Recensione di Assassin's Creed II

Copertina Videogioco Assassin's Creed II
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Action-Adventure
  • Sviluppatore:

     Ubisoft Montreal
  • Distributore:

     Ubisoft
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     20 novembre 2009 PS3, X360 - 5 marzo 2010 PC
9.1
Voto lettori:
9.3
- Storia appassionante
- Ricostruzione del Rinascimento Italiano ispirata
- Gameplay vario
- Ottimo comparto audio
- Assenza di livelli di difficoltà
- Qualche difetto grafico
- Sistema economico poco bilanciato
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A cura di Andrea Porta (andymonza) del
Il progresso tecnologico è sempre un’arma a doppio taglio e, nell’ultimo ventennio, l’industria dell’intrattenimento ha imparato a duro prezzo questa lezione. Ad essa non si è sottratto neanche il mondo videoludico che, pur basando sul progresso buona parte della sua esistenza, ha scoperto di non poter vivere di sola tecnica e di necessitare sempre di più di nuove idee, sceneggiature imponenti ed originalità.
In questo discorso si inserisce perfettamente il primo Assassin’s Creed, con cui gli sviluppatori Ubisoft rivoluzionarono visivamente il genere free roaming e l’ambito delle ricostruzioni storiche, pagando tuttavia un prezzo non indifferente: seppur ricchissimo dal punto di vista artistico e visivo il titolo non seppe proporre un gameplay consono al calibro della produzione, perdendosi in un mare di ripetitività e buone idee sprecate.
A due anni di distanza lo stesso team tenta di riparare agli errori del passato, proponendo un’esperienza che, pur lasciando invariate le caratteristiche di base del gameplay, mantiene tutte le promesse fatte e si fregia di meccaniche di gioco profonde e variegate. Il segreto? Una storia appassionante, personaggi credibili e tantissima varietà.

La nascita di un Assassino
L’avventura ricomincia a distanza di pochi secondi dall’enigmatica e brusca interruzione che avevamo vissuto due anni fa: attraverso gli occhi di Desmond ci troviamo nuovamente a fissare l’intricato mosaico di simboli e citazioni bibliche apparso sul muro della sua stanza/prigione all’interno dell’Abstergo, la società di copertura dei Templari che lo costringe a collegarsi quotidianamente all’Animus, il fantascientifico macchinario che gli permette di rivivere i ricordi dei suoi antenati Assassini in modo da recuperare importanti informazioni sui Frutti dell’Eden. Neanche il tempo di guardarci attorno che Lucy, la ben nota assistente del perfido Dott. Vidic, compare sulla porta e ci conduce in una disperata fuga dalla labirintica struttura. Senza svelare altre preziose informazioni, possiamo confermare che sin dai primi minuti di gioco Assassin’s Creed II fa respirare al giocatore un’atmosfera ben diversa da quella del suo predecessore: i dialoghi sono più convincenti e ricchi di contenuto, l’azione scorre fluida e senza pause.
Se il prologo dedicato a Desmond brilla per efficacia narrativa, ancor più ispirato è quello concesso ad Ezio Auditore, il nuovo antenato di cui compieremo le imprese lungo un vasto arco narrativo che andrà a ripercorrere le sue gesta dalla gioventù alla maturità. Tra le vie di una Firenze in pieno fiorire rinascimentale, per la precisione nell’Anno Domini 1476, abbiamo modo di familiarizzare con il nuovo protagonista con una profondità molto lontana dal brusco “risveglio” nei panni di Altair che il predecessore offriva.
Prima di vestire i panni dell’assassino, abbiamo dunque modo di conoscere i membri della famiglia Auditore, conversare con loro ed incontrare per la prima volta Leonardo Da Vinci, con cui Ezio stringerà un’amicizia destinata a durare molti anni.
