Recensione di Darksiders

Copertina Videogioco Darksiders
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Vigil Games
  • Distributore:

     THQ
  • Data uscita:

     Disponibile
8.8
Voto lettori:
8.8
- Grande varietà
- Buona longevità
- Level Design
- Scarsa rigiocabilità
- Alcune imperfezioni del sistema di combattimento
- Orginalità assente
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A cura di Luca Forte (drleto) del
Quello che alcuni hanno definito come l’anno degli action games non poteva cominciare meglio. Nemmeno il tempo di riprendersi dalla scorpacciata natalizia ed ecco che THQ ci propone il promettente Darksiders con il quale Vigil Games fa il suo debutto nel mondo dei videogiochi. Riuscirà questo titolo ad imporsi al cospetto di colossi come Bayonetta, Dante’s Inferno e God of War 3?

More than a feeling
Uno dei più grandi errori che si potrebbe commettere valutando un titolo come Darksiders sarebbe quello di etichettarlo come un mero clone dei titoli sopra citati. In realtà l’opera Vigil Games si è presto rivelata molto più varia e sfaccettata di quanto inizialmente preventivato grazie ad un sapiente level design che già dopo poche ore di gioco introduce tutta una serie di elementi capaci di ampliare enormemente il ventaglio di azioni a disposizione del nostro antieroe Guerra, facendo virare il gioco verso un approccio decisamente adventure, ricco di enigmi ambientali e fasi d’esplorazione.
Procediamo con ordine. Il protagonista di Darksiders risponde al nome di Guerra, uno dei quattro Cavalieri dell’Apocalisse evocato sul nostro pianeta per compiere il proprio infausto dovere. Qualcosa tuttavia non quadra nell’apocalittico affresco che si presenterà di fronte a voi: non vi è traccia infatti di Fame, Morte e Malattia, quelli che dovrebbero essere i vostri fedeli compagni negli ultimi istanti del genere umano. Per qualche motivo solo il sigillo che teneva intrappolato Guerra è stato infranto, evento che ha comunque portato la Terra alla distruzione ed esasperato ulteriormente il conflitto tra le forze celesti e quelle demoniache. Come se non bastasse Guerra si ritrova accusato dall'Ardente Consiglio (un organo predisposto a mantenere l'equilibrio tra Paradiso ed Inferno) di aver rotto il Patto che teneva unita la fragile tregua in atto e di aver collaborato con il Distruttore per far prevalere le forze del male. L’unico modo che vi rimarrà per dimostrare la nostra innocenza sarà quello di partire per un lungo viaggio alla ricerca dei veri traditori, privati dei vostri poteri e costretti al giogo della Sentinella, un’entità che vi seguirà per valutare le vostre azioni e riferirle al Consiglio.
Con questo breve ma originale incipit, che sfrutta la cultura cristiana come base sulla quale sviluppare la trama di gioco, verrete direttamente gettati nel bel mezzo dell’azione.

