Recensione di Need for Speed: SHIFT
PS3, Xbox 360

Copertina Videogioco NFS: SHIFT
  • Genere:

     Guida
  • Sviluppatore:

     Mad Studios
  • Data uscita:

     Disponibile
9.0
Voto lettori:
8.5
- Esperienza di guida senza precedenti
- Ottima Intelligenza Artificiale
- Sistema di crescita del pilota ben implementato
- 30 FPS stabili
- Drifting deludente
- Comparto Online non eccezionale
- Personalizzazione estetica dei veicoli migliorabile
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A cura di Andrea Porta (andymonza) del
Il binomio corse in macchina – videogiochi ha dato vita negli ultimi vent’anni ad una moltitudine tale di titoli che pochi altri generi possono vantare oggi una tale proliferante produttività. Confrontarsi con un mercato ancora attivissimo, e forte dei suoi titoli blockbuster, non è indubbiamente un compito facile, soprattutto quando si tenta di farlo con un brand che negli ultimi anni, episodio dopo episodio, ha visto calare precipitosamente la propria qualità
Il primo passo dei ragazzi di Slightly Mad Studios, già creatori del leggendario GTR 2 in collaborazione con SimBin, è stato decidere da che parte stare in quell’ampissima forchetta di sottogeneri che divide la pura simulazione dall’arcade più assoluto. Volendo dare una risposta affrettata, si potrebbe dire nel mezzo, ma dietro a questa affermazione c’è molto di più, una serie di accortezze ed aggiustamenti che hanno permesso la creazione di un modello di guida inedito, a cavallo tra realismo e spettacolo, che fa di tutto per immergere il giocatore nel mondo delle corse Turismo e permettergli di divertirsi. Perché in fondo, sempre di un gioco stiamo parlando, e gli sviluppatori hanno deciso di focalizzare soprattutto l’aspetto ludico ed “emozionale” dell’esperienza di guida.
Questo gioco di equilibri ha dato vita ad un titolo che senza davvero rivoluzionare, riesce comunque a fornire un nuovo punto di vista sul genere corsistico, proiettando il giocatore direttamente dentro il casco del pilota. Vediamo insieme come.

Road to victory
Il cuore dell’esperienza SHIFT è rappresentato dalla modalità Carriera: essa ci vede come da copione nei panni di un pilota dilettante intenzionato a farsi strada nel mondo delle corse Turismo. Cominciamo la nostra esperienza con un giro di prova a bordo di una BMW di bassa caratura: sulla base della nostra prestazione ci verranno proposti i settaggi consigliati per il livello di difficoltà. Essi permettono una gestione indipendente del modello di guida e dell’Intelligenza Artificiale dei piloti avversari, permettendo una buona personalizzazione dell’esperienza in pista.
La Carriera si compone di quattro fasce di eventi, ognuna comprendente diverse categorie di gare da affrontare nell’ordine che si preferisce. Vi sono gare standard, dove ci si confronta direttamente con gli avversari in pista, campionati monomarca, dove tutti i concorrenti gareggiano con il medesimo modello di auto messa a disposizione dal produttore, sfide sul tempo e gare testa a testa, dove ci si sfida in un uno contro uno all’ultimo sangue.
Completate le quattro fasce si accede al grande Tour Mondiale, un campionato conclusivo dove i migliori piloti e le migliori vetture concorrono per il premio di campione del mondo.
Ogni gara fornisce un premio in denaro in base al piazzamento ottenuto, permettendo così l’acquisto di nuovi veicoli presso la concessionaria. Così come le gare, anche i mezzi sono divisi per fasce, e di ognuno è possibile controllare le caratteristiche espresse con punteggi parziali, ed una media generale.
I veicoli sono oltre 60, una cifra non eccezionale ma comunque buona, ed abbracciano un buon numero di costruttori, arrivando a veri mostri del settore come Bugatti e Pagani. Il principale problema della galleria d’auto proposta è che per ogni categoria c’è sempre un mezzo molto superiore agli altri, che diventa immediatamente oggetto del desiderio del giocatore. Questa focalizzazione su pochi veicoli al top delle rispettive fasce vanifica in parte la presenza delle auto inferiori quanto a caratteristiche, che tenderanno a rimanere ignorate dalla maggior parte dei giocatori.

