Recensione di Left 4 Dead 2

Copertina Videogioco L4D2
  • Piattaforme:

     PC, Xbox 360
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Valve
  • Distributore:

     Valve
  • Giocatori:

     1-8
  • Data uscita:

     Disponibile dal 20 Novembre 2009
- Intensa esperienza cooperativa
- Nuovi Speciali, nuove campagne e modalità
- La Realtà è una gran bella esperienza
- Alcuni cali di framerate
- Tipologia di gioco non adatta a tutti
- Scarsa componente offline
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A cura di (drleto) del
Quando una delle software house più amate della scena indipendente viene contestata dai suoi stessi fan la notizia non può che far scalpore nell’ambiente, soprattutto se coinvolge quella Valve che dai tempi di Half Life sembra non aver più sbagliato un colpo. Tutti i suoi prodotti sono capaci di distinguersi dalla massa per la cura certosina del game design, la freschezza del gameplay e il continuo studio di un linguaggio narrativo che spinga il medium videoludico ad una veloce maturazione. Persino quello che poteva sembrare un titolo ignorante come la “caccia agli zombie”, nelle mani dei ragazzi di Gabe Newell si è tramutato in un piccolo gioiello di programmazione, dove tutti gli aspetti del gioco sono stati bilanciati alla perfezione creando un’esperienza profonda, avvincente ed appagante. A distanza di un anno esatto dall’uscita del primo episodio, Valve pubblica il seguito di Left4Dead. Andiamo assieme a scoprire se, a differenza di quanto supposto dagli irriducibili fan, le novità inserite valgano davvero l’aggiunta del suffisso 2.

Road to New Orleans
Il gameplay di Left4Dead è stato costruito intorno alle capacità dei 4 Infected Speciali, bilanciando i loro poteri in modo tale da renderli praticamente inutili da soli, ma assolutamente letali se combinati con le abilità degli altri. Isolare un Sopravvissuto, bloccarlo, scagliargli addosso un’orda di zombie sono capacità studiate apposta per spronare i Survivors alla collaborazione, dato che solo grazie al sostegno continuo dei propri compagni essi potranno uscire da molte intricate situazioni. In questo modo i programmatori sono andati a creare il cuore cooperativo del gameplay, agendo non tanto sulle limitazioni da imporre ai giocatori, ma “educando” il loro comportamento. La perfezione di questo meccanismo è garantita anche da una certa semplicità della struttura di gioco, che vedeva in questo sistema di mosse e contromosse una frenetica partita di scacchi con gli zombie. Con Left4Dead 2 il lavoro dei programmatori è stato dunque quello di provare ad arricchire questo schema senza andare a turbare i fragili equilibri di gioco. Il segreto del medesimo feeling col capitolo precedente è dato ancora una volta dai Survivors, veri e propri gusci vuoti da impersonare e valorizzare grazie alle proprie capacità. Non importa infatti che siate il mastodontico Coach o la flessuosa Rochelle (o Zoey), le capacità, l’armamentario e l’altruismo del vostro personaggio sarà conforme al vostro stile di gioco. I Survivors infatti hanno tutti le stesse capacità, la stessa forza e la stessa consapevolezza che da soli non andranno molto lontani. Dal canto loro anche gli Smoker, i Boomer, gli Hunter e i Tank hanno mantenuto le stesse caratteristiche ed abilità passate, ma a questi letali esseri si sono aggiunte tre simpatiche varianti capaci di rendere ancora più movimentato il vostro viaggio verso la salvezza. Il Charger è un colosso capace di placcarvi e sbattervi contro un muro ed immobilizzarvi; poco resistente, ma estremamente veloce, questo Infected nel giro di pochi attimi potrebbe comparire di fronte al gruppo e catapultare un povero malcapitato lontano dal raggio visivo della squadra, infierendo sul suo corpo. Lo Spitter è invece una donna deforme capace di generare un devastante acido verde che sfrutta per danneggiare gravemente i Survivors, sputandoglielo addosso. Infine il Jockey si diverte a cavalcare le teste dei sopravvissuti, ovviamente allo scopo di farli cadere dentro baratri o trappole di ogni tipo. Le capacità di questi nuovi Infected speciali vanno ad incastrarsi perfettamente con quelle già presenti, andando a creare nuove strategie di offesa: per esempio condurre con un Jockey un sopravvissuto all’interno di una pozza d’acido o sfruttare la lingua dello Smoker per bloccare la vittima di un placcaggio da parte di un Charger. Oltre ad inserirsi bene nel contesto di gioco, tale nuovi Infected daranno maggior varietà alle campagne in Versus, dato che raddoppieranno la rotazione dei personaggi possibili, rendendo quindi queste fasi e l’approccio alla partita molto più diversificato.
Come se le nuove aggiunte non fossero abbastanza, ognuna delle 5 campagne proposte avrà degli Infected particolari, da individuare e debellare prima che possano creare troppi danni. Tra di essi spiccano i malvagi clown che si avventeranno sui malcapitati inseguiti da una selva di zombie, o gli ex poliziotti armati di giubbotti antisommossa, davvero duri da buttar giù in maniera convenzionale o quelli con la tuta di contenimento, immuni all’irresistibile fascino del ticchettio delle Pipe bomb o gli uomini di fango delle paludi capaci di oscurare la vostra visuale per qualche prezioso istante.