Per quanto nei panni del giovane fiorentino la vita appaia spensierata, tra una corsa sui tetti con il fratello, qualche scazzottata ed una notte d’amore, le trame della famiglia rivale dei Pazzi gettano un’inquietante ombra sul futuro: la congiura volta a rovesciare il regno dei Medici si rivela ben più complessa e radicata di quanto il padre del protagonista, Giovanni Auditore, non avesse sperato ed in seguito agli eventi di una tragica notte, Ezio si ritrova ad essere l’ultimo erede maschio della famiglia. L’unico lascito che il padre riesce a passargli nel frettoloso addio poche ore prima che la tragedia si consumi, è un elegante abito bianco, una spada e un frammento del Codice degli Assassini, setta della quale Giovanni faceva segretamente parte.
Mosso da un feroce desiderio di vendetta Ezio si mette sulle tracce dei congiurati, determinato a spezzare una ad una le loro vite nel tentativo di ottenere soddisfazione per gli orrori subiti. La lunga sequenza introduttiva assolve a diversi scopi: il primo è puramente narrativo, ovvero permettere al giocatore di conoscere i perché della scelta di Ezio di diventare un Assassino e di conseguenza generare una forte empatia nei confronti del personaggio. Altra funzione importante è quella di tutorial per il sistema economico, importante nuova introduzione nel gameplay: completando le missioni, rinvenendo tesori, scovando bauli sparsi per la mappa e perquisendo i cadaveri delle vittime si guadagneranno somme in Fiorini spendibili presso diverse categorie di negozianti presenti nelle città, come i medici, i quali sono in grado di fornire sia cure immediate, sia unguenti da portare con sé ed utilizzare a piacimento. Per quanto solo suggerita nell’incipit, questa svolta si inserirà saldamente tra le meccaniche di gioco, offrendo molte nuove chance a livello di gameplay.

Storia di una vendetta
A ridosso dell’introduzione l’azione prende immediatamente il via. A differenza della struttura a compartimenti stagni sperimentata nel predecessore, che prevedeva una sterile sequenza di assassinii, ci troveremo infatti ad affrontare una lunga catena di missioni che si susseguiranno in un arco narrativo ben sviluppato tramite lunghe cut scene di natura perlopiù dialogica, che provvederanno a scavare a fondo nella vicenda di Ezio, incastonando le sue avventure in un contesto fanta-storico, costruito intorno ad una moltitudine di carismatici personaggi comprimari. Tra questi, alcuni svolgeranno ruoli di primo piano: il più importante è senza dubbio Leonardo da Vinci, il quale si offrirà volontario per decifrare le pagine del Codice degli Assassini che sarà possibile rinvenire durante le missioni: alcune di esse conterranno schemi per la realizzazione di nuove armi tipiche della Setta, le quali si renderanno via via disponibili al giocatore.
Per quanto lo scopo di Ezio sia comunque assassinare tutti i congiurati, la varietà delle missioni è notevole: la natura spiccatamente narrativa del plot concede infatti ampie divagazioni relative a personaggi, storici e non, che avranno interesse nel sostenere la causa di Ezio, nonché talvolta aiutarlo nei preparativi necessari per compiere i delitti più complessi. Si passa dunque dall’effettuare sopralluoghi in compagnia di collaboratori, al testare nuove tecniche di assassinio in compagnia di Leonardo. Non manca naturalmente una massiccia dose d’azione, che trova in questo seguito un respiro ancor più ampio rispetto al passato: non di rado capiterà di trovarsi a combattere a fianco di piccoli eserciti guidati dall’Intelligenza Artificiale, che renderanno gli scontri ancor più spettacolari ed appassionanti. A fianco delle missioni più classiche se ne affronteranno altre più lineari ed accompagnate da un abbondante utilizzo di script, novità assoluta per il brand: è il caso ad esempio di un lungo inseguimento attraverso le Catacombe di S. Maria Novella, frutto di un fallito tentativo di infiltrazione presso un convegno segreto dei Templari: in queste occasioni ci si troverà a sfruttare l’atleticità di Ezio attraverso sezioni platform “guidate” e ricche di piccoli enigmi da risolvere, come leve e meccanismi da attivare. Interessante è il fatto che il passo di alcune missioni potrà cambiare bruscamente grazie all’introduzione degli script: da cacciatori si diventerà talvolta prede, per poi magari passare ad una lunga fase platform, il tutto in un’unica fluida sequenza.
