Recensione di Avatar: il gioco

Copertina Videogioco Avatar
  • Piattaforme:

     PC, PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Action-Adventure
  • Sviluppatore:

     Ubisoft Montreal
  • Distributore:

     Ubisoft
  • Lingua:

     Italiano
  • Data uscita:

     1 dicembre 2009
6.3
Voto lettori:
6.6
- Universo intrigante
- Dicotomia Na'vi - RDA
- Filmati
- Giocabilità semplice
- Alcuni bug
- Comparto tecnico non all'avanguardia
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A cura di Luca Forte (drleto) del
Gli strani meccanismi del marketing hanno portato, perlomeno sul suolo italiano, a posticipare l’uscita di uno dei film più importanti dell’anno a gennaio, periodo nel quale, secondo i gestori dei cinema, una pellicola di tale lunghezza non occuperà per troppo tempo le sale, congestionate da cinepanettoni mordi, ma soprattutto fuggi. Stessa sorte non è invece toccata alla versione videoludica di Avatar, pubblicata da Ubisoft, nella quale vivremo una specie di prequel al film e cominceremo a conoscere il meraviglioso mondo di Pandora ed i suoi abitanti: i Na’vi.

Dal film al gioco
James Cameron’s Avatar: The Game racconta delle gesta di Ryder, un colono umano della RDA giunto sul pianeta per aiutare i suoi simili ad entrare in contatto e mediare con i nativi. Tale operazione è resa più graduale grazie all’utilizzo degli Avatar, ovvero delle perfette riproduzioni dei Na’vi all’interno delle quali viene trasferita la coscienza di alcuni soldati umani, scelti appositamente per la compatibilità del proprio DNA con questa avveniristica tecnologia. Nel corpo dei giganteschi esseri blu saremo molto più agili e forti, oltre che avremo la possibilità di entrare maggiormente in contatto con la natura ostile del pianeta, aggressiva nei confronti degli organismi estranei. I primi istanti di gioco li passeremo tra le fila dell’RDA dove verremo a contatto con le massime istituzioni del pianeta, che non ci impiegheranno molto ad affibbiarci alcuni delicati incarichi, anche per via della nostre capacità. Ryder, nonostante nasca come addetto alle comunicazioni, è un buon combattente, esperto nell’uso di molteplici armi e sufficientemente coraggioso per gettarsi nella mischia e risolvere i tanti problemi che un misterioso sabotatore sta portando all’interno della base. Si tratterà di compiti piuttosto semplici, come difendere il perimetro della base a bordo di una torretta, recuperare un soldato sperduto e spaurito o riparare alcune falle nel recinto di contenimento. Già da queste prime missioni capiremo come il mondo di Pandora sia ostile alla presenza umana e capiremo come, tra i vostri stessi compagni, serpeggi un certo malcontento per come il pianeta ed i suoi abitanti vengono sfruttati.
Questa spinosa situazione, che dovrebbe rappresentare anche il canovaccio centrale del segretissimo film, già dopo pochi istanti di gioco ci porterà a doverci schierare: sceglierete i cianotici nativi o gli aggressivi invasori?

