Recensione di Marvel La Grande Alleanza 2

Copertina Videogioco Marvel UA 2
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Azione
  • Giocatori:

     1-4
  • Data uscita:

     25 settembre 2009
- Marvel Universe e Civil War
- Personaggi fedeli alle controparti cartacee
- Tecnicamente discreto
- Multiplayer locale e online
- Terribilmente ripetitivo
- Gameplay semplicistico e piatto
- Totalmente in inglese
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A cura di (AP) del
Il fumetto supereroistico dalla sua nascita fino ad oggi si è evoluto. Se prima bastava uno strambo personaggio in lotta contro un altro, ora le cose si sono fatte decisamente più articolate, complesse e, perché no, umane. La classica nomea che vede i fumetti adatti ad un pubblico di bambini e ragazzini è dura a morire ma le storie che vedono interagire il bene con il male con risvolti non sempre netti e ben distinti sono diventate all’ordine del giorno. Se a ciò associamo il fenomeno dei cross over, abbiamo una quadro molto più ampio di quanto si possa immaginare. I cross over sono storie che vanno ad intrecciare più personaggi e relativi albi, portando il lettore a comprare anche le uscite che solitamente lasciava in edicola. Ciò comporta un introito maggiore alla casa che li distribuisce, ma nel frattempo riesce a coinvolgere il lettore facendogli vivere la storia da numerosi punti di vista. In casa Marvel, uno dei cross over più importanti degli ultimi anni è stato sicuramente Civil War, capace di regalare una storia davvero interessante ed imprevedibile e di creare una vera scissione dell’universo fino ad allora conosciuto. Con Marvel La grande Alleanza 2 Activision e Vicarious Studios tentano di riportare quell’epica storia sulle attuali console domestiche, riproponendo bene o male la vincente struttura che fu del primo Marvel: La Grande Alleanza. Sarà riuscita a restituire l’epicità dello scontro di ideali tra Capitan America e Iron Man?

Pro o contro?
La storia originale scritta da Mark Millar e Steve McNiven si accende quando un gruppo di supereroi piuttosto inesperti decide di dare la caccia a dei supercriminali per aumentare l’audience del loro reality show. Purtroppo uno dei loro avversari è Nitro, che grazie al suo potere di esplodere sfugge alla cattura uccidendo i supereroi e causando circa seicento vittime tra cui i bambini della scuola vicina. Dopo questa tragedia il governo americano chiede a tutti i supereroi di uscire allo scoperto, rivelando la propria identità e il relativo potere tramite la Legge di Registrazione dei Superumani. Questa richiesta spacca in due l’universo Marvel e ancor di più i Vendicatori che vedano Tony Stark/Iron Man e Steve Rogers/Capitan America schierarsi l’uno contro l’altro, rispettivamente favorevole e contrario a questa Legge.
Da questo plot assolutamente interessante e di cui consigliamo la lettura, prende spunto Marvel la Grande Alleanza 2. Nonostante la storia non segua pedissequamente quanto letto negli albi originali, il tema principale della Civil War rimane inalterato e dopo il primo atto della campagna vi verrà chiesto di schierarvi per una delle due fazioni. Questa scelta determinerà i personaggi che potrete utilizzare e quelli che dovrete fronteggiare, permettendovi di vivere la storia da due punti di vista differenti. Potrete così selezionare i membri a favore della registrazione e combattere contro i ribelli, oppure decidere di opporvi a questa imposizione antidemocratica, combattendo Iron Man e la sua squadra. Purtroppo nonostante l’allettante preambolo, la storia raccontata tramite i filmati e le cut scene non sono state localizzate in italiano. I sottotitoli saranno presenti ma saranno unicamente in inglese, rendendo lo svolgersi degli eventi alquanto problematico per chi non conosca la storia e non mastichi discretamente la lingua d’albione. La situazione appare quanto meno straniante per via dell’impegno che si è dimostrato nel tradurre il titolo e soprattutto nel far realizzare la copertina del Package da Gabriele Dell’Otto, autore italiano molto apprezzato oltre oceano e in questa occasione autore di una copertina “Variant” esclusiva per l’italico stivale.