Vera sorpresa sono le missioni a bordo di veicoli, nello specifico la famosa macchina volante di Leonardo ed una carrozza lanciata a tutta velocità per le campagne: ben realizzate quanto a feeling di guida dei mezzi, queste piacevoli varianti al gameplay standard si rivelano davvero divertenti da affrontare, e spezzano efficacemente il ritmo.
Va comunque sottolineato come in un titolo del genere non mancheranno naturalmente gli assassinii, cui si giungerà solo attraverso percorsi di preparazione più o meno complessi a seconda della fama e delle protezioni a disposizione della vittima designata. In queste fasi tornerà talvolta utile l'utilizzo dell’Occhio dell’Aquila già visto nel precedente capitolo, che in questo sequel permette di mantenere la visuale in terza persona e muoversi anche durante l’utilizzo.

Il nuovo Credo
Molte delle meccaniche di gameplay del predecessore sono state completamente riviste, offrendo un’esperienza in qualche modo simile, ma decisamente più convincente e meno legata a regole prefissate. Il primo e più importante elemento è la mimetizzazione, fondamentale per passare inosservati agli occhi delle molte guardie che popolano le città esplorabili; per rendersi “invisibili” sarà sufficiente camminare al centro di piccoli gruppi di persone, con l’occultamento esplicitato visivamente da una desaturazione dei colori nell’area adiacente al personaggio. Questa meccanica richiederà ottimi riflessi e prontezza nell’individuare i flussi del caotico traffico pedonale, che andranno sfruttati efficacemente per procedere nella direzione desiderata, facendo sempre attenzione a non rimanere troppo a lungo vicino alle stesse persone, che finiranno prima o poi per insospettirsi. Nel caso si venga individuati, non resterà che la fuga dalle guardie, anch’essa ampiamente rivista. Mentre nel predecessore occorreva interrompere la linea dello sguardo degli inseguitori e sfruttare i gazebo sui tetti, i mucchi di fieno o le panchine, il nuovo sistema di fuga si rivela molto simile a quello sperimentato nella serie Grand Theft Auto: per quanto le tre fonti di occultamento sopra citate facciano il loro ritorno, la loro affannosa ricerca si rivela quasi sempre inutile. Un cerchio rosso comparirà infatti sulla minimappa, ad indicare l'area d'allerta delle guardie: uscendo in fretta da tale zona e mantenendo per qualche secondo un basso profilo, gli inseguitori desisteranno. Al fine di non semplificare troppo la fuga dalle autorità, gli sviluppatori hanno introdotto un nuovo concetto, la notorietà: in seguito ad una fuga riuscita, le guardie diffonderanno una descrizione di Ezio, aumentando il rischio di essere riconosciuti. Ad ogni fuga riuscita la notorietà aumenterà, come esplicitato da un indicatore posto in alto a sinistra dello schermo, rendendo sempre più complicato passare inosservati. Per riportare la situazione alla normalità saranno disponibili vari modi che andranno ad affiancarsi al ventaglio di missioni disponibili: strappare i manifesti di Ricercato posti sui muri delle case, corrompere i banditori disposti nei punti di passaggio o uccidere i testimoni oculari: tutte queste possibilità saranno rintracciabili tramite icone visibili sulla minimappa, e se completate in un certo numero riporteranno la notorietà a zero.
Nei panni di un astuto assassino, dunque, il combattimento non sempre sarà l’unica risorsa per liberarsi delle autorità: camminando per le vie della città sarà possibile imbattersi in gruppi di Mercenari o Cortigiane, i quali potranno essere assoldati ed inviati a distrarre con la forza o dolci promesse le guardie più coriacee. Nel caso essi non si presentino nel momento del bisogno, come ultima risorsa sarà possibile gettare a terra manciate di Fiorini, scatenando il caos tra la popolazione.