Na'vi vs RDA
A seconda di questa scelta preliminare vi si apriranno davanti due stili di gioco piuttosto differenti. Se nei panni di un soldato RDA il gioco assume la fisionomia di uno shooter in terza persona, nel quale il nostro soldato dovrà farsi strada col piombo, nei panni di un nativo di Pandora il gameplay è più quello di un gioco action, nel quale occorrerà alternare l’utilizzo di armi a distanza, come l’arco, ad armi a corto raggio, come una coppia di lame o un potentissimo bastone. Il gioco si divide dunque in due tronconi paralleli attraverso i quali vivremo l’epopea di Pandora da questi due punti di vista contrastanti, tracciando un buon affresco di quell’universo che potremo vedere espanso all’ennesima potenza nelle sale cinematografiche. La fonte d’ispirazione del videogioco, coi suoi vibranti colori, con la sua dicotomia tra queste due culture e modi di vivere è probabilmente l’aspetto meglio riuscito di questa produzione. Dal punto di vista ludico infatti il gameplay risulta piuttosto “leggero”, con meccaniche di gioco abbastanza semplificate, complice anche un game design non particolarmente ispirato che non riesce a mettere in risalto le tante opzioni a disposizione. Questa scelta è stata compiuta probabilmente per non scoraggiare coloro che si avvicineranno al gioco attratti dalla licenza piuttosto che convinti dal reale potenziale del gioco. Continua infiniti (tranne nel caso di cadute da postazioni elevate), un generoso mirino e missioni piuttosto lineari compongono il gioco, che cercherà di variare il ritmo con sessioni platform ed altre a bordo di strani mezzi di locomozione.
Come dicevamo il design dei livelli e delle missioni difficilmente renderà necessario utilizzare le diverse abilità speciali che guadagneremo con l’aumentare dell’esperienza, come l’abilità di diventare invisibile o una mossa ad area utile per allontanare nemici troppo aggressivi. Di fondamentale importanza invece l’abilità per curarsi, per via di un’impossibilità di ripararsi o parare i colpi avversari e quindi da utilizzare con generosità.
Si procederà quindi inevitabilmente andando avanti imperterriti, distruggendo nemici, curandosi, distruggendo altri nemici, raggiungendo l’obiettivo ed infine ammirando le buone cutscene che introdurranno il momento successivo della trama.
Finita la missione, o raggiunto uno degli hotspot dislocati sulla mappa, avremo modo di entrare nella modalità conquista, ovvero un discreto diversivo all’azione della storia principale. In queste fasi il nostro compito sarà quello di conquistare nuove aree del pianeta e portarle sotto il controllo della nostra fazione, agendo sulle difese di ognuno di questi territori, costruendo nuove truppe e arginando l’espansione avversaria. Saranno a disposizione tre tipologie di truppe diverse da schierare sul campo, ognuna con caratteristiche, costi e rapporti di forza differenti. I crediti utilizzati in questa fase saranno acquisibili attraverso le fasi action del gioco, portando a termine le diverse missioni a nostra disposizione.

Multigiocatore
Sorprendentemente James Cameron’s Avatar: The Game avrà, di fianco alla modalità storia, anche una componente multiplayer online, grazie alla quale poter sfidare gli altri fan del film. Deathmatch, Conquista, Cattura la bandiera e Re della collina saranno le classiche stipulazioni a disposizione del giocatore che potrà scegliere liberamente se essere un Na’vi o un RDA, variando in questo modo il suo approccio alla partita. Anche qui infatti gli umani saranno molto più adatti al combattimento a lungo raggio, mentre i Pandoriani prediligeranno veloci approcci per sfruttare la loro superiorità fisica. Nella modalità Battaglia Finale dovremo invece cercare di conquistare le postazioni nemiche prima che le nostre cadano sotto i colpi avversari. Non sempre le mappe a disposizione riescono a rendere bilanciata la scelta tra le due etnie del gioco, ma il risultato appare discreto sotto molti punti di vista, anche se con il nuovo Call of Duty nei negozi, difficilmente altri giochi online potranno ritagliarsi uno spazio di rilievo.

Pandora
Dal punto di vista tecnico James Cameron’s Avatar: The Game alterna alti e bassi. Se la realizzazione del lussureggiante pianeta e la resa dei filmati possono essere annoverati tra i punti di forza della produzione, alcuni cali nel framerate, il popup e alcune collisioni poco precise minano questo comparto. Non abbiamo avuto modo di testare le funzionalità 3D promesse e permesse da Avatar, allo stato attuale poche persone possono vantare tale tecnologia, ma vi aggiorneremo sicuramente se in tempi brevi dovessimo avere questa possibilità
Dal punto di vista sonoro il lavoro svolto è discreto, con una buona localizzazione in italiano accompagnata da quella che dovrebbe essere la colonna sonora ufficiale del film, composta di musiche molto epiche ed evocative.
La longevità si attesta su buoni livelli, per via della biforcazione nella modalità storia e dal comparto multi giocatore, che potrebbe riservare qualche sorpresa se supportato con decisione dalla comunità e dagli sviluppatori.
Recensione Videogioco AVATAR: IL GIOCO scritta da DRLETO James Cameron’s Avatar: The Game è un titolo legato a doppia mandata al colossal cinematografico, dal quale prende diversi spunti e funge da anticamera al complesso mondo di Pandora e alle sue interazioni. Per questo motivo visto in un contesto slegato a quello della pellicola il gioco non riesce a brillare di luce propria, limitato da qualità tecniche e ludiche non molto elevate, ma riuscirà probabilmente a divertire e coinvolgere i fan del film, alla ricerca di nuove avventure in questo universo.
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