Human side of the Moon
Per poter resistere all’orda che il Director vi vomiterà letteralmente addosso i ragazzi di Valve hanno pensato di rimpinguare il nostro arsenale con una serie di gingilli di tutto rispetto. La prima introduzione è sicuramente quella delle armi corpo a corpo, letali a corto raggio, ma assolutamente inservibili sulla distanza o davvero complesse se utilizzate per respingere gli infected speciali. Esse saranno in grado di colpire e mandare al tappeto più zombie alla volta e si differenzieranno tra di loro più per il modo con il quale smembrano i corpi piuttosto che sulla loro reale efficacia. Forse le padelle sono meno potenti o le katane più veloci, ma tali differenza all’interno della frenesia di gioco sembrano più delle suggestioni, che dei reali elementi del bilanciamento di gioco. Come da tradizione Valve esse non possono che essere del tutto folli: accette,katane e machete sono solo le armi più convenzionali che si vanno ad affiancare a padelle, chitarre elettriche, mazze da cricket e persino motoseghe. Ma l’arma che farà più contenti i fan Valve sarà sicuramente il piede di porco, esatta riproduzione del gingillo che ha fatto grande Gordon Freeman, il protagonista di Half Life. Ma questa è solo una delle tante chicche e citazioni che gli sviluppatori hanno inserito nel codice di gioco. Il luna park è sicuramente la campagna più ricca di sorprese e oltre ad avere molte attrazioni realmente utilizzabili, come la prova di forza o il tiro a segno, nasconde anche un juke box che con il giusto colpo suonerà “Still Alive”, l’ending song di Portal e dal titolo incredibilmente in tema col gioco. Nonostante le armi corpo a corpo siano un’aggiunta in grado di ribaltare alcuni equilibri del gameplay, come la difesa dall’orda, la rivisitazione delle armi da fuoco ha reso queste ultime ancora più versatili e utili che in passato. Saranno presenti diversi modelli di bocca da fuoco ognuno con una potenza ed un rateo specifico. Inoltre sarà possibile abbinarle con proiettili incendiari o esplosivi, in grado di spazzar via un ampio numero di Infected con pochi colpi. Quelli che amano andare per il sottile apprezzeranno la comparsa del lanciagranate, devastante sia coi nemici sia per la salute dei propri compagni. Da tenere fuori della portata dei bambini. Da ultimo citiamo la bile di Boomer, una simpatica bomba in grado di far rivoltare gli zombie contro i loro stessi simili. Anche il sistema di pronto soccorso ha subìto una netta revisione, a partire dalla comparsa del defibrillatore, capace di riportare in vita i compagni devitalizzati, per arrivare alle siringhe di adrenalina, capaci di accelerare tutte le reazioni del nostro alter ego.
Questo nuovo equipaggiamento partecipa a rendere l’azione ancora più spettacolare ed intensa rispetto al passato, con una serie di eventi scriptati in grado di far salire la tensione ai massimi livelli. Questi momenti coincidono solitamente con l’arrivo dell’orda: a differenza che in passato in Left4Dead 2 questo momento non si risolverà irrimediabilmente in una difesa ad oltranza fino all’arrivo del mezzo di soccorso, ma darà il via a folli corse a perdifiato verso il punto d’estrazione. Scene come la fuga sul ponte in The Parish o la corsa a perdifiato sulle montagne russe nel luna park rimarranno a lungo nella memoria dei giocatori, per via dell’alto quoziente di tensione che l’urgenza della fuga ha generato. Non che gli assedi finali abbiano perso il loro smalto, basterà infatti sopravvivere a quello durante il concerto, nel quale orde di zombie verranno combattute