A volte per scelta, in altre occasioni costretti da un passo falso, ci si ritroverà spesso a brandire le armi contro uno o più nemici, con varie novità anche sotto il profilo del combattimento: per quanto i nemici attacchino ancora uno alla volta, il numero di mosse a disposizione del personaggio è aumentato. A fianco dell’attacco standard e della contromossa troviamo ora il disarmo, che rende possibile affrontare gli avversari a mani nude e strappare loro l’arma, la schivata, la presa, i cui effetti cambiano a seconda che si sia armati o meno, e la possibilità di fuggire da un ingaggio molto più agilmente che con Altair.
Diverse sono anche le tipologie di guardie che ci troveremo ad affrontare: a fianco dei consueti armigeri incontreremo talvolta soldati pesantemente corazzati ed armati, i quali richiederanno notevoli sforzi per essere abbattuti.
L’arsenale a disposizione di Ezio si divide in due parti ben distinte: da un lato vi sono le creazioni di Leonardo realizzate sulla base dei disegni rinvenuti tra le pagine del Codice: dalla classica lama nascosta nella manica, cui presto se ne aggiunge una seconda a permettere spettacolari “doppie uccisioni”, si passa ad una versione avanzata della stessa contenente del veleno in grado di far impazzire le vittime poco prima della morte e scatenare così il caos, sino ad una piccola arma da fuoco ad avancarica, capace di un singolo potente colpo.
A queste meraviglie tecnologiche si affianca una lunga serie di armi bianche tradizionali, che spaziano dalle spade ad alabarde, mazze ed asce: mentre quelle strappate ai nemici potranno essere utilizzate solo sino al termine del combattimento in corso, per procurarsele in via definitiva occorrerà visitare uno dei molti armaioli sparsi nelle città, ed acquistarle col denaro a disposizione. A fianco dell'arma lunga fanno il loro ritorno la daga corta ed i pugnali da lancio già sperimentati nel predecessore.
Da non trascurare è la disponibilità di bombe fumogene: gettate a terra esse genereranno una nube utile per fuggire o approfittare del caos per qualche esecuzione istantanea. Al fine di tenere ordine in questo vasto arsenale è stata rinnovata anche l’interfaccia di selezione delle armi, consistente ora in un menu circolare accessibile con la pressione mantenuta di un tasto e navigabile con la leva analogica.
Del tutto inedita è la possibilità di acquistare armature divise per tipologia ed efficacia: oltre a modificare l’aspetto esteriore della livrea di Ezio, esse andranno ad aumentare la Sincronizzazione, ovvero la barra dell’energia vitale.
Essa è formata da una sequenza di quadrati i quali andranno progressivamente a svuotarsi man mano che si subisce danno: nel caso un combattimento si concluda prima che uno di essi si sia completamente svuotato, si otterrà una rigenerazione parziale in breve tempo. Da notare che le armature acquistate necessiteranno talvolta di riparazione presso i fabbri, situazione esplicitata da alcuni quadrati di colore rosso visibili sulla barra di sincronizzazione.

Meraviglie rinascimentali
L’ampio arco di ricordi di Ezio che Desmond si ritroverà a vivere tramite l’Animus andrà a coprire circa vent’anni della vita dell’Assassino, divisi in sequenze tramite salti temporali disposti ad hoc in determinati punti della vicenda. Diverse sono le città che ci si troverà ad esplorare nelle eccezionali ricostruzioni ad opera degli sviluppatori: da Firenze si passerà alla campagna toscana, comprendente i paesi di San Giminiano e Monteriggioni, per poi effettuare una breve sosta nella cittadina emiliana di Forlì, e giungere finalmente a Venezia. Solo l’ultima breve sequenza di ricordi permetterà di attraversare uno scorcio di Roma, limitato a qualche zona della Città del Vaticano.
Gradita è la possibilità di consultare in qualunque momento un archivio storico con informazioni sui personaggi incontrati e luoghi storici visitati.
Rispetto alle città viste nel predecessore, l’aria rinascimentale italiana è caratterizzata da una vita molto più frizzante e caotica: centinaia di passanti affaccendati, strilloni, mercatini, gruppi di nobili e politici, corpi di guardia, gruppi di cortigiane, cantori. Le strade sono affollate da un incessante viavai che restituisce sensazioni di dinamismo e “vita vera” molto efficaci. Alcuni eventi nel corso della storia andranno inoltre a modificare a volte radicalmente la situazione per le strade: è il caso di Firenze, che a ridosso dell’attentato ai danni dei Medici si trasformerà in un caos prossimo alla guerra civile.
