A cura di
Andrea Porta (
andymonza) del
Il supporto promesso da Gearbox per il suo sparatutto cooperativo di successo Borderlands trova ulteriore conferma nel rilascio di Mad Moxxi’s Underdome Riot. Dopo averci portato faccia a faccia con il dottor Ned e la sua isola infestata di Zombie, gli sviluppatori cambiano decisamente direzione, proponendo una modalità di gioco che esula dall’attraversamento delle desolate lande ormai familiari in cerca di loot e sfida i giocatori a sopravvivere ad ondate di nemici simili a quelle viste nella modalità Orda di Gears of War 2 e Sparatoria di Halo 3 ODST. Il tutto per compiacere la bella Mad Moxxi, una femme fatale ammiccante e doppiosensista come solo la videoludica ne sa sfornare; vera divoramariti, la folle leader delle arene è in cerca di un nuovo pretendente, e non trova modo migliore che far combattere i più meritevoli nei suoi campi di battaglia.
What is it good for?
Hell-Burbia, Ancient Ruins e il Gully sono le tre arene dove i giocatori troveranno pane per i loro denti, sotto forma di venticinque ondate di nemici divise in cinque round. L’offerta si ferma qui: nessun boss da sconfiggere, nessun dungeon da esplorare ma solo un lungo e sfiancante massacro che si protrae senza sosta, con solo qualche secondo per riprendere fiato tra un’ondata e l’altra; anche in questi momenti di pausa ci si trova comunque incalzati dalla necessità di raccogliere in tutta fretta rifornimenti di munizioni e salute che vengono paracadutati sul campo di battaglia, prima che essi spariscano senza lasciare traccia. A variare le dinamiche ci sono diversi fattori: da una parte la composizione delle ondate, che spaziano tra nemici armati e non, oppure gruppi di boss già incontrati nella campagna originale. Dall’altra vi saranno alcune regole che Mad Moxxi aggiungerà all’ondata successiva, ad esempio incrementando i danni provocati da una certa categoria di armi o quelli inflitti da distanza ravvicinata; questi dettagli appariranno a schermo pochi istanti prima dell’inizio della nuova ondata, a fianco delle caratteristiche dei nemici in arrivo, le quali cresceranno di round in round.
Le tre arene si presentano sufficientemente ampie e realizzate assemblando parti di scenario già viste nella campagna originale, creando un buon mix tra setting familiari e dispozione originale degli elementi.
E’ da notare come alcuni fattori enfatizzano la necessità di affrontare questo DLC in compagnia: i giocatori solitari incontreranno infatti una difficoltà al limite del proibitivo, ed in caso di sconfitta rimarranno cofninati in un’alta torre da dove è possibile fornire solo del fuoco di supporto, costringendoli a ricominciare da capo.
Dal punto di vista dell’esperienza e del loot, l’Underdome di Mad Moxxi non offre molto: i kill non forniscono punti utili al progresso, ed i nemici non rilasciano alcunché. Di tanto in tanto Moxxi elargirà qualche dono degno di nota, ma non si tratta di nulla di eccesivamente competitivo con i drop della campagna originale. L’unica altra aggiunta degna di nota è la Banca dove poter depositare oggetti in eccesso recuperabili in qualunque momento: effettivamente comoda per i collezionisti, si tratta comunque di un plus non irrinunciabile.