal primo capitolo, i formosi e ballonzolanti seni delle belle lottatrici. Sebbene sia solo all’inizio della sua, ci auspichiamo lunga e soddisfacente, vita commerciale, la console Nintendo può contare con questo Dead or Alive Dimensions già su due picchiaduro di grande caratura ed è proprio all’apri pista del Nintendo 3DS, Super Street Fighter 4, che i ragazzi di Tecmo lanciano la sfida per il domino del genere. E la battaglia sembra davvero dura, a tutto vantaggio di noi utenti.

La DOATEC ed i Ninja
Come detto inizialmente, Dead or Alive Dimensions si propone come una raccolta, contenente tutti i personaggi apparsi nella serie e non solo, che Tecmo ha realizzato appositamente per la console Nintendo. Il gioco non ha una trama sua, visto che non è stato scelto di organizzare un torneo con una scusa banale come di consueto, ma è stata messa a disposizione del giocatore una modalità Chronicle nella quale, suddivisa in cinque diversi capitoli, verrà raccontata tutta la storia della serie, partendo dalla disputa tra la giovane ninja Kasumi ed il padre, fino ad arrivare alla battaglia decisiva tra il clan Hayabusa e l’organizzazione criminale conosciuta come DOATEC e responsabile di svariati misfatti tra i quali la clonazione della piccola Kasumi per ottenere un lottatore perfetto. Da notare che i capitoli andranno inizialmente affrontati in ordine cronologico e che possono essere assimilati anche come un vero e proprio Training, considerato il fatto che i novizi della serie verranno portati a conoscenza non solo della trama ma anche delle tecniche e dello stile di gioco di Dead or Alive. Attenzione, però, perché la scelta di Tecmo non ci porterà a conoscenza della storia di tutti e 25 i personaggi selezionabili nel gioco, di cui cinque segreti, ma solo degli eroi principali. Tutto questo si traduce in una modalità Arcade fondamentalmente diversa dal solito, per coloro che sono abituati e appassionati di picchiaduro. Questa è infatti più vicina ad un classico Time Attack nel quale bisognerà scegliere uno dei sei percorsi di difficoltà crescente affrontando otto avversari presi dalla storia e cercando di ottenere il tempo migliore. Questo implica che non ci sarà un finale nell’Arcade, ma che sostanzialmente vi ritroverete a combattere scontri da un round allo scopo di dimostrare chi sia il più veloce, senza ricevere neppure una ricompensa finale.

L’arte del Mugen Tenshin
Dead or Alive Dimensions è un picchiaduro con un gameplay semplice, basato su quattro tasti, ma che racchiude una profondità enorme per gli esperti. Sostanzialmente il sistema di combattimento si basa sul classico triangolo nel quale gli attacchi, pugni o calci, hanno la priorità sulle proiezioni dandoci così la possibilità di fermarne una semplicemente attaccando. La proiezione è la classica presa in cui il giocatore afferra l’avversario e lo lancia o gli spezza un arto. In realtà, in Dead or Alive Dimensions la parola “presa” assume un significato diverso, essendo qui una contromossa. Se con il tasto della parata viene premuta una direzione premendo la croce direzionale o lo stick analogico indietro (con la differenza di angolazione per avere una contromossa alta, media o bassa) il personaggio effettuerà una presa, ovvero sarà in grado di bloccare un attacco avversario e, contemporaneamente, colpirlo danneggiandolo. In tal senso, continuando la logica del sistema a triangolo, le proiezioni hanno la priorità sulle prese che, come detto, battono gli attacchi. Il sistema è semplice ed allo stesso tempo dotato di una profondità di gameplay incredibile visto che non solo sarà possibile parare i colpi ma, nel caso venisse intuito l’attacco o la combo che il nemico sta per effettuare con una presa, potremo rivoltare una situazione da difficile a vantaggiosa per noi. Ovviamente i riflessi sono importanti quanto la conoscenza delle mosse e combinazioni di ogni personaggio, poiché solo cosi sarà possibile avere la meglio in alcuni scontri ad alti livelli. Parare una combo è una cosa buona, ma parare e basta non è nell’indole di Dead or Alive Dimensions, che ci permette di effettuare una presa anche dopo una parata se siamo a conoscenza dell’attacco che seguirà