tra fuochi d’artificio, esplosioni e musica metal, per capire come vi sia una regia molto più cinematografica a gestire il gioco. Come e più che nel primo capitolo in Left4Dead 2 il comparto sonoro assumerà un ruolo da protagonista, sottolineando nella maniera migliore ogni istante, come l’arrivo di un’orda, anticipando la comparsa di un Infected Speciale o narrando la schematica storia attraverso gli estemporanei dialoghi tra i protagonisti. Per quanto accennata la trama risulta molto più organica rispetto al passato, e narra del rocambolesco viaggio di Coach, Rochelle, Ellis e Nick, partiti dalla città di Savannah in cerca della salvezza, individuata nella città di New Orleans, laddove li aspetta un contingente militare. Alla fine di ogni capitolo verremo estratti dallo stesso mezzo che ci scaricherà nel capitolo successivo, creando in questo modo una certa continuità narrativa e geografica alle vicende proposte. Partiremo da un centro commerciale, per poi attraversare un luna park, una palude per approdare infine alla città della Louisiana. Vi saranno a disposizione 5 campagne suddivise in 4-5 capitoli l’una. Ognuna di esse sarà completabile in circa un’ora di gioco, ovviamente flessibile in base al proprio livello di bravura e a quello di difficoltà. Tornerà a fare la sua comparsa la modalità Versus, questa volta estesa a tutti gli scenari presenti, nella quale due squadre si alterneranno nei panni dei Survivors per cercare di superare il percorso prescelto nonostante l’opposizione degli avversari, che interpreteranno gli Infected. Ritornerà anche la modalità Survivor, nella quale occorrerà resistere il più possibile ad una incessante orda di Infected. Per questa modalità e quella chiamata Cercatore sarà possibile usare due porzioni di mappa per ogni capitolo, studiate appositamente per il particolare gameplay proposto. Infatti Cercatore è una modalità competitiva ad obiettivi nella quale i sopravvissuti dovranno cercare di recuperare delle taniche di benzina all’interno dei livelli, per poi riempire un generatore centrale. Allo stesso modo gli Infected dovranno cercare di impedire le operazioni con tutti i mezzi possibili. Vincerà la squadra che durante il proprio turno di cercatore è riuscita a raccogliere il maggior numero di taniche. Questa risulta un divertente variante al gameplay di base della serie, fornendo un secondo approccio competitivo al gioco, che si differenzi dai banali deathmatch già visti in tutte le produzioni odierne. Coloro che cercano la vera essenza di Left4Dead saranno contenti di sapere che essa viene esaltata dalla modalità Realtà. La semplice idea che sta alla base di questa stipulazione è quella di disattivare completamente tutti gli aiuti visivi che vengono dati al giocatori, quali la posizione dei vostri compagni, degli oggetti di gioco o degli attacchi nemici, delegando il tutto al coordinamento vocale e visivo della squadra. Dopo pochi minuti di gioco vi troverete subito spaesati per la mancanza di questo ogni tipo di riferimento, dato che basterà distrarsi un attimo per perdere il contatto coi propri compagni all’interno della palude o tra i vicoli di una cittadina. Vi lasciamo dunque immaginare il panico che un’orda o un attacco fulmineo di una Special può causare nel gruppo, impegnato a distinguere i propri compagni tra una massa di corpi apparentemente tutti uguali o ad inseguire un Jockey tra fitti arbusti. Questa è sicuramente una modalità adatta ai veterani della serie, anche grazie alla maggior resistenza degli Infected e all’abilità nel coordinarsi con i propri teamate.