Esperienza e Stelle
Il gameplay di Shift è stato accuratamente studiato in modo da premiare il giocatore per le sue prestazioni in pista, ed attorno a questo concetto è stato elaborato un apposito sistema: in tempo reale durante ogni gara un contatore assegnerà un punteggio al comportamento del giocatore in pista, dividendo i punti tra Precisione ed Aggressività. Ad esempio, seguire correttamente la Race Line (classica traccia che mostra il percorso migliore da seguire in pista, e cambia colore dinamicamente consigliando la migliore velocità di approccio alle curve) porterà punti in Precisione, mentre spingere un avversario in testacoda e prendere la sua posizione garantirà un premio in Aggressività. A prescindere dalla categoria di appartenenza, il totale dei punti guadagnati andrà a sommarsi permettendo al pilota di salire di livello, ottenendo premi in denaro, macchine esclusive e Gare su Invito. Queste ultime permettono solitamente di guidare macchine di fascia più alta rispetto a quella in cui si sta concorrendo e variano in base alla natura aggressiva o di precisione del nostro punteggio, offrendo gare testa a testa nel primo caso, e prove a tempo nel secondo.
A seconda del nostro stile di guida, livello dopo livello, otterremo un Simbolo del Guidatore, che si arricchirà via via di nuove decorazioni grafiche, differenti a seconda dell’aggressività o precisione che manterremo in pista.
A questo segno di distinzione si affianca il Medagliere, che raccoglie tutte le onorificenze conquistate in pista, divise per categorie d’importanza, dal bronzo all’oro.
Vi sono infine le Stelle, che si guadagnano sia piazzandosi sul podio, sia completando alcuni obbiettivi esplicitati gara per gara: si tratterà a volte di effettuare un certo numero di derapate, altre di buttare un avversario fuori strada. Guadagnare un certo numero di Stelle permetterà di sbloccare le fasce successive del campionato, rendendo il loro accumulo assolutamente necessario per il progredire della carriera. In questo aspetto si fa sentire la vena più arcade del titolo, che pur con i suoi aspetti simulativi, invita il giocatore a compiere manovre “sporche” o al limite, premiandolo per questo: il crossover tra generi potrà non piacere agli amanti della pura simulazione, ma come accennato in apertura SHIFT tende a porre l’accento sugli aspetti più ludici della guida, e lo fa in grande stile.

