Recensione di FUEL
PS3, Xbox 360

Copertina Videogioco FUEL
  • Genere:

     Guida arcade
  • Sviluppatore:

     Asobo Studio
  • Distributore:

     Leader
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1-16
  • Data uscita:

     5 Giugno 2009
7.0
Voto lettori:
8.0
- Estensione territoriale da Record
- Buona atmosfera ed effetti climatici
- Tanti extra e modalità da affrontare
- Gameplay immediato e divertente...
- ...ma basato su meccaniche modeste
- Effetti audio poco vari
- Rallentamenti e popup talvolta evidenti
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A cura di Claudio Consoli (Shiryo) del
Che siate estimatori di giochi di guida su asfalto o sterrato, il mercato videoludico offre già differenti giochi pronti a soddisfarvi. In un quadro che non lesina titoli di valore per entrambi i generi, Fuel si propone con qualcosa di nuovo, portando il giocatore in un mondo liberamente esplorabile, dove asfalto e fango si mescolano nel teatro di una simil-America devastata dal surriscaldamento globale, da esplorare in lungo e in largo in ben 14.000 chilometri quadrati, alla ricerca di gare sui mezzi più disparati.

Un territorio infinito
Il nuovo progetto di Codemasters, affidato alle mani dei francesi di Asobo Studio, catapulta in giocatore in un desolato futuro prossimo, dove il territorio è virtualmente diviso in 19 zone. Ognuna di queste location può essere raggiunta con qualsiasi mezzo, ma solo quelle sbloccate daranno modo di svolgere le gare e le sfide sparse al loro interno.
Per sbloccare ogni area è necessario raccogliere un determinato numero di stelle da ottenere vincendo le gare, in proporzione al livello di difficoltà con le quali vengono affrontate: portando a casa il primo posto in una gara a difficoltà principiante si ottiene una stella, con Esperto due e con Leggenda ben tre. Peraltro, a seconda del livello di difficoltà impostato, si sbloccano elementi sempre nuovi per la personalizzazione del pilota o dei mezzi, oltre che crediti spendibili per l’acquisto di nuovi potenti bolidi, nella forma di barili di carburante.
Attraverso un menù rapido è possibile iniziare immediatamente una delle tre differenti gare offerte da ogni zona, oppure lanciare una delle svariate sfide presenti, anch’esse differenti a seconda della zona esplorata. Ulteriori, sfide ed eventi bonus sono invece rintracciabili solo viaggiando per la mappa, resi visibili da vistosi indicatori all’orizzonte. Tra questi vi sono numerosi elementi collezionabili come livree per i mezzi, oppure guidatori solitari che se speronati, regalano una copia del loro mezzo liberamente utilizzabile.
A questi elementi si aggiungono particolari punti panoramici, che una volta raggiunti non regalano nulla in termini di sbloccabili, se non visuali e scorci particolarmente poetici.

Grande varietà di mezzi
Il nuovo gioco presenta ben 75 veicoli suddivisi in varie categorie, alcuni dei quali acquistabili solo nel prosieguo del gioco. Vi troverete alla guida di Dune Buggy, Moto, Quad, Jeep, Monster Truck e molto altro; ognuno di questi ha caratteristiche differenti come velocità, accelerazione, resistenza ai danni ed adattabilità ad asfalto o sterrato. A seconda di quale mezzo state guidando sarà dunque più saggio optare per percorsi differenti, e decidere se tagliare certe curve o meno potrà davvero fare la differenza. I mezzi acquistati possono essere utilizzati liberamente solo in fase d’esplorazione della mappa; per gare e sfide, infatti, la scelta è limitata a singole categorie, e talvolta addirittura solamente ad uno o due modelli. Non mancherà occasione nella quale vi troverete costretti ad acquistare un particolare veicolo per svolgere un singolo evento. In termini di raccolta di fondi, o meglio barili, torna a rendersi importante l’esplorazione free roaming dell’ambientazione, alla ricerca di nuove sfide oppure direttamente di barili di carburante da raccogliere, spesso collocati nei posti più assurdi e di difficile raggiungimento.