Gameplay d’altri tempi
Se la storia, seppur interessante e a tratti originale, non riuscirà a coinvolgere tutti a causa di una possibile incomprensibilità di fondo, il gameplay che fa da sfondo a quest’opera non lascia molto spazio ai dubbi e ai sottintesi. Sul campo di gioco sarà schierata una squadra composta da quattro supereroi (e in alcuni casi supercriminali) scelti dal giocatore. Questo potrà utilizzare solo un personaggio alla volta ma in qualsiasi momento potrà prendere il controllo di un altro membro presente agendo semplicemente sulla croce direzionale. Quello che vi sarà richiesto per tutta la durata dell’avventura consisterà nell’eliminare tramite un mix di mosse corpo a corpo e poteri speciali i nemici che vi capiteranno sotto tiro. Per farlo potrete utilizzare colpi veloci ma deboli o altri lenti ma maggiormente efficaci, potrete sollevare oggetti dello scenario più o meno grandi in base alla forza del personaggio utilizzato lanciandoli poi contro i malcapitati oppure potete far affidamento alle peculiarità del vostro supereroe o supercattivo preferito. Utilizzando una sua mossa speciale consumerete parte di una barra azzurra indicante i suoi poteri. Una volta esaurita dovrete attendere qualche secondo prima che si ricarichi e renda nuovamente eseguibili questo genere di attacchi. Infine troverete nell’angolo in basso a destra un’icona che si riempirà man mano che colpirete i vostri avversari. Essa rappresenta la barra fusione, ossia un indicatore che una volta completato mette a disposizione del giocatore una mossa capace di fondere due mosse speciali appartenenti a due diversi personaggi. Tenendo premuto il grilletto destro vedrete apparire dei pulsanti sopra ai vostri compagni di squadra. Premendo il tasto corrispettivo fonderete il potere dell’eroe da voi comandato in quel momento con quello del compagno di squadra relativo al pulsante premuto. Si creeranno poteri spesso devastanti capaci di decimare i propri nemici, rendendo la scena decisamente divertente e ricca di effetti speciali. In questa introduzione però si deve vedere l’unica vera novità rispetto al passato che in favore di questa virata maggiormente action, perde per strada alcune caratteristiche capaci di rendere il predecessore maggiormente intrigante. Stiamo parlando della personalizzazione della squadra e dei superpoteri che si acquisiranno con l’aumentare del livello di esperienza. Chi volesse decidere per conto proprio come livellare i propri personaggi senza ricorrere all’auto assegnazione di punti e di poteri, si troverà davanti ad un menu eccessivamente semplicistico e difficilmente in grado di farsi apprezzare pienamente. Per questo probabilmente preferirete lasciare che sia la CPU ad assegnarvi gli aggiornamenti del caso eliminando quindi il piacere di potersi concentrare fin da subito su determinate caratteristiche piuttosto che su altre.
Purtroppo i problemi non si fermano qui e accanto ad una ripetitività piuttosto marcata, una localizzazione mancata e un settore rpg assolutamente trascurabile, si affianca anche una difficoltà molto blanda. Giocato una prima volta al livello di difficoltà massimo disponibile (solo dopo il completamente se ne sbloccherà un quarto), noterete che rimanere senza energie sarà l’ultima delle vostre preoccupazioni. Se i nemici non rappresentano una vera minaccia nemmeno se riuniti in gruppi anche piuttosto numerosi, i kit medici generosamente lasciati da alcuni avversari uccisi saranno in grado di farvi sopravvivere senza particolari problemi. Potrete infatti portarne con voi diversi e usarli al volo anche durante i combattimenti più accesi. Se da un lato ciò rende l’avventura adatta soprattutto ad un pubblico non particolarmente avvezzo ai videogames, dall’altro torna a farsi viva la mancata localizzazione che potrebbe impedire proprio a questo target la corretta fruizione mandandoli a combattere contro orde di nemici senza far loro capire il perché.