Venezia è senza dubbio la città in cui soffermarsi è più piacevole ed interessante, per una serie di ragioni che non si fermano all’indiscutibile fascino della controparte reale: in primis, è l’unica delle location disponibili a subire trasformazioni in accordo con il procedere degli eventi. In occasione del famoso Carnevale ci si troverà ad affrontare le relative missioni in compagnia di un look completamente rinnovato, sia a livello architettonico che di abbigliamento della cittadinanza, elementi in grado di creare una suggestione notevole. Secondariamente, la presenza dei canali all’interno della città è stata ampiamente sfruttata a livello di gameplay: oltre a poter nuotare, Ezio è infatti in grado di immergersi sotto il pelo dell’acqua per occultarsi alla vista delle guardie, ed all’occasione impadronirsi di una gondola per velocizzare gli spostamenti. A fianco di questo inedito mezzo di trasporto tornano naturalmente anche i cavalli già visti nel predecessore, utilizzabili in aperta campagna. Per muoversi più velocemente è anche possibile recarsi presso le Stazioni di Posta, le quali forniranno un trasferimento istantaneo in cambio di una somma di denaro.
Le fasi esplorative a base di platform sono state arricchite disponendo molti più appigli per le vie e tra i tetti delle città, i quali vanno spesso a formare veri e propri percorsi che con una buona prontezza di riflessi sarà possibile seguire in fluide e rapidissime progressioni di parkour.
Fanno il loro ritorno i Punti di Osservazione segnati sulla mappa, perlopiù posti in zone particolarmente elevate: per quanto non più fondamentale come nel precedente episodio, la loro conquista e la conseguente Sincronizzazione sono necessarie per svelare la porzione di mappa sottostante, la quale rimarrà altrimenti oscurata impedendo la localizzazione rapida di negozi ed altri punti d’interesse.
L’esplorazione delle città è accompagnata da un ciclo giorno/notte accelerato, anche se alcune missioni verranno affrontate in orari predeterminati in accordo con lo sviluppo della vicenda.

Villa Monteriggioni, e qualche sorpresa
Sin dalle prime fasi di gioco Ezio avrà a disposizione la villa di suo zio Mario a Monteriggioni. Questa suggestiva location è completamente esplorabile e presenta diverse interessanti particolarità: oltre alle sale dove raccogliere presso appositi espositori armi ed armature acquistate troveremo infatti la sala delle belle arti, dove sarà possibile accumulare quadri famosi acquistabili presso i Mercanti d'Arte sparsi nelle città.
Importante dal punto di vista del gamplay è la sala del plastico, dove sarà possibile intervenire direttamente sulle ristrutturazioni del villaggio, che si presenta inizialmente come decadente e poco popolato. Investendo denaro nelle varie attività presenti nella cittadina verrà generato un introito fisso, sempre accessibile presso un forziere, mentre la situazione finanziaria sarà verificabile dialogando con la sorella di Ezio, elettasi economa della situazione.
La ristrutturazione di Monteriggioni renderà inoltre esplorabili zone del villaggio precedentemente sbarrate, e ne cambierà profondamente l'aspetto insieme a quello della villa. Diverse delle attività ristrutturate, come la bottega del medico ed il fabbro, forniranno inoltre sconti speciali al giocatore.
Le sorprese di villa Auditore non finiscono tuttavia qui: oltre al mosaico interattivo contenente le pagine del codice fino a quel momento rinvenute, che ad un certo punto della campagna sarà necessario completare, il segreto più prezioso è nascosto in una sala sotterranea; lì riposa l’eredità di Altair, un’armatura speciale che permetterà il massimo livello di Sincronizzazione. Per sbloccarla occorrerà visitare le Cripte degli Assassini, affrontando lunghe ed intricate sequenze platform per rinvenire i sei sigilli necessari; le cripte si renderanno visibili sulla mappa di gioco con regolarità nel corso della storia, anche se la loro esplorazione è del tutto facoltativa.
