I Videogames non hanno sesso

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Amedeo "Zephiro" Marciano - del 18/07/2009
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Videogiochi e ragazze, un connubio talmente poco appropriato da rasentare l’utopia, almeno fino a qualche tempo fa. Quello che sembrava essere un passatempo prettamente (se non del tutto esclusivo) maschile, oggi è svolto in buona parte anche dal pubblico femminile di tutte le età, ridisegnando i tradizionali cliché tipici del mercato. Sempre più spesso, infatti, ragazzine, ragazze e donne adulte rivolgono parte del proprio tempo libero ai videogiochi, abbattendo così un tabù generazionale che imperversa da moltissimi anni. In questo speciale ci soffermeremo sulla natura di questo curioso fenomeno, abbracciando in larga parte le motivazioni, i generi preferiti e le scelte di mercato delle case di produzione per inglobare anche questa nuova fetta di pubblico.

Quando il gioco si tinge di rosa
Un fenomeno, non propriamente di massa, ma sicuramente un fenomeno, e per lo più in crescita. Ecco come il gentil sesso pian piano ha rotto le barriere snaturando un hobby maschile per antonomasia, merito sicuramente delle nuove tecnologie e delle nuove possibilità di gioco. Grazie all’avvento di sistemi di gioco più intuitivi ed immediati come ad esempio il controller del Wii, sono sempre più le ragazze che decidono di “sperimentare”. Uno dei limiti delle passate generazioni, infatti, era un sistema di controllo ostico per chi non è avvezza a joypad, tastiere e mouse. L’aumento dei party game e dei giochi leggeri adatti ai videogiocatori di tutte le età, hanno decretato il gradimento delle ragazze. Superato questo scoglio, grazie ai nuovi modi di interazione, il fenomeno si è espanso al punto di includere sempre più giocatrici quotidiane fra le fila di appassionati. Una volta che la breccia è stata aperta, il passo per spalancare il nuovo mondo a tutte le categorie di gioco è stato breve. Dal punto di vista psicologico e sociologico, la donna cerca nel videogioco uno strumento di aggregazione, di divertimento leggero e di soddisfazione personale. L’approccio fra uomini e donne è molto diverso, dunque. L’uomo, tipicamente predilige la competizione, la diretta manifestazione del suo ego, e la gloria videoludica; la donna, invece, non sente la necessità di confrontarsi se non con se stessa, curando molto i particolari nei giochi con cui entra in contatto.
Ecco dunque nascere strumenti di personalizzazione ad hoc, creati per attrarre il pubblico femminile interessato a personalizzare questo o quell’aspetto di gioco. In questo contesto il genere prediletto dalle ragazze sembra essere l’MMORPG con cui conoscere, costruire e modellare il proprio personaggio. Massimo esponente del cosiddetto social gaming è stato Second Life, titolo che nella storia ha attirato il maggior numero di ragazze possibile, seguito a ruota dalla celeberrima saga di The Sims, con cui costruire la casa e la famiglia dei sogni.
Osservando questi dati, appare chiaro l’intenzione della donna di distinguersi dagli altri, curando i particolari di tutto ciò che possibile nel mondo virtuale messole a disposizione dagli sviluppatori. I videogiochi come veicolo di conoscenza, aggregazione ed infine blanda competizione. Non deve però ingannare la passione della personalizzazione estrema e minuziosa del pubblico femminile, lasciando in secondo piano la passione per scelte più profonde. Altro genere preferito dal gentil sesso è, infatti, quello strategico/simulativo. In questo senso la donna ha più affinità dell’uomo, che ha dalla sua soltanto una maggiore praticità di controllo. Molte giocatrici amano riflettere, pensare e destreggiarsi fra moltissime variabili, e trovano più affascinante questo tipo di intrattenimento che l’azione frenetica tipica degli action.
Il platform diverte nel breve periodo ma non appaga, spesso rendendosi frustrante per coloro che non amano ripetere le stesse sezioni di gioco più volte, uno dei plot di questo genere. Seguono gli inossidabili puzzle game, di tutte le fogge e varietà, ed infine i picchiaduro, ideali per gli scontri con i rispettivi partner.

Non solo uomini
Ora che le donne si affacciano pian piano nel vastissimo mondo dei videogames, sono sempre di più le case di sviluppo che decidono di attirare a sé questa fetta di (potenziale) pubblico ancora inespressa. Non a caso quasi ogni gioco reca con sé un editor o almeno un negozio virtuale con cui personalizzare il proprio personaggio. Le eroine protagoniste di giochi sono sensibilmente aumentate di numero per garantire una maggiore immersione, e sono sorte tutta una schiera di generi pensati esclusivamente per le donne. Esempi possono essere le famose serie Giulia Passione… amatissima dalle ragazzine, My Pets, Nintendogs ed altre che strizzano l’occhio all’amore per gli animali tipico del gentil sesso. Molti giochi includono caratteristiche social, come il promettente Free Realms, o lo sviluppo dettagliato del personaggio e della sua vita, ad esempio Fable. Senza dimenticare l’esperimento (perfettamente riuscito) di Media Molecule col suo Little Big Planet e futuro seguito.
Inutile dire a questo punto come una ridefinizione degli stereotipi ha notevolmente aiutato la diffusione del fenomeno, anche se molti restano fedeli ai canoni maschili, sono sempre di più i giochi che adottano tematiche e strutture di giochi adatte ad entrambi i sessi.
Il popolo delle videogiocatrici non è infatti semplice da catturare, come non lo sono i gusti e i tempi di risposta, tuttavia i passi fatti in questa direzione dimostrano come il mercato sia ormai pronto ad accogliere calorosamente queste nuove appassionate.
Recensione Videogioco I VIDEOGAMES NON HANNO SESSO scritta da ZEPHIRO

Commento Finale

In definitiva, pur non rappresentando ancora un’utenza pari alla controparte maschile, il pubblico femminile dimostra il suo interesse, la sua personalità e la sua passione in molti generi. Chiunque pensi ancora che i videogiochi siano e resteranno appannaggio maschile dovrebbe ricredersi visto anche il recente aumento di titoli musicali in cui le donne danno il meglio di sé. Il mercato ne è cosciente e propone varianti sempre più studiate, sia in termini di modalità o elementi di gioco, che in generi ad hoc. Siamo certi che il fenomeno è destinato a crescere in vista anche delle numerose novità che ci aspettano nell’immediato futuro e spalanchiamo le porte in attesa di accogliere a braccia aperte tutte le videogiocatrici.

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