Recensione di Saw
PC, PS3, Xbox 360

Copertina Videogioco Saw
  • Genere:

     Action-Adventure
  • Sviluppatore:

     Zombie
  • Distributore:

     Konami
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     20 novembre 2009
5.5
Voto lettori:
5.5
- Buona atmosfera, fedele ai film
- Enigmi divertenti
- C'è la voce originale di Jigsaw
- Sistema di controllo mal realizzato
- Tecnicamente approssimativo
- Ripetitivo
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A cura di Valerio De Vittorio (Folken) del
Dopo essere già stato rilasciato in America, arriva finalmente in Europa il primo tie-in della prolifica quanto longeva saga horror Saw. Prodotto da Konami e sviluppato dagli Zombie Studios sfruttando il potente motore Unreal, il titolo tenta di replicare su PC e console casalinghe la tetra atmosfera e la cattiveria di una saga apprezzata da milioni di spettatori. Noi non ci siamo fatti spaventare dall’inquietante voce di Jigsaw e ci siamo sottoposti a tutti i suoi crudeli enigmi per voi.

Jigsaw ha ancora voglia di giocare
L’ambientazione e la trama di questo videogioco sono sicuramente i due punti più interessanti della produzione, risultando un interessante riproposizioni di tutti i cliché noti agli appassionati della serie cinematografica. Il vostro alter ego sarà il detective Tapp, rapito dal perfido Jigsaw ed intrappolato in un manicomio abbandonato, dove dovrà affrontare il proprio passato ed i propri sensi di colpa. Vi ritroverete così a farvi strada in un labirinto di stanze e corridoi cercando di risolvere svariati enigmi e liberare alcune persone legate in qualche modo al protagonista, sottoposto a giochetti sempre più crudeli. Il meccanismo funziona piuttosto bene, con un atmosfera abbastanza riuscita e, nonostante un plot non troppo congruente, siamo sicuri riuscirà a solleticare il palato degli amanti di questa sadica serie, sorprendendo con un doppio finale.
Il gameplay è piuttosto elementare, classificabile come una pallida imitazione di un survival horror alla Silent Hill. A distaccarlo in parte dal filone vi è la scelta, a nostro parere azzeccata, di puntare su di un grosso numero di enigmi logici. Questi possono inoltre contare su di una buona varietà e in alcuni casi metteranno a dura prova i vostri nervi in quanto spesso accompagnati da un implacabile conto alla rovescia. La situazione più tipica che vi troverete ad affrontare sarà una stanza chiusa la cui uscita è bloccata da un codice di tre cifre, da scoprire risolvendo semplici enigmi ambientali. Spesso nel mentre dovrete anche venire a capo di divertenti giochi logici per ripristinare la corrente che come da copione, è saltata al vostro ingresso nella stanza. Per il resto la giocabilità del titolo si compone di lunghe fasi esplorative durante le quali farete spesso largo uso del vostro accendino o di altre fonti di luce alla ricerca della strada giusta da percorre. Nonostante una certa linearità di fondo, la via sarà spesso sbarrata, costringendovi così a ritornare sui vostri passi, al fine di trovare la chiave per aprire la porta che immancabilmente vi sbarrerà la strada. Niente di particolarmente complicato e nel caso vi perdeste vi correrà in soccorso una mappa, invero non molto pratica.
Abbiamo apprezzato i vari rompicapo, alcuni dei quali direttamente ispirati alla pellicola, come le frasi scritte al contrario da leggere allo specchio, o altri più simili a dei minigiochi come quelli che vi richiederanno di infilare una mano in un water pieno di siringhe nel disperato tentativo di afferrare una chiave. In definitiva è questo l’aspetto più riuscito della produzione.

