Anteprima di Bioshock 2

Copertina Videogioco Bioshock 2
  • Piattaforme:

     PC, PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     2K Marin
  • Distributore:

     2K
  • Lingua:

     Italiano
  • Data uscita:

     9 Febbraio 2010
ASPETTATIVE
- Gameplay molto più dinamico
- Possibilità di combinazione dei Plasmidi
- Arsenale rinnovato e ben assortito
- Ambientazioni affascinanti
A cura di (andymonza) del
Sin dalla notte dei tempi il sogno di una società libera da religione, morale e leggi ha carezzato alcune delle menti più illuminate della storia: un luogo dove dar libero sfogo alla scienza, al senso artistico ed al libero pensiero, senza gioghi né controllo alcuno.
Il primo Bioshock ci ha permesso di attraversare un’affascinante rappresentazione ludica di questo sogno realizzato, già devastato dall’intrinseca fallibilità dell’uomo, a causa della quale ogni utopia è destinata a rimanere tale o a naufragare dolorosamente.
Rapture si è tuttavia dimostrata decisamente più forte del suo creatore: resistita per ben dieci anni alla sua deposizione ed alla corrosione dell’acqua e del sale, essa continua ad ospitare la delirante fauna di psicopatici Ricombinanti, ed ha trovato una nuova aspirante leader, intenzionata a ribaltare la situazione rispetto al dominio di Ryan: all’individualismo ed edonismo sfrenati Sofia Lamb contrappone un forte messaggio di collettività, sostenendo che dopo anni di guerra civile e massacri l’unico modo per sopravvivere è creare una società compatta tanto nello spirito quanto negli scopi.
Mentre gli sviluppatori 2K Marine si accingono a dare gli ultimi tocchi al seguito di uno dei capolavori di questa generazione, siamo volati a San Francisco per prendere parte al primo evento hands-on dedicato a Bioshock 2, con la possibilità di mettere le mani sia su un frammento della campagna singolo giocatore, sia di partecipare ad alcuni match dell’anticipata modalità multigiocatore.
Data la grande quantità di informazioni emerse durante le prove dirette, dedicheremo questa primo reportage interamente alle novità sulla campagna singolo giocatore, lasciando la componente multiplayer ad un ulteriore anteprima che troverete nei prossimi giorni sulle nostre pagine.
Consigliamo inoltre la lettura solo a chi abbia già familiarità con il primo capitolo, dato che nella trattazione si farà menzione di elementi importanti della trama del capostipite della serie.
Vediamo insieme le impressioni ricavate da questo primo incontro ravvicinato.

Rapture, 10 anni dopo
Le cose cambiano, si dice, eppure il tempo non sempre è sufficiente. Dieci anni, una rivoluzione e la deposizione del suo dispotico leader non sono bastati a fare di Rapture un luogo migliore né peggiore dall’ultima volta che l’abbiamo vista, quando gli inganni di Atlas/Fontaine ci convincevano ad imbracciare le armi.
Come è ormai noto, questo sequel metterà i giocatori nei panni di un nuovo modello di Big Daddy, molto più agile e meglio armato dei predecessori, dotato perdipiù dei poteri legati ai Plasmidi: frutto di un esperimento creativo andato storto, la creatura si troverà inoltre dotata di libero arbitrio. Per quanto il nostro hands on non ci abbia permesso di assistere all’incipit, sappiamo che qualcosa ci convincerà a ribellarci contro la nuova aspirante leader della città, la quale non prenderà affatto bene l’affronto, scatenandoci contro tutte le sue forze. In quel perenne campo di battaglia che è Rapture fa inoltre capolino un nuovo pericoloso nemico: la Big Sister, una delle sorelline del primo episodio divenuta adulta ed equipaggiata come un Big Daddy, si aggira per i corridoi della città. Per quanto i suoi scopi non siano ancora del tutto chiari, sappiamo che ella interverrà ogniqualvolta metteremo le mani su un certo numero di Big Daddy, facendo da ulteriore misura di sicurezza cittadina. Come affermato da Jordan Thomas, creative director del progetto, “La Big Sister vi osserva, conosce ogni vostra mossa, e farà di tutto per fermarvi”.
Per quanto il primo Bioshock abbia concesso l’esplorazione di una vasta porzione della città subacquea, le location che ci troveremo ad attraversare in questo sequel saranno per più dell’80 per cento completamente nuove. Dopo un breve sguardo a Siren Alley, il lussuoso quartiere a luci rosse, ci siamo trasferiti presso presso il Ryan Amusement Park, un piccolo museo per bambini creato dal fondatore di Rapture per narrare in maniera semplice e divertente le ragioni e gli scopi dietro alla creazione del “paradiso” subacqueo.