quello bloccato in precedenza. Da segnalare che, a differenza di altri titoli, sarà fondamentale studiare il terreno di scontro. Infatti, essendo un picchiaduro completamente in 3D, avremo la possibilità di spostarci sui vari assi delle arene, che sono sempre disposte su più piani e permettono di scagliare il nemico giù da precipizi, scarpate, scalinate, vetrate e quant’altro, non soltanto come effetto scenografico, ma anche per infliggergli un grande danno in seguito alla caduta. L’interazione con le ambientazioni non si limita solo alle cadute e cambi di zona ma alcuni stage avranno campi elettrici o muri esplosivi contro i quali far rimbalzare il malcapitato. Da segnalare, poi, che alcuni lottatori, come ad esempio Kasumi, possono utilizzare i muri per rimbalzarci contro o effettuare delle proiezioni particolari. Vista la presenza dello schermo touch i programmatori hanno pensato d’inserire anche un sistema per i principianti grazie al quale sarà possibile eseguire combo e proiezioni spettacolari semplicemente premendo l'icona relativa a schermo. Purtroppo, sebbene l’idea non sia male, il fatto che ogni lottatore possieda un elevato numero di mosse (spesso occorre far scorrere la tendina che le elenca per eseguire quelle desiderate) unita alla frenesia dei combattimenti, rende il tutto inutile visto che non è possibile selezionare esattamente la mossa o contromossa che vogliamo eseguire al momento giusto, lasciando il nostro personaggio a farsi malmenare.

Lottatori Professionisti
Uno degli elementi che ha sempre contraddistinto la serie di Dead or Alive era la presenza di numerose modalità di gioco oltre un’ampia offerta per il single palyer che tenesse impegnato il giocatore a lungo. Dead or Alive Dimensions non è da meno e si presenta anche con un ritorno molto importante che non ci saremmo immaginati di ritrovare, la Sfida in Coppia. Il classico combattimento 2 vs 2 che tanto ha distinto la produzione Tecmo è stato riproposto per Nintendo 3DS con l’introduzione di sfide suddivise in missioni. Ognuna di queste ci metterà di fronte a nemici sempre più forti e noi dovremo scegliere un personaggio da utilizzare mentre l’altro sarà usato dalla CPU. Attenzione però: non pensiate che selezionare i vari boss da sbloccare possa aiutarvi, in realtà il computer non è purtroppo dotato di un'I.A. particolarmente scaltra, dettaglio che noterete già dalle fasi iniziali di gioco. Il problema non sussiste se utilizzerete la modalità Wireless per giocare con un amico. Finalmente giungiamo alle novità introdotte per la console portatile Nintendo, ovvero l’uso dello StreetPass e lo SpotPass. La prima modalità servirà a raccogliere i dati di altri giocatori semplicemente andando in giro con la console in modalità riposo. Il tutto servirà per combattere contro i profili che s’incontrano, sperando sempre di incontrare giocatori durante le nostre passeggiate. Lo SpotPass è invece una funzione che permette di ricevere notifiche tramite internet direttamente da Tecmo, relative a nuovi costumi o sfide da affrontare. Sebbene la versione portatile permetta la connessione tramite wireless per giocare con gli amici, la modalità più interessante è quella online, nella quale potremo decidere di sfidare avversari da tutto il mondo. Purtroppo per Dead or Alive Dimensions il net code realizzato al momento del lancio si presenta davvero pessimo, con una serie di problematiche di LAG che non consentono quasi di giocare contro utenti extra europei, mentre con rallentamenti vari e comunque mai fluidamente, contro i giocatori del vecchio continente. Le cose migliorano leggermente tra italiani; sebbene anche qui il codice per giocare in rete mostri difetti e ritardi vari, la partita resta giocabile nella maggior parte dei casi ma, ovviamente, per il sistema delle prese ed il gameplay del titolo, ogni combattimento viene snaturato se paragonato a quelli “offline” o in modalità wireless. Da segnalare anche la classica modalità Sopravvivenza, l’allenamento e la vetrina dove visualizzare le statuette dei personaggi (oltre 1000) che sbloccheremo giocando e che, grazie al giroscopio e zoom, ci permetteranno di vedere da tutte le prospettive i vari guerrieri.