Ma si gareggia o no?
Entrando nel dettaglio delle modalità prettamente ludiche, per quanto riguarda le sessioni di gara il titolo propone corse basate su checkpoints, a circuito o quelle che il gioco chiama gare RAID, ognuna delle quali contro un variabile numero di avversari a seconda del percorso e della categoria di mezzi.
Nelle gare a Checkpoints si inizia ovviamente la corsa in un punto di partenza cercando di arrivare primi all’arrivo, passando per i differenti punti di controllo lungo il percorso. Questo tipo di gara permettere di tagliare curve e approfittare di rampe dislocate per prendere vantaggio sugli avversari; l’importante infatti è solamente riuscire a rispettare il passaggio nei punti di controllo predisposti. Le gare RAID propongono ancora più libertà della modalità precedente, dato che è necessario semplicemente raggiungere un unico punto prefissato, il che permette di abbandonare quella che potrebbe sembrare la strada migliore, e decidere di prendere vie differenti, tenendo ben in considerazione le caratteristiche di ogni mezzo; con il bolide adeguato sarà talvolta preferibile tagliare totalmente le curve o intere parti del tracciato, l’importante sarà semplicemente arrivare primi al traguardo. Di tutt’altro genere sono le Gare a circuito, che si svolgono in veri e propri tracciati delimitati da ostacoli naturali come mare, rocce e fitti alberi, oppure artificiali come barriere, blocchi di cemento o abitazioni. Per poter gridar “vittoria”, sarà necessario arrivare primi al termine dell’ultimo giro, esattamente come in un qualsiasi gioco di corse classico.
Qualunque tipologia di gara si affronti, è bene ricordare che solo il vincitore viene premiato: se arrivare al primo posto fa guadagnare sempre una buona quantità di carburante, peraltro moltiplicato per il livello di difficoltà, un secondo posto non fa incassare assolutamente nulla; elemento che potrebbe portare non poca frustrazione nel caso in cui non si riuscisse a vincere nessuna delle gare o delle sfide disponibili.
Le sfide propongono differenti tipologie di prove, che vanno dalle più classiche come la prova a tempo, nella quale superare il traguardo in solitaria prima dello scadere del countdown, o come la prova ad eliminazione, dove l’ultimo pilota a raggiungere determinati checkpoint viene eliminato, ad altre ben più originali, tra le quali spicca la Caccia all’elicottero, che impone di dover raggiungere un punto prestabilito prima del velivolo, dovendo scegliere il percorso migliore per non far prendere distanza all’avversario naturalmente favorito. Divertente anche Cerca e distruggi, sfida nella quale sarà necessario intercettare uno o più mezzi in fuga e speronarli; un’attività che si rivela particolarmente ostica nel prosieguo del gameplay, con avversari che si divideranno tra loro, preferendo asfalto e sterrato a seconda del mezzo guidato. In aggiunta a tutte le numerose possibilità offerte, v’è la possibilità di gareggiare in multi giocatore sino ad un massimo di 16 concorrenti in quelle che sono le gare offerte dalla modalità singolo giocatore, oppure semplicemente di gironzolare assieme a più amici per il mondo di gioco. Se tutto ciò non bastasse, un apposito editor di gare permette di piazzare liberamente dei checkpoint sulla mappa, per poi sfidare avversari sul percorso appena creato.