L’abitazione di Ezio e la ricerca dei Sigilli non sono tuttavia le uniche attività aggiuntive proposte dalla natura free roaming del titolo: missioni secondarie, tra cui pestaggi e consegne entro un certo limite di tempo e la possibilità di rinvenire tesori tramite apposite mappe acquistabili presso i mercanti d'arte chiudono il cerchio, rendendo l'offerta e la varietà del gameplay davvero complete. Le bandiere collezionabili viste nel primo episodio lasciano qui il passo alle piume, da raccogliere nel tentativo di consolare la disperata madre di Ezio, ed alle statuette sparse per Monteriggioni.
L'ottima varietà dell'offerta ludica garantisce una longevità non indifferente: completando la quest principale e lo sblocco dell'armatura di Altair ci si attesta sulle 15 ore, ma il completamento delle missioni secondarie e la ricerca di tesori e piume è in grado di alzare ulteriormente il conto.
Anche una volta terminata l'avventura sarà infatti possibile aggirarsi per le tre città nei panni di Ezio, completando a piacimento tutti i lavori lasciati a metà.
E' un peccato tuttavia che il menu non permetta di rivivere i ricordi già completati, costringendo il giocatore a ricominciare una nuova partita nel caso si voglia affrontare nuovamente la missione principale.

E' dolce naufragar in questo mare
Per quanto estremamente vario e generalmente bilanciato il gameplay di Assassin’s Creed II presenta alcuni dettagli non del tutto rifiniti. E’ ad esempio il caso del sistema economico, che da circa metà gioco rivela alcuni limiti: ristrutturando regolarmente Monteriggioni si otterrà infatti un reddito sempre più alto, cui andranno ad aggiungersi gli introiti non indifferenti forniti dalle missioni. Date le possibilità di grosse spese tutto sommato limitate all’armaiolo ed al fabbro, le quali diverranno peraltro completamente inutili una volta conquistata l’armatura di Altair, ci si ritroverà ad avere enormi disponibilità economiche senza molte chance di utilizzo, segno che per quanto funzionale, questo aspetto del gioco non è stato oggetto di un bilanciamento sufficiente.
Simile è la situazione riscontrata con il livello di difficoltà generale: se il predecessore costringeva il giocatore a seguire pedissequamente delle regole ed a compiere manovre talvolta assurde (si vedano le fughe dalle guardie), questo seguito riesce a proporre meccaniche di gameplay molto più convincenti e credibili, tuttavia semplificando le cose non poco. La fuga dalle guardie è ora assicurata, dato che sarà sufficiente uscire dal cerchio per svanire nel nulla, e per quanto abbassare la notorietà sia a volte un lavoraccio, non si può parlare di vero e proprio senso di sfida.
La gestione della salute accentua questi aspetti: il menu circolare è infatti sempre accessibile anche durante i combattimenti, e permette di curarsi istantaneamente con gli unguenti acquistati presso i medici. Questo, unito alla notevolissima quantità di sincronizzazione ottenibile a metà gioco con l'acquisizione dell'armatura speciale, porterà ad una relativa immortalità anche negli scontri più affollati. Completate alcune sequenze di ricordi si otterranno perdipiù delle cappe speciali che garantiranno la quasi totale immunità al protagonista nelle città di Firenze e Venezia.
Va comunque considerato che questo elemento fa parte di una precisa scelta di design da parte degli sviluppatori, il cui scopo è permettere al giocatore di vivere un’appassionante storia senza interruzioni o elementi di frustrazione. I giocatori più incalliti potrebbero sentire come in passato la mancanza di livelli di difficoltà impostabili che alzino il livello di sfida, ma è evidente come Assassin’s Creed II trovi i suoi punti di forza in elementi che vanno al di là delle semplici meccaniche di combattimento.