Metroid, Zelda o Rez?
I primi istanti di gioco saranno quelli meno indicativi per giudicare e valutare le qualità di questo Darksiders. Inizialmente infatti il Cavaliere dell’Apocalisse apparirà lento e goffo se confrontato con la flessuosa Bayonetta o il feroce Kratos, oltre che limitato da una scarsa capacità di salto ed un singolo attacco a disposizione. Guerra è stato infatti privato dei suoi poteri e gettato su quello che rimane della Terra sconvolta dalla guerra tra bene e male, pertanto le sue forze si riveleranno ben presto insufficienti per farsi strada tra gli innumerevoli nemici. Il vostro compito sarà quindi quello di trovare Vulgrim, un demone reietto disposto a scambiare le sue conoscenze ed i suoi servigi in cambio di anime umane, la moneta concorrente in questa particolare situazione. Grazie a lui avrete modo di acquisire nuove capacità come combo, armi o oggetti che pian piano espanderanno il bagaglio del protagonista e le azioni a sua disposizione. Questi oggetti, combinati con le capacità che saranno messe a disposizione dai diversi alleati che incontrerete sul vostro cammino, sveleranno presto la minuziosità e la perizia con la quale il gioco è stato disegnato.
Analogamente a quanto visto in titoli quali Metroid, i livelli offriranno percorsi e zone alternative a seconda dei poteri a vostra disposizione, rendendo in questo modo il backtracking una fase interessante, nella quale andare alla ricerca dei potenziamenti o degli artefatti sfuggiti al primo passaggio. In questo modo si noterà anche come quello che inizialmente potrebbe apparire un percorso piuttosto lineare lo è per scelta precisa degli sviluppatori, che hanno deciso di svelare un pezzo per volta la loro opera. Ne consegue che l’avventura mantiene un ritmo quasi forsennato, scandito da questi innumerevoli potenziamenti che vanno ad aggiungere sempre nuove possibilità, opzioni, percorsi. Essi attingeranno a piene mani dall’immaginario videoludico degli ultimi decenni, essendo versioni apocalittiche del rampino di Bionic Commando, del Boomerang di Zelda e persino dello “spara portali” visto in Portal. Quello che si perde in originalità lo si riguadagna grazie alla maestria con la quale tutti questi elementi sono amalgamati e bilanciati tra di loro, risultando sempre utili, oltre che spesso utilizzabili per ampliare il proprio bagaglio mosse durante gli scontri. Questi si rifaranno al modello di Devil May Cry, ovvero incentrati più sulla sapiente alternanza di armi diverse (spadone, falce, boomerang, guanto ferrato, rampino e pistola) che sulla realizzazione di complesse combinazioni di tasti. Inoltre sarà possibile utilizzare una delle quattro abilità speciali di Guerra (Pelledipietra, Immolazione, Tormento e Getto di Lame) attivabili grazie all’ira che sarà possibile accumulare attraverso le cruente e sanguinose esecuzioni finali dei nemici quasi sconfitti. L’estrema varietà di attacchi a disposizione ha reso necessario accorpare le azioni difensive come la schivata e la parata assegnandole ad un unico tasto, il dorsale destro, con la conseguenza che nella frenesia dei combattimenti non sempre si è in grado di sfruttare queste capacità o il contrattacco in maniera efficace. Piuttosto utile il target dei nemici, soprattutto durante gli scontri con i boss, anche se i puristi potrebbero imputargli una certa inutilità negli scontri più affollati o una difficile gestione della telecamera al cambio di obiettivo.
Problema non sempre sorvolabile, anche perché le schiere di avversari costringeranno il giocatore a variare il proprio stile d’attacco a seconda dei nemici che si troverà ad affrontare. Essi si presenteranno in gruppi più o meno eterogenei contraddistinti da una grande varietà sia estetica sia funzionale, grazie ai tanti attacchi a loro disposizione, come la diversità di armi o la possibilità di volare. Spesso vi saranno al loro interno anche dei miniboss, tanto per rendere le cose ancora più complesse, contraddistinti da pattern d’attacco maggiormente riconoscibili, ma decisamente più letali. Alcuni lasceranno dietro di sé delle armi da utilizzare a proprio vantaggio, trasformando brevemente il gioco in un emulo di Gears of War. Dove però la varietà del sistema di combattimento trova l’apogeo è durante le spettacolari boss battle nelle quali dovrete scovare i punti deboli dei massicci avversari per sfruttarli, magari grazie all’ausilio del vostro fornito equipaggiamento. Esse saranno molto impegnative forse più per via della lunghezza che per la loro effettiva difficoltà, anche a causa di una certa ripetitività di fondo dei loro attacchi. Quando però si sarà in estrema difficoltà si potrà ricorrere alla Forma Demoniaca, che porterà Guerra a mostrare il suo vero e terrificante aspetto. Durante questi frangenti il suo potere aumenterà a dismisura portando facilmente morte e distruzione tra i nemici e salvando spesso dalle situazioni più delicate. Data l'estrema potenza di questa modalità non sarà possibile richiamare frequentemente le proprie sembianze, ma occorrerà sempre gestire la trasformazione e nel caso essa venga utilizzata occorrerà aspettare di riempire il glifo corrispondente.
Come se questo quadro non fosse a sufficiente i ragazzi di Vigil Games hanno trovato spazio per inserire fasi a bordo di Rovina, il vostro fiammeggiante cavallo da guerra (in una sorta di Re Nero della famosa serie anime di Hokuto no Ken) ed altre a bordo della Bestia Angelica in una versione meno psichedelica di Rez. Queste fasi spezzeranno in maniera molto intelligente il ritmo, che soprattutto nelle parti finali rischia di subire un rallentamento per via di un impennarsi della difficoltà degli enigmi ambientali proposti, probabilmente più per via della mancanza di indicazioni chiare su come proseguire che per la loro difficoltà intrinseca, dato che appaiono tutti molto ben strutturati e mai cervellotici, grazie ai quali utilizzare anche nelle fasi finali tutti gli oggetti precedentemente raccolti..