Esperienza di guida
Il modello di guida di Need for Speed: SHIFT è frutto di un gioco di equilibri, dove simulazione ed arcade si intrecciano ed intersecano creando una miscela unica nel suo genere. La tenuta di strada degli oltre 60 veicoli concessi su licenza è senza dubbio enfatizzata e certe derapate sono molto più “al limite” di quanto la fisica non vorrebbe, ma la cosiddetta “Real Driving Experience” regala al giocatore un’ottima rappresentazione delle sensazioni che si possono provare all’interno di un abitacolo lanciato a velocità pazzesche. La telecamera della visuale interna è infatti “agganciata” alla testa del pilota, con tutti gli spostamenti che ne conseguono: alcuni lievi, come nel caso di un’accelerata in uscita di curva, altri violentissimi, ad esempio in caso d’incidente.
Anche un evento scontato in pista, come prendere un cordolo o passare sopra ad una leggera imperfezione dell’asfalto, verrà enfatizzato da questa gestione della telecamera, e diventerà un elemento di totale immersività. A questo va aggiunto l’utilizzo della sfocatura, che si presenta sia quando si raggiungono velocità elevate, sia in seguito a collisioni particolarmente violente, che tendono ad offuscare la vista del giocatore per diversi secondi, desaturando addirittura la palette cromatica verso il grigio.
Questa innovativa rappresentazione, unita ad una riproduzione certosina dei cruscotti delle vettura e ad un’animazione molto rigorosa dei movimenti delle mani del pilota sul volante e sulla leva del cambio, rendono l’utilizzo della visuale interna una vera e propria “esperienza di guida”, che riesce a regalare un senso di accelerazione, velocità ed adrenalina mai scoperti prima in un gioco di guida.
Per tutti questi motivi la visuale del cruscotto è altamente consigliata, in quanto le altre quattro angolazioni classiche disponibili mettono inevitabilmente in secondo piano l’eccezionale lavoro dei Mad Studios.
L’aspetto simulativo di SHIFT arriva ad interessare la preparazione pre-gara dei veicoli, sui cui parametri si può intervenire sia in maniera amatoriale, sia approfondita, accedendo ad un discreto numero di opzioni. L’influenza delle regolazioni si fa sentire in maniera molto rigorosa una volta in pista, il che rende questo comparto molto funzionale.
Ben realizzato è il sistema di elaborazione prestazionale, che permette di acquistare kit di upgrade divisi in 3 categorie qualitative, in maniera molto simile a quanto visto in Gran Turismo.
E’ stato implementato anche un menu di personalizzazione estetica dei veicoli, che permette di verniciare singole parti della carrozzeria ed aggiungere vinili. La gestione di questi ultimi è tuttavia resa complicata dall’impossibilità di copiare/incollare il lavoro svolto sulle fiancate, rendendo molto difficile e laborioso creare personalizzazioni speculari: speriamo che questo possa essere risolto tramite futuri aggiornamenti.
Lavoro davvero notevole è quello svolto sull’Intelligenza Artificiale degli avversari, che è stata creata mantenendo come base un certo numero di archètipi comportamentali, come ad esempio Aggressivo, o Preciso. Su questi modelli di base sono stati creati gli avversari, che si rivelano molto determinati a conquistarsi il podio, ed a tratti molto umani, arrivando a commettere errori in caso esercitassimo del pesante “pressing” su di loro.
A questo clima simulativo si affiancano diverse licenze poetiche, cominciando con la sopracitata permissività della tenuta di strada e continuando con il modello dei danni, presente ma assolutamente elastico: anche schiantandosi contro un guard rail alla massima velocità si otterrà al massimo la perdita del cofano e della convergenza, che costringe a correggere costantemente la traiettoria del veicolo senza mai tuttavia diventare ingestibile.
Seguendo questa filosofia, il famigerato “appoggio” in curva, all’occorrenza anche violento, è perdonato ed a volte quasi incoraggiato dal modello di guida, mentre l’uscita, anche lieve, di pista si rivela molto penalizzante.
Il gameplay di SHIFT corre dunque in costante equilibrio sul filo che separa il realismo dalla licenza poetica, sbilanciandosi spesso sulla seconda, ma senza mai esagerare, mantenendo costante nel giocatore la sensazione di avere a che fare con una simulazione credibile. Gli aspetti arcade del modello di guida sono stati sapientemente mascherati con la generale sensazione di avere a che fare con mezzi dalla tenuta di strada precaria, anche se essa di fatto non lo è, e si rivela anzi più permissiva che in altri titoli. Questa mimesi regge alla perfezione, e convince appieno, riuscendo a regalare tanto divertimento senza troppo sconfinare nella fiction, un obbiettivo difficilissimo da coronare ma effettivamente raggiunto.
Il concetto di simulazione di guida assume dunque con SHIFT un significato differente da quello cui altre produzioni ci hanno abituato: invece di riprodurre con assoluta fedeltà i veicoli ed i relativi comportamenti in pista, i Mad Studios si sono concentrati sulla simulazione delle sensazioni di guida, la quale restituisce alla perfezione cosa si può provare trovandosi su un mezzo lanciato a 300 kilometri orari in mezzo ad una selva di piloti agguerriti.
In questo senso, SHIFT è più un simulatore del feeling di guida, che della guida stessa, ed apre un punto di vista inedito e molto personale sul videogame dedicato alle corse.
L’unica modalità che non riesce a rispecchiare pienamente lo spirito della produzione è il Drifting, che invece di enfatizzare l’elemento ludico delle derapate tende a eccedere nel realismo, dotando il giocatore di mezzi al limite del gestibile quanto ad aderenza, e rendendo la derapata un esercizio puramente tecnico senza la minima traccia di pathos e spettacolarità, relegando questa disciplina allo spiacevole ruolo di unico neo della carriera, fortunatamente presente in quantità non eccessiva.
Longeva ed appassionante, la modalità carriera promette molte ore di guida al limite, alzando progressivamente il livello di difficoltà e sbloccando via via classi di veicoli sempre più potenti, sino ad arrivare alle ammiraglie, veri bolidi la cui fulminea accelerazione costringerà ad un po' di pratica per tenere a bada le diverse centinaia di cavalli.