Un supereroe di bell’aspetto
Nonostante tutto, il gioco gode anche di aspetti decisamente più riusciti e tra questi c’è sicuramente il comparto tecnico. Esso vede una realizzazione dei ventiquattro personaggi disponibili davvero accurata sia per quanto riguarda i loro costumi, sia le mosse relative. Menzione d’onore alle fusioni, vero fiore all’occhiello di questa produzione capaci di esaltare gli effetti di luce e le esplosioni riempiendo lo schermo di frammenti e schegge. Tutto ciò viene gestito discretamente bene e vede alcuni crolli del frame rate solo durante questo tipo di mosse e mentre lo schermo pullula di nemici.
Le animazioni sono discrete e riescono a differenziare piuttosto bene i vari personaggi, donando forza alle animazioni di Hulk e destrezza ed agilità a quelle di Gambit. La distruttibilità dell’ambiente è discreta e la varietà di ambientazione e di nemici riesce a dare un pizzico di sale extra ad un gameplay decisamente ripetitivo.
Il comparto audio propone temi piuttosto epici e riesce a incorniciare degnamente i vari scontri con i boss che affronterete durante il prosieguo dell’avventura. I suoni dei colpi diventeranno presto parte della colonna sonora, mentre gli effetti speciali che accompagneranno proiettili di ragnatela, colpi al plasma e artigli affilati sono riprodotti secondo i classici suoni dell’immaginario collettivo.
Purtroppo come abbiamo già ampiamente affermato, la giocabilità del titolo è ottima sul brevissimo periodo, ma tende a diventare assolutamente ripetitiva dopo appena due ore di gioco. Questa ripetitività sarebbe stata molto più digeribile se l’interessante storia trattata avesse potuto beneficiare di una localizzazione limitata anche a semplici sottotitoli. Purtroppo così non è stato e il giocatore che non mastica discretamente l’inglese potrebbe trovarsi nella situazione di non riuscire a sopportare il continuo pestaggio che fa da collante ad ogni livello, non avendo una spinta motivazionale a proseguire. L’unico vero motivo per continuare a indossare la propria calzamaglia preferita potrebbe però arrivare dal comparto multiplayer del titolo Activision. Esso da la possibilità di giocare l’intera avventura ad un gruppo composto da fino a quattro giocatori, siano essi davanti ad una singola console, piuttosto che collegati online. In quest’ultimo caso durante il nostro test non abbiamo riscontrato problemi di lag o ancor peggio di disconnessione, mentre abbiamo sempre trovato giocatori pronti ad unirsi al nostro gruppo.
Questo fattore finisce per influenzare anche l'elemento longevità che risulta problematico solamente nell’ottica della ripetitività. Affrontare i vari livelli in compagnia di amici risulta sempre divertente e trovarsi affiatati contro i tanti nemici che vi verranno mandati contro può far passare una simpatica serata in allegria. Giocato in singolo invece questa freschezza va perduta, nonostante la presenza di una intelligenza artificiale che svolge il suo lavoro pur rimanendo a volte incastrata negli scenari. La sua durata occupa un numero di ore più che buono e se poi riuscirete a sopravvivere ad uno schema di gioco piuttosto piatto potrete sempre affrontare l’avventura nei panni della fazione che avete tralasciato durante la prima partita.
Recensione Videogioco MARVEL LA GRANDE ALLEANZA 2 scritta da AP Marvel La Grande Alleanza 2 può essere inserito nella lista delle occasioni sprecate. La presenza dei tantissimi personaggi creati dalla casa delle idee non riesce a reggere il confronto con un gameplay troppo semplicistico e alla lunga decisamente piatto. Affrontare per ore orde di scagnozzi incapaci di dare veramente del filo da torcere a chi siede davanti allo schermo difficilmente potrà trovare molti consensi. Giocando in compagnia la situazione viene un po’ ridimensionata ma non riesce a risollevarsi completamente anche a causa dell’assenza di vere e proprie novità. I personaggi e l’interessante storia narrata avrebbero potuto rendere il tutto più piacevole da seguire ma a causa della completa assenza della localizzazione italiana anche questo fattore rischia di venir rovinato penalizzando chiunque non parli e conosca discretamente la lingua inglese. Uno smacco che Capitan America, Iron Man e soci non avrebbero meritato.
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