Il direttore è un bastardo
Croce e delizia della serie Left4Dead è sicuramente il Director la routine di intelligenza artificiale capace di gestire e modificare l’andamento di ciascuna partita, rendendo ogni campagna diversa da quella precedente. Se in Left4Dead si notavano cambiamenti sulla disposizione degli avversari, degli oggetti di gioco e talvolta anche sull’organizzazione di alcuni livelli, in questo seguito l’intelligenza artificiale torna ulteriormente potenziata, andando a considerare molti più parametri rispetto al passato, come numero di colpi alla testa effettuati, uccisioni, medikit a disposizione o quant’altro. Come se non bastasse in alcuni frangenti sarà anche in grado di modificare gli agenti atmosferici andando ad incupire o rendere più sereno il clima, o far scatenare acquazzoni in modo da facilitare o rendere più angosciante il livello. In generale il gioco sembra meno permissivo e capace di generare e gestire un numero superiore di Infected con i quali mettere in difficoltà i partecipanti.
A questo proposito va detto come il Source, il motore di gioco della serie, nato con Half Life 2, continua a svolgere degnamente il proprio lavoro. Nonostante il livello dettaglio di alcune produzioni odierne sia molto lontano, il motore proprietario Valve ha come punti di forza l’elevatissimo numero di soggetti in movimento e l’ampiezza dei livelli di gioco. Un ulteriore anno di sviluppo ha permesso di inserire nel gioco un numero spropositato di migliorie, forse non evidenti, ma tutte funzionali a rendere l’esperienza ancora più gratificante. Innanzitutto è stata aumentata la risoluzione di base, limitando il numero di scalette e rendendo ovviamente più definita la rappresentazione a schermo. Inoltre l’aver scelto di abbandonare le atmosfere crepuscolari ha messo in risalto i contorni arrotondati, ha allargato l’orizzonte visivo e ampliato la palette cromatica sfruttata. Inoltre occorre considerare che vi è una maggiore varietà degli zombie, ognuno con un set maggiore di animazioni necessarie anche per mostrare gli smembramenti delle armi corpo a corpo. Infine sono stati ulteriormente migliorati i vari effetti particellari come le esplosioni, il fumo e le fiamme, oltre che la resa dell’acqua, ora in grado, come tanti altri particolari disseminati per i livelli, di aiutare nell’orientamento i giocatori verso le Safe house.
Questi miglioramenti sono bilanciati da alcuni tentennamenti del framerate che nelle situazioni più concitate tende a perdere qualche colpo. Per il resto il gioco è confezionato con la solita cura, con un netcode di buona fattura che, grazie all’ausilio di server dedicati, permette all’ottimo e flessibile matchmaking di trovare un elevato numero di partite e garantire una buona stabilità. Se proprio dobbiamo fare un appunto lo facciamo all’intelligenza dei nostri partner virtuali, veri e propri cecchini contro gli Infected Speciali, segugi nella modalità Realtà, ma davvero troppo aggressivi con le Witch, siano esse ferme o in movimento, risultando infatti incapaci di aggirarle silenziosamente con l’altissimo pericolo di lasciarci le proverbiali penne nel tentativo di debellarle.
Una piccola curiosità è legata alla presenza di oggetti per gli Avatar sbloccabili nel gioco, cinque e tutti ispirati ad oggetti presenti in Left4Dead 2. Essi sono divertenti ninnoli con i quali personalizzare i propri alter ego Xbox Live e cercare di eseguire operazioni particolari in game.
Recensione Videogioco LEFT 4 DEAD 2 scritta da DRLETO Nonostante le polemiche nate al momento del suo annuncio Left4Dead 2 si presenta come un titolo ricco di novità e confezionato con la solita cura certosina. Cinque nuove campagne, due modalità di gioco inedite e tante novità nel gameplay dovrebbero garantire tante nuove ore di divertimento in compagnia di altri 3 fidati amici. Il cuore del titolo rimane comunque invariato, ovvero quello di un titolo imperdibile se giocato in multiplayer, ma davvero poco interessante se giocato da soli e che difficilmente riuscirà a far cambiare idea a tutti coloro che non hanno amato il primo episodio. Tutti gli altri sono invece avvisati, il pericolo di rimanere folgorati dalla nuova infezione è davvero elevatissimo.
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