Recensione di Blood Bowl
PC, Xbox 360

Copertina Videogioco Blood Bowl
  • Genere:

     Sportivo
  • Sviluppatore:

     Games Workshop
  • Distributore:

     Koch Media
  • Data uscita:

     Pc, PSP, NDS: 24/09/2009 - X360: 19/11
7.3
Voto lettori:
7.0
Buona trasposizione del board game
Sistema a turni avvincente
Ottimo comparto multiplayer
IA rivedibile
Modalità in tempo reale inutile
Poco immediato, richiede dedizione
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A cura di Vittorio Valerisce (ViKtor) del
Tra tutti i giochi di ruolo da tavolo, anche detti board-game, ce n'è uno molto particolare che ha avuto un enorme successo, soprattutto oltreoceano, tanto da continuare ad essere giocato sin dal lontano 1986. Tale celebrità la deve allo sport di cui fa la parodia, ovvero il football americano: si tratta di Blood Bowl, che a ventitré anni dalla nascita approda su pc sotto forma di gestionale a turni che prova a replicarne le complesse regole.

Quando il football si fa duro...
Provate ad immaginare cosa accadrebbe se in campo al posto di Tom Brady o Donovan McNabb ci fossero due elfi o se i ricevitori fossero un troll e un nano. Sicuramente uno sport già piuttosto violento come il football americano diventerebbe un incontro di wrestling e lo stadio il suo ring da riempire di sangue. Beh, in Blood Bowl è proprio così: diverse “franchigie” composte da personaggi tipicamente fantasy si affrontano in un campionato dove le uniche regole sono quelle imposte dai dadi e dalle rare decisioni di un arbitro poco influente e dove tutto diventa lecito, anche uccidere un avversario.
L'obiettivo dei match è ovviamente quello di portare il piccolo pallone fino alla end-zone della squadra rivale, scegliendo di volta in volta la giocata tattica che si reputa migliore.
Dadi e fortuna, così come nel board-game originale, rivestono un ruolo fondamentale nello svolgimento dell'azione e sono solo due dei fattori di cui tenere conto durante il proprio turno di attacco o difesa. Blood Bowl è, prima di un titolo sportivo, uno strategico a turni e in quanto tale ha il campo di gioco diviso in zone con i giocatori disposti come truppe in guerra, fermi ad aspettare il nostro ordine.
Naturalmente i presunti grandi campioni hanno peculiarità ben diverse l'uno dall'altro, dettate prima di tutto dalla razza di appartenenza. Impostare una partita solo sul fisico controllando una squadra di Elfi Silvani è un suicidio, così come non ci si può aspettare grande intelligenza tattica da parte dei potenti e violenti orchi. Gli umani come da tradizione sono la razza più equilibrata, ma la scelta deve ricadere solo in base al proprio stile di gioco.
Ogni giocatore ha i suoi valori di forza, agilità, movimento ed armatura, nonché una corporatura fisica che lo rende più adatto a correre con il pallone in mano piuttosto che a fare il picchiatore.
Queste caratteristiche sono modificabili nella modalità carriera tramite un sistema di crescita e declino ben studiato: per ogni azione riuscita si guadagnano punti abilità da reinvestire a fine partita, in modo da accrescere il livello totale di ogni giocatore e, di conseguenza, quello della squadra. Se non moriranno in campo (sì, può succedere anche questo), i nostri fanta-atleti onoreranno la carriera fino all'inevitabile ritiro, obbligatorio dopo un certo numero di stagioni, tempo che può diminuire in caso di infortuni gravi.
Vincendo partite su partite si accumula una sorta di denaro con cui acquistare alcuni potenziamenti prima di scendere in campo. Si spazia dai classici power-up come un aumento della forza globale, all'ingaggio temporaneo di un forte giocatore fino ad alcune strane e rischiose pozioni, che se utilizzate senza logica possono portare addirittura ad accuse di doping.
Ma come funziona tutto ciò in campo? Trovandoci di fronte, come abbiamo detto, ad uno strategico a turni, occorre ponderare a dovere gli ordini da impartire alla squadra e la corretta disposizione in campo, cercando di anticipare o pervenire le giocate dell'avversario.
Naturalmente anche i dadi faranno la loro parte, quindi aspettatevi di vedere un tackle deciso da un roll. Ci sono poi alcuni comandi speciali, richiamabili solo una volta per ogni turno, che possono davvero cambiare le sorti della partita ma che vanno usati con parsimonia proprio per il costo che hanno: si tratta di giocate speciali come poderosi blitz o di interventi esterni al campo come quello del medico, utilissimo nel caso in cui una delle nostre stelle sia momentaneamente infortunata.
Le varianti per ogni azione sono tantissime e si scoprono solo con dedizione e pratica, due qualità che Blood Bowl richiede oltre ad un'obbligata visita al lungo e completo tutorial senza il quale sarebbe davvero difficile raccapezzarsi.
Il titolo Cyanide purtroppo mostra i suoi difetti proprio dove un titolo del genere non dovrebbe presentare lacune, ovvero nell'intelligenza artificiale che governa la cpu. Alcune scelte durante i match lasciano alquanto perplessi, soprattutto in fase difensiva, e il livello di sfida ne risente parecchio. Con un po' di allenamento e una squadra rodata anche le formazioni sulla carta più forti appaiono poco temibili e non danno mai l'idea di sfruttare pienamente il proprio potenziale.
Fortunatamente gli sviluppatori hanno concepito una modalità multiplayer molto interessante e tecnicamente ineccepibile, che diventerà presto il banco di prova perfetto per testare le proprie capacità strategiche e che nasconde le brutte magagne della IA. Lottare per un touchdown contro un avversario umano e attendere in religioso silenzio la sua mossa è molto avvincente, proprio come se ci si trovasse di fronte al board-game originale.
Da segnalare la presenza di una modalità che permette di modificare il gameplay e di affrontare i match in tempo reale. Senza dilungarci troppo, è fondamentalmente inutile per due motivi: primo perché snatura troppo l'anima del board-game, secondo perché si rivela poco giocabile e i problemi di IA emergono ancora di più. Evitatela.