Le misure perfette
I ragazzi di Tecmo non si sono impegnati eccessivamente sul piano dei contenuti, limitandosi a proporre una trasposizione da Xbox 360 di tutti i maggiori scenari e personaggi del gioco. Sebbene Dead or Alive Dimensions sia una raccolta dei passati capitoli, infatti, ci ritroveremo con tutti i lottatori riuniti ma con gli scenari già visti in Dead or Alive 4. La resa dei personaggi è ottima; questi sono infatti dotati di animazioni fluide e numerose, dettagli e particolari dei vari costumi ottimamente rifiniti, soprattutto per quanto riguarda quelli alternativi, a dimostrazione di una cura certosina per i particolari. Ad impressionare più di tutto sono però i fondali, davvero ben riprodotti, ricchi di particolari ed animazioni e con tutti i livelli e cambi di stage visti in sala giochi e sulla console Microsoft, con tanto di vetrate che si infrangono ed esplosioni varie, tutte perfettamente riprodotte senza alcun calo di frame rate. Da segnalare anche la presenza di tutte le sequenze in computer grafica che, oltre ad arricchire la modalità Chronicle, denotano una certa compressione in alcuni frangenti, perdendo la qualità originale, caratteristica che non sappiamo se dovuta alle capacità ridotte della cartuccia di Nintendo 3DS o ad un eccessiva compressione applicata dal Team Ninja. Il 3D della console Nintendo dà quel tocco di classe al picchiaduro Tecmo, apprezzabile maggiormente rispetto a Super Street Fighter 4. Se nel titolo Capcom si aveva l’impressione di guardare dentro una scatola, vista la visuale fissa ed i fondali piatti, mentre in Dead or Alive Dimensions l’effetto tridimensionale è davvero notevole. Da notare come, durante alcune sequenze, sia possibile usare il giroscopio della console per vedere gli stage da diverse angolazioni, anche in 3D. Resta come sempre la sensazione che, sebbene bello da vedere, l’effetto 3D resti comunque una caratteristica completamente inutile ai fini del gioco ed abbondantemente disattivabile alla lunga.
Il sonoro è ottimo, non solo per tutti i campionamenti degli effetti relativi agli stage, ma anche per la possibilità di scegliere, oltre la lingua inglese, il doppiaggio giapponese che dà al titolo uno spessore maggiore.
Recensione Videogioco DEAD OR ALIVE DIMENSIONS scritta da RSPECIAL1 Tecmo ha fatto un buon lavoro portando la serie di Dead or Alive sulla nuova console Nintendo, non solo per la ricca offerta di modalità di gioco che consentono una durata quasi infinita al prodotto ma anche per una realizzazione tecnica ben fatta. Peccato davvero che il 3D si sia rivelato una feature inutile e che il net code sia cosi pessimo da rendere, al momento, frustranti le partite online. Un altro difetto è la mancanza delle singole storie dei personaggi e l’inutilità dei comandi tramite touch. Lascia un po’ l’amaro in bocca il vedere che il livello di difficoltà della CPU sia relativamente basso e che le missioni e sfide diventino, alla lunga, ripetitive. Avremmo preferito in tal senso un vero Arcade Mode e non la modalità Time Attack spacciata per tale. Se amate la serie è un acquisto obbligato, per poter non solo tornare ad usare Kasumi ma anche i boss classici, mentre nel caso cerchiate un picchiaduro profondo e con un gameplay che garantirà ore di divertimento una volta padroneggiato, potreste comunque aver trovato pane per i vostri denti.
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