Comparto Tecnico
Il lavoro di ricostruzione svolto dai ragazzi di Ubisoft Montreal è impressionante: le città sono riprodotte con uno straordinario realismo affiancato da una quantità di dettaglio che surclassa nettamente il predecessore. Intonaci, diversi tipi di terreno, bassorilievi, affreschi rovinati, vegetazione ornamentale: ogni via è tanto ricca di dettagli da fare mondo a sé. La riproduzione dei luoghi storici e relative opere d'arte rasenta la perfezione, e gli interni delle chiese esplorabili sono in grado di stupire per davvero. Diversa la situazione nella campagna toscana, dove il motore proprietario si muove con meno agilità: nonostante il ridotto numero di elementi a schermo si nota un diffuso pop up dell'erba e degli elementi di sfondo a distanza non troppo elevata, che rovina in parte una rappresentazione altrimenti discreta.
Molto aumentato è il livello di dettaglio sui personaggi, che presentano ora vesti ricche e molto particolareggiate. La mole poligonale è adeguata tanto negli elementi dello scenario quanto nei personaggi che vi si muovono, questi ultimi mossi da animazioni di buona qualità: si nota ancora una certa disparità nella cura riposta nell’animare il personaggio principale rispetto a quella riservata agli NPC, i quali sfoggiano talvolta movenze artificiose. I vasti panorami visibili durante le fasi di scalata permettono di spaziare abbondantemente con lo sguardo, anche se la profondità di campo è afflitta da un evidente sbiadimento dei colori sulla lunga distanza. Le cut scene realizzate con il motore di gioco presentano un’ottima regia, anche se alcune evidenti compenetrazioni poligonali ed animazioni facciali non sempre convincenti fanno talvolta capolino. Nel complesso il lavoro svolto dai ragazzi di Ubisoft Montreal è di ottima qualità, ed un giro per le strade di qualunque città permetterà di respirare un’atmosfera unica nel suo genere. Ancora una volta eccezionale è la colonna sonora a cura del compositore danese Jesper Kid, che compie un ottimo lavoro nel miscelare sonorità rinascimentali a motivi epici e ritmiche incalzanti.
L’effettistica audio è di ottimo livello, e si accompagna ad un doppiaggio in italiano realizzato con una cura notevole; peccato che vi siano situazioni di gioco in cui gli NPC ripetono a loop certe frasi, generando un vociare fastidioso.
Tra le due versioni next gen sussistono alcune differenze a livello di resa generale: la versione Playstation 3 presenta una palette di colori più sbiadita e qualche problema di sincronia verticale, ma niente di tanto grave da penalizzare sensibilmente l'esperienza di gioco.
Recensione Videogioco ASSASSIN'S CREED II scritta da ANDYMONZA Con questo secondo capitolo la saga di Assassin's Creed ha trovato la piena maturità. Le splendide basi tecniche e di ricostruzione storica introdotte con il capostipite trovano finalmente il giusto spazio in un contesto narrativo altrettanto curato ed approfondito, che fa da sfondo ad un gameplay ricco di possibilità ed alternative. Ogni aspetto del predecessore è stato ampliato, rivisto, migliorato e portato alle massime conseguenze. Se l’arco narrativo è di per sé già suffcientemente appassionante, elementi come l’interazione con Monteriggioni o la conquista dell’armatura speciale rendono il gameplay ancor più vario.
Rimangono alcuni difetti a livello di bilanciamento generale per quanto riguarda la difficoltà ed il sistema economico, che non vanno tuttavia ad intaccare più di tanto la godibilità del giocato, né tantomeno la longevità, che si attesta su livelli davvero ottimi, ma piuttosto a delineare l’esperienza come più incentrata sulla narrazione e l’esplorazione piuttosto che sul combattimento, comunque sufficientemente rivisto.
Nel complesso il lavoro svolto dagli sviluppatori è ottimo, e dimostra una grande attenzione alle richieste della community; a due anni di distanza dal predecessore Assassin’s Creed II sfrutta appieno tutte le potenzialità tecniche e concettuali del brand, e si propone come un’esperienza completa ed assolutamente godibile. Il consiglio d’acquisto si estende a questo punto ben al di là dei semplici sostenitori del primo titolo, e va a rivolgersi a chiunque sia interessato a vivere un’intensa esperienza accompagnata da una storia avvincente.
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