Dalle chine ai vostri schermi
La mente dietro la storia e la direzione artistica di Darksiders è quella di Joe Madureira, disegnatore venuto alla ribalta grazie alla sua collaborazione con la Marvel. Questo ha donato al gioco un character design di grande spessore con personaggi enormi e ben definiti. Tuttavia, a nostro modesto avviso, il vero elemento di spicco del gioco è da ritrovarsi nelle scelte cromatiche effettuate, fatte di forti contrasti tra i vibranti colori del protagonista e le decadenti strutture delle ambientazioni. Questo lavoro riesce dunque a far passare in secondo piano il non eccezionale profilo tecnologico generale, fatto di sfondi abbastanza spogli (soprattutto negli interni), textures a volte poco definite e saltuari (ma vistosi) rallentamenti. Anche il comparto delle animazioni avrebbe potuto essere migliore, Guerra si muove sempre in maniera molto fluida, ma a volte si sente la necessità di un maggiore dinamismo e di una risposta più celere del protagonista, che impiega qualche istante di troppo prima di compiere uno scarto o aggrapparsi ad una sporgenza.
Un lavoro più ordinario è stato fatto per le musiche del gioco, piuttosto epiche in alcuni frangenti, ma non particolarmente ispirate o evocative. Stesso discorso per la localizzazione in italiano, ammirevole per la quantità e l’esperienza degli artisti utilizzati (riconoscerete diversi timbri storici come Pietro Ubaldi, voce del Capitano Barbossa), ma che probabilmente non hanno sentito così loro la parte, non accordando nella maniera ottimale la modulazione della voce con le immagini a video.
Dal punto di vista della longevità il gioco non ha nulla da invidiare a nessuno, le oltre quindici ore necessarie per completarlo sono scandite da un ritmo che non accenna mai a scemare, nel caso si vogliano trovare tutti i collezionabili tale tempo è destinato persino ad aumentare. Peccato per l’impossibilità di ricominciare il gioco con l’esperienza ed i poteri già sbloccati, mancanza che limita fortemente la rigiocabilità del titolo, anche per via di una storia piacevole, ma non particolarmente intrigante o coinvolgente.
Recensione Videogioco DARKSIDERS scritta da DRLETO Il debutto di Vigil Games nel mondo dei videogiochi è sicuramente da ricordare e uno dei modi migliori per inaugurare questo rovente 2010. Darksiders è, nonostante l’inesperienza del team, un titolo maturo e sviluppato con competenza. Dopo le prime ore di gioco l’avventura di Guerra comincia a mostrare il proprio valore, grazie ad un level design ottimo, scandito da una vertiginosa crescita del proprio personaggio che acquisirà una varietà di azioni ed oggetti veramente notevole, capace di tenere incollati allo schermo per tutta la durata dell’avventura principale. Una trama con poca verve, qualche piccola sbavatura nel sistema di controllo e la mancanza di un pizzico di originalità in più impediscono a questo titolo di raggiungere l’amalgama perfetto. Rimane comunque un’opera di altissimo livello e consigliata a tutti gli appassionati del genere, soprattutto in vista dei possibili seguiti che il finale aperto lascia intuire.
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