The football show
Il motore grafico utilizzato dai Cyanide Studio è molto funzionale, nel senso che pur non brillando in effetti speciali o in texture super dettagliate fa il suo lavoro con una onesta riproduzione dei giocatori-statuette e stadi abbastanza dinamici. Un buon lavoro è stato fatto anche con le animazioni che strappano più di un sorriso, in particolare quando i personaggi tradiscono le proprie origini fantasy con qualche siparietto a palla ferma. Il quadro finale è molto colorato ed enfatizzato, proprio a sottolineare l'insolita commistione tra generi tra loro tanto diversi ma amalgamabili come non ci saremmo aspettati.
Tranquille di conseguenza le richieste hardware, che vi consentiranno, con una configurazione di fascia media, di spingere il gioco ad alta definizione e con i filtri attivati.
Il sonoro è caratterizzato da voci esclusivamente in inglese (non che questo sia un problema) ed effetti esagerati ad accompagnare i contatti fisici e i touchdown. Perché sarà anche uno strategico a turni, ci saranno anche orchi, elfi e troll, ma sotto sotto c'è pur sempre il football. E, come ci insegnano gli yankees, il football è innanzitutto un grande show.
Recensione Videogioco BLOOD BOWL scritta da VIKTOR Blood Bowl è uno sportivo atipico, che simula in gran parte le meccaniche del board-game da cui è tratto con un gameplay strategico a turni molto poco convenzionale. C'è il football, c'è il fantasy con tutti i suoi cliché, c'è molta riflessione, ci sono i dadi e c'è l'influenza della dea bendata, il tutto in un mix di generi diversi che funziona discretamente bene e va premiato per l'originalità. Proprio questo suo anticonformismo rischia però di allontanarlo dal casual gamer, che difficilmente andrà oltre il primo impatto non certo amichevole. Per chi conosce e apprezza il gioco da tavolo o per chi ha voglia di una nuova sfida videoludica da affrontare principalmente online, dare una possibilità a Blood Bowl diventa comunque un prezioso consiglio.
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