Non vi state divertendo?
Come ogni attrazione che si rispetti, anche il Ryan Amusement richiede un biglietto per concedersi ai suoi aspiranti visitatori. Scesi dal trenino monorotaia che ci ha condotto attraverso Rapture, il nostro primo compito è trovare un modo per ottenere uno dei preziosi ticket e sbloccare l’ingresso.
Prima di buttarci nell’azione ci prendiamo qualche attimo per familiarizzare con il nostro nuovo alter ego; chiunque ricordi la sequenza finale del primo Bioshock nella quale ci si trova ad indossare una tuta da Big Daddy, si renderà immediatamente conto che questo nuovo modello si presenta decisamente alleggerito: per quanto i nostri passi risuonino pesanti sul pavimento, la velocità di camminata è molto superiore e l’angolo di visuale non è più ostruito dalle dimensioni ridotte dell’oblò presente sul casco. La prima arma che ci troviamo ad ammirare è l’evocativa trivella montata sul braccio destro, la quale può essere usata sia per caricare i nemici con un potente slancio, sia mantenuta in rotazione per provocare danniprolungati. Inaspettatamente, un indicatore sull’interfaccia ci segnala che essa ha bisogno di benzina per funzionare, reperibile sotto forma di taniche sparse nelle ambientazioni. Per quanto affascinante, la trivella è poco più che un’arma di supporto: la risorsa principale del Big Daddy è infatti la Rivet Gun (lett. “sparachiodi”), un fucile dotato di diverse munizioni. Oltre ai dardi standard esso è dotato di proiettili potenziati (Heavy Rivet) in grado di stendere in un colpo i Ricombinanti e di proiettili-trappola: questi ultimi possono essere sparati su qualunque superficie, pronti ad esplodere al passaggio del primo malcapitato. A queste due efficaci armi si affianca uno strumento del tutto nuovo, il Remote Hacking Tool, destinato a cambiare drasticamente le meccaniche di aggiramento di torrette ed altri sistemi di sicurezza tipiche del primo Bioshock: oltre a permettere l’aggiramento da distanza tramite un dardo da sparare in prossimità del dispositivo di sicurezza, l’utilizzo dello strumento dà il via ad un mini-game completamente nuovo. Invece di risolvere puzzle a base di idraulica ci troviamo ora a dover fermare un indicatore in rapido movimento nelle zone verdi di una barra orizzontale. Tale esercizio è di fatto molto semplice e per quanto talvolta esso sia da ripetere con velocità sempre crescenti, la sfida non è mai eccessiva.
L’intento degli sviluppatori è duplice: in primo luogo, si vuole rendere l’idea che nei panni di un Big Daddy la città sia molto più accessibile, mentre a livello di gameplay lo scopo è ridurre al massimo le distrazioni ed i cali di ritmo, per lasciare il giocatore del tutto immerso nell’ambientazione e nell’affrontare i molti pericoli che essa presenta. Presa un po’ di familiarità con il nostro nuovo alter ego iniziamo la ricerca del biglietto d’ingresso, durante la quale potremo affrontare qualche Ricombinante sparso per i corridoi: sia la Rivet Gun sia la trivella si rivelano ottime armi ed il passaggio dall’una all’altra conferisce una rinnovata dinamicità agli scontri. Recuperato brevemente il ticket ci affacciamo finalmente alla sala principale del museo, costituita da un corridoio costellato di nicchie, ognuna contenente un diorama meccanico che si anima alla pressione di un apposito tasto, mentre l’altisonante monologo di Ryan narra pomposo il trionfo di libertà di pensiero e progresso che Rapture avrebbe dovuto essere.
Mentre riflettiamo sul valore del saper impugnare correttamente una mazza da golf, il generale senso di deja vu si intensifica improvvisamente quando ci troviamo di fronte ad un corridoio completamente bloccato da uno spesso strato di ghiaccio, scorrendo tra i Plasmidi a nostra disposizione non troviamo il prezioso Incinerate

La gioia del raccolto
Prima ancora di metterci sulle tracce dell’indispensabile Plasmide è bene trovare una qualche fonte di Adam; come spesso accade nella spaziose sale di Rapture, anche tra i corridoi del Ryan Amusement si aggirano diversi Big Daddy accompagnati da Sorelline intente nella raccolta del prezioso liquido. Il primo che incrociamo appartiene ad un modello completamente nuovo, il Rumbler; l’impostazione prettamente difensiva si traduce in un’armatura ancora più corazzata del solito ed in un pericoloso lanciarazzi; contro quest’ultimo torna particolarmente utile il plasmide Telecinesi, grazie al quale riusciamo a liberarci relativamente in fretta dell’ingombrante guardia del corpo. Nei nuovi panni del Big Daddy il rapporto con le Sorelline cui il primo Bioshock ci aveva abituato è destinato naturalmente a cambiare: la possibilità di prosciugarle c’è sempre, ma al suo fianco troviamo questa volta l’Adozione, ovvero la possibilità di portare con noi la Sister e di farci guidare alla più vicina fonte di Adam tramite una pratica scia luminosa attivabile alla pressione di un tasto. Giunti al cadavere ricco di sostanza possiamo posare a terra la Sorellina e lasciarle portare a termine il suo macabro compito, ben consapevoli che questo attirerà irrimediabilmente l’attenzione dei Ricombinanti nei dintorni. La fase di preparazione prima del Raccolto è senza dubbio una delle più coinvolgenti che il rinnovato gameplay propone: tra gli strumenti migliori per preparare un benvenuto come si deve troviamo naturalmente i proiettili trappola della Rivet Gun e le varie possibilità offerte dai nuovi plasmidi combinabili: la base è sempre costituita dalla Ciclonic Trap, la quale crea un piccolo tornado che scaglia in aria chiunque vi incappi, alla quale è possibile aggiungere effetti di altri Plasmidi, come ghiaccio da Ibernazione o fuoco da Incinerate. Una volta piazzati i nostri piccoli regali di benvenuto non rimane che dare il via al Raccolto della Sorellina ed attendere l’inevitabile con le armi spianate. Pochi secondi bastano per udire in lontananza i passi affrettati, le risate isteriche ed l’inarrestabile monologo delirante dei Ricombinanti, che a più ondate tentano di fermare la raccolta dell’Adam. Mentre le trappole scattano una ad una ci troviamo a respingere l’assalto con tutto quello che abbiamo, in pochi concitatissimi minuti che sembrano durare molto di più.
Completate la procedura di Raccolta ci siamo diretti verso un Boccaporto, dove abbiamo potuto decidere se liberare o prosciugare la Sorellina, in maniera del tutto simile a quanto visto nel primo episodio.Questa meccanica di gameplay va a rinnovare il sistema di scelte morali del primo titolo, pur mantenendone le basi: per quanto ancora non sappiamo dove le nostre decisioni ci condurranno, certo è che il rapporto con le Sorelline si presenta molto approfondito e l’accumulo di Adam non sarà un‘impresa facile. Allo stesso tempo, la meccanica del preparare il campo in attesa dell’assalto nemico funziona molto bene e si è rivelata una delle novità più gradite del nostro hands-on.
Riusciti finalmente a recuperare il prezioso Incinerate ed a rimuovere la barriera di ghiaccio, siamo stati sorpresi da una trasmissione radio da parte di Sofia Lamb, la quale ci ha gentilmente informato che la Big Sister si sarebbe presto manifestata con l’intento di mettere fine alle nostre peregrinazioni.
Per quanto non vogliamo rovinarvi la sorpresa rivelandovi l’esito dello scontro, possiamo assicurarvi che la Big Sister non è un nemico facile da affrontare. Prima di congedarci, complice un’avaria di una stazione di pompaggio presente nel livello, abbiamo avuto modo di dare un rapidissimo sguardo ad una fase di esplorazione subacquea: per quanto non sia ancora chiaro quanto e come esse influiranno sul gameplay, il fascino che il silenzio e la staticità che le zone allagate sono in grado di trasmettere non hanno certo bisogno di commenti.
Recensione Videogioco BIOSHOCK 2 scritta da ANDYMONZA Il primo faccia a faccia con Bioshock 2 ha messo in luce un gameplay più votato all’azione, che sfrutta le peculiarità del Big Daddy prototipo per fornire al giocatore molti più strumenti per fronteggiare le crescenti minacce. Apprezzabile anche l’approfondito rapporto con le Sorelline, che trova nei momenti di Raccolta la miglior espressione del nuovo frenetico ritmo del gameplay.
Le ambientazioni confermano l’ottimo lavoro di design svolto dagli sviluppatori, che partendo dalle solide basi gettate dal predecessore spingono sempre più in là i visionari scorci che la città è in grado di offrire.
Più che vere e proprie novità, questo hands-on ha mostrato una lunga serie di aggiunte ed accorgimenti tesi a rendere il gameplay più veloce e coinvolgente, senza tuttavia cambiarne le basi portanti. Per sapere quanto le fasi di esplorazione subacquea potranno influire su questo aspetto, aggiungendo effettivamente un tipo di gameplay innovativo, occorrerà attendere fino ad una versione di prova definitiva.
Tirando le somme, Bioshock 2 si presenta come un titolo interessante, che fa tesoro dei pregi e difetti del suo predecessore, e cerca di spingere ancora più in là l’inconfondibile design dell’azione da una parte, e la dinamicità del gameplay dall’altra.
Rimanete con noi per un’esclusiva videoanteprima, da lunedì su queste pagine e naturalmente per l’hands on sul comparto multigiocatore, in arrivo nei prossimi giorni.
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