Comparto Multigiocatore
Il versante Online di SHIFT supporta sino ad 8 giocatori in due sole modalità: il Versus è la gara standard, completamente personalizzabile quanto a fasce di veicoli accettati, circuiti, numero di giri ed ora del giorno in cui affrontare la gara. Testa a Testa permette invece ai giocatori di competere in un mini-torneo ad eliminazione fatto di gare uno contro uno. Per quanto al momento della nostra prova, avvenuta prima del rilascio, i server fossero semivuoti, il net code ha retto bene, senza originare lag né rallentamenti di sorta. Analogamente a quanto avviene nella Carriera, gareggiando online si ottengono Punti Esperienza e Stelle utili alla progressione del pilota. Buono il lavoro sulla grafica, che si mostra solo lievemente alleggerita rispetto alla controparte singolo giocatore.
Nel complesso un comparto online divertente ma non molto approfondito, che senza dubbio interesserà i giocatori, ma non li terrà impegnati per molto tempo.

Comparto Tecnico
Il motore che muove Need for Speed: SHIFT è stato oggetto di un lavoro di approfondita ottimizzazione dal punto di vista della fluidità, testimoniato dal 30 FPS stabili, e soggetti a rallentamenti davvero impercettibili solo nelle fasi più concitate. La modellazione poligonale dei veicoli è di buona fattura, anche se le deformazioni prodotte da eventuali incidenti tendono ad apparire fittizie.
Le texture sono generalmente buone, anche se un po’ di aliasing tende a frastagliarne i bordi lungo le giunture della struttura poligonale sottostante.
Di ottimo livello l’effettistica, con riflessi di buona qualità ed in tempo reale, ombre dinamiche ed un gradevole lens flare.
Gradevole il lavoro svolto dal punto di vista del design dei circuiti: le riproduzioni delle controparti realmente esistenti hanno ricevuto qualche rivisitazione per rendere gli sfondi un po' più ricchi di elementi di contorno, mentre i tracciati di fantasia si rivelano di ottima fattura, in particolare quelli cittadini.
Menzione a parte per il comparto audio: se già durante i menu si può apprezzare un mix di minimal beat e campionamenti di rumori delle auto, una volta in gara si gode di un’eccezionale riproduzione del rombo dei motori delle auto, unico per ogni vettura, ed estremamente realistico nel riprodurre tutte le sfumature possibili. Ancor meglio realizzato è lo stridere delle gomme sull’asfalto, un vero e proprio “urlo” che sovrasta tutto il resto; qualcuno potrebbe trovarlo esagerato, ma chiunque abbia mai derapato ad oltre 100 kilometri orari sa quanto quel suono sia in grado di colpire il timpano umano.
Vale la pena di spendere qualche parola anche per la confezione generale del titolo, con i menu e la direzione artistica affidati a Black Box: minimaliste e molto eleganti, le videate hanno un’ottima personalità, e solo una generale lentezza nei caricamenti nei modelli in 3D delle vetture ne inficia leggermente la navigabilità.
Recensione Videogioco NEED FOR SPEED: SHIFT scritta da ANDYMONZA Need for Speed: SHIFT rispecchia appieno l’aria di rinnovo che si respira nella line up di quest’anno di Electronic Arts. Un’inversione di marcia a 180°, coraggiosa e supportata da un team di sviluppo capace, che ha saputo dare un’impronta inedita al titolo, esplorando nuovi aspetti della simulazione di guida. Non esente da difetti, uno su tutti la deludente riproduzione degli eventi Drifting, e da qualche ingenuità, come la personalizzazione estetica non perfetta, il titolo riesce comunque ad appassionare per la sua genuina riproduzione dell’esperienza di guida, e per l’ammirabile lavoro di bilanciamento svolto sul modello di guida, che riesce ad essere divertente come il più selvaggio degli arcade pur rimanendo credibile e dando l’impressione di simulare rigorosamente.
Il confronto con i due big in uscita a breve è tutto da giocare, anche se la nostra impressione è che SHIFT abbia tutte le possibilità di ottenere un meritato successo di pubblico, considerata anche la sua capacità di rivolgersi ad un target più ampio e non solo agli amanti della pura simulazione.
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