Quando il meccanismo si inceppa
La formula, però, si ripeterà troppo simile a sé stessa per tutta la durata dell’avventura, causando una certa noia nel giocatore medio, complice anche un livello di difficoltà in grado di impensierire più per lo scarso grado di risposta dei comandi che non per un sfida realmente impegnativa. Se infatti il proseguo dell’avventura potrebbe risultare almeno in parte divertente sulla carta, la messa in pratica del tutto è capace di generare solo di frustrazione a causa di una realizzazione a dir poco approssimativa. Il vostro alter ego risulterà infatti molto impacciato nel rispondere ai vostri comandi, anche quando gli chiederete semplicemente di correre lungo i corridoi del manicomio. I limiti maggiori vengono però alla luce quando dovrete far valere le vostre ragioni a suon di pugni contro gli altri prigionieri di Jigsaw, convinti dal malvagio serial killer che l’unica chiave per uscire dalla sua prigione sia nascosta nelle vostre interiora. Questo li porterà a desiderare la vostra morte a tutti i costi, obiettivo che riusciranno a soddisfare facilmente a causa di un sistema di combattimento che semplicemente non funziona. Premere il tasto d’attacco non corrisponderà necessariamente ad un colpo inferto dal Detective, in quanto tra il vostro input e l’effettiva azione passeranno alcune ere geologiche. Fortunatamente i programmatori hanno pensato di inserire delle trappole che potrete sfruttare a vostro vantaggio, evitando così lo scontro diretto. Anche in questi casi, però, l’approssimativo sistema di controllo sarà il vostro principale nemico, capace di causare la vostra prematura morte ancora una volta per colpa di una lentezza della risposta esasperante.

Unreal a pezzi
Graficamente il titolo Konami si presenta discretamente. La fedeltà agli stilemi dettati dalla saga cinematografica è sicuramente un punto a favore, risultando in ambientazioni sufficientemente tetre nonostante una certa ripetitività di fondo. Buono anche il livello di dettaglio di stanze e corridoi.
Purtroppo non ci hanno convinto del tutto i modelli dei personaggi, soprattutto per quanto riguarda le loro animazioni, davvero approssimative. Inoltre gli avversari che incontrerete lungo il vostro cammino devono essere il frutto di qualche bizzarro esperimento di clonazione, in quanto non siamo riusciti a contare più di cinque o sei facce diverse. L’uso dell’Unreal Engine ha permesso agli sviluppatori l’implementazione di effetti discreti, ma ad un occhio un po’ attento, apparirà evidente il riciclo di shader già visti in molti altri prodotti basati sullo stesso motore di gioco. Il risultato è un aspetto generale che nell’insieme appare approssimativo.
Il comparto audio è di tutt’altro livello fortunatamente, caratterizzato da buone musiche prese di peso dalla colonna sonora originale, ma soprattutto da un doppiaggio in inglese davvero notevole e che può contare sulla voce originale di Tobin Bell, l’attore interprete di Jigsaw che ha prestato la propria voce anche per il gioco.
Recensione Videogioco SAW scritta da FOLKEN I videogiocatori più attempati, sono ormai abituati a veder comparire sugli scaffali accanto a mostri sacri del mondo videoludico come Metal Gear, GTA o Halo, raffazzonati tie-in, costruiti a partire dal presupposto che basti la licenza di un film famoso per vendere. Purtroppo sappiamo tutti che i giochi belli tratti da pellicole usciti fino a oggi si possono contare sulle dita di una mano monca e questo Saw non appartiene a queste eccezioni.
Il gioco Konami non è necessariamente brutto nei contenuti. Sebbene sia incapace di fornire un minimo spunto d’interesse per un qualunque giocatore, ciò che offre potrebbe risultare interessante per gli amanti della saga. Peccato che il prodotto si presenti sugli scaffali come frutto di un lavoro approssimativo e odierete così tanto il vostro alter ego per la sua incapacità di compiere anche la più semplice operazione, che vederlo morire non sarà mai un grosso dispiacere. Le idee non mancavano, vedi gli enigmi, ma così com’è Saw non ha niente che gli permetta di suscitare l’attenzione di un qualunque appassionato di videogiochi, rendendolo un titolo adatto solo ai fan più sfegatati che non vogliono perdersi questo agglomerato di cliché horror e situazioni scontate. Speriamo solo non ci aspetti una sfilza di seguiti come accaduto per il film.
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