Meglio della concorrenza, quindi?
Grazie ad una struttura tanto articolata, l’eventuale presenza di un gameplay valido farebbe facilmente guadagnare al gioco il titolo di gioco di corsa arcade più completo sul mercato. La guidabilità dei mezzi, però, appare molto standardizzata, con un feeling di guida simile tra i vari mezzi, persino confrontando un agile Quad con un Monster truck da diverse tonnellate. L’unica evidente variazione nella guidabilità si sente correndo su asfalto o sterrato, in relazione all’adattabilità del mezzo usato. Comunque, che il percorso sia bagnato, infangato o asciutto, poco cambia, purtroppo.
Relativamente al sistema di danneggiamento, si può notare affianco al tachimetro un indicatore che andrà sempre più verso la zona rossa maggiori sono i danni subiti; raggiunto il limite si viene ricaricati sul percorso con relativa perdita di secondi preziosi, ma con il mezzo perfettamente riparato. Purtroppo questa scelta non si dimostra di grande impatto né in termini di gameplay, né esteticamente, dato che i danni subito non modificano minimamente l’aspetto del mezzo, né cambiano la guidabilità rendendo più ostico, ad esempio, gestire le curve in caso di ruote danneggiate e via dicendo. Appoggiarsi agli avversari per guadagnare posizioni diventa presto una pratica usuale, cosi come andare a sbattere contro elementi dell’ambientazione e tornare in pista dopo balzi improbabili senza alcun danno effettivo, facendo tornare alla mente il gameplay dei titoli di corse della passata generazione.
Queste scelte di gameplay, inaspettatamente poco profonde, si affiancano alla totale mancanza di quelle caratteristiche che hanno reso speciali e divertenti alcuni giochi concorrenti, come l’utilizzo del turbo, assente in ogni sua forma, o la possibilità di gestire salti ed acrobazie liberamente, che invece vengono realizzati in maniera totalmente automatica in questo nuovo titolo. L’impossibilità di sfruttare meccaniche di questo tipo rende le sessioni di gioco piuttosto monotone ed alla lunga noiose, anche se è da ammettere che molte sfide faranno trattenere il fiato sino all’ultima curva, poiché nonostante molti difetti e la scarsa profondità nel gameplay, il titolo è comunque divertente, quantomeno come lo erano i giochi di corse di qualche anno fa.

Asfalto e fango, luci ed ombre…
Il comparto tecnico di Fuel vive di alti e bassi; considerando l’impressionante vastità del terreno, talmente elevata da garantire al gioco l’entrata nel libro dei Guinnes World Records, è normale non potersi aspettare una cura maniacale di ogni singolo dettaglio; i difetti, però, sono fin troppo evidenti.
Il frame rate, fissato a 30 FPS, cede notevolmente sia nelle fasi di gara con più mezzi su schermo, che in alcune location in fase di free roaming, fattore poco giustificato considerato l’evidente pop up delle textures di terreno e mezzi avversari. Quest’ultimi peraltro sono soggetti ad un particolare effetto galleggiamento quando precedono il giocatore da grande distanza, dando l’impressione di fluttuare a mezz’altezza. Il dettaglio dei veicoli e delle moto guidati risollevano in parte la qualità estetica del prodotto, pur attestandosi solamente ad un livello mediocre.
Il fin troppo abusato effetto sporco riesce comunque a rendere coinvolgente la visuale d’insieme, resa a tratti entusiasmante dagli ottimi effetti atmosferici come pioggia, neve o tempesta, ed il ciclo giorno e notte: elementi grazie ai quali prendono vita scenari entusiasmanti che fanno da sfondo a gare talvolta epiche.
Il comparto audio fa il suo dovere, ma senza eccellere: i rombi dei motori risultano decisamente piatti all'ascolto, cosi come il suono delle derapate, sempre identico a sé stesso. Questi si accompagnano a musiche non memorabili, se non l’emozionante “Burn my shadow” degli Unkle, scelta come main theme. Buona la resa audio dei differenti effetti ambientali.
Recensione Videogioco FUEL scritta da SHIRYO Fuel è un titolo indubbiamente completo, che grazie alle numerose aree da sbloccare, mezzi da acquistare, gare e sfide da vincere, oltre che alle buone funzionalità online, raggiunge una longevità certamente di tutto rispetto.
Il gameplay manca di quelle funzionalità che rendono validi e memorabili i titoli della diretta concorrenza, oltre ad essere inficiato da vistosi rallentamenti e da scelte poco convincenti relativamente ai danni ed alla fisica. Nonostante questo, correre offroad in uno scenario così ampio e ricco di differenti location si dimostra piuttosto divertente, soprattutto grazie a gare combattute che toglieranno il fiato sino al raggiungimento del traguardo.
Il consiglio d’acquisto va certamente agli amanti dei titoli arcade off-road, a patto di tenere bene a mente che in Fuel non si trovano né il dinamismo della serie Motorstorm, ne la cura nei dettagli di Pure, bensì un prodotto diverso dalla concorrenza, che nonostante si proponga come rivoluzionario grazie alla buona implementazione del free-roaming, mantiene un gameplay molto più classico, nel bene e nel male, di quanto ci si potesse aspettare.
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