Anteprima di The Saboteur

Copertina Videogioco The Saboteur
  • Piattaforme:

     PC, PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Pandemic Studios
  • Distributore:

     EA
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     4 dicembre 2009
ASPETTATIVE
- Grande atmosfera
- Protagonista carismatico
- Contenuti adulti
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A cura di (drleto) del
Nonostante abbia già sfornato prodotti di ottimo livello come The Beatles Rock Band, Fifa 10 o Need for Speed Shift Electronic Arts ha ancora diverse frecce al suo arco per fare centro nel periodo natalizio. Tra l’attesissimo ritorno al fantasy classico di Bioware e la scorpacciata di zombie Valve, si fa strada un po’ in sordina The Saboteur, ultima fatica Pandemic Studios.
Ambientato durante la seconda guerra mondiale, in una Parigi soffocata dal giogo nazista, The Saboteur parla delle gesta di Sean Devlin, ex pilota di origini irlandesi che si trova a collaborare con la resistenza francese e i servizi segreti britannici per cercare di arrestare l’avanzata tedesca in territorio francese. Il protagonista è mosso da un’implacabile sete di vendetta, dato che gli invasori teutonici noncuranti nelle loro brame espansionistiche, hanno distrutto la sua famiglia.

Paris by bus
Electronic Arts, per presentare la sua ultima fatica, ci ha invitato a visitare i luoghi che fanno da sfondo alle avventure di Sean, ovvero ci ha immerso tra le bellezze di Parigi dove Tom French, il lead designer del gioco, ci ha spiegato come esse siano state inserite nel contesto bellico di The Saboteur.
La città non è infatti un semplice sfondo per il gioco, ma partecipa attivamente, grazie ai suoi colori, alla narrazione. Nelle battute iniziali tutto sarà rappresentato con toni di grigio, alla Sin City per utilizzare un paragone cinematografico suggerito dagli stessi Pandemic, volto a sottolineare la paura e lo sconforto della popolazione generati dall’oppressione nazista. Col procedere del gioco, in seguito ad ogni nuovo successo, vedremo la città trasformarsi sotto i nostri occhi, acquistando colori via via più vibranti, simbolo di una ritrovata speranza e di una maggiore presenza della resistenza nelle strade. In questo caso lo stile, i colori e la stessa città si rifaranno ad un altro classico del cinema moderno, ovvero all’immaginario mostratoci ne Il Fantastico Mondo di Amelie.
Tradotta in termini di gameplay la differenza tra queste due diverse situazioni sarà notevole: nelle aree controllate dai tedeschi dovremo assumere un atteggiamento più furtivo e circospetto, evitando di attirare l’attenzione sfruttando vicoli laterali o persino i tetti delle abitazioni. Nei quartieri riconquistati dalla resistenza francese potremo invece girare liberamente, a volte persino a bordo dei veicoli che riusciremo a guadagnare in seguito a determinate missioni. Questa varietà di approcci è garantita dalla flessibilità del gameplay che permette un ventaglio di azioni davvero ampio. Ad una veloce occhiata la struttura sandbox sembra essere stata presa di peso da titoli del calibro di GTA 4 e trasportata nella Parigi degli anni ’40. Potremo girare liberamente tra le strade parigine alla ricerca di missioni da compiere o semplicemente ammirando il lavoro di ricostruzione della città svolto dai tecnici Pandemic. A differenza del sopracitato quarto episodio della celebra saga di Rockstar la città che fa da teatro all’azione non è stata ricreata in scala 1:1, ma è stata costruita cercando di riunire i monumenti della città in una forma più omogenea e compatta che indicativamente avrà come confini, per coloro che conoscessero la geografia parigina, a nord il Sacro Cuore, ad est il cimitero du Père Lachaise, ad ovest la Tour Eiffel e a sud il Pantheon.
Sarà quando l’azione si farà più intensa che Sean sfodererà un’agilità che il povero Nico Bellic si può solo sognare. Il buon irlandese è infatti capace di destreggiarsi in arrampicate degne dei migliori parkour o salti al cardiopalma. Ci è stato rivelato che in una delle missioni del gioco saremo a bordo di uno zeppelin e sfrutteremo questa posizione di vantaggio per mettere a ferro e fuoco la città. Persino la Tour Eiffel sarà teatro di una spettacolare azione di sabotaggio del nostro eroe che, per sfuggire ai nazisti, non ci penserà due volte ad arrampicarsi sulla struttura del celebre monumento per poi lanciarsi nel vuoto. Come lo stesso Tom French ci ha confermato saranno molti gli edifici celebri che faranno da teatro alle nostre azioni, come la cattedrale di Notre Dame, il cimitero du Père Lachaise, il palazzo dell’Opera e soprattutto il Moulin Rouge il celebre locale scelto dai Pandemic per dare un po’ di pepe all’immagine del loro titolo. Nulla ci è dato ancora sapere sull’eventuale presenza di contenuti “spinti” all’interno di The Saboteur (per quanto possano esserli quelli inseriti in un media patinato come quello videoludico), quello che possiamo confermare è che Sean, come ogni uomo dell’epoca, non disdegnava di passare del tempo nel quartiere a luci rosse di Parigi, magari in compagnia delle sue avvenenti attrazioni. La speranza che vengano trattati argomenti maturi, come l’invasione di una potenza straniera, la vendetta o anche la vita libertina di Parigi è forte, nonostante il taglio volutamente hollywoodiano che è stato dato alla produzione.

Hands on
Quella organizzata da EA però non è stata solo una trasferta ricreativa: in un evento organizzato appositamente per la stampa sono state messe a disposizione diverse Xbox 360 e un paio di postazioni PC per provare con mano a che punto è arrivato lo sviluppo del gioco.
Ognuna delle diverse demo station presentava una missione incentrata principalmente sulla componente action del titolo. Queste fasi, molto staccate tra di loro non lasciavano trapelare nulla della trama o delle attività di contorno che dovrebbero trovare posto in un titolo potenzialmente ad ampio respiro come The Saboteur. Durante queste spettacolari sessioni abbiamo potuto testare le potenzialità ludiche e la varietà del gioco, attraverso sequenze piuttosto diverse tra loro alcune delle quali mostravano Sean infiltrarsi in una base nemica, o farsi largo tra i nazisti grazie a massicce dosi di piombo, o ancora guidare verso la salvezza un veicolo in fiamme o penetrare nelle catacombe per liberare i propri compagni assediati dai tedeschi. In queste fasi l’impostazione del gameplay non sembra discostarsi molto dalle produzioni attuali, Uncharted 2 per fare un esempio, presentando gli scontri a fuoco con una visuale in terza persona misti a fasi platform. Per ora l’unico difetto riscontrabile è un’Intelligenza Artificiale non propriamente raffinata ed una certa linearità nei percorsi da seguire all’interno delle missioni. Per capire il reale peso di queste imperfezioni nell’economia del gioco occorrerà valutare in fase di recensione l’incidenza delle sezioni di combattimento rispetto a quelle d’esplorazione. I ragazzi di Pandemic ci hanno assicurato che la longevità andrà dalle 15 alle oltre 20 ore di gioco in base al proprio stile e, anche per questo motivo, confidiamo che esse non saranno completamente immolate a soddisfare le voglie di novelli Rambo virtuali.
Confermata l’assenza di qualsivoglia modalità online, sia competitiva sia cooperativa: una scelta tanto scontata per il tipo di esperienza ludica proposta, quanto controcorrente, data la generale tendenza a fornire contenuti multiplayer che già dopo poche settimane stentano a racimolare un numero sufficiente di utenti. Sembrano invece esserci speranze per quanto riguarda possibili futuri downloadable content: ad una specifica domanda i ragazzi di Pandemic hanno risposto che per il momento non possono ancora parlare di queste cose, lasciando così una porta aperta ad eventuali espansioni del gioco, soprattutto nel caso di un buon riscontro di pubblico.

Ah la Tour!
Dal punto di vista tecnico occorre scindere il discorso in due parti, la prima, ispirata che riguarda il lato prettamente artistico della grafica, che grazie all’espediente dei colori riesce ad essere evocativa ed accattivante. La città di Parigi fornisce un’ambientazione ricca di fascino, soprattutto per quanto riguarda la bellezza delle architetture e il periodo storico scelto, che vede i cieli solcati da zeppelin e le strade bloccate dai panzer tedeschi. La seconda invece riguarda l’aspetto meramente tecnico che vede un motore di gioco nel complesso ben ottimizzato, ma che personalmente non ha impressionato per mole poligonale o cura delle texture. Abbiamo comunque notato come tale resa cambiasse notevolmente tra i diversi pannelli Lcd utilizzati per la presentazione, rinviando anche questo discorso in fase di recensione, dove potremo sfruttare una postazione ottimizzata.
La colonna sonora, utilizzata come sottofondo per l’evento presentava una buona varietà di melodie, che spaziavano molto di genere e persino d’epoca. Non ci rimane che attendere un ambiente più tranquillo per vedere come esse si amalgameranno all’atmosfera bellica presentata in The Saboteur.
Recensione Videogioco THE SABOTEUR scritta da DRLETO The Saboteur è un titolo che punta molto sull’impatto estetico e il fascino dell’ambientazione proposta. Il gameplay appare robusto quanto classico ed in grado di fornire una discreta dose di divertimento e spettacolarità per tutti coloro alla ricerca di un action immediato dalle tinte forti. In sede di recensione dovremo scoprire se oltre alle sparatorie batte un cuore più personale e carismatico: se così fosse il titolo EA/Pandemic potrebbe rivelarsi una gradita sorpresa in questo Natale gremito di produzioni